28 febbraio 2014

Off road superlusso

Ok, occorre vivere in un ambiente leggermente diverso dal nostro. Come la Mongolia, terra natale dei due fortunati proprietari (dicono di essere uomini d'affari) di questa meraviglia della tecnologia abitativa su ruote. Il telaio è della Mercedes, si chiama Zetros 6x6 ed è un autocarro prodotto per affrontare qualunque tipo di terreno grazie ai suoi molteplici skills tecnologici. Tipo il bloccaggio di ognuno dei tre ponti, sospensioni a molla parabolica con stabiizzatori su ogni asse e ammortizzatori speciali per off road, oltre a cambio a 9 marce ad azionamento idraulico con l'opzione dell'automatismo totale, frizione rinforzata oppure convertitore di coppia, freni a tamburo (sono più robusti) con Abs studiato appositamente per il fuoristrada. Il motore è un 6 in linea di 7.2 litri Euro5 con 326 CV e una coppia di 1.300 Nm da 1.200 a 1.600 giri. Piuttosto inarrestabile, dunque, anche con la simpatica casetta sul dorso, che comprende una sala ufficio con due schermi piatti king size, connessione satellitare, due opulente cabine con bagno, una cucina da far invidia a uno chef e un impianto audio Bose. Nel caso ci siano problemi, un gruppo elettrogeno fornisce corrente autonomamente a tutto l'amabaradan, ma c'è pure il gruppo di continuità a batterie. E se finisse il gasolio sul tetto c'è un pannello solare sufficiente ad alimentare il tutto. Ah dimenticavo. Per le brevi escursioni si prende il quad nel garage posteriore, dotato di serbatoio di benzina per rifornirlo. Io non amo particolare
mente i camper, ma devo ammetere che questo è una vera  reggia. E il costo dev'essere assolutamemte in linea con questo concetto.

T-ROC, il nuovo Suv VW




Volkswagen amplia la gamma dei suoi prossimi Suv con la concept T-ROC che sarà mostrata al salone elvetico. Si tratta di un veicolo compatto che monta il 4 cilindri trubodiesel di 2 litri da 184 CV con coppia masima di 380 Nm,cambio DSG a 7 marce e trazione integrale pemanente della tipolgia da montaggio trasversale, con giunto Haldex. Realizzata grazie alla eclettica piattaforma modulare MQB, La T-ROC è lunga 4,179 m e larga 1,831, ha il tetto apribile in due sezioni che possono essere riposte nel bagagliaio e prevede tre modalità di marcia, per strada, off road e neve. All'interno la strumentazione è completamente digitale, mentre un tablet asportabile funge da display per ogni funzione della vettura. Dal vivo al salone.

Lexus punta sullo sport

Lexus porta in Svizzera la RC 350 F SPORT, terza della gamma che comprende la RC 350 e la RC F a 8 cilindri. La vettura dispone di sospensioni adattive e del Lexus Dynamic Handling system che aiuta il conducente nella guida sportiva azionando la sterzatura delle ruote posteriori, che possono arrivare a un angolo di 2 gradi e che, a seconda della velocità dell'auto, si muovono in fase o controfase rispetto alle ruote anteriori. Il motore è un V6 di 3,5 litri che eroga 310 CV e 386 Nm. La linea è un po' pesante a dire il vero, e non bastano i cerchi da 19 pollici a darle slancio. L'interno e l'insieme dela vettura, però, saranno curati e perfetti come nel mood della Casa.

Avanti, c'è posto





Cosa vi dicevo la settimana scorsa riguardo le hypercar? Bene, eccone un'altra, si chiama Arash AF8 S. La Casa è stata fondata in Gran Bretagna nel 2009 da Arash Farboud che ha prodotto sinora le Farboud GT, Farboud GTS e AF10 (che fantasia sui nomi, eh?), tutte di scarso successo, prima di giungere al prodotto attuale, che vuole rivaleggiare con Ferrari e McLaren (auguri!). La AF8 S monta un V8 traversale di 7 litri (americano?) che eroga 550 CV a 6.500 giri con coppia massima di 640 Nm a 5.000; niente di speciale quindi a parte il fondamentale collettore di aspirazione in carbonio. Cambio manuale a 6 marce, trazione posteriore. Per il resto una struttura in tubi con pannelli in carbonio, sospensioni a parallelogramma, freni con pinze a 6 pistonicini (davanti, dietro 4), ruote da 19 avanti e da 20 dietro con pneus tipo smart, 235 all'avantreno e 345 dietro. Costruita artigianalmente, raggiunge i 360 orari e va da 0 a 100 in un filo più di 3,5 secondi. Per me non basta per entrare nell'Olimpo, ma la Casa valuterà disponibilità e prezzo nel corso dell'anno, basandosi sui consensi.

