31 marzo 2014

Beh, decidetevi!

Facendo seguito alle sue precedenti dichiarazioni riguardo l'intenzione di non impiegare motori a tre cilindri sui modelli a trazione posteriore del gruppo, Bernhard Heil, responsabile sviluppo motori Mercedes, ha successivamente confermato che questo tipo di architettura sarà invece utilizzato per le vetture costruite sulla piattaforma MFA, quella modulare che raggruppa tutte le A, per intenderci. Nella sua splendida dualità, Heil ha anche evidenziato come un tre offra vantaggi rispetto a un quattro, un'affermazione speculare rispetto a quella fatta per i modelli di alta gamma, dove invece faceva notare come anche il solo vantaggio di peso venisse vanificato dal'esigenza del contralbero e dall'irregolarità ciclica di un tre cilindri. Che dire, forse c'è stata una tirata d'orecchi da parte di Renault, con la quale è in progetto congiunto proprio un tre cilindri destinato alle utilitarie e alla smart?

Da guidare e ormeggiare

Si chiama Fomm Concept One, dove Fomm sta per First One Mile Mobility, acronimo che definisce l'uso elettivo della vettura: una sorta di commuter verso i mezzi pubblici e le utilities vicino casa, destinata, cioé, alle brevi distanze. La Concept One è giapponese, elettrica, ha le ruote anteriori che contengono i due motori da 5 kW e un'autonomia di 100 km grazie a 6 accumulatori; a bordo c'è posto per 4, anche se un po' strettini, visto che la vettura è lunga meno di 2 metri e 50. Elettrica dicevo, ma anche anfibia: in un Paese composto da isole dove terremoti e tsunami sono tristemente frequenti, la capacità di muoversi occasionalmente anche in acqua alta diventa strategica. La vettura è perciò dotata di due idrogetti che all'occorrenza ne garantiscono la mobilità dalla stazione del metrò (meglio la sopraelevata in questo caso) a casa anche nell'eventualità di un allagamento. Poi la ormeggi al palo all'angolo. Beh, simpatica, ma anche un po' velleitaria, in fondo. Comunque il costo dovrebbe aggirarsi attorno ai 7.500 euro, in Yen ovviamente, perché è prevista solo per il mercato nazionale, escluse le batterie però, il cui costo per ora non è stato comunicato.

Una Code X per il Nürburgring

La Lexus LFA ha esaurito da tempo il contingente di 500 vetture previste per la sua costruzione. Ma nel 2012 è stata introdotta la versione Pacchetto Nürburgring, che viene realizzata al ritmo di 1 vettura al giorno ed è destinata alle competizioni. L'ultima della serie è questa LFA Code X, che il team Gazoo Racing porterà in Giugno alla 24 ore del Nürburgring. La scocca è interamente in carbonio e il motore deriva dal V8 standard di 4,8 litri, ma ha una cilindrata portata a 5,3 litri e una potenza che Lexus dichiara "adattata" al circuito; visti i 560 CV originari, possamo considerare ragionevole un valore attorno a 650 CV. Devo dire che preferisco di gran lunga quella nero opaco senza scritte e che anche se le linee non sono proprio al top fa sempre la sua porca figura.

Richiamo Cadillac

Richiamo per la Cadillac ELR, l'elettrica EREV (dotata del sistema Extende Range, cioè di un generatore ausiliario come nella Chevrolet Volt) del marchio di lusso GM. Sono stati riscontrati infatti problemi nel software del sistema di gestione dell'ESC, il controllo di stabilità, e può accadere che il sistema stesso venga disattivato parzialmente o del tutto senza che il guidatore se ne renda conto. Il richiamo riguarda soltanto le ELR costruite a partire dal 26 Settembre 2013 fino allo scorso 14 Febbraio, per un totale di 656 vetture; la Casa sta  contattando tutti i proprietari invitandoli a portare l'auto preso le concessionarie per una riprogrammazione gratuita della centralina dell'ESC. Si tratta del primo richiamo ufficiale riguardante un'auto elettrica GM.

Se 1.000 non vi bastano...





Si vede che l'economia Usa si sta riprendendo. Se non altro dalla quantità di hypercar che (quanto meno sulla carta) ambiscono al podio della più potente auto del mondo. Questa volta parliamo di Trion, brand che (dovrebbe) produrre la Nemesis una hypercar che promette la sbalorditiva potenza di 2.000 CV, estratti da un V8 con l'ausilio di due turbo. La vettura è in realtà una intera famiglia, il cui claim principale nelle note informative è però curiosamente l'abitabilità: " Un'auto capace di ospitare anche dei veri giganti". Si vede che hanno individuato una serie di miliardari particolarmente alti. La famiglia, dicevo, comprende due versioni elettriche, la E e la ER, e tre convenzionali, la GT, la GTR e la GTR Predator Mode, in pratica un kit applicato alla GTR che prevede, sul modello Bugatti, il settaggio di sospensioni e  aerodinamica per arrivare ai 435 orari promessi. 0-100 in cpoc più di 2,8 secondi, corpo vettura in carbonio, cambio sequenziale automatizzato a 8 rapporti; il tutto, però, sul web. Già, perché a Irvine (California) non ci sarebbe traccia della factory dedicata, nè pare esista un modello marciante. Anche qui un caso di vaporware?

