26 settembre 2013

BMW 435i: la Classe non è acqua

Che le BMW siano belle macchine è un fatto assodato. Così ogni volta che ne esce una nuova sei sempre più critico nel valutarle e finisci per notare ogni piccolo particolare, che lasciatemelo dire, difficilmente delude. Nella Serie 4, per esempio, nuova denominazione per le coupé medie, che acquisiscono quindi la cifra pari come nel caso della sorella maggiore Serie 6 e di fatto non fanno più parte dell'"area" 3, il fatto che l'auto sia più larga e aggressiva, più bassa di 16 mm e con un passo maggiorato di altri 50 mm ha reso l'insieme ancora più riuscito senza pregiudicare quell'eleganza un po' snob che la contraddistingue dalle ultime due serie. Ai parafanghi posteriori allargati che fanno tanto assetto gara fanno riscontro due prese d'aria appena dietro i passaruota anteriori, che creano un fascio d'aria capace di ridurre le turbolenze prodotte dalle ruote e di far scendere il Cx a 0.28. Tre allestimenti: Luxury Line, con finiture cromate lucide, Sport Line, profili rossi nell'abitacolo e Modern Line, con cromature opache. Identica la struttura della plancia, decisamente classica à la BMW e forse ormai un po' datata, specie nei comandi del sistema audio, ma molto funzionale, anche se continuo a ritenere l'iDrive controller, la manopola di comando nella consolle centrale, intrinsecamente complesso. La novità è che ora ci puoi addirittura scrivere, sull'iDrive: la superficie è infatti sensibile e "sente" il tuo dito. Basta, non ce la faccio più a guardarla e basta. La gamma iniziale prevede la 4 cilindri turbodiesel da 184 CV, una due litri turbo a benzina da 245, sempre a 4 cilindri e la 435i, con lo splendido sei in linea da 306 CV. Salto su quest'ultima (avevate dubbi?) e assaporo il delicato ronzio al minimo, davvero musicale. Con l'automatico a 8 marce tarato su Ecopro mi muovo dolce nel traffico vicentino uscendo verso le montagne. Dieci minuti dopo la taratura di cambio, sterzo, centralina motore e sospensioni passa progressivante su Comfort, Sport e infine Sport Plus, con il controllo di trazione parzialmente disattivato. Il cambio è perfetto e non ti fa rimpiangere il sei marce manuale; non saresti così veloce. Lo sterzo è preciso, anche perché su questa 435i c'è l'assetto M Sport package, che abbassa la scocca di altri 10 mm e irrgidisce le sospensioni. Preciso ma non proprio sportivo; da gentlemen driver, insomma. Se c'è una cosa in cui alla BMW sono insuperabili è la messa a punto dei vari componenti e qui ritroviamno la maestria dei tecnici di Monaco. La 4 va come un missile, ma senza sforzo, con eleganza. Non devi sudare per andare così forte , nemmeno se elimini del tutto il controllo di stabilità con la consueta pressione lunga sul tasto. La mancanza di un differenziale autobloccante, però, si sente e le "riprese" di trazione sono brusche. Se poi ti fai uno sparo da fermo affondando il pedale (nella guida normale non ce n'è praticamente mai bisogno) il sei cilindri sfodera una tonalità rauca da urlo e in attimo, se tieni giù, arriveresti a 200 orari. Bellissimo.
Anche i freni sono adeguati, con pinze a sei pistoncini (fanno parte dell' M Sport package) e un pedale dosabile, ma che presenta ancora qualche pastosità. Sono piccoli difetti, roba da poco che noti giusto perché stai viaggando su un prodotto davvero al top. E' fatale, tutte le cose belle finiscono. Così torno alla base e riconsegno l'uato, salendo sulla Diesel. E' un colpo durissimo, non fatelo mai. Non perché la 420d sia una brutta auto, anzi. Ma perchè non si deve mai passare al barbera dopo lo champagne.