27 febbraio 2014

Un giro sulla F1 di Rosberg e Hamilton

In questo video Mercedes si vede (e si sente) il test della MERCEDES AMG PETRONAS F1 W05 di Nico Rosberg e Lewis Hamilton; la particolarità è la tecnologia con la quale è stato girato, che consente la visione a 360°. Girato a Silverstone con 6 telecamere a 40 immagini al secondo, per essere gustato al meglio richiede l'apposita app (ehehe) da scaricare e un iPad; in tal caso sfruttando i giroscopi del prodotto potrete variare la visione secondo i vostri movimenti. Anche così, però, il video non è niente male e si presta a qualche commento e confronto con il recentissimo passato. Il sound del V6, infatti, non è proprio entusiasmante; a dire il vero eravamo abituati a roba che girava più alto. Ma così è il mondo. Enjoy.

Torna il Quadrifoglio Alfa


Il Quadrifoglio Verde ha sempre identificato i modelli Alfa più cattivi. Ricordo ancora negli anni '80 la 33 con questa sigla che sgommava appena sfioravi il gas. Certo c'erano indubbiamente anche problemi di avantreno, ma l'aggressività e la prontezza erano mitiche. Bene, Alfa torna sul pezzo a Ginevra con MiTo e Giulietta Quadrifoglio Verde, la prima con il millequattro Multiair turbo da 170 CV e 230 Nm, la seconda in pratica con il motore della 4C, il 1750 Turbo Benzina da 240 CV. Sul mercato da maggio, le due sportive si caratterizzano per i colori esclusivi, come il grigio magnesio opaco dedicato alle prime 500 auto prodotte, e per gi allestimenti curati e sportvi, che comprendono i rivestimenti in Alcantara e i sedili tipo corsa con il poggiatesta integrato. Le prestazioni sono notevoli: Giulietta supera i 240 km/h e va da  a 100 in 6,6 secondi, mentre MiTo arriva a 219 km/h e accelera sulla stessa base in 7,3 secondi.

One.1 in arrivo a Ginevra

Direttamente dall'Olimpo delle hypercar arriva a Ginevra la Koenigsegg One:1 di cui avevo parlato in Giugno. La potenza è scesa leggermente rispetto al prototipo, 1340 CV, ma il peso è stato armonizzato per mantenere il magico rapporto di 1 chilo per cavallo, come una moto da corsa insomma. Basta fare due conti per capire quantosia opportuno farsi il segno della croce prima di spingere a fondo senza controlli elettronici con una trazione posteriore dotata di una coppia ben superiore ai 1.000 Nm, ma chi spende più di 2 milioni di dollari per un'auto si suppone sappia il fatto suo o quantomeno sappia gestirselo. Il mega-alettone posteriore provvede perciò a generare fino a 600 kg di deportanza, il che consente di godersi i 2g di accelerazione laterale spalmati sul finestrino ma felici. Trovo che quanto a linea ci sia decisamente di meglio e a miglior prezzo, ma indubbiamente i numeri hanno la loro importanza. Il video teaser non nutre la curiosità, ma ve la farò vedere dal vivo dal salone.