Ancora più efficienti i motori Mazda

Mazda è sempre stato un brand eclettico. L'unico a proseguire con i motori Wankel, l'unico a fare scelte anticonformiste come produrre un V6 di 1,8 litri per la sua MX3 negli anni  '90 o ancora capace di realizzare una vettura iconica come la Xedos, alla quale, vero o meno, si ispirò poi l'Alfa 156. Anche dal punto di vista strettamente motoristico le sue scelte sono sempre state molto personali, ultima delle quali la famiglia di propulsori SKYACTIVE, efficienti e in controtendenza rispetto ai canoni vigenti. La nuova versione di questo motore a benzina, SKYACTIVE -G, è un'unità aspirata, mentre tutti tendono a usare il turbo e di  2 oppure 2,5 litri, mentre tutti applicano il downsizing. Il rapporto di compressione di 14:1 è il più alto in assoluto, ma la detonazione viene evitata grazie all'attento studio della camera di combustione, che prevede un pistone con camera interna, un iniettore a 6 fori e il doppio variatore di fase continuo. Anche la struttura dello scarico ha la sua importanza e il tragitto 4-2-1, insieme e con il ricircolo raffreddato dei gas, collabora alla grande efficienza complessiva. Efficienza che si traduce in bassi consumi pur con potenza e protezza di risposta elevate: sulla Mazda 6 la percorrenza media con il 2 litri da 165 CV è di 16,6 km/litro, valori che diventano 192 CV e 15,8 km/litro con il 2,5 litri. Mazda cerca da tempo un partner per sviluppare ulteriormente il proprio know how, ma probabilmente per la maggior parte dei costruttori le scelte di marketing prevalgono su quelle tecnche.

Una TT a 5 porte?

La TT si è affermata come sportiva della fascia mediana dei modelli Audi, acquisendo nel corso delle generazioni una connotazione iconica per una gran parte della clientela. Questo ha portato a una progressiva crescita del prezzo, ma anche alla limitata la diffusione su larga scala della vettura. Per ovviare a questo problema di marketing, la Casa dei quatro anelli ha in progetto una versione a 5 porte della  TT. Vista in ottica ingegneristica, la scelta ha due possibilità dal punto di vista della scocca: impiegare l'attuale della terza generazione, allungandola opportunamemte, oppure passare alla piattaforma modulare MQB delle nuova A3 e Golf, ma  anche della T-ROC vista a Ginevra. C'è però una notevole differenza di costo tra le due soluzioni, dato che la scocca della TT è realizata con una sofisticata struttura ibrida in alluminio e acciaio, mente la MQB prevede una struttura più tradizionale; la decisione sarà presa presto. Il criterio segue perciò quello adottato da Mercedes con la nuova CLA: realizzare una berlina /coupé sportiva di costo contenuto rispetto ai modelli top e che possa aumentare la base d'utenza allo scopo di incrementare le vendite. Vedremo se il progetto andrà avanti e soprattutto quale sarà l'aspetto della vettura. Al di là della scocca, infatti, coniugare la linea di una coupé pura come la TT su un corpo vettura allungato rappresenta una vera sfida.

28 marzo 2014

Denza pronta al debutto

Se dico Denza vi viene in mente qualcosa? Beh è un marchio, cinese, in particolare il frutto della joint venture tra Daimler-Benz e BYD. Un accordo molto high tech, che riguarda una vettura elettrica, la cui parte "sensibile" (quella elettrica cioè)  è stata sviluppata dal costruttore cinese, mentre tutto il know how costruttivo di scocca e carrozzeria, interni compresi, che dovrebbero essere lussuosi, dal marchio tedesco. No comment sullo stile dell'esterno, però. Le Denza saranno vendute in apposite concessionarie dedicate esclusivamente al brand (tipo Tesla), come quella di Pechino vicino alla quale la vettura è stata colta. La Denza ha un motore elettrico della potenza di 120 CV e un'autonomia di 250 km; la velocità massima è di 150 km/h. La collocazione sul mercato dovrebbe avvenire in una fascia di prezzo intermedia, attorno a 300.000 RMB, equivalenti a poco più di 35.000 euro. Il costo è stato abbassato (inizialmente era previsto in 400.000 RMB, circa 47.000 euro) per rendere l'acquisto ancora più attraente: in Cina ci sono infatti due diversi incentivi, uno erogato dal govermo centrale e uno dalla municipalità di Pechino per un totale di 114.000 RMB, circa 13.400 euro, che portano l'effettivo esborso a poco più di 20.000 euro, accettabili per un prodotto di alta gamma.

