27 dicembre 2013

Richiamo Maserati

Si sa che l'NHTSA (l'ente per la sicurezza stradale Usa) è piuttosto intransigente. Così Maserati ha provveduto subito al richiamo delle Quattroporte vendute sul mercato americano, appena 63, non appena l'ente federale ha emesso l'alert per un problema di connessione. Niente a che fare con il web, però: si tratta di un cavo in tensione nel vano motore, che con l'uso può staccarsi e provocare l'arresto del propulsore o, in casi estremi anche un incendio (gli yankee temono gli incendi più del diavolo). L'intervento per risolvere il problema è la semplice sostituzione del cablaggio relativo all'aternatore, operazione condotta ovviamente senza alcuna spesa per i clienti e, tipica usanza Usa, con la fornitura di una vettura sostitutiva (gratis, ovviamente) per il periodo di fermo-auto in officina. Accidenti, quanto sento queste cose provo sempre una certa invidia per come i consumatori americani sappiano far valere i loro diritti. Proprio come da noi, no?

I black cabs diventano verdi



I classici taxi di Londra fanno parte del mito britannico da sempre, ma il fatto che siano Diesel (il motore è Nissan) è sempre più un problema in una città che lotta quotidianamente contro l'inquinamento. Così il sindaco Boris Johnson, tipo deciso e intraprendente, ha deciso di fare un regalo di Natale ai suoi concittadini presentando una soluzione verde ai classici black cabs: la Ecotive Metrocab, taxi elettrico progettato dalla Ecotive e dalla Frazer-Nash. Anche in una città avanti come Londra, però il problema delle ricarica delle batterie è per ora insormontabile; la Ecotive, quindi, è dotata di un range extender, ossia di un motore a combustione che consente di aumentare l'autonomia giornaliera senza doversi fermare per lunghe ricariche. Sembra un po' un circolo vizioso, dato che, per quanto osteggiati, i combustibili usciti dalla porta rientrano sempre dalla finestra, ma potrebbe essere un primo passo parziale. Le vetture dispongono di due motori nelle ruote posteriori e di accumulatori al litio, mentre la percorrenza in termini di consumo di carburante per il range extender si aggira sui 26 km/litro, più di due volte quella degli attuali taxi. All'interno c'è spazio per sei persone e un raggio di sterzo particolarmente favorevole che consente l'accesso anche agli angoli più storici di Londra. Non è stato ancora dichiarato quale tipo di range extender sia previsto, ma le prove di circolazione dei mezzi inizieranno con il nuovo anno.

Schermi, computer, smartphone. Ora anche auto?

Gestire un colosso dell'elettronica high tech non è facile. La concorrenza incalza e occorre trovare continuamente nuovi segmenti di mercato da sviluppare. E più sei grosso più è difficile. Così Samsung, leader mondiale nell'elettronica consumer e nelle comunicazioni, dopo gli accordi con Renault per un progetto di auto elettrica nel quale ha la parte di fornitore degli accumulatori (collabora anche con Tesla), sta guardando con interesse anche al settore automotive più intrinseco, ma sempre in chiave elettrica, s'intende. Di qui la richiesta di brevetto, diffusa dal Wall Street Journal, di alcune componenti strategiche per lo sviluppo di un'auto, come i motori, la strumentazione, gli pneumatici. Certo, può sempre far parte di una partnership più ampia con qualche attuale o futuro costruttore del settore automotive, ma c'è il fondato sospetto che Samsung intenda cimentarsi direttamente nello sviluppo di un'auto elettrica. Quindi appare sempre più concreto l'affacciarsi sul mercato di una nuova generazione di costruttori automobilistici, che affrontano il tema della mobilità da un diverso punto di vista e che potrebbero davvero rivoluzionare il settore. La biodiversità tecnologica non può che far bene.

Meglio starle alla larga!


Più che Natale, questa macchina sarebbe utile per un bel barbeque estivo. RADO è un preparatore tedesco che, essendo tale, lavora solo su auto esclusive e potenze stratosferiche. Così è nata una SLS un po' esagerata, che grazie a due turbocompressori piazzati sul big V8 AMG gli tira fuori la bellezza di 850 CV. E, come d'uso nel settore, l'elaborazione va messa al banco per mostrare che i ponies ci sono davvero. Nel video si vede la SLS sgranare tutte le marce del suo cambio automatico per raggiungere il picco di potenza, poi, sorpresa! Si sa che con i turbo e alte potenze bisogna lavorare con una miscela grassa, il che determina un eccesso di benza nei rilasci. E dalla fiammata si direbbe che i consumi di questa SLS non siano proprio contenuti. Certo che in coda è meglio non avvicinarsi troppo!


Luxury Yeti

Il tentacolare gruppo VW ha imparato a diversificare i suoi prodotti per evitare "buchi" come quello di Seat, che a causa delle sovrapposizioni con le altre marche non ne ripete il successo. Così per Skoda viene sviluppata una gamma specifica, che ha nell'utilizzo nel tempo libero e nel blando fuoristrada il suo leit motiv. In questo settore, peraltro, l'ultimo grande successo è targato Range Rover con la Evoque, un target piuttosto alto per un ex marchio del'Est, ma che pare rientri nelle ambizioni della Casa Ceca. La base della nuova Suv sarebbe la Yeti, con un profondo lavoro di riallestimento che la renderebbe più lussuosa; rimane da vedere se il mercato sia disposto ad accettare una Skoda upper level. Del resto questo concetto sarà applicato anche su altri modelli: è il caso della nuova generazione della Fabia, che arriverà al salone di Parigi in autunno e che sarà più grande (grazie all'impiego del pianale modulare MQB) ma salirà anche di gamma (e prezzo). La tentazione di far soldi facili cambiando le etichette è però ancora forte: sembra infatti che nel futuro Skoda ci sia anche una versione ceca della CC. Che dire, auguri!