Sull'Himalaya a batterie


Che un Paese himalayano voglia mantenersi "pulito" ci sta. Ma che il Bhutan, situato in un'area che definirei montagnosa e con appena 2038 km di strade su tutto il territorio intenda sviluppare l'uso delle auto elettriche è senz'altro una notizia. Così il big boss Renault-Nissan Ghosn e il premier locale Tshering Tobgay hanno firmato venerdì scorso nella capitale Thimphu un accordo per lo sviluppo di una rete di 50 colonnine di ricarica, oltre, ovviamente, a quello per la distribuzione e la vendita delle LEAF nel Bhutan. Il progetto è insolito secondo diverse letture. L'importazione di auto straniere (e in Bhutan di locali non ce n'è) è vietata dal 2011 e raramenti i Paesi meno sviluppati sono considerati mercati solvibili per i costosi veicoli elettrici. In più, il Paese è al 141esimo posto nella classifica 2014 stilata dalla World Bank sulla facilità di "fare business" nei 189 Paesi presi in considerazione; un metro della complessità e dell'organizzazione burocratica nell'ottica degli affari. Infine, il mercato complessivo 2011 è stato di appena 4.000 vetture. C'è da mettere in conto però che il Bhutan attualmente esporta larga parte dell'energia prodotta dai suoi impianti idroelettrici e che esiste un surplus di corrente disponibile a basso costo. Da oggi, quindi, le uniche auto acquistabili in Bhutan sono elettriche, totalmente esentate da tasse e iva. Il video è un po' lunghetto ma interessante, se non altro in chiave "turistica".

La 4C perde il tetto

Alfa Romeo presenterà a Ginevra una concept roadster della 4C che dovrebbe, oltre per il tetto apribile, differenziarsi dalla coupé per il diverso disegno dei  cerchi. Data la tipologia dell'auto, il tetto sarà semplice, leggero e con ogni probabilità ad azionamento manuale, mentre la struttura rigida della vettura con la scocca in carbonio non implica la necessità di irrobustimenti laterali, necessari invece con le tecnologie costruttive più tradizionali, e rendere così l'operazione roadster semplice e redditizia. Nessuna cambiamento invece nei gruppi meccanici. La 4C debutterà dal prossimo giugno negli States e sarà venduta in selezionate concessionarie Fiat e Maserati.

Ritorno al design




Auto da salone come se piovesse. Stavolta tocca a Volvo, che presenta la Concept Estate, station elegante e slanciata che fa seguito alle Concept XC Coupé e Concept Coupé viste rispettivamente a Detroit e Francoforte. Questa volta l'esercizio di stile ha i tipici connotati del mood svedese, essenziale e indirizzato a praticità e funzionalità, ma con il tocco di ricercatezza della scelta dei materiali, tipicamente legno a profusione nell'interno, concetto vagamente nautico e decisamente nordico. Il controllo della vettura si fa via touchscreen e le funzioni meccaniche sono ridotte al minimo. Pensata per il futuro di V70 e XC 70, la Concept Estate ha due porte laterali di grande ampiezza, ma in produzione saranno di sicuro ripristinate le posteriori mancanti.

26 febbraio 2014

Più stile per la Clubman






Nella frenesia degli ultimi giorni si susseguono senza sosta le novità del salone. Questa è la volta di MINI, che a Ginevra porta la Clubman Concept, evoluzione della specie station. Più lunga di 26 cm e larga di 17 circa, è maggiormente curata della progenitrice e dà spazio ai dettagli raffinati per trovare uno spazio personale nel mondo MINI, che diventa sempre più iconico. La vettura offre 4 porte e 5 posti, con gli stilemi consueti e una coda innovativa che mantiene l'apertura divisa in due e mostra gruppi ottici inediti. All'interno un abitacolo assai più elergante del passato ma anche essenziale, con una accurata scelta degli abbinamenti di colore e materiale e una nuova interfaccia utente collocata nel Center Instrument, fornito di comandi touch. Numerosi i tocchi estetici personali, come il tetto con due strisce trasparenti e l'alloggiamento inferiore con coperchio pure trasparente nel bagagliaio.  Maggior cura anche riguardo l'aerodinamica, mentre i propulsori si annunciano quelli della gamma berlina. Vedremo quanto di questa sofisticata concept andrà in produzione.