Toyota punta su Le Mans


Prime immagini e video esplicativo della LMP1 Toyota per la Le Mans 2014, la TS040 Hybrid. Niente downsizing per la Casa che ha inventato l'ibrido: l'auto adotta un tradizionale motore V8 aspirato da 520 CV più il gruppo elettrico di supporto che fornisce altri 480 CV. In piena accelerazione  la vettura dispone quindi di 1.000 CV, una sorta di ritorno ai fasti delle passate Le Mans per esuberanza. Pur con tanti ponies, Toyota si attene alle nuove regole di gara, che prevedono una riduzione di consumo del 25% rispetto al 2013, controllata direttamente auto per auto con un flussimetro dalla direzione di gara. Se il consumo medio supera il valore richiesto sulla media di 3 giri verranno applicate penalizzazioni. In decelerazione il motore Aisin applicato sulle ruote anteriori e quello Denso sulle posteriori recuperano energia che viene inviata a un supercondensatore prodotto dalla Nisshinbo, accunmulato per la successiva riaccelerazione. Un ibrido classico, dunque.

VW ripesca un'idea Saab

Una quindicina di anni fa ricordo un invito a Trollhättan, sede della mitica Saab (quella prima dell'ingresso in GM che ne segnò la fine), un brand che si segnalava per la grande creatività tecnologica. Presentavano due motori innovativi: uno a 6 tempi, destinato a ridurre l'inquinamento e che vedemmo solo staticamente, e un 5 cilindri con turbo e rapporto di compressione variabile (la testata era mobile attorno a un perno), che provammo su una vettura e che mi fece un'ottima impressione, rumorosità elevata a parte. Oggi VW ripercorre quella strada con un'unità che unisce ammissione forzata e compressione variabile. Lo ha detto il responsabile tecnico Hackemberg nella conferenza annuale, senza però entrare nello specifico con dati tecnici precisi. Il gruppo vuole anche estendere l'uso di turbo dotati di avvolgimento elettrico, già usati in gara, che consentono sia una rapida accelerazione della turbina a bassi flussi di gas di scarico, tipicamente sotto i 2.000 giri, sia l'eventuale recupero energetico in rilascio, e il coasting, quello che usa anche Porsche, cioè la semplice vecchia abitudine di mettere in folle se si vede il rosso in fondo alla strada o si viaggia in discesa. Il futuro, a volte, deve imparare dai nonni.

La F-Type debutta a Milano



Anteprima nazionale per la Jaguar F-Type Coupé, versione a tetto chiuso della spider presentata l'anno scorso; un'auto che potrebbe rinverdire i fasti della mitica E-Type. L'aggiunta del tetto (in vetro fumé) dona alla linea complessiva, anche se personalmente ritengo più riuscita la coda delle XK. I motori sono gli stessi della spider, V6 e V8, ma qui si al vertice si aggiunge la versione R, dotata del 5 litri potenziato a 550 CV, con coppia massima di 680 Nm. Un propulsore impegnativo per la (relativamente) piccola coupé british, capace di spararla da 0 a 100 in 4,2 secondi e di raggiunere senza troppi sforzi i 300 orari. Alla costruzione in alluminio, che unisce l'elevata rigidità torsionale (33.000 Nm/grado) alla leggerezza e che consente la grande agilità, si aggiungono i sistemi elettronici di tutoring, tra cui per la versione top il nuovo differenziale attivo che aiuta a stabilizzare la vettura nelle staccate anche violente. Il resto della gamma prevede una versione del V8 da 495 CV e due V6, sempre dotati sovralimentazione volumetrica con compressore a vite, da 340 e 380 CV, con tempi, rispettivamente, di 5,3 e 4,9 secondi sullo 0-100 e Vmax di 260 e 275 km/h. In opzione per le V8 i freni carboceramici; per tutte cambio automatico a 8 rapporti con paddle al volante. La carrzzeria coupè ha concesso un filo in più di spazio al bagaglio, con un vano che ora è di 407 litri: un vero sollievo per i golfisti, che ora possono finalmente invitare un amico a una partita.

26 marzo 2014

Toyota ricicla il rame

La Toyota ha sviluppato una tecnologia all'avanguardia per riciclare il rame proveniente dai cablaggi dei veicoli, nel'ottica di risparmiare le risorse a fronte del calo della disponibilità mondiale del metallo sul mercato: gli studi più recenti paventano infatti che le risorse non vadano oltre i prossimi 40 anni. Il rame è presente  per un  peso di circa 10 kg nei veicoli, con una lunghezza media dei cablaggi tra 3 e 5 km. L'innovazione del metodo realizzato dalla Casa sta nell'automatizzazione di un processo che finora avveniva solo manualmente e che richiedeva quindi tempi lunghi e costi elevati.  La trafila industriale si basa sull'iniziale schiacciamento meccanico di connettori e cavi; il composto eterogeneo ottenuto viene poi inviato in vasche piene d'acqua, dove avviene una selezione basata su differenze di galleggiamento ed effetto di potenti magneti. Il rame ottenuto ha una purezza del 99,96 % e può essere riutilizzato nelle nuove vetture Toyota. Dall'inizio del progetto nel 2013, Toyota ha costruito oltre 200.000 vetture con rame riciclato, mentre il piano prevede che nel 2016 il recupero arrivi a 1.000 tonnellate annue di metallo, sufficienti per circa 2 milioni di automobili.