26 dicembre 2013

Uno scorcio di Cactus

Da tempo si parla della Citroën C4 Cactus, nata come sostituta moderna del concetto alla base della 2CV, quindi tendenzialmente economica, ma poi evolutasi in una maniera più personale e distinta, un po' sulla falsa riga delle DS. Forse è per questo che il suo debutto avverrà il prossimo 5 Febbario, data di lancio del brand DS e anniversario della nascita (136 anni fa ) del fondatore della Casa, Andrè. L'auto somiglia molto alla concept vista nel 2007 e dovrebbe adottare la stessa filosofia natustistica sui materali e sulle soluzioni dell'interno. Sarà comunque la capostipite di quello che Citroën intende fare divenire un ulteriore ampliamento di marchio, con il comfort al centro ma senza soluzioni costose o troppo esclusive (leggi motori normali e cambi manuali). Sono state rilasciati i primi teaser della macchina, decisamente troppo poco accurati per capirne un gran che. Ma per ora ci accontentiamo. Dategli uno sguardo su http://c4cactus.citroen.com/it.

Auto rumorosa? Ci pensa Bose

Prima o poi un'auto rumorosa dà fastidio a tutti, pure ai fanatici dei roar di un V8. Le alternative però scarseggiano: cambiare l'auto o mettersi dei tappi, con tutte le conseguenze del caso. Questo finora. Sì, perché Bose, specialista di hi fi e sound in genere, ha messo a punto uno speciale chip che aggiunge al vostro impianto audio la capacità di fare il noise-canceling, quel sistema che riduce il rumore generando onde sonore uguali e contrarie emesse dagli altoparlanti. L'operazione di montaggio non è proprio per neofiti, ma è fattibile senza troppe complicazioni e richiede, oltre ovviamente al chip da acquistare, il montaggio di una serie di microfoni che captano i suoni da riprodurre al contrario per silenziare l'auto. Non aspetttatevi comunque miracoli: qualche tempo fa ho provato il metodo (con le cuffie) su un volo KLM (e su un'aereo il funzionamento è più semplice perchè il rumore di fondo è costante) e devo dire che funzionava ma non rendeva certo la cabina un ambiente zen. Certo che se siete di quelli che tolgono l'antirombo per sentire meglio l'aspirazione, alora sentirete la differenza.

24 dicembre 2013

Il pericolo è il bio-metano

A fine anno succede veramente di tutto, un po' sulla falsariga del decreto scopa che abitualmente chiude i lavori del parlamento. Ovviamente parliamo di un problema che a che fare con l'automobile, quello dellla produzione di CO2, per il quale i trasporti siedono abitualmente sul banco degli imputati. Beh, una ricerca che si chiama "Ruminants, climate change and climate policy", pubblicata dal più autorevole dei giornali scientifici, Nature, ed effettuata da un pool di scienziati di diverse discipline, conclude che occorre tassare pesantemente il consumo di carne. L'iniziativa, cui andrebbe in quanto propositiva di una tassa il plauso dei nostri governanti, parte però da quella che per l'auto è una nota positiva: le vetture non sono più il principale responsabile dele emissioni di anidride carbonica; il vero colpevole è il bestiame. L'effetto è indiretto, perché l'aumento del'effetto serra si annovera non già alla CO2 ma al bio-metano, che notoriamente non proviene esattamente dallla respirazione degli animali da allevamento. La loro perniciosa propensione alle deiezioni rappresernta quindi un perciolo per l'umanità e dev'essere punita, riducendo drasticamente il numero dei capi e osteggiandone la vendita. Ora non so come la pensiante quanto ad alimentazione, ma indipendentemente dagli orientamenti alimentari di chicchessia, se andiamo avanti per questa strada finirà che quanche genio proporrà di eliminare anche gli umani, poiché in assenza di carne ci toccherà sostituirla con fagioli e lenticchie e, come ben sapete, questi hanno un certo effetto collaterale che tende ad aumentare proprio la produzione (umana) di metano. E se lo usassimo tutto per i trasporti, 'sto metano in eccesso?

Zero sound


Si chiama Zero Fx, la fanno in California, Usa, ed è la più avanzata enduro elettrica sul mercato (quello americano però). Il suo motore sviluppa una potenza di 45 CV e una coppia di  95 Nm (erogati istantaneamente) con un peso complessivo di soli 127 kg, abbastanza per garantire prestazioni degne di una moto da competizione. La trasmissione è a cinghia in fibra di carbonio, non c'è alcun tipo di cambio e la manutenzione è pari a zero, come il nome d'altronde. Le batterie al litio sono di tipo modulare e la Fx può essere acquistata con una capacità di accumulo di 2.8 oppure 5.7 kWh, mentre la ricarica avviene in circa un'ora (al 95%) mediante le speciali colonnine CHAdeMO a corrente continua che si stanno diffondendo in America; buio però sul tempo occorrente con il caricatore standard. Non manca poi il techno touch: tramite uno smartphone si possono configurare tutte le caratteristiche della Zero, oltre a conoscere in anticipo la carica disponibile e le possibilità di "rifornimento" nell'area. Quanto costa? Allora, 9.495 $ per la Fx base, cui aggiungere altri 2.495 $ se volete le batterie più grandi, quelle che danno 100 miglia (160 km) di autonomia. Poi c'è il caricatore rapido, 599 $ opppure quello CHAdeMO, addirittura 1.799. Con le opzioni più costose siamo attorno a 10.000 €; non male; però il costo d'esercizio è quasi Zero... Comunque date un'occhiata al video: il sound c'è; è proprio la Fx che non fa rumore.

