18 aprile 2018

Solo premium la benzina a stelle e strisce


Chiunque abbia fatto un viaggio in auto negli Usa avrà notato che la benzina in vendita Oltreatlantico ha numeri di ottano molto più bassi di quelli disponibili presso i nostri distributori. Si tratta però di una falsa interpretazione, perché gli yankee calcolano il dato con un protocollo diverso, l'AKI, invece del RON impiegato dalle nostre parti. L'AKI è più conservativo; ne consegue che la normale Usa, quella a 87 ottani, corrisponde alla nostra verde a 95, mentre quella a 94, la premium, è vicina a 99 secondo il nostro criterio. Sono abituati meglio, quindi. E potrebbero diventarlo ancor più, perché i petrolieri hanno presentato all'autorità di controllo una proposta formale di unificazione del numero di ottani all'europea, portandolo genericamente a 95, praticamente a 100 ottani RON. In America sono però estremamente sensibili al costo del carburante e l'aumento medio di 5 cents al gallone (3,78 litri, quindi 1,32 cent/litro) rispetto alla 87 ottani potrebbe causare proteste e rimostranze, anche se le compagnie sarebbero in grado di inglobare l'aumento di prezzo nel risparmio conseguente alla più efficiente logistica di trasporto del carburante unificato. Fa impressione comunque che là si discuta di aumenti che in Italia sono assolutamente ridicoli: da noi da un distributore all'altro la benzina può variare il prezzo anche di 30 centesimi e al litro e siamo tristemente assuefatti al torchio di accise e imposte sui carburanti.

Per Peugeot il delivery futuro è elettrico


Lo sviluppo della mobilità elettrica passa per il delivery. Ne è convinta Peugeot che, considerata anche la crescita dell'e-commerce in Europa, con un aumento di volume del 32% dal 2015 al 2017 e il 14% del volume delle vendite al dettaglio, dispone già di una gamma di commerciali di medie dimensioni a trazione elettrica. Una scelta di tendenza confermata da Philippe Narbeburu, vicepresidente del segmento nel gruppo francese, in occasione della presentazione di Vega Editrice dell'Annuario Truck&Vans 2018 e della contestuale consegna del premio "Personaggio dell'anno", attribuito periodicamente alle figure di maggior spicco nel mondo dei trasporti. La disponibilità attuale dei modelli Berlingo e Partner a 0 emissioni, con autonomia di 170 km, potenza di 67 CV e coppia allo spunto di 200 Nm, dà già l'idea di come la mobilità urbana del trasporto possa evolvere in un'ottica di razionalità, con veicoli dalla velocità massima di 110 km/h e un tempo di ricarica rapida che in 30 minuti consente di raggiungere l'80% della capacità delle batterie. Una filosofia che prima o poi dovrebbe contaminare tutte le vetture elettriche, destinate a un uso di effettiva mobilità e quindi, in qualità di neo-elettrodomestici del movimento, auspicabilmente dotate della potenza sufficiente a muoversi agilmente entro i limiti di velocità, o poco più, ma non oltre. Dotare un'auto di 1 MW di potenza è infatti una contraddizione in termini del concetto elettrico della mobilità futura, uno spreco di risorse non giustificato da un mondo che delle regole condivise e del risparmio energetico dovrà fare prima o poi la sua filosofia dominante.

L'auto-casa di Renault



Il fuori salone di Milano è ormai una affermata vetrina per i costruttori, che mostrano qui anterprime e concept sulla mobilità futura. Renault ha scelto il giorno di apertura per la sua SYMBIOZ, vista Francoforte l'anno scorso e ripresentata qui dal direttore design del marchio Laurens Van den Acker e dalla creatrice di tessuti Alexandra Gaca che ha curato la realizzazione degli interni. SYMBIOZ si colloca nel 2030, è autonoma, elettrica e connessa come si immagina oggi il futuro della mobilità generale. Vista la tecnologia, che dovrebbe assicurare in previsione l'assenza di stress e pericoli nella guida, l'interno è una sorta di estensione della propria casa, con tessuti a effetto 3D e un grande divano circolare modello salotto. E in effetti l'assenza del montante centrale e l'apertura delle porte a petalo danno l'impressione di entrare in una abitazione, con materiali dall'effetto caldo e rassicurante che, pur tuttora in ambito concept, rappresentano comunque il percorso di sviluppo dell'archiettura degli interni che Renault applicherà ai futuri modelli.