Videoteaser Murano

La Nissan Murano non ha avuto vita facile in Europa. Prima la gamma mancava di un Diesel, poi il suo look  ha creato qualche resistenza tra i clienti del Vecchio Continente; insomma un lancio non proprio brillante. Ecco perché non è ancora chiaro se la terza generazione del Suv jap sarà importata o meno in Europa, privilegiando invece gli Usa che mostrano di gradire parecchio la vettura. Dal teaser si possono trarre conferme delle dichiarazioni Nissan riguardo una nuova era di design che si estenderà a tutti gi altri modelli in produzione, la Murano è infatti ideale come vettura simbolo. Il nuovo modello sarà più grande del precedente e dotatao delle ultime tecnologie nel campo dell'infotainment e della sicurezza. In attesa di vederla al salone di New York il 16 Aprile prossimo,  dobbiamo accontentarci del gruppo ottico con luci a led.

La Variant cattiva


Dal sito Usa AutoGuide le foto della versione wagon della Golf R. La versione Variant è stata colta durante i test finali, che rivelano come sia ormai nella sua veste definitiva che definirei davero poco appariscente. La R Variant condivide con la berlina il propulsore a 4 cilindri turbo di 2 litri da 300 CV e 400 Nm e la traziine integrale mediante giunto Haldex, quella per motori con la collocazione trasversale. Cambio manuale a 6 marce o DSG, 0-100 in 5.5 secondi; non è esclusa in futuro una versione ancora più cattiva, sulla scorta della Evo in presentazione al salone di Pechino tra poco. La vedremo al prossimo salone di Parigi, in autunno.

0-100 con la i8

Anche stamattina partiamo con un video. Questo è la cronaca di uno sparo 0-100 con la nuova BMW i8. Devo già correggermi: definirlo uno sparo è quantomeno improprio, perché il sound, pur irrobustito dall'Active Sound Design con il suono emesso dal sistema audio, non è di quelli che definirei esaltanti. Un 3 è un 3, non si scappa e se può andar bene sulla smart, su una supercar fa davvero una magra figura. Comunque le prestazioni ci sono, perché i motori elettrici spingono forte e si vede dalla salita del tachimetro. Se la tendenza è questa è meglio che ci abituiamo... alle auto che guidano da sole. Così almeno ci gustiamo il caffè.

25 marzo 2014

Costa meno il trike di Yamaha

Dopo l'MP3 della Piaggio ci sono state poche novità nel campo dei 3 ruote da città. A colmare il vuoto arriva però oggi Tricity, il trike Yamaha che abbiamo visto in novembre all'EICMA di Milano. La sua caratteristica fondamentale è l'economicità: costa infatti meno di 4.000 euro, decisamente meno della concorrenza e al livello di molti scooter entry level. Tricity è stato pensato come un vero commuter urbano e si rivolge a coloro che hanno abbandonato l'auto per un veicolo più agile o cercano un'alternativa ai mezzi pubblici. Primo tre ruote della Yamaha, ha un motore 125 a iniezione raffreddato a liquido da 11 CV e una trasmissione continua CVT; le ruote anteriori da 14 pollici sono montate su un parallelogramma che guida la loro inclinazione in curva e rendono il trike molto più sicuro e stabile su asperità e fondi sdrucciolevoli, grazie anche al peso contenuto in 152 kg. La frenata è integrale mediante la leva di sinistra, mentre la destra agisce solo sui dischi anteriori da 220 mm (230 il mono posteriore). Strumentazione digitale e luci a led completano la dotazione; disponibile dalla prossima estate.

Cops need comfort

Le auto della polizia americana le abbiamo viste in centinaia di film: sono tipicamente berlinone con grandi cofani e (in rapporto alle auto europee) poco spazio dentro, specialmente dietro, proprio dove si fanno salire gli arrestati. Trattandosi di un grande Paese, il business della fornitura ai diversi corpi è notevole e le Case si fanno una certa concorrenza per acquisire i contratti. Ma devono fare i conti con i poliziotti, che non sono facili da accontentare, non amano le novità e apprezzano il comfort. Quando la Ford ha messo fuori produzione la Crown Victoria, interceptor (chiamano così le autopattuglie) di larga diffusione, molti dipartimenti si sono rivolti alla Dodge Charger o alla Chevrolet Caprice, ma la prima era troppo angusta per la stazza media e la seconda prodotta fuori dagli States e quindi non abbastanza patriottica. Anche la Ford Taurus è stata scartata, troppo piccola. Così i gusti dei cops hanno finito per indirizzarsi sui Suv e con l'accordo dei vari dipartimenti ora la vettura più venduta è Ford Explorer Utility Interceptor, versione accessoriata appositamente per i compiti di sorveglianza. La concorrente più agguerrita è però la Chevrolet Tahoe, altra big Suv, che piace per il grande spazio a disposizione. Voglio vederli, però, negli inseguimenti, con i Suv. Mi sa che finiranno tutti alla Blues Brothers.