Al pieno ci pensa Babbo Natale

Beh, sembra da qualche parte sia davvero Natale. Per esempio in Svizzera, a Lyss, cantone di Berna, la capitale federale. Per qualche misterioso motivo in un distributore di benzina self service il prezzo della super a 98 ottani è sceso a 17 centesimi al litro, consentendo ai fortunati automobilisti che hanno scelto quel punto per il rifornimento di farsi il pieno con meno di 10 franchi, circa 8 €. Un affare davvero raro, ma che è durato soltanto un'ora, tempo necessario a che la notizia giungesse al gestore, che ha provveduto immediatmente a ritarare la colonnina con il prezzo giusto, 1,70 franchi al litro. Il bello della faccenda è che i numerosi automobilisti che hanno approfittato dell'occasione (c'è stato un passa parola immediato; anche in Svizzera le cose vanno come in Italia) non corrono alcun rischio, dato che non c'è stata nessuna effrazione nè violazione della legge. Anche se i responsabili venissero individuati tramite le immagini delle telecamere di sorveglianza, non si potrebbe contestare loro alcun addebito. Come dire, gli errori si pagano e buon Natale a tutti. A questo punto è lecita una domanda? Vuoi vedere che lo spostamento della virgola lo ha fatto proprio Babbo Natale?

Huracan night drifting

Dato che ormai manca un soffio a Natale, mi improvviso Santa Claus e vi regalo l'ultimo video della quadrilogia di avvicinamento Lamborghini verso la Huracan. I tre video precedenti ve li ho risparmiati perché sono incredibilmente noiosi, anche se nell'immaginario del loro ideatore avrebbero dovuto creare un clima di attesa vibrante della nuova V10. Di fatto sono invece very boring, come dicono gli yankee. I due ragazzi protagonisti, però, nel 4° video finalmente la vedono 'sta benedetta Lambo. Quindi saltate i preamboli e andate direttamente a 2 minuti di filmato, quando potrete gustarvi una serie di evoluzioni in notturna nello stabilimento di Sant'Agata. Devo dire che la coda è molto bella (vagamente Aston?) e che l'aspetto della Huracan è molto new style Lamborghini. Però rimango dell'opinione che il sound di un V10 è decisamente meno coinvolgente di quello di un classico V8 con l'albero a croce (no Ferrari 458 Italia e McLaren, quindi).

23 dicembre 2013

V8 AMG sotto il cofano Aston

Dopo il passaggio del pacchetto azionario di controllo al gruppo dell'italiano Bonomi (ex Ducati), Aston Martin Lagonda comincia a stringere alleanze per aumentare il suo fatturato e ampliare la base d'utenza. Già da tempo i V8 monati sulle sportive british erano costruiti in Germania, quindi è stato in un certo senso naturale trovare un altro partner tedesco per i futuri upgrading. E cosa c'è di meglio di AMG sulla piazza e in cerca di alleanze? Niente, anche perché l'omologa Motosrport (BMW) non è interessata agli share tecnologici. Così nasce una partnership tra il preparatore del gruppo Mercedes e il marchio britannico con capitale italiano, in base al quale AMG progetterà e costruirà una serie di propulsori appositamente per Aston. Daimler, proprietaria di AMG, entrerà progressivamente nel capitale di Aston Martin Lagonda fino al 5% e comincerà contestualmente la fornitura di motori. Nessuno spostamento per i rispettivi siti di produzione, però: ad Affalterbach si continueranno a produrre le sportive Mercedes e a Gaydon le blasonate inglesi con il trapianto dei V8 made in Germany. Consentitemi una spigolatura. Se aggiungiamo a questo accordo quello già esistente tra Mercedes e Renault, anche qui di fornitura di motori, forse la Casa francese potrà vantare una nobile parentela per la prossima Alpine?

20 dicembre 2013

Aria di Lego su quest'auto

Cosa c'è di meglio a Natale di un'automobile giocattolo? Certo, ma questa non solo è interamente costruita con mattoncini Lego, ma anche perfettamente funzionante grazie al motore radiale ad aria compressa a ben 256 cilindri. La genesi del prodotto è assai complessa: un ragazzo australiano, Steve Sammartino (secondo voi da dove viene la sua famiglia?) e uno romeno, Raul Oaida, organizzano una joint venture via web per raccogliere i fondi per l'acquisto del mezzo milione di mattoncini necessari a costruire l'auto. Ottenuta la money, Sammartino si occupa della parte economica (e te pareva) e Oaida costruisce materialmente l'auto in Romania. Poi il prodotto finito viene spedito a Melbourne e qui avviene il battesimo. Il perché di questa costosa spedizione mi è oscuro, ma l'auto funziona davvero e il video lo mostra, può raggiungere i 30 km/h. Ho solo due dubbi, il primo riguardo il comfort offerto dai sedili e il secondo sulla bombola dell'aria compressa necessaria al funzionamento. Che sia fatta anche quella di Lego non ci credo proprio.

19 dicembre 2013

Musica, non rumore

Bene, cari topolini. Adesso sedetevi comodi, alzate il volume e ascoltate la musica di un VERO 8 cilindri; in linea intendo, l'architettura più pura e (ahimé) oggi inconsueta per realizzare un pluricilidrico, forse con qualche torsione di troppo sull'abero ma capace di farti venire i brividi quando lo accendi. Oltre che per eseguire il classico test Rolls della monetina da appoggiare sulla testa del motore acceso per vederla restare immobile. Ma qui le vibrazioni non contano; solo il sound ha spazio. E se viene da una vecchia (ma sempre mitica ) Duesemberg (che l'ignorante che ha caricato il viodeo chiama Duesemburg!!) e non da uno dei brad tosti del momento, poco importa. La classe non è acqua e nel tempo non cambia.

L'uragano Maya

Sul blog deutsche Autofilou è comparsa una foto della nuova Lamborghini, quella che sostituirà la defunta Gallardo. Si chiama Huracan, nome che ovviamente, come da sempre nella tradizione di Sant'Agata, è quello di un toro, messicano nella fattispecie. Incidentalmente Huracan era anche il dio delle tempeste del fuoco e del vento nella mitologia Maya: segno forse delle doti della nuova Lambo? Comunque il motore, contrariamente ai leaking degli ultimi tempi che parlavano di downsizing, sarà ancora il V10 di 5,2 litri, con potenza di 600 CV e coppia massima di 543 Nm. Per ora è previsto solo un cambio manuale a 6 marce, ma quanto meno l'elettroattuato dovrebbe essere disponibile. Non si sa dove il blog abbia pescato la foto, ufficialmente "fuggita" in rete. Ma sembra proprio autentica.