12 aprile 2018

Come i funghi




Il parallelo con l'organismo vegetale è d'obbligo se parliamo di super-car elettriche, che tra un po' le trovi al super-mercato. Il fatto è che per realizzare una hyper tradizionale occorre interdersene e parecchio di motori e termodinamica, mentre se si passa all'elettrico è pieno di tecnologia outsource e quindi basta comprare e installare. Dato che poi delle auto elettriche si magnifica sempre l'accelerazione, trascurando le doti di tenuta complessive, forse anche il comparto sospensioni e assetto si gestisce facilmente. Di qui la fioritura, che soffia sul fuoco della competizione e vede new entry a ogni piè sospinto. Questa viene dalla taiwanese XINGMobility e si chiama MISS R, definita Rally Inspired Supercar per la sua (pretesa) agilità. Dispone di un pacco accumulatori al litio da 52 kWh che può essere sostituito al bisogno in 5 minuti (quindi se la comprate e avete fretta ne tenete uno carico in garage e raddoppiate l'autonomia) e garantisce un range di 250 km. Pochi per una capacità così grande? Sì, ma i 4 motori da 250 kW della MISS R per spararla da 0 a 100 in 1,8 secondi consumano un botto. Il totale fa un 1 MW, 1348 CV secondo i cinesi dell'isola, che evidentemente adottano un diverso sistema metrico perché per me la conversione dovrebbe dare 1358,69 CV; ma sono quisquilie, soprattutto rispetto ai 1.720 Nm, roba da traghetto. La V max è però di soli 270 km/h, mentre lo 0-200 si copre in 5,1 s e i 400 m in 8,87. XINGMobility costruisce anche la MISS E, un prototipo da corsa con soli 350 Kw che però va più forte, 288 km/h, ma accelera meno brillantemente 2,8 s sullo 0-100 e serve più che altro per lo sviluppo del sistema di mobilità. La società è nata nel 2015 intende proporsi come contenitore per la realizzazione di mobilità futura e si occupa di mobilità (elettrica) ad ampio ragggio. Ancora nessun dato di commercializzaione o prezzo per la MISS R

11 aprile 2018

A volte ritornano



Alla Lamborgini il ruolo di entry level (si fa per dire) tocca oggi alla Huracàn, sostituta a pieno titolo della Gallardo. Ma l'antenata (anche qui si fa per dire) aveva i suoi begli estimatori e la sua linea acchiappa ancora, tanto che sul sito di Zagato è comparsa in sordina una L-595 Roadster basata con ogni verosimiglianza proprio su una scocca Gallardo. Il modello coupé del 2014 era infatti realizzato sulla base della Superleggera con il V10 da 570 CV e 537 Nm e il taglio del tetto della nuova creazione ha aggiunto ancor più esclusività a un profilo già decisamente elegante. Tanto che la vettura potrebbe essere presente al prossimo concorso di eleganza di Villa d'Este che si terrà nel mese di maggio.

Grazie e arrivederci


Nelle grandi aziende talvolta a qualcuno tocca un ruolo scomodo. E' il caso di Matthias Müller, ex ad di Porsche promosso a boss VW dopo le dimissioni di Winterkorn a seguito del Dieselgate. Porsche era entrata ufficialmente a far parte della costellazione VAG solo qualche mese prima dello scoppio dello scandalo e Müller si è sobbarcato il difficile compito di traghettare l'azienda verso un futuro di elettrificazione e rinuncia formale al motore a gasolio, tagliando dove occorreva per ripianare i bilanci e facendo oggettivamente un ottimo lavoro. Ma le decisioni prese in emergenza si prestano fatalmente a revisioni successive e nei grossi gruppi oltre un certo limite non c'è più trippa per gatti. Così, con uno scarno comunicato il gruppo annuncia cambiamenti nel management che includono anche la posizione di vertice. Al posto di Müller, Herbert Diess, attuale boss del marchio VW. La decisione verrà ufficializzata con ogni probabilità nel consiglio di amministrazione di venerdì.

Provaci ancora AMG


A volte (anzi spesso) la tecnologia deve piegarsi al business o al mood che impera in quel momento. E' il caso dei Diesel, soggetti all'attacco più insensato della storia dei motori, ma anche nell'ambito dei motori più nobili ed esclusivi si devono fare compromessi. Nel 2012 AMG decise che i V12 erano troppo costosi, assetati e pesanti per equipaggiare le future auto del marchio. Pianificò quindi la loro sostituzione con gli (splendidi) V8 biturbo, ma i cinesi non erano d'accordo. Così dovettero allestire per quel mercato la S 65 2013 con il 12 cilindri di 6 litri. I teutoni però sono famosi per la loro testardaggine e ora ci riprovano. Le G65 e SL65 saranno quindi negli intenti di Affalterbach le ultime V12, secondo Tobias Moers, il boss. Il V8 biturbo di 4 litri ha raggiunto i 630 CV ed ha ormai la stessa potenza del dodici cilindri (non la coppia di 1.000 Nm, però), pesando assai meno e con una minore inerzia di funzionamento che lo rende più sportivo. Per le prossime serie destinate al mercato del lusso si può inoltre impiegare la versione ibrida inaugurata per la GT a 4 porte, che spara 816 CV complessivi. Quindi, bye bye V12. Vediamo se stavolta i miliardari cinesi saranno d'accordo.