La più EXTREME delle Astra



OPC è l'acronimo di Opel Performance Center, che sta alla Casa madre un po' come M a BMW e AMG a Mercedes. Bene, a Ginevra ci sarà la nuova Astra OPC, in versione EXTREME. E seguendo la tipica filosofia deutsche dell'emulazione (vedi il discorso fatto per la Golf R Evo), anche per lei c'è stata una bella iniezione di potenza, che l'ha portata sopra i 300 CV, 20 cavalli più della "normale" OPC. Molto lavoro anche sul peso, ridotto di 100 kg grazie al montaggio di particolari della versione Cup in carbonio e lega leggera. I parafanghi in alluminio, per esempio, pesano soltanto 800 grammi l'uno. Il look è decisamente cattivo e corrisponde al montaggio di freni Brembo con pinze a 6 pistoncini e alle gomme 245/35 su cerchi da 19 pollici sviluppate specificamente per la vettura. Ah, le sospensioni sono regolabili, come sulle auto da corsa. Insomma, la Astra OPC EXTREME potrebbe essere l'auto da battere nella sua categoria. Disponibilità e prezzi li vedremo in Svizzera.

24 febbraio 2014

Collezione da 70 auto per il presidente

Saprete tutti della recentissima deposizione del presidente ucraino Yanukovych, ma di sicuro la notizia che fosse un vero appassionato di auto è una chicca, anche perchè la sua mania è stata interpretata negli anni alla maniera dell'Est, diciamo, visto che gran parte della sua collezione di 70 vetture è composta da Gaz, Volga e Zyl della vecchia Unione Sovietica, con qualche concessione a vetture di progettazione più tendente all'occidente ma appartenenti comunque all'orbita orientale come la DKW della foto, una F8 del 1939 (la foto non è originale, viene da un museo Usa). Come dire appassionato e despota sì, ma gusto pochino, almeno a guardare il parco auto. Certo che se invece parliamo di immobili le cose cambiano, viste le dimensioni della sua villa che comprende un parco grande più della metà del principato di Monaco con campo da golf, zoo e laghetto artificiale con nave in stile Pirati dei Caraibi. Il valore della collezione è stato stimato in 4 milioni di dollari, ma la sua rivendibilità è piuttosto discutibile; le auto staranno forse meglio in un museo.

Yamaha la farà leggera

A Novembre avevo parlato della Motiv, minicar progettata dalla Yamaha e presentata al salone di Tokyo, che si prospettava mossa sia da un sistema di propulsione tradizionale, sia ibrido. Ora si sa qualcosa di più di quest'ultima soluzione: è realizzata dalla Zytec, la società che ha sviluppato la parte elettrica della smart e, viste le somiglianze estetiche tra i due progetti, si direbbe proprio che Yamaha abbia generato un clone. Comunque, il motore elettrico da 25 kW pesa solo 13 kg, mentre il riduttore, necessario per l'elevata velocità massima di rotazione, 15.000 giri, circa 11. Se sommiamo anche l'inverter, 7,5 kg, fanno in totale 31.5 kg davvero poco per un gruppo motore. Ovviamente tale risparmio di peso deve compensare gli 8.8 kWh di batterie al litio, che contano per almeno 270 kg , ma nel complesso si prospetta una miniauto davvero light, che giustifica la struttura in tubi d'acciao e pannelli in resina, secondo le idee di Gordon Murray, il progettista, che ha sempre ritenuto le auto leggere l'ideale costruttivo anche fuori dalla F1.

Apple e Tesla, futuro comune

Tutti e due puntano al mercato top, entrambi hanno prodotti sofisticati e desiderabili grazie a un attenta politica di marketing. Parlo di Apple e Tesla, che nei rispettivi settori sembrano quasi aziende fotocopia. E pare che il colosso di Cupertino si sia definitivamente reso conto che il settore dell'autombile è ricco di prospettive (lo capissero anche da noi...) e che quindi intenda entrarci, ma con il partner giusto. Che sarebbe Tesla, produttore di auto esclusive, elettriche e decisamente all'avanguardia per le soluzioni adottate. Secondo il San Francisco Chronicle, infatti, si sarebbe già svolto un incontro ad alto livello per delineare una joint venture tra le due società, con l'obiettivo di dar vita una nuova vettura Tesla interamente equipaggiata con elettronica Apple, o addirittura in co-branding. Adrian Perica, capo del settore acquisizioni di Apple ha a disposizione un budget di 525 milioni di dollari, decisamente ricco quindi, e ci starebbe un cambio di strategia dell'azienda. Anche perché ormai le varie "i" della mela hanno perso slancio e non si prospettano più gli incrementi di giro d'affari a due cifre del passato. Aspettiamoci perciò il prossimo techno-oggetto del desiderio... su ruote.