18 dicembre 2013

Ob torto collo...

Se c'è una parte dell'automobile che non è cambiata sin dai primordi, quella è il tergicristallo. Più di un secolo di evoluzione non è servito a trovare un'alternativa meno meccanica e più affidabile, tant'è vero che anche gli aerei si affidano tuttora alle spazzole. Ma le cose potrebbero cambiare, se spinte da una adeguata motivazione economica:ed eccola qua. Alcune settimane fa la NHTSA (l'incubo dei costruttori, l'ente per la sucurezza stradale Usa) ha ordinato il richiamo di tutte le McLaren MP4 12-C vendute in America per la possibile piantata del motore dei tergicristallo. All'azienda britannica si irritano molto per queste cose (d'altronde cosa pretendete da un'azienda che usa utensili placcati d'oro) e  hanno dato un'accelerata alla loro alternativa: una serie di emettitori a ultrasuoni che stendono un invisibile velo sul parabrezza. In questo modo le gocce d'acqua non arrivano più a toccarlo. Bello, molto high tech, ma se non lo usano sugli aerei un motivo ci sarà, no? E il motivo è semplicemente che il dispositivo funziona solo con l'acqua, ma non impedisce nè può eliminare formazioni di condensa, ghiaccio e soprattutto non evita lo schiacciamento dei moscerini. Per non parlare di tutti i cani che scapperebbero a zampe levate, "assordati" dalle inudibili (ma solo per noi) onde sonore. Insomma, con buona pace di McLaren, mi sa che dovemo tenerci le spazzole ancora per un po'.

Ruote-motore cinesi per VW


Viene dalla stessa località ove ha sede la Chrysler, Auburn Hills, ma è in parte cinese (azionisti di Protean sono il gruppo Oak Invetsment Partners, GSR Ventures e Jiangsu New Times Holding Group) e collabora con la VW. Si chiama Protean questa azienda high tech specializzata in trazione elettrica, che sta sviluppando con la Volkswagen un'auto basata sulla scocca di una Bora che dispone di due motori elettrici nei mozzi posteriori. Il brevetto della società riguarda proprio questo tipo di motori, che attirano un po' tutte le Case pur con il notevole inconveniente di aumentare le masse non sospese e penalizzare quindi la dinamica dell'auto. A questo riguardo, però, questi motori, pesano solo 34 kg l'uno e sono montabili su ruote fino a 18 pollici di diametro. Iincorporano inoltre tutta l'elettronica di controllo e hanno un potenza di 100 CV, con una distribuzione della coppia particolamente piatta su tutto l'arco di funzionamento. L'elevata potenza di ogni unità in relazione al peso consente anche progetti più prestazionali del solito, mentre la frenata rigenerativa riesce a recuperare fino all'85% dell'energia cinetica che andrebbe perduta. Il vantaggio progettuale di impiegare ruote-motore è evidente: si recupera una grande quatità di spazio utile nella vettura che serve sia alla migliore abitabilità sai a una collocazione più razionale degli accumulatori.

Se il mercato piange, Dacia ride

In un mercato che segna ribassi allo stesso ritmo dei tamburi di una slot machine, Dacia è cresciuta del 20% sulla piazza europea nei primi 11 mesi del 2013, rivelandosi il brand di maggior successo. Un dato davvero notevole, anche perché nello stesso periodo la quota è passata dall'1,9 al 2,4%. Su scala globale, l'aumento delle vendite degli ultimi tre mesi dimostra come ci siano segni di movimento, pur se i volumi complessivi rimangano su livelli assai bassi. Mazda, Mercedes e Seat hanno fatto segnare un aumento di poco meno del 10%, con l'exploit di Jaguar al 15,6%, mentre il gruppo VW, che rimane leader nei volumi con 2.73 milioni di auto, è sceso del 2,1%. Tra i marchi più in passivo Lancia e Chevrolet, scesi di un valore attorno al 10% e Alfa Romeo, che ha registrato un calo vicino al 30%. Globalmente il mercato del Vecchio Continente a Novembre ha totalizzato 10,9 milioni di auto, con un calo del 2,7% rispetto allo stesso periodo del 2012. L'uscita dalla crisi dell'auto sembra quindi ancora lontana, ma si conferma il criterio secondo il quale chi ha i prodotti giusti riescaq a fare attivi.

Ancora un po' e ci provavano con lo shuttle

Ok andiamo di video. La prima Corvette Stingray a rompere il muro delle 200 miglia orarie, 200.6 per la precisione, corrispondenti a 322.7 km/h.. Per compiere l'impresa si è dovuti però ricorrere al preparatore Hennessey, dato che i 460 ponies erogati dalla versione standard non bastano. Così hanno provato con la HPE 600 a compressore da 600 CV: niente. Ultima aggiunta, un kit a protossido d'azoto (quelli da fast&furious che dopo 1 minuto ti disintegrano il motore) che ha portato la potenza a 700 CV. Il video documenta l'impresa. Ora non per fare il supercritico, ma... c'era davvero bisogno di tutto quel cinema per tirar fuori 700 cavalli da un 6.2 litri? E poi, 700 cavalli per fare i 320 orari? In Europa ne basterebbero 500; non è che l'aerodinamica della Corvette è un po' old style? Anyway, teatro dell'impresa un'autostrada texana a pagamento, chiusa al traffico ovviamente. Unica trasgressione, vedere l'auto della polizia mentre la Corvette le sfreccia accanto. Fa anche sorridere la soddisfazione del pilota per essere riuscito nella mitica impresa di superare in rettilineo i 300 orari. Non sarà proprio perché era su una Corvette?

