25 ottobre 2013

A volte ritornano

Piccole, spider, leggere. La mia passione; non a caso ne ho una. Ecco perché sono felice che questo segmento, che sembrava definitivamente defunto con l'avvento della crisi, riprenda vita grazie a un costruttore di calibro come Honda. Al prossimo Tokyo Motor Show, infatti, la Casa jap presenterà la S660, una roadster con motore, appunto, di 660 cm3, figlia spirituale della concept EV-Ster's realizzata (come questa) dal designer Ryo Sugiuras. E' curioso il mondo dell'auto. Periodicamente qualcuno si rende conto che qualcosa di cestinato potrebbe avere ancora successo e lo ripropone. Le piccole roadster con peso attorno ai 900 kg, infatti, hanno avuto origine con la Honda Beat del 1990 seguita dalla più riuscita Suzuki Cappuccino del 1991, piccole con tutti gli attributi a posto: motore centrale turbo, trazione posteriore, peso limitato, gli ingredienti per divertirsi alla guida senza spendere i milioni necessari per una inglese, insomma. L'altra Casa coinvolta, storicamente è stata la Daihatsu, una specialista di piccole (ora nell'orbita Toyota) che con la Copen aveva però variato gli ingredienti (motore anteriore) pur senza stravolgere il concetto. L'ultima della specie è stata la smart Roadster, perfetta a parte il cambio terribile, prodotta per appena due anni e travolta dalla crisi del brand appartenente a Mercedes. Torniamo al presente. La S660 non avrà il turbo, ma Honda sa tirare fuori bene i cavalli dagli aspirati, peccato però che il cambio sia un orribile CVT (come  quello dei motorini) con la simulazione di 7 rapporti. Cosa volte farci, alla Honda sembra lo facciano apposta a rovinare i bei progetti. Comunque, secondo il Chief Executive Takanobu Ito, la vettura andrà in produzione l'anno prossimo ma sarà disponibile solo sul mercato interno. Speriamo che ce la facciano "assaggiare".

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