20 settembre 2013

Prima a benzina e poi al litio


Ve la ricordate la Saab, l'eclettico brand svedese che ha chiuso i battenti dopo essere stato "mollato" da GM nel 2011? Dopo un'altalena di entusiasmi e delusioni circa la futura produzione e la proprietà, la NEVS, società svedese con capitali made in China ne ha preso definitivamente il controllo, con l'intento di produrre una nuova linea di auto elettriche. Di qui l'entusiasmo per le prime due berline 9-3 appena uscite dalla riavviata catena di montaggio, pur se a tutti gli effetti trattasi di mere copie delle ultime vetture in produzione, motore compreso. Il 2 litri turbo a benzina troneggia infatti nel cofano, ma il management NEVS fa sapere che si tratta soltanto del debugging della linea di montaggio prima dell'inizio dei lavori di adattamento per l'installazione delle batterie litio-fosforo di provenienza jap, che forniranno la carica ai motori elettrici di trazione. In ogni caso, per stare sicuri e, secondo il noto pragrmatismo cinese, non perdere denaro, sia le vetture di prova, una decina in totale, sia le batterie di pre-serie saranno, le prime, piazzate a un'agenzia governativa di Pechino e le seconde testate su autobus pubblici. La prima Saab elettrica (sì, i cinesi hanno ottenuto l'autorizzazione a impiegare il nome svedese) dovrebbe debuttare al prossimo salone di Francoforte, tra due anni, e usufruire di un profondo lifting estetico.

12 settembre 2013

Chi si guadagna i "galloni"

Che il mercato europeo e quello USA siano del tutto differenti lo do per acquisito. L'unico argomento sul quale sembrava ci fosse identità d'intenzioni e sforzi sembrava quello dei consumi, certamente più alti presso gli yankee ma con una generale tendenza tecnologica al ribasso. Ecco perché questa tabella pubblicata da un "fastidioso" ma veritiero sito americano stupisce. Riporta infatti i "veri" consumi medi per brand (in mpg, miglia per gallone, ma li ho tradotti in km/litro) e a guardarli ci sono conferme ma anche qualche sorpresa. Che smart guidasse la classifica era prevedibile, anche se una media di soli 15,41 km/litro non me l'aspettavo. Sorvolando sulle grandi GMC da 8,04, è invece una sorpresa (ma anche no) che l'ultima in classifica sia Land Rover, con 6,38 km/litro, mentre la più virtuosa a stelle e strisce è la Buick, con 9,53 km/litro. BMW e Mercedes sono entrambe 8,73, Porsche a 8,26. La media globale è di 9,49 km/litro, tutto sommato niente male, pensavo peggio. Ma sono le europee che deludono. Certo negli USA si vendono i V8 che sono certamente più assetati, ma perlopiù si va davvero piano e con un filo di gas, ciononostante VW arriva appena a 11,66 km/litro. Insomma l'arcinota diatriba tra consumi veri e dichiarati è quanto mai d'attualità e sarebbe mooolto interessante se stilassimo una classifica anche qui nel Vecchio Continente. Chissà non ci siano sorprese.

11 settembre 2013

Uno pneumatico... vivo

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Vabbè, a Francoforte le auto tengono banco. Ma a guardare bene c'è anche altro e, almeno in questo caso, qualcosa di davvero rivoluzionario. Il coup de théâtre stavolta viene dalla Corea, non da Hyundai o Kia bensì da Hankook (pneumatici) e si chiama i-Flex: si tratta di una ruota airless, vale a dire un gruppo ruota-pneumatico privo di aria di riempimento. Anche Michelin aveva già fatto qualcosa di simile ma il prodotto non era andato oltre la sperimentazione. i-Flex pesa molto meno di un normale gruppo, è riciclabile al 95% ed è realizzato in poliuretano, garantendo una durata maggiore rispetto agli pneumatici tradizionali. Inoltre, pur assorbendo egregiamente le asperità, ha minore flessione nel punto di contatto con la strada e quindi aumenta la scorrevolezza, riducendo i consumi. Ma i-Flex, che sarà in produzione l'anno prossimo (a Francoforte era montato su una VW up!) è solo il primo passo. Hankook sta sviluppando un prodotto ancora più avanzato, eMembrane, che non solo è privo di aria ma può anche variare il suo profilo a seconda delle condizioni di guida. Per esempio, in città a bassa velocità appoggia sui lati, mentre se occorre la massima aderenza appoggia l'intero battistrada. Sembra incredibile, ma è un prodotto ormai molto vicino anch'esso alla produzione, dopo gli studi svolti all'università di Cincinnati (USA). Date un occhiata al video.