17 dicembre 2013

BMW "salta il fosso"

Da tempo si parla del nuovo ampliamento di gamma BMW verso il basso con un modello monovolume, un po' sull'onda di Mercedes con le nuove B o di VW con la Golf Plus o ancora di Ford con la B-Max. Le dichiarazioni peudo-ufficiali al riguardo parlavano di una netta separazione tra le BMW vere (quelle a trazione posteriore) e le nuove a trazione anteriore; differenza che sarebbe stata sancita addirittura con un nuovo marchio, come per le elettriche i. Ora però si viene a sapere che le monovolume, definite Active Tourer, sarebbero inquadrate nella Serie 2, come la nuova piccola coupè appena presentata. Ciò si deduce dall'esame delle foto spia più recenti, ove l'auto colta nel test riporta la scritta posteriore 225i. Alla base della vettura c'è la piattaforma UKL della nuova MINI, prevista quindi per una classica trazione anteriore, ma con l'opzione dell'integrale mediante l'installazione di un giunto a controllo eletronico Haldex. Su questa piattaforma è previsto il montaggio dei motori tanto a 4 come a 3 (che gioia!) cilindri, mentre i 6 sono esclusi per mancanza di spazio nrel montaggio trasversale. Deduco quindi che BMW voglia sdoganare le anteriori anche sul suo marchio principale, forte anche della vecchia leggenda che viene periodicamente tirata in ballo  secondo la quale l'80% dei possessori di BMW non sa di guidare una trazione posteriore. Non gli daranno mica degli idioti, vero?

Basta con le foto del diploma!

Accidenti, sembra che questo 2014 inizi carico di cambiamenti epocali. Come quello che riguarda la patente di guida. Dal 9 Gennaio niente più rinnovo decennale o (quinquennale per i più agé) con il bollino autoadesivo, ma un nuovo documento ogni volta. Questo parto degli ultimi giorni del 2013 ha una sua logica e serve ad aggiornare le foto ultradecennali presnti su gran parte delle patenti e oggettivamente scarsamente rispondenti ai requisiti di identificazione quando siano passati trenta o quarant'anni dal rilascio. Tutta la procedura avverrà tramite il Portale dell'Automobilista (quello del ministero dei Trasporti) e agli interessati verrà chiesta quindi anche una fotografia oltre al costo della procedura, che risulta invariato. Nell'attesa del documento nuovo, si potrà circolare con la ricevuta, che vale 60 giorni. No problem, il ministero garantisce che entro una settimana la patente nuova sarà a casa vostra. Ci credete vero?

Beh, almeno mettetevi d'accordo!

Parafrasando dal web, si direbbe che il car sharing sia proprio virale. Parte infatti oggi a Milano, dopo GuidaMi (ATM), E-VAI (Ferrovie Nord) e Car2go (Mercedes), EnJoy, servizio patrocinato da ENI (in primis), Trenitalia, FIAT e Comune di Milano. Fiat è un socio hardware: ha già fornito trecento 500 rosse che entro gennaio arriveranno a 650. Insomma in tempi di calo di vendite anche iniziative come questa possono dare ossigeno all'auto. E non lo dico per spirito anti-mezzo pubblico (che peraltro rivendico con orgoglio), ma basandomi sulle interviste fatte ai vari attori dell'iniziativa. Curiosamente, infatti, mentre da parte dei vertici ENI e Trenitalia si sottolineava con vigore come un  car sharing vada nell'ottica del terzo millennio automobilistico (Scaroni arrivava addirittura a fare il paragone tra Milano e New York, auspicando un uso dell'auto ridotto come nella Grande Mela), l'uomo Fiat ametteva come per l'azienda ex-torinese questa sia l'occasione di far provare la vettura (ergo la 500) ai clienti del noleggio e magari di spingere l'utente occasionale a un acquisto pemanente. Evidenza di quanto l'economia di questo inizio di secolo sia confusa e complessa, ma anche prova lampante del fatto che solo con mediazioni intelligenti si possano salvare mobilità e posti di lavoro.

E come economica?

Tesla apre il 2014 con quello che potrebbe sembrare un cambio di rotta dal punto di vista del marketing rispetto alla sua mission attuale. Con il debutto al salone di Detroit 2014 (dal prossimo 13 Gennaio) della Model E, l'azienda californiana apre infatti la sua gamma a un target diverso dall'attuale, composto, questo,  perlopiù da entusiasti, visionari, ecologisti, tutti accomunati dalla sostanziosa disponibilità finanziaria, visto che per una Model S occorre sborsare più di 60.000 €. La Model E, invece, dovrebbe avere un prezzo tra i 25.000 e i 35.000 $, tra 18.000 e 26.000 € circa, aprendo di fatto la strada a un abbassamento di gamma che potrebbe dar luogo a un discreto aumento di vendite. L'auto non sarà comunque una Model S più piccola: il responsabile del design Franz von Holzhausen ha dichiarato infatti che la Model E avrà una sua personalità, così come il pickup in fase di sviluppo, e non sposerà il concetto Audi del familiy feeling, anche se il debutto della nuova auto non avverrà sulla piataforna di terza generazione che è ancora in sviluppo. Prosegue anche la messa a punto del Suv Model X, che si vedrà nel corso dell'anno e che avrà un target price vicino a quello della S; ancora in forse invece la riedizione della Roadster.

16 dicembre 2013

Under pressure

Ci risiamo. Con la scatola nera, intendo, ossia con il grande fratello pagato da noi. Nell'ultimo decreto del governo, infatti, è stata inserita una clausola che prevede uno sconto di non meno del 7% sulla tariffa nel caso in cui l'assicurato decida di farsi montare il dispositivo. Bene. Innanzitutto, sconto su che, su quale tariffa, visto che le assicurazioni praticano i tassi che vogliono? Basta fare prima un bell'aumento e in tal caso lo sconto a cosa corrisponderebbe? Ma la cosa che mi fa impazzire è che l'associazione delle compagnie ha già protestato. Sì, perchè l'articolo prevede che il costo della scatola nera sia a carico loro e non dell'automobilista. Siamo al teatro dell'assurdo. Io devo pagare di tasca mia, con uno sconto fittizio in risarcimento su una tariffa aleatoria e sulla quale non ho alcun controllo, per un servizio che la campagnia adotta per controllarmi e applicarmi eventualmente variazioni di premio. E poi, non ne abbiamo già abbastanza di bancomat, carte di credito, social network, telefoni che tracciano ogni nostro movimento e comportamento? Pure l'auto? Senza contare che a parer mio non ci vorrebbe molto prima che uno o l'altro dei comuni in cronico passivo chiedano di poter usare a fine legale i dati delle scatole nere per sanzionare, per esempio, gli eccessi di velocità nel loro territorio. Pensateci, la scatola nera potrebbe trasformare (quel che resta del) la guida in un incubo.