Io sto su da sola

L'azienda si chiama LIT, americana, e la moto, C-1, elettrica. O bella, ma non era il nome dello scooter BMW? Si vede che si sono accordati, oppure che stanno litigando. Comunque, la C-1 è un prodotto a metà tra uno scooter, una moto e una macchina, perché ha una caratteristica unica: sta in equilibrio da sola, da ferma, con il pilota a bordo grazie a una serie di giroscopi e servomotori azionati da un computer, stile Segway per intenderci. Non occorre appoggiare i piedi durante le fermate, ma il sostegno retrattile serve solo se si parcheggia e ci si allontana. L'autonomia è di 320 km e il peso di 360 kg, la velocità massima di 160 km/h e il tempo da 0 a 100 km/h di 6 secondi. Un veicolo scattante dunque, che non teme il traffico sia perchè è più agile delle auto, sia perché in caso di contatto non cade, come potete riscontrare guardando il video. Nemmeno lo strattone violento da parte del pickup riesce a sbilanciarla. Un vera rivoluzione del settore, quindi, perché offre un vero abitacolo con tanto di porta e un volante, quindi si guida come una normale vettura. E qui potrebbe nascere il problema, perché, come ogni due ruote, la C-1 deve inclinarsi per compiere una curva. Ma grazie al computer e a una serie di sensori che tengono conto anche delle condizioni della strada e del vento, la C-1, che dispone di uno sterzo drive by wire cioè connesso elettricamente al volante, compie la curva nel migliore dei modi seguendo i desideri del guidatore, che non si accorge di tutto quersto lavoro e apprezza semplicemente la sua agilità. La C-1 dovrebbe essere in vendita verso il prossimo autunno e sul sito dell'azienda si può già prenotare; purtroppo non si può definire economica: costa infatti 24.000 $, 17.300 euro circa, mica male. Ma la tecnologia è molto sofisticata e poi non è mica brutta.

Size Matters

Più che una clip, questo sembra un film vero e proprio, molto, molto spettacolare: si chiama Size Matters, le dimensioni contano. Siamo abituati a vedere drift e numeri fatti con le auto. Qui c'è invece un duetto tra l'esordiente Daniel Leawitt a bordo di una Nissan 240SX coupé piuttosto modificata e il campione Mike Ryan, famoso per i suoi numeri esagerati con l'esagerato truck Banks Super-Turbo Castrol Freightliner. I numeri più sensazionali sono ovviamente quelli fatti con la motrice, che piroetta come una bici acrobatica e culmina l'esibizione con un salto sulle indifese smart di car2go Usa a fare da barriera. Piccola nota, la presenza smart è dovuta alla proprietà Mercedes di Freightliner. Il motore del truck da 5 tonnellate è un Detroit Diesel con Turbo e compressore, più iniezione di metanolo al bisogno; l'anno scorso questo signore si è fatto con il mezzo la Pikes Peak, oltre a correrci nel campionato nazionale. Ah, il tutto è stato girato a Long Beach, nel porto, noleggiando per due giorno una banchina di carico. Posso solo immaginare i costi complessivi.

24 marzo 2014

Porsche vira sul 4?

E' dai tempi della 968 che non si vede più un 4 cilindri alla Porsche. Ma ora downsizing e riduzione dei costi sono arrivati persino ai marchi top; di qui il nuovo 4 cilindri che andrà a equipaggiare le prossime generazioni di Boxster e Cayman. Nessuna meraviglia, quindi; d'altronde, se Porsche corre addirittura la Le Mans con un V4... La notizia viene dai colleghi Usa di Motor Authority e questa volta l'architettura sarà boxer, ma il motore non dovrebbe derivare da uno già esistente ( il 4 della 968, che a sua volta derivava da quello della 944, era nato da una bancata del V8 della 928), anche se, vista la cilindrata di 2,5 litri, ci starebbe come "figlio" del 3,6 o del 4 litri. Comunque la potenza dovrebbe collocarsi attorno ai 400 CV, parecchio più dei 340 delle ultime versioni GTS. Iniezione diretta e turbo fanno parte del (ovvio) corredo ma il debutto dovrà con ogni probabilità attendere la fine di questa generazione, verso il 2019, preceduto però da quello dell'altro quattro, quello più tradizionale (VW) che andrà sulle Macan. Dulcis in fundo, (si fa per dire) questo motore nasce nell'ottica prestazionale Porsche e al di là dell'architettura non ha nulla da invidiare ai tradizionali 6 boxer. Non è perciò escluso, più in là, che anche qualche 911 lo utilizzi.

M Safety

Alla prima della MotoGP in Qatar, BMW ha mostrato la sua M4 Safety Car, prima versione che vediamo ufficialmente su strada della nuova cattiva M. Il sound a mio parere è meglio al minimo, che agli alti, ma comprendetemi, è solo questione di gusti. E la perdita del V8 è così recente...

Che coppia!

