11 settembre 2014

Ritorno al futuro

Fino a pochissimo tempo fa la gran parte dei costruttori che producevano motori a 6 cilindri in linea ha sviluppato V6 al loro posto. Questione di spazio, di ripartizione delle masse, di esiti dei crash test. Tutto tecnicamente ineccepibile, salvo il fatto che un V6 costi di più, sia meno equilibrato e consumi intrinsecamente di più perché ha più parti in movimento. Ora sembra sia in corso una clamorosa retromarcia. Tanto Mercedes quanto il gruppo Jaguar-Land Rover, infatti, stanno sviluppando nuove unità 6 in linea al posto delle attuali V6 in uso e ciò con l'unico scopo di ridurre i costi. Anche il mood techno risente quindi fortemente della crisi e l'argomento economico prevale sulle ragioni puramente tecniche. Una sorta di inchino alla BMW, quindi, che non ha mai cambiato posizione e che, anzi, ha recentemente sacrificato dei motori V8 (peraltro ottimi, sob) per rientrare nella costruzione in linea. C'è da dire che un I6 può essere realizzato in modo modulare e che tanto il gruppo tedesco quanto quello indo-britannico devono sfruttare le rispettive nuove famiglie di motori ad alta efficienza riducendo all'osso gli sprechi: ciò significa assemblare le unità da tre a sei cilindri sulla stessa linea e l'unico modo di farlo è realizzare, appunto, motori in linea.

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