Che botta!

Ragazzi, qui non c'è storia. Già con la Serie 1 BMW bisognerebbe stare accorti sugli alleggerimenti dinamci da scollinamento, ma se poi mentre la macchina ti parte non tenti nemmeno di fare un minimo di costrosterzo... Beh allora te la cerchi proprio. Questo signore ha deciso di portare a fare un giretto tirato sulla pista di Zandvoort (Paesi Bassi) un suo famigliare: mai scelta fu più azzardata, viste le non eccellenti doti di pilota, che hanno trasformato quello che poteva essere un semplice testa-coda in un capottamento con tanto di decollo che ha causato quasi la distruzione dell'intera auto.

La nuova Classe C






Mercedes si trova decisamente in un momento di grazia e sforna nuovi modelli con una progressione che farebbe pensare la crisi sia alle spalle (magari!). Ora è il turno della nuova Classe C, che sfoggia una nuova livrea dalle complesse linee morbide e una coda che ricorda le S di qualche tempo addietro. Il nuovo modello punta alla leggerezza, con una riduzione media di peso 100 kg che si basa su una innovativa scocca ibrida in alluminio e acciaio ad alta resistenza (la scocca da sola pesa 70 kg in meno). Minor peso vuol dire anche minori consumi e a questo riguardo si apprezzano la miglior  penetrazione aerodinamica, con un Cx di 0.24 e il progressivo downsizing della gamma, che al lancio prevede un Diesel, la C220 (2.1 litri) e due benzina, la C180 (1.6 l) e la C200 (2.0 l), con potenze, rispettivamente di 170, 156 e 184 CV. Più avanti, nella gamma ci saranno però anche i nuovi Diesel 1.6 l da 115 e 136 CV, mentre il range di potenza dei benzina, tutti a iniezione diretta, giungerà a 333 CV con un nuovo V6. Ovviamente assai curato l'interno, che si presenta in una nuova veste molto tecnologica e che nel claim MB intende dare la stessa impressione del passaggio alla business su un aereo. Nella plancia uno schermo touch da 7 o 8.4 pollici, sul tunnel cenrale un controller di nuova generazione che sembra uno smartphone e consente addirittura di scrivere ciò che si vuole, con  risposta tattile al comando. Trattandosi di una Mercedes non c'è da domandarsi poi se sia stata posta attenzione alla sicurezza: alla abituale amplissima gamma di ausilii attivi alla guida, si aggiungono infatti airbag anche per le ginocchia e tutti i sistemi Intelligent Drive che avvertono (e intervengono) delle situazioni di pericolo. Per ciò che attiene la dinamica di guida, infine, un nuovo assetto meccanico modificabile all'acquisto su tre tarature, dalla più confortevole alla sportiva, oltre all'optional delle sospensioni pneumatiche.

Torna la Jeepster


Alla fine degli anni '40 la Willys -Overland, antesignana della Jeep, produsse la Jeepster che, lontanissima dalla apparenti somiglianze con la desinenza usata anche da Porsche, era più una sorta di incrocio tra un fuoristrada e una MG; lo stesso nome fu poi adottato dalla AMC per le Commando degli anni '60. Ora Chrysler potrebbe riesumare il nome, che nel frattempo era stato usato dal gruppo per una concept nel 1998. Oggi il nome ritorna in... sedicesimo, nel senso che verrà dato al nuovo piccolo Suv che il gruppo vuole costruire sulla piattaforma della Fiat 500. In effetti le auto saranno due, la Jeepster e la 500X, realizzate con trazione intergrale oppure anteriore e assemblate, udite udite, nello stabilimento di Melfi in Italia. L'intenzione è quella di offrire un'alternativa a costo inferiore alla Skoda Yeti e alla MINI Countryman, cosa che dovrebbe essere possibile anche grazie alla gamma motori. I propulsori saranno infatti gli stessi delle 500, con l'inclusione dei Twin Air che in Europa sarebbero i favoriti. Le potenze installate andranno da 95 a 180 cavalli, compendendo anche l'1.4 turbo della Punto; per ora nessun accenno ai Diesel, il cui montaggio è però certo. L'allestimento produttivo dovrebbe già essere in corso, mentre il lancio sul mercato avverrà entro il prossimo autunno.

Der grosse M?

Sappiamo bene quanto i tedeschi, imbattibili nella tecnica auto, si dimostrino poi assai poco creativi se si tratti di tracciare nuove strade. Probabilmente va inquadrata in quest'ottica la notizia che M, la divisione sportiva di BMW (no, 007 non c'entra) , stia pensando a una M7, sulla scorta di quanto fanno le concorrenti Mercedes con le S AMG e Audi con la S8. L'incipit, comunque, viene principalmente da quella che potremmo definire la concorrenza in casa, Alpina. Lo specialista deutsche ha infatti in listino la B7 con il V8 biturbo da 540 CV e quel segmento ora fa gola anche a M. Se ne parlerà comunque più avanti: il presente è per ora M3, M4 e la valutazione del possibile trapianto della trazione integrale sulle prossime grandi sportive di Monaco, M5 e M6. A questo riguardo dovrei citare le parole del boss Motorsport che mi assicurò in occasione del lancio della M550d che mai la M avrebbe prodotto integrali o Diesel; la M550d appartiene infatti alle Perfomance, una via di mezzo rispetto alle più pure M. Ma anche alla Jaguar, quando una ventina d'anni fa chiesi se mai avrebbero prodotto Diesel, risposero con uno sprezzante diniego. Beh date un'occhaita ai listini!

15 dicembre 2013

Ma fatemi il piacere!