Oggi è la giornata dei video. Il primo è molto interessante e riguarda la Brammo Empulse 2014, ultima creazione del brand elettrico Usa presentata a Gennaio al CES di Las Vegas. Questo modello è stato sezionato per mostrare cosa c'è sotto: fondamentalmente le 252 batterie singole che compongono l'intero pacco, e il controller sotto quello che sembra il serbatoio. L'insieme è assai compatto e concentrato per questioni di peso e baricentro e comprende anche il caricatore on board da 3 kW. La Empulse è decisamente tosta: unica tra le elettriche, ha un cambio a sei marce integrato nella struttura del motore che le consente di moltiplicare la coppia alla ruota fino allo sbalorditivo valore di 880 Nm, roba da TIR! Con i suoi 177 km/h di velocità massima starà pur dietro a tutte le stelle del settore, ma in accelerazione... Il secondo video è tipicamente Usa: parlano troppo (come anche nel primo, del resto). Ma le riprese live danno l'idea del potenziale della moto.

Divertimento puro

Per la serie le soddisfazioni non dipendono sempre dalla tecnologia à la page, ecco una Lotus 23/B impegnata nella Bologna-San Luca, gara di velocità in salita per auto storiche. La leggerissima vettura è una specie di cavallo selvaggio nella mani del pilota, che la controlla però piuttosto bene e che ci dà dentro di brutto, se consideriamo la cosa nel contesto "storico" in cui avviene. Niente elettronica di sorveglianza, qui ma molto controsterzo e piede giù, sempre. Soltanto una sfolllata, ma il cambio non è mica un doppia frizione, no?

In arrivo la prima BMW by Toyota


A Gennaio avevo parlato dell'asse BMW-Toyota nel campo dello sport. Ora siamo vicini al prodotto congiunto, che avrà l'atout di essere il primo a impiegare i supercondensatori. Come avevo anticipato, per parte tedesca l'obiettivo in ambito racing è la sostituzione della Z4 con una nuova vettura a trazione integrale del tutto diversa dalla progenitrice; Toyota si è invece concentrata sul recente prototipo FT-1 presentato negli Usa, che con l'aggiunta della trazione elettrica sulle ruote avanti diventerebbe anch'esso 4x4. Nella divisione delle competenze reciproche, la Casa jap si occupa della parte ibrida in chiave sportiva, secondo i criteri esemplificati dalla Yaris Hybrid R vista a Francoforte, con un motore turbo a benzina e 3 motori elettrici. L'impegno nipponico riguarda però fondamentalmente due fronti: il sistema di accumulo, e qui la scelta è caduta sui supercapacitors perché capaci di assorbire istantaneamente enormi potenze e di cederle altrettanto rapidamente (ideale per una vettura da corsa), e l'elettronica di controllo. BMW ha invece sviluppato un nuovo 2 litri a 4 cilindri (una sorta di ritorno alle origine, dunque) che sarà accoppiato a due motori elettrici (anch'essi BMW) sulle ruote anteriori, mentre l'estetica della vettura sarà in stile i8 con pannellature in carbonio su una strutture metallica di base. Da questa prima vettura ne origineranno altre in futuro, tutte basate sul concetto ibrido.

Dubbi sull'esito?

Dove? Australia. Chi? Daniel Ricciardo, Red Bull Racing Team e Michael Keightly, RAAF (no, non ho aggiunto una A per sbaglio, questa è l'aviazione australiana). F1 contro caccia, in questo caso un F18 Hornet, una bella bestia dotata di post-combustore, contro una delle regine del circo. Non è la prima di queste sfide, ma è sempre bello vederle e constatare che il risultato è largamente prevedibile: sparo della F1, nettamente davanti fino a quando la velocità sale e poi non c'è più storia.Un po' di fisica spicciola spiega perché: non è possibile correlare esattamente potenza e spinta, dato che l'azione della seconda dipende dala velocità del mezzo. Ad aereo fermo, cioé la potenza sarebbe circa zero, ma non appena questa sale la potenza sale vertiginosamente. A velocità massima, in quota, per l'F18 arriva a quasi 112.000 CV. La F1 fa invece esattamente il contrario: la spinta è massima da fermo con i rapporti corti e scende al crescere della velocità. All'incrocio dei due mezzi, quindi, grosso modo le potenze scaricate sono le stesse. Poi... bye bye!

21 marzo 2014

In attesa della nuova...

La nuova serie l'abbiamo appena vista a Ginevra.  Mancava però la RS ma a colmare l'attesa ci ha pensato il preparatore tedesco HPerformance, pronto a regalarci qualche scarica di adrenalina con il vecchio modello messo giù davvero bene. Parlo di Audi TT e di questa versione highly tuned teutone, che raggiunge 500 CV e 660 Nm con l'ausilio di un nuovo turbo più grande, di un intercooler in alluminio adeguato e di un nuovo collettore di aspirazione dedicato con tanto di effetto RAM, come se il turbo non bastasse. Il 5 cilindri 2 e 1/2 diventa così una vera belva e scarica il tutto grazie al cambio irrobustito per sostenere il poderoso aumento di coppia e alle sospensioni con taratura corsaiola, molto rigide e con bassa escursione. Si direbbe che HPerformance abbia preceduto Audi, perché è tradizione della Casa uscire con il modello più prestazionale delle RS a fine vita del modello. Comunque in officina stanno già lavorando sulla prossima versione da 700 CV.