Due turbo è meglio di uno

I francesi fanno meno scena dei tedeschi sulle loro novità tecnologiche ma hanno comunque i loro assi nella manica. Come Renault, che ha presentato un Diesel di nuova generazione, l'Energy dCi twin Turbo, un millesei a gasolio che eroga la bellezza di 160 CV, 100 CV/litro, con una coppia massima di 380 Nm, il 90% della quale è già raggiunto a 1500 giri. Il percorso di downsizing del marchio continua quindi anche sul versante Diesel, con un motore che si confronta con i due litri del mercato su posizioni di parità quanto a prestazioni ma con l'atout di un consumo ridotto del 25% rispetto al 2 litri che va a sostituire. Caratteristica esclusiva, sofisticata (e costosa, aggiungo) è la presenza di due turbocompressori azionati in sequenza, il primo dei quali ha una piccola girante a bassa inerzia che consente di azzerare il ritardo di risposta, mentre il secondo assicura la grande portata necessaria a raggiungere la potenza massima. Il travaso di tecnologia dal'esperienza della F1 ha consentito di impiegare nuove soluzioni a basso attrito e un innovativo sistema di raffreddamento della testata, mentre l'omologazione anti-inquinamento è Euro 6; lo start&stop è di serie. Il video è (ahimè) silente ma interessante.

Bye bye Microsoft

Ford lascia Microsoft per Blackberry. Parliamo di infotainment e in particolare del sistema SYNC che il marchio del'ovale blu implementa sui propri prodotti. Il sistema operativo adottato da BlackBerry, basato sulla piattaforma QNX, garantirebbe migliori prestazioni ed è peraltro già adottato da altri costruttori come BMW, Audi e i coreani, oltre a Chrysler. Ufficialmente tanto Microsoft quanto Ford non hanno fatto dichiarazioni sul'argomento, così come la Casa  non ha parlato di date per il debutto del nuovo sistema operativo. C'è stato però un annuncio nel quale Ford dichiara di puntare (ovviamente) al miglioramento dei servizi e dei prodotti e in quest'ottica di aver intrapreso diverse collaborazioni con altrettanti partner. Magari al salone di Ginevra potrebbe esserci qualche novità.

La rossa sfida Goodwood

Goodwood evoca eleganza, stile british very snob insomma, di quello da milioni di sterline visto che in loco si svolge un famoso concorso di eleganza. Qui, invece, della location interessa solo il corto tracciato in salita sul quale si sfidano (una per una) diverse sportive in puro stile elisabettiano. E l'Alfa Romeo 4C mostra subito il suo carattere e di trovarsi a proprio agio in questo ambito, con un tempo inferiore a parecchie titolate. Però non mi convince ancora il sound, dovrebbero lavorarci su.

20 febbraio 2014

Una bestia radioattiva


Il Ford F-150 Raptor è una bella bestia, ho avuto l'occasione di provarlo durante un viaggio negli Usa e mi sono reso conto di quanto impegnativo sia da guidare sia su strada sia off road. Sì, perché tutto si può dire fuorché che sia agile, in più con quei barili che si trova al posto delle ruote è sempre un po' elastico nel comportamento e non capisci mai bene dove stai mettendo le gomme. Comunque, il suo V8 di 6.2 litri è sì potente, ma non selvaggio. Per fare un paragone, lo stesso pickup F-150 con il V6 Ecoboost turbo è molto più cattivo. Ma ci ha pensato il preparatore tedesco Geiger a colmare il gap. Tenendo fede al suo nome vagamente radioattivo, ha applicato un bel compressore a vite al V8 e gli  ha tirato fuori 580 CV, con una coppia di 712 Nm. Beh, suppongo che ora il truck sia diventato una bella bestia. Ed è proprio così che Geiger l'ha battezzato, The Beast. La verniciatura in verde veleno (o verde uranio?) fa il resto. Per averlo bastano meno di 100.000 euro, per la precisione 99.500. Un pensierino?


Chapeau!