Va bene il  risparmio (di chi poi vorrei vederlo); va bene l'ecologia; OK per la razionalizzazione produttiva. Ma se mi venite a dire che con un tre cilindri non si perde nulla rispetto ai tradizionali 4, 6 e 8 dal punto di vista acustico vi tolgo il saluto. Guardate il video e dopo rispondete in tutta coscienza. Tra l'altro, a parte il sound da frullino che fa così tanto smart e che non stona solo sulla miniauto, c'è anche il fatto che un tre va bene solo con il cambio automatico, per chi viene da frazionamenti maggiori. Perché? A causa della percezione dei giri che si fa istintivamente a orecchio. A parità di regime, un tre ha un numero di scoppi inferiore a un quattro e ancora meno a un sei. Con un cambio manuale si tende quindi sempre a tirare troppo le marce perché si ritiene il motore giri meno di quanto faccia effettivamente. Certo poi ci si fa l'abitudine, ci si abitua a tutto. Ma perché bisogna livellare in basso?

13 dicembre 2013

La new age VW in Cina

Questa foto viene da Shanghai ed è stata scattata al quartier generale Volkswagen nella città cinese. La vettura bianca al centro sembra un mix della nuova Golf nella parte frontale e di una Skoda Octavia nella coda, con un corpo vettura un po' più alto del normale che potrebbe suggerire una scocca appoggiata su un telaio di nuova concezione in corso di sviluppo. Rumors dell'ambiente parlano di un'auto completamente nuova in fase di studio il cui codice di prodotto sarebbe A-Plus.La vettura dovrebbe basarsi sulla scocca della Jetta per il mercato cinese (costruita in loco), ma con l'implementazione della nuova piattaforma variabile MQB, quella che caratterizza tutti i nuovi modelli per il mercato Europeo. Recenti analisi di mercato hanno evidenziato come i cinesi vogliano il meglio e non si accontentino più dei progetti recuperati un po' di qua un po' di là. La A-Plus potrebbe essere il nuovo corso.

Quella macchina là devi metterla qua

Quando si parla di ruoli e di movimenti sullo scacchiere mondiale, in genere si intendono iperboli e ci si riferisce alla macroeconomia. Ma probabilmente alla GM, dove dev'essere in atto una vera e propria rivoluzione, hanno preso la cosa alla lettera e giocano proprio a scacchi.Come spiegarsi altrimenti la notizia che in Australia lo storico marchio Holden potrebbe essere rimpiazzato da quello Chevrolet? Come dire, via dall'Europa (2016), dentro Down Under (2017). Ora, è noto come Holden in pratica non produca automobili ma faccia solo rebadging di vetture Chevrolet sul mercato aussie, un po' come Vauxhall che lavora su modelli Opel. Così com'è vero che è dal 2008 che GM vorrebbe razionalizzare la produzione mondiale e far fuori la leonina consociata. Ma nel corso degli anni una serie di veti incrociati e di promesse fatte a big della Holden poi passati alla dirigenza della Casa madre hanno bloccato tutto. O forse è solo che cominciamo ad avvertire il feminine touch di Mary Barra.

Wow, i motori dell'anno Usa

Forse avrete sentito parlare del'International Engine of the Year, il Motore dell'Anno, manifestazione very british vinta più volte dalla BMW. Negli Usa, invece, c'è Ward's Automotive Best 10 Engines, la versione yankee. Diamo uno sguardo alla classifica 2014 (sì, anticipano sempre): al primo posto il 3.0 TFSI Turbo DOHC V-6 dell'Audi S5, seguono il 3.0 Turbodiesel DOHC I-6 della BMW 535d, il 3.0 Turbodiesel DOHC V-6 del Dodge Ram 1500 EcoDiesel, il motore elettrico da 83 kW della Fiat 500e (!!!), il 1.000 EcoBoost DOHC a tre cilindri della Ford Fiesta, il 2.0 Turbodiesel DOHC della Chevrolet Cruze Diesel, il 6.2 OHV V-8 della Chevrolet Corvette Stingray, il 3.5 SOHC V-6 di provenienza Honda Accord, il 2.7 DOHC 6 boxer della Porsche Cayman e l'1.8 Turbo della DOHC Volkswagen Jetta. Come vedete a ogni motore è associata un'auto e questo è corretto perché una valutazione in assoluto potrebbe venir penalizzata dal montaggio su una vettura non ottimale. Ma emergono delle oddities come dicono in Usa. Il motore della Fiat 500e? E chi l'hai mai visto, anche in America? Poi, mettere in classifica un propulsore vecchio come il 3.5 Honda è davvero azzardato. In definitiva è un'accozzaglia di alimentazioni, di vecchio e nuovo (la Jetta?), di progetti efficienti e decisamente decotti (Stingray, 75 CV/litro) che sembra più voler gratificare questo e quello piuttosto che stilare una classifica oggettiva. Mi spiace, ma gli yankee continuano a intendersene poco, di motori.

Niente fibra per le Nissan

Grigio o verde che sia, il business è sempre business. Lo provano le affermazioni di un pezzo grosso Nissan, Mitsuhiko Yamashita, che trattando della tecnologia costruttiva delle auto eletriche del prossimo futuro e commentando alcune recenti realizzazioni in materiali compositi, in particolare la BMW i3, ha detto che l'uso della fibra di carboinio è adatto al campo aeronatico ma del tutto inappropriato per quello autombilistico. Questioni tecnologiche? Il carbonio ha un vulnus sonosciuto ai più? Niente affatto. Semplicemente il carbonio dura troppo. Una scocca in questo materiale può mantenere infatti la perfetta efficienza per oltre 30anni e ciò ostacola le politiche di marketing. Ci troveremmo con vecchie auto in forma quasi quanto quelle nuove e la sola differenza di sovrastrutture o di evoluzione tecnologica non basterebbe a incentivare nuovi acquisti. Ipse dixit. In seconda battuta, però, Yamshita ha tirato fuori anche un argomento più tecnico, quello del costo elevato, sia di produzione delle fibre sia di costruzione delle scocche, che entra in competizione diretta con materiali meno esotici (alluminio, acciai alto resistenziali) ma capaci di ottime prestazioni se applicati con le tecnologie più avanzate. Ne deduciamo che La Leaf non seguirà la i3 nell'uso di materiali compositi; ci attendiamo quindi una politica dei prezzi assai più attraente da Nissan. Ma forse in futuro l'usato andrà controllato a fondo...