Nuove batterie da VW

Secondo il giornale inglese Telegraph, VW sta sviluppando una nuova famiglia di batterie ad alta capacità, fino a quattro volte superiore alle attuali. Lo sviluppo entra nel campo degli accumulatori realizzati con le nanotecnologie, in grado di superare l'attuale densità energetica media di 200 Wh/kg. Le indiscrezioni parlano di batterie litio-aria, che avrebbero una densità energetica attorno ai 1200 Wh/kg; sappiamo però che sono quelle litio-zolfo ad avere la migliore resa, fino al valore (teorico) 1600 Wh/kg. Facendo due conti e considerando un'autonomia di 550 km, occorrono grosso modo 80 kWh di batterie imbarcate. Nel caso litio-aria il peso sarebbe quindi di 67 kg e in quello litio-zolfo di 50 kg. Ma questi sono i valori teorici: i prototipi delle più promettenti batterie litio-zolfo sono giunti infatti "soltanto" a 1030 Wh/kg, che corrisponderebbero a 78 kg, valore peraltro solo leggermente superiore al peso di un grosso serbatoio e comunque assai basso se confrontato con i 400 kg occorrenti con la tecnologia attuale. Con le litio-aria dobbiamo aspettarci perciò valori attorno ai 100 kg, comunque accettabili, soprattutto se paragonati, per esempio, al peso aggiuntivo delle bombole di metano in un auto a gas. Se lo sviluppo dei nuovi sistemi andrà avanti, la trazione elettrica diventerà effettivamente possibile, con buona pace dei tempi di ricarica che per simili capacità sarebbero oggettivamente molto più lunghi degli attuali. Ma è comunque una buona notizia.

20 marzo 2014

Un'altra?

Un mese fa mi capitava di notare come in tempo di crisi le supercar spuntino come funghi. A riprova della tesi, eccone un'altra, proveniente dal sole della California, a Irvine. La società si chiama Rezvani Automotive Designs (iraniana?) e il teaser appena rilasciato è di una nuova creazione chiamata the Beast. Spero che il buon Geiger non gli faccia causa per plagio, ma comunque siamo su piani del tutto diversi. La creazione Usa è lontanissima da un pickup, pare si ispiri alle KTM X-Bow (dall'imagine si direbbe proprio) e sia destinata espressamente al brivido in pista, con il corredo di un peso bassissimo e di un motore potente. Con buona pace di Fardees Rezvani, il designer al vertice della Casa, però, le sue precedenti creazioni, la Bulleta RF22 e la Volarra GT sono state definite in slang vaporware, bellissimo termine che indica l'inconsistenza del prodotto. Speriamo perciò che anche questa Beast non esista solo sugli schermi di un computer.


Siamo arrivati a 9

La vitalità tecnologica di Mercedes è assolutamente al top e la Casa sforna novità di continuo. Ora è la volta del nuovo cambio automatico a 9 rapporti, il 9G-TRONIC, che farà il suo debutto sulla E-350 BlueTEC. Grazie al numero di rapporti decisamente elevato, il cambio riesce a far funzionare il mootre nel suo migliore range di rendimento e ciò consente l'abbassamento dei consumi: la E 350 berlina vede così salire la sua percorrenza a 18,86 km/litro, parecchi per un tre litri, con un corrispondente calo delle emissioni. Ovviamente cresce anche il comfort si marcia: all'aumentare del numero di rapporti cresce la "vicinanza" con un CVT e i passaggi sono sempre meno avvertibili. L'ampia spaziatura dalla prima alla nona, che aumenta il rapporto di ben 9,15 volte, consente poi una costante riduzione del regime di rotazione del motore: questo genera perciò, oltre al già citato risparmio di carburante, anche una riduzione del rumore di funzionamento, che scende all'esterno fino a 4 decibel.

Prima immagine del Suv di Bentley

Dopo la conferma all'ultimo salone di Francoforte, Bentley ha diffuso un teaser della sua futura Suv, il cui lancio è previsto per il 2016. Della bruttezza del prototipo avevo già parlato, c'è da sperare che nel frattempo lo stile sia migliorato e che regga il confronto con la regina del settore, da sempre la Range. Bentley ha dichiarato che il Suv sarà il più potente del suo genere e che sarà dotato di un sistema di propulsione ibrido; la produzione dovrebbe stabilizzarsi su 3.000 esemplari l'anno. Russi a parte, che probabilmente a causa delle vicissitudini ucraine subiranno un contingentamento e potrebbero sparire dal mercato come clienti, non vedo moltitudini di assegni sventolanti per l'acquisto, ma a essere onesti il bacino degli Emirati potrebbe effettivamente colmare le previsioni. Secondo la Casa, il nuovo veicolo creerà un segmento completamente nuovo e già 2.000 clienti hanno presentato pre-ordini ancor prima di vedere la vettura. Accidenti, questa sì che è fiducia!