10 settembre 2013

La più trasversale è regina

La reginetta del salone? Momento; prima inquadriamo lo spirito, del salone. Secondo le opinioni di maggior parte dei ceo delle industrie dell'auto, il mercato ha toccato il fondo del calo di vendite, ma ciò non vuol dire la ripresa sia alle porte. Cinque anni di crisi hanno lasciato il segno, ma soprattutto hanno cambiato radicalmente la mentalità dei consumatori, ora assai più attenti a evitare gli sprechi. Che, tradotto in campo auto, significa utilizzare a fondo la propria auto, limitando acquisti emozionali e sostituzioni premature, almeno qui nel Vecchio Continente. Dopo una riduzione che ha raggiunto il 50% rispetto ai valori del 2008, quindi, il massimo che ci si può aspettare è un livellamento in basso, una "circolazione sul fondo" come ha dichiarato Odell, ceo Ford Europe. Opinione condivisa dai manager delle case francesi, che parlano come Ghosn (Renault) di ripresa dal prossimo anno (ma non l'avevamo già sentita questa?) ma non dal gruppo dei tedeschi, come sempre in posizione privilegiata al salone di casa. Grazie a una politica felice sui mercati asiatici e in USA e a un aumento di domanda del segmento lusso, il gruppo VW, BMW e Mercedes, per non parlare di Porsche, vantano attivi di bilancio che permettono loro quegli investimenti sul prodotto che per gli altri restano un miraggio. OK, fine dell'introduzione. Ora dovrebbe essere chiaro come la reginetta non possa che essere una vettura tedesca, magari capace di inaugurare un nuovo segmento. Ce l'abbiamo, la Audi nanuk quattro. Crossover, archiviate. Sportive, beh sempre le solite; sportive, appunto. Ma la Casa dei quattro anelli propone una sportiva fuoristrada, una concept un po' R8 e un po' Allroad, con un nome eschimese a sottolineare la struttura resistente e chiara derivazione dalla Parcour di Giugiaro presentata a Ginevra quest'anno. Sportiva vera, 544 CV e 1000 Nm distribuiti sulle quattro ruote, tubi di alluminio e pelle di carbonio, velocità max 305 km/h, da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi, ma grazie alle sospensioni ad assetto variabile e alle ruote da 22 che sterzano anche dietro pure off road di livello. Ah, dimenticavo. Il motore, un V10, è turbodiesel, evoluzione di quel 5 litri a pompa iniettore comparso sulla Touareg qualche anno fa ma assai più cattivo e rapido nelle risposte, grazie anche al cambio S tronic a 7 marce. Chissà se ne vedremo altre, anche se a goderne saranno più che altro i cinesi.

9 settembre 2013

Basta un attimo...

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Che il fuoco sia una brutta bestia lo sappiamo più o meno tutti. Ma nel campo delle competizioni vige una sorta di "leggenda" secondo la quale le auto da corsa odierne non corrano più il rischio di andare arrosto. Niente di più sbagliato, basta guardare questo video, che viene dalla telecamera on board montata su una funny car nel campionato USA. "Appoggiarsi" sul fianco è un attimo, così come in un istante la benzina comincia a uscire dalla parte anteriore. Si capisce quindi l'ansia del pilota che chiede gli raddrizzino al più presto l'auto. Infatti in pochi secondi il carburante entra anche nell'abitacolo; le alte temperature del vano motore fanno il resto e l'incendio divampa. Il pilota se l'è cavata, comunque, ma le sue belle (si fa per dire) scottature non è riuscito a evitarle. Correre in pista è ancora un rischio, non ce n'è.