CI mancava pure il caro Gpl

La vecchia storia che alle tasse non si sfugge è sempre vera, equitalia o prelievo diretto che sia. Cinque aumenti in due settimane per il Gpl, a fronte di un (sempre leggero ovviamente) calo dei prezzi di banzina e gasolio. Come dire, volete risparmiare? Cercate di trovare un sistema che vi garantisca un minimo di mobilità anche in tempi di caro tutto? Niente da fare, dovete pagà. Non si capisce da dove vengano infatti questi aumenti se non da un mero fenomeno speculativo. Il Gpl è un prodotto del petrolio, a rigore uno scarto, tanto che anni addietro veniva addirittura bruciato. Segue perciò l'andamento e delle quotazioni del greggio e del costi dei lavorati, appunto in calo. Ma sappiamo come funzionano 'ste cose, no? Ci sono le feste natalizie, la gente deve muoversi... Quale momento migliore per piazzare i soliti colpi bassi? Salvo poi non ottenere la fne di un segmento di mercato. Avete presente cos'è successo con la tassa sulle auto troppo potenti quelle che osano superare i 250 CV? Fine dei giochi, chiuso, con l'Italia che retrocede agli anni '60 e l'introito per il fisco che in pratica si annulla. Ma c'è chi non impara mai.

GM: bye bye PSA

Ve lo ricordate l'accordo tra GM e gruppo PSA (Peugeot-Citroën) del febbraio 2012? In soldoni PSA varò un aumento di capitale di 1 miliardo di euro contemporaneamente all'acquisto da parte di GM del 7% delle quote azionarie del gruppo francese, diventando così il secondo gruppo di controllo dopo la famiglia Peugeot. Si parlava di sviluppi comuni, di nuove piattaforme condivisibili, di sinergie sul mercato europeo.Ma tutto cambia, come mostra la nomina di Mary Barra a nuovo ceo GM. E forse il fatto che l'accordo fosse stato firmato da Dan Akerman la dice lunga. Comunque GM vende la sua quota di PSA, dato che, secondo il viecpresidente Steve Girsky, "L'acquisto fu fatto per aiutare PSA a reperire sul mercato i fondi per l'aumento di capitale e ora quel tipo di supporto non serve più". Dobbiamo credergli? Mah, bisogna valutare le (abituali) dichiarazioni di continuità (l'alleanza rimane forte, ci saranno programmi per veicoli comuni, sinergie sul mercato europeo) con la recentissima decisione di ritirare Chevrolet dal Vecchio Continente. Comunque per ora i piani dellla prossima piccola crossover e dei veicoli commerciali comuni vanno avanti.

Lego Blues Brothers

Visto che siamo in periodo natalizio, oggi andiamo di Lego. Sì, perchè questo video è la copia esatta della scena del centro commerciale di Blues Brothers ottenuta con scatti singoli tramite i mitici mattoncini. Non ci credete? Date un occhiata al secondo, video, nel quale sono paragonate l'azione filmica originale con quella realizzata con i Lego. E' praticamente perfetta, un capolavoro di pazienza da cartoonist e di originalità. Eh, se facessero anche le automobili con la stessa cura...

11 dicembre 2013

Una concept rivoluzionaria

Visto che siamo sul pezzo idrogeno... La Hyundai ha annunciato che al prossimo salone di Ginevra, a Marzo 2014, presenterà un'auto alimentata, appunto a idrogeno. La vettura si chiama Intrado Concept e per ora c'è soltanto un disegno a rappresentarla. Impiegherà comunque una struttura ultraleggera in materiali compositi con la particolarità di un innovativo sistema di collegamento tra le parti, tanto avanzato che nelle dichiarazioni della Casa si annuncia potrebbe rivoluzionare il modo di costruire le auto nel prossimo futuro. Un concentrato di innovazione, dunque, visto che anche la fuel cell di cui è dotata deriva sì da quella dell'attuale Tucson a idrogeno, ma è più compatta e leggera e in pratica incarna quella che sarà la prossima generazione di questi dispositivi made in Corea. Per vedere la Intrado su strada non dovremo però aspettare molto: dalla prossima primavera è previsto che alcune vetture saranno impiegate per dei long term test in California.


Le poste francesi innovano




In Francia sono avanti, tanto che persino le poste possono darci dei punti. E' il caso di una regione, la Franche Comté, quella attorno a Besançon, dove il servizio pubblico ha deciso di sperimentare degli innovativi range extender (generatori di corrente imbarcati, in pratica) per i propri veicoli elettrici. Grazie a un accordo con la società Symbio FCell, infatti, le poste hanno acquistato alcuni  Kangoo Z.E. modificati con l'aggiunta di fuel cell che ne aumentano l'autonomia. Il sistema impiega le celle prodotte dalla Symbio FCell, unità da 5 kW che possono essere accoppiate sino a un numero di 4 per aumentare la potenza; sul Kangoo è installata la ALP5, l'unità base, e grazie ad essa l'autonomia raddoppia rispetto ai 160 km (teorici) garantiti dalle batterie, raggiungendo i 320 km (vera la parte a gas). Il consumo di idrogeno per la generazione di energia elettrica, contentuto in una bombola da 38 litri collocata in posizione posteriore sotto la scocca, è di 1.5 litri all'ora, ma il gas viene usato anche per il riscaldamento o la climatizzazione del veicolo. Unico problema il rifornimento, che dev'essere effettuato presso aziende specializzate, anche perché la pressione di lavoro della bombola arriva a ben 700 bar. Non vorrei proprio essere tamponato, ma si tratta comunque di un esperimento interessante, anche perchè il range extender occupa un decimo del volume delle batterie che garantirebbero la stessa autonomia.