11 settembre 2014

Textile vivant


Siamo abituati a considerare i tessuti nell'ambito della moda. Un legame naturale e coerente, che però non esaurisce l'arco della funzionalità del materiale e non gli dà il giusto risalto dal punto di vista della sua utilità. Il tessuto visto come superficie, pelle, della cultura è in grado di sviluppare nuove branche della conoscenza, anche solo semplicemente catalizzando attenzione, emozioni, riflessioni. Tutto questo si apprezza nella mostra "Textile vivant", inaugurata oggi alla Triennale di Milano, dove il made in Italy  è visto nella specificità del tessuto e della sua evoluzione artistica e tecnologica. Sì, perché cercando il fil rouge della tecnica si apprezza come aziende specializzate possano dar vita a capi che coniugano traspirazione con resistenza,comfort e sicurezza, unioni un tempo impossibili ma che danno la misura di una evoluzione continua e di un grande orizzonte. Del resto il settore tessile è uno dei più attivi nel nostro Paese e trae la sua vitalità da una storia iniziata nel dopoguerra, con i fondi del piano Marshall che alimentarono la sua crescita iniziale. Oggi i tessuti possono addirittura sostituire materiali tecnologici specifici e il loro futuro nel campo dell'automobile è cominciato da tempo. Non dimentichiamo che la fibra di carbonio è di fatto un tessuto e che tutte le tecnologie leggere convergono sull'uso di tessili ad alte prestazioni integrati con resine, la soluzione obbligata per ridurre il peso garantendo la necessaria resistenza. Integrare tutto ciò con le stampanti 3D potrebbe essere la chiave di volta per produzioni snelle e versatili, che non devono attendere molto per divenire realtà.

Nessun commento:

Posta un commento