Ieri ho dato la notizia dell'incendio di due Porsche 911 GT3. Oggi La Casa ha comunicato ufficialmente di aver intrapreso un immediato controllo di tutti i motori delle GT3 e di aver attivato la procedura per informare tutti i 785 proprietari delle vetture vendute del possibile rischio, con la raccomandazione di non usare l'auto fino a risoluzione del problema. Le vetture saranno ritirate e portate in un centro Porsche per il controllo. Complimenti, questa è serietà.

Alla VW sono avanti

Ecco, questo per me è guardare avanti. Mentre siamo alle soglie del salone di Ginevra, VW sta pensando a quello di Pechino, in Aprile, e dato che il mercato asiatico è in espansione e vuole roba forte, porterà in Cina la nuova Golf R Evo, con una versione highly tuned del 4 cilindri turbo che dovrebbe erogare la bellezza di 375 CV, giusto un filo di più dei 360 del motore 2 litri AMG. Era solo questione di tempo; sapete come si comportano i marchi tedeschi quando si parla di primati di potenza; adesso non ci resta che attendere una novità BMW. Comunque tornando alla R Evo, anche con la coppia si va forte, 450 Nm, mentre sarà mantenuta (ovviamente) la trazione integrale e il cambio sarà lo stesso doppia frizione a 6 marce della R ma rinforzato. Con un peso attorno ai 1400 kg le prestazioni dovrebbero essere da vera GT. Rimane la considerazione che sui motori a benzina la tecnologia ha davvero svoltato. Sono lontani i tempi in cui per avare coppie robuste occorreva rivolgersi esclusivamente ai turbodiesel; ora con i moderni turbo benzina ci sono potenza e coppia da V8 di qualche anno fa. Manca solo il sound, ma ci stanno lavorando.

Per la TT si cambia in Svizzera


A Ginevra Audi ripropone la TT con una nuova livrea, della quale per ora sono stati diffusi solo i due disegni che vi mostro, oltre alla foto dell'interno, invece, vera ma ritagliata da ogni contesto. Più tesa nelle linee, mantiene la forma tondeggiante che la rende compatta con il telaio single frame, mentre il frontale è pù rastremato grazie all'impiego dei sottili gruppi ottici a led (o Matrix led in optional). L'interno è più elegante, con le bocchette a turbina e un innovativo quadro strumenti digitale, caratterizzato dall'ottima ergonomia con il comando del cambio in alto e il volante tagliato in basso da vettura di formula. Nessuna anticipazione ufficiale riguardo i motori, anche se è lecito attendersi il montaggio dei nuovi 4 cilindri turbo a benzina da 223 a 300 cavalli (il più potente per la TTS, quella con 4 terminali di scarico). Ci aspettiamo ovviamente molto di più per la RS, il cui arrivo sarà però spostato più in là nel tempo.

FR-S, a rischio l'evoluzione

Il progetto della Toyota GT-86 è nato con l'intento di offrire una sportiva leggera, divertente e con i giusti attributi (leggi trazione posteriore), capace di divertire. L'auto è stata declinata in altre due versioni, quella con il marchio Subaru, la BRZ, e quella per la Toyota Usa, venduta sotto il brand Scion con il nome FR-S. E proprio dal mercato yankee si aspettavano i migliori riscontri, che però non sono arrivati. Anzi, le vendite vanno così male che i mancati introiti mettono in  forse gli upgrading previsti per la vettura, come la versione spider e quella con un motore più potente. Le considerazioni sul quasi flop, che si riscontra un po' su tutti i mercati, partono dal prezzo (in Usa 25.000 $, come al solito i più scemi siamo noi in Europa, dove parte da 30.000 €), che il mercato si sarebbe aspettato più basso, per giungere a bocciare il concetto ispiratore, quello di una vettura per i giovani, i quali dalle nostre parti sono alle prese con problemi ben più grandi dell'acquisto di un'auto per divertirsi e che in Usa si sono semplicemente disaffezionati alle auto, prefendogli altri testimonial dello status, come quelli tecnologici. Non aspettiamoci troppo per il futuro di questa coupè, dunque.

Ai "prelievi" non si scappa.