6 settembre 2013

La città in 60 scatti

L'auto e la cultura, due elementi fondamentali nella struttura del mondo odierno che dovrebbero sempre andare di pari passo. E' proprio la mancanza di cultura a far nascere "i mostri" e le auto spesso ne fanno le spese. Così è bello che Renault spazi a tutto campo e sponsorizzi la mostra itinerante URBAN STORYTELLERS, la città racontata attraverso le foto di Martin Parr, Tommaso Bonaventura, Lorenzo Cicconi Massi, Fabio Cuttica, Daniele Daimelli, Massimo Siragusa, Antonio Zambardino. Da domani al 6 ottobre alla Fondazione Forma, tappa milanese di una mostra che è partita da Bologna e in seguito approderà a Roma e Napoli, ci si potranno gustare gustosi scampoli di realtà che ci fanno prendere coscienza di quanto sia caleidoscopico il nostro quotidiano, che ahimé troppo spesso ci scorre accanto senza che la nostra attenzione ne venga catturata. Insieme agli inediti di Parr scattati a Roma e alle 60 fotografie che colgono i diversi lati del tessuto urbano, le tre foto vincitrici del concorso Instagram #360Captur, selezionate tra le 3000 pubblicate dai partecipanti. Uno sguardo diverso sulla città, dunque, così come Renault Captur introduce a un approccio diverso alla mobilità urbana.


5 settembre 2013

La Forfour in canna

Ufficialmente si chiama Fourjoy, è la concept smart per l'imminente salone di Francoforte, ma in pratica è la nuova Forfour, la nuova cittadina a quattro posti erede di quella "terminata" nel 2006. La concept è full electric e ciò corrisponde effettivamente a uno dei filoni che avranno un seguito produttivo ma, anche senza porte e con tetto minimalista, prefigura più di For-us e Forstars la vettura che sarà costruita a Novo Mesto nella fabbrica Renault insieme alla nuova Twingo. I motori francesi, quindi, saranno montati in posizione posteriore, conferma smart, novità Renault. I criteri alla base della vettura sono comunque quelli smart: grande maneggevolezza, raggio di volta ridotto, prestazioni brillanti e bassi consumi: rimane però da vedere chi ci guadagna e chi ci perde. Circolano ancora voci di una "revisione" dei componenti forniti da Renault a smart per garantire l'affidabilità teutone, mentre per contro una tutto dietro sarebbe una novità per i francesi, con necessità di maggiore accuratezza nel montaggio e di definizione di ISO specifiche, con costi aggiuntivi.

Se 750 sono pochi...

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I tempi per l'automobile sono quelli che sono. Anche le supercar sono in flessione, un po' per l'ormai endemica crisi, un po' per una sorta di pudore a mostrare grandi disponbilità di denaro. Tutto questo qui, in Eurolandia. Perchè in Russia valgono altri concetti, basta guardare su youtube qualche video sugli incidenti stradali locali per capire che "là" i criteri alla base della circolazione (e della vita, aggiungo) sono ben altri rispetto ai nostri. Così accade che Total Race, preparatore russo, prenda una Saleen "base" (da soli 750 CV), gli installi un motore da competizione ProLine con due enormi turbo e la metta al banco. Tutto qui?, direte voi. Eh sì, tutto qui. Perchè se date un'occhiata allo schermo del laptop nel video vedrete che la potenza erogata è di 2314 CV con una coppia di 2356 Nm. La Saleen standard è a trazione posteriore e anche un team abituato alle esagerazioni arriva a capire come non sia possibile scaricare tutto quel ben di dio su un solo asse. Quindi la vettura è stata completamente trasformata e ora sfoggia una nuova trazione integrale. Ciò potrebbe suggerire la futura piccola produzione di quella che sarebbe l'auto non da competizione più potente del mondo, anche se è molto più probabile lo sviluppo sia stato concepito per le gare di accelerazione. A favore dell'esemplare unico c'è anche una considerazione "termica". Anni fa ebbi occasione di fare quattro chiacchiere con l'ing. Materazzi (F40) che mi disse quanto sia impegnativo asportare il calore prodotto da un motore a benzina al di sopra dei 5-600 CV; figurarsi con più di 2300. Comunque credo che, anche nel caso sia destinata alle competizioni, per guidarla ci voglia una bella dose di follia, basta guardare come avviene l'erogazione di potenza al banco. Anche con l'integrale tenerla diritta sarebbe un'impresa.