Al top delle coupé MB

Ce l'aspettavamo tutti, no? La Mercedes S63 AMG Coupé è la logica "chiusa" della nuova serie top, che permetterà ai danarosi appassionati del marchio di godersi una delle ultime uscite del V8 biturbo di 5,5 litri, che in questa versione eroga 585 CV con coppia massima di "soli" 900 Nm, scaricati sulle ruote posteriori oppure (attenzione!) su tutte e 4 tramite la trasmissione 4MATIC AMG. Tra tutte le magie elettroniche destinate a rendere un gioco la guida di un'auto potenzialmente letale, il MAGIC BODY CONTROL consente anche l'inclinazione della scocca in curva (tipo moto), mentre la riduzione di peso di 65 kg ha portato il rapporto peso/potenza a 3,41 kg/CV, cosa che abilita lo 0-100 in 3.9 secondi, mentre la velocità massima rimane autolimitata a 250 km/h (sbloccabili, niente paura). Grazie allo start&stop e alla complessiva efficienza il consumo calcolato è intorno ai 10 con un litro; sfido comunque a riuscirci. D'altronde la vettura è pur Euro 6, ma dubito fortemente che chiunque la acqusiti lo faccia per l'economia d'uso.

Il flop della Volt

Nonostante l'appoggio formale della presidenza, l'impatto dei veicoli elettrici sul parco auto Usa è stato sinora davvero minimale e tra i flop d'eccezione si segnala proprio quello della prima elettrica extended range (dotata cioè di un generatore ausiliario) sul mercato, la Chevrolet Volt. Le vendite nel 2013 hanno segnato il passo nonostante la riduzione di prezzo di 5.000 $ decisa ad Agosto, ma GM crede nel prodotto e la notizia è che si stia preparando la nuova generazione, che potrebbe debuttare già al prossimo salone di Detroit. Secondo gli esperti di marketing, le scarse vendite sono dovute principalmente al prezzo troppo elevato (40.000 $ prima del taglio) e per la nuova Volt l'obiettivo è di rimanere entro i 30.000 $, che con l'incentivo federale di 7.500 $ porterebbero il costo reale a 22.500 $, circa 16.000 euro, accettabili anche in Italia. Il taglio dei costi impedirà l'aumento dell'autonomia elettrica della vettura, circa 65 km, ma la maggior cura dell'aerodinamica potrebbe rendere qualcosa all'atto pratico, pur se se alle velocità urbane la resistenza dell'aria conti poco. Nessun cambiamento invece per il motore, ottimizzato nei consumi ma non per l'insonorizzazione, specialmente quando gira a pieno regime. L'ostacolo maggiore, però, è la struttura a 4 posti, dovuta alla struttura a T del pacco batterie: per gli americani lo spazio conta. Per questo potrebbe essere prevista anche una 5 posti ad autonomia ancor più ridotta (elettrica intendo). Di questo passo la Volt diventerà in pratica un ibrida plug in, ma in tal caso avrà molte concorrenti più economiche.






Gm lancia i nuovi Ecotec

GM presenta una nuova generazione di motori di piccola cilindrata con architettura modulare che li rende adattabili ai mercati globali e riduce complessità di fabbricazione. I nuovi Ecotec contribuiranno a portare a 2,5 milioni il numero di unità prodotte entro il 2017 negli stabilimenti in Usa, Cina, Messico, Ungheria e Sud Corea. La  nuova famiglia comprende 11 propulsori a 3 e 4 cilindri con cilindrate da 1.000 a 1.500 cm3 disponibili in versione aspirata e sovralimentata e tutti con distrbuzione bialbero a 4 valvole per cilindro, doppio variatore di fase, iniezione diretta e collettore di aspirazione a geometria variabile ; le potenze vanno da 75 a 165 CV, le coppie da 95 a 250 Nm e la struttura è prevista per il funzionamento con sistemi ibridi. I primi modelli a entrare in produzione saranno destinati all'Europa e alla Cina: si tratta del mille turbo a 3 cilindri da 100 CV per la Opel Adam e di un un 1,4 turbo da 148 CV e un 1,5 aspirato da 103 per la Chevrolet Cruze asiatica.

19 marzo 2014

Anche Boxster e Cayman sono GTS



Secondo Walter Röhrl, ex campione del mondo rally e consulente Porsche, Boxster e Cayman avrebbero la possibilità di surclassare nettamente le 911, se solo la Casa volesse. Questione di struttura e disposizione più moderna della meccanica (il motore è centrale), ma i clienti amano la 911 e al brand toccano artifici pazzeschi (ma ottimamente riusciti) per compensare i difetti di una scocca nata nel secolo scorso. Tutto questo per introdurre le nuove Boxster e Cayman GTS, sigla sinora non applicata a questa serie, che la Casa presenta con il claim del doppio uso, strada e pista. Leggermente più potente la coupé, 340 contro 330 CV, hanno prestazioni ancora più elevate e, in particolare, la roadster supera per la prima volta i 280 km/h. Con uno 0-100 in 4.7 secondi (un secondo meno per la Cayman) si accettano sfide al semaforo ma i consumi rimangono straordinariamente bassi in relazione alle prestazioni: la media  è di più di 12 km/litro con il cambio a doppia frizione PDK. Dotate di cerchi da 20 pollici con pneumatici 235/35 anteriori e 265/35 posteriori, le due sportive saranno sul mercato da maggio, al prezzo di 72.836 euro per la Boxster e 76.740 per la Cayman.