21 gennaio 2015

Auto stampate crescono

Le stampanti 3D continuano a rappresentare una grande opportunità anche nel mondo dell'automobile e aziende come la Local Motors si candidano con l'apertura di due microstabilimenti in Tennessee e a Washington D.C. a leader di settore per piccole produzioni o prototipazione rapida al servizio delle Case produttrici. Dopo la Strati, piccola elettrica con parti della Twizy realizzata a fini dimostrativi, l'Oak Ridge National Laboratory ha portato a Detroit un prodotto più complesso, una replica della AC Cobra realizzata con l'autorizzazione della Shelby American (che festeggia i suoi 50 anni e accetta di tutto per farsi pubblicità). I tempi di stampaggio sono assai più lunghi della Strati, sei settimane invece di due giorni, ma il risultato mostra che ormai anche una vettura complessa dotata di sottotelai da imbullonare alla parte in resina è alla portata di questa tecnologia. Che si distingue per la rapidità del passaggio dal progetto al prodotto (una settimana) e per il costo molto più basso di quello di un normale prototipo, attorno ai 10 $ al chilo. La Cobra "stampata" pesa 703 kg e monta un motore elettrico da 136 kW al retrotreno, con una batteria al litio da 15 kWh davanti per l'equilibrio dei pesi; fatti i conti costa qualche migliaio di dollari, contro gli oltre 100.000 di un prototipo costruito secondo la metodologia tradizionale. Local Motors insiste nel proporre il concetto di una sorta di costruzione personale della propria auto, ma penso che, alla luce delle prove di crash necessarie per l'omologazione in Europa, sia difficile immaginarne da noi la diffusione per esemplari unici o auto di serie. Resta comunque il fatto che l'introduzione dello stampaggio 3D renderebbe, per esempio, assai più facili e veloci i face lifting, così come la realizzazione di accessoristica dedicata. Vedremo come evolve questa storia.

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