Per la serie, "lasciate ogni speranza o voi che entrate", nel mondo dell'automobile, aggiungo, ecco una storiella made in Usa che però fa capire tante cose. Argomento,  il progetto Northwest Electric Highway, che prevede un network di stazioni di ricarica a corrente continua secondo il protocollo CHAdeMO per ora distribuito in Oregon e Washington lungo la highway verso la California. Sappiamo tutti come la ricarica sia il tallone d'Achille delle auto elettriche, d'altronde le difficoltà d'uso sono compensate dal costo d'esercizio irrisorio. Almeno finora. Già, perchè dal prossimo 1° Aprile l'utilizzo delle stazioni CHAdeMO non sarà più gratuito ma occorerà pagare per la ricarica nelle 12 stazioni del sistema. Per ora è previsto un forfait di 19.99 $ mensili che consentono un numero illimitato di ricariche, ma saranno presto fissati i costi anche una sola seduta. La procedura comunque non è priva di complessità, perché non basta pagare, ma prima di collegarsi occorre chiamare un numero vedere e fornire gli identificativi della vettura; solo dopo si viene autorizzati. Sono piccole somme, ne convengo, anche in in Paese dove la benzina costa intorno al dollaro al litro, ma è il principio che conta. Le amministrazioni hanno cominciato a vedere le ricariche come una fonte di guadagno e se trasportiamo il concetto dalle nostre parti occorre aggiungere che anche il fisco prima o poi farebbe la stessa considerazione. Ergo, non c'è modo di sottrarsi al salasso, qualunque scelta di mobilità su faccia. Alla luce di tutto ciò, quindi, privilegiare la comodità d'uso mi sembra prioritario.

E dopo il sound?

Ci scaldiamo con un bel sonoro? Questo è della nuova Infiniti Q50 Eau Rouge, quella presentata a Detroit a Gennaio. Il V6 è quello della Nissan 370 Z e forse per far dimenticare che il surplus per raggiungere i 365 CV partendo dai 333 del propulsore a combustione viene fornito (silenziosamente) da un motore elettrico, nel video lo sentiamo sgasare al coperto (tra l'altro, spero il fumo sia solo scena e  non provenga dallo scarico). Però io avrei scelto un posto diverso da un garage, pieno di rimbombi e riverberi. Non vorranno mica nasconderci qualcosa?

19 febbraio 2014

Causa fuoco, stop alla GT3

Dopo la seconda GT3 andata a fuoco, Porsche ha bloccato le consegne della più performante delle 911 aspirate. Attualmente è in corso una febbrile ricostruzione del'incidente che portato alla distruzione di una di queste vetture in Svizzera, nel cantone di San Gallo, dopo che un altro caso si era verificato in Italia; fonti interne parlano invece di addirittura 5 casi. Secondo le prime testimonianze dei malcapitati interessati, l'andata a fuoco è stata preceduta da perdite di fluido e dalla comparsa di fumo, seguite un rumore anomalo proveniente dal vano motore. Dall'esame degli avvenimenti la Casa deciderà se attuare un richiamo e, soprattutto, determinerà se l'inconveniente possa verificarsi su tutte le vetture in produzione o soltanto per determinati lotti.

L'Audi S3 Cabrio di Ginevra



La S3 Cabriolet che vedremo a Ginevra sarà la più potente delle scoperte Audi sulla scocca derivata dalla Golf. In questa versione è infatti dotata del nuovo quattro cilindri turbo da 2 litri e 300 CV costanti da 5500 a 6200 giri, che eroga una coppia massima di 380 Nm da 1800 a 5500 giri, e con l'accoppiamento trasversale è collegato, come tradizione del marchio per le sue versioni sportive, alla trazione integrale permanente quattro. Il cambio è l'S tronic a doppia frizione, di serie nella versione a sei rapporti. Sul mercato dalla fine del prossimo Giugno, la S3 Cabriolet è lunga 4.43 metri, larga 1.79 e alta 1.39, con la capote azionata da un sistema elettroidraulico che è in grado di aprirla e chiuderla in 18 secondi fino alla velocità di 50 km/h. La struttura del tetto è realizzata in alluminio, magnesio e acciaio, mentre il rivestimento comprende uno strato intremedio di materiale fonoassorbente che aumenta il comfort acustico. Sul sistema di scarico sono presenti una serie di valvole che si aprono al salire dei giri e rendono il sound di scarico più presente nell'abitacolo.