31 marzo 2015

La famiglia McLaren cresce


Anni fa feci innervosire un ingegnere Audi facendo notare come l'ampio range di potenze del motore turbo di 1.8 litri allora in uso corrispondesse ad altrettanto ampie differenze di listino pur a fronte di una sostanziale semplice modifica della pressione di sovralimentazione. Il tempo passa ma le abitudini restano, considerazione che viene spontanea alla notizia della presentazione a New York della nuova vettura McLaren, la 570S, versione depotenziata della 12 C e della 650S con "soli" 570 CV e (comunque) 600 Nm. Il V8 ad albero piatto da 3.8 litri viene quindi declinato in una ennesima versione, prova della bontà del progetto ma anche di un marketing decisamente spinto. Economica? Certamente no, visti i 140.000 euro circa necessari all'acquisto, ma considerato che siamo sullo stesso range di prezzo di una Porsche, potendo, c'è da farci un pensierino. Sì, perché la McLaren è zeppa di soluzioni esclusive e di raffinatezze tecnologiche, ma in più ha anche il look di una vera supercar, il che non guasta.

Futuro e passato a Monza

L'autodromo di Monza cambia e si rinnova, con un progetto complessivo che riqualifica le attività sportive e lo ricolloca all'interno di un ambito di maggior respiro che comprende la villa reale, il parco e la città di Monza. Ai tradizionali appuntamenti, primo tra tutti il Gran Premio d'Italia dal 4 al 6 Settembre prossimi, si aggiunge tutta una serie di attività che vanno dalla Blancpain GT Series alle gare storiche come la coppa Intereuropa, passando per la mezza maratona e le gare podistiche così come gli appuntamenti per le due ruote, a pedali e a motore. Un piano di rilancio complessivo gestito dal nuovo management, che fa capo ad Andrea dell'Orto, presidente della società di gestione (SIAS), con la attiva partecipazione dell'AC Milano, rappresentato dal neopresidente e consigliere Ivan Capelli. L'occasione dell'ormai imminente Expo di Milano è un volano particolarmente efficace per il rilancio, con la possibilità di tour organizzati e di visìte al museo della velocità (la cui riapertura è prossima), ma anche con la creazione della prima (era ora!) pista di karting interna, che sarà realizzata dietro la parabolica e permetterà svago e formazione specifica. Infine, all'ombra della cancellazione del Gran Premio di Germania a Hockenheim, la conferma dell'appuntamento di Monza è anche la sicurezza della stabilità della posizione dell'autodromo nel panorama mondiale della F1, un'occasione che continuerà ad attirare gli appassionati di tutto il mondo al nostro tempio della velocità.

30 marzo 2015

In cerca dello stile perduto




La concept Lincoln Continental che il marchio farà debuttare all'imminente salone di New York sembra un'auto un po' fuori dal tempo. Certo, la tradizione del marchio che esprime maggiormente il concetto di limuousine a stelle e strisce impone certi canoni, ma la vettura presentata sembra più che altro l'incrocio tra una Audi e una Bentley e se da un lato si distacca dalla tradizione delle Town Car, dall'altro non riesce a definire un concetto inovativo. Pare però l'auto, la cui produzione peraltro non è ancora certa, sia stata confezionata per piacere al mercato cinese, sul quale incidentalmente il brand risulta quasi sconosciuto e per accedere al quale occorre una dura lotta con concorrenti di sicuro maggiore appeal. Insomma, l'impressione è che Ford stia cercando di collocare il suo brand di maggiore prestigio in un nuovo ambito ma che non abbia (ancora) le idee chiare. Dal punto di vista meccanico, comunque, il downsizing generale e le economie di produzione sono state applicate: sotto il confano si trova infatti il V6 Ecoboost di 3 litri che trasferisce la coppia alle ruote anteriori, con l'opzione della trazione integrale a richiesta.

Il primo della Stella

Mercedes vanta una produzione molto ampia nel campo dei trasporti, che va dalle auto (pure le moto se consideriamo la partecipazione nella MV) agli autocarri. Fatta eccezione però per alcune versioni dell'Unimog e della G, una sola categoria manca all'appello: quella dei pickup. Ma anche questa lacuna sarà presto colmata, vista la decisione di produrre per il 2020 una versione cassonata sul telaio del veicolo industriale leggero. Secondo il boss Zetsche, il mercato di questi veicoli darà nel prossimo futuro grandi soddisfazioni e Mercedes non vuole rimanere esclusa. Il veicolo sarà venduto inizialmente in America Latina, Sud Africa, Australia ed Europa, considerati gli ambiti più promettenti nell'immediato futuro. La progettazione sarà curata dalla divisione van e il telaio potrebbe provenire sia dalla Classe V sia dal Vito, mentre i propulsori sarebbero invece quelli più automobilistici con installazioni a 4 e 6 cilindri prevalentemente turbodiesel.

Driving school prank

Scherzone mega ai neo-istruttori di scuola guida. Leona Chin è una campionessa malesiana che i drifting se li mangia a colazione tutti i giorni. Oltre che piuttosto carina ha anche molto sense of humour, dato che si è fatta imbruttire, o meglio truccare da pollo, per organizzare questo video. Il personaggio da interpretare era quello di una allieva di scuola guida piuttosto imbranata, che quindi aveva bisogno di molte attenzioni. Il tempo di recitare la parte e soprattutto di farci entrare a capofitto anche l'istruttore al suo primo giorni di lavoro ed ecco la trasformazione, con il totale disorientamento (e per qualcuno pure il terrore) del malcapitato. Alla fine ridono più o meno tutti, ma non so se d'ora in avanti si fideranno ancora della prima impressione sull'allievo.

L'aspirato V12 tiene duro

Il passaggio ai motori turbo coinvolge un po' tutti i produttori di auto ad alte prestazioni, Ferrari inclusa, come nel caso della nuova 488 GTB. Ma la pratica non sarà estesa ai motori V12, che anche nel prossimo futuro resteranno ad alimentazione atmosferica. La Casa di Maranello, per rientrare nelle norme antiinquinamento, ha infatti scelto di abbinare ai motori di maggior cubatura e frazionamento l'assistenza di tipo elettrico, il che implica nei prossimi modelli di questa classe il passaggio al sistema elettrico di bordo a 48 V. Il concetto ibrido è quindi destinato sempre più ad allargare la cerchia dei suoi sostenitori anche ai produttori di auto ad alte prestazioni; del resto gli esempi di questa politica tecnologica, Porsche per tutti, sono già ben noti.

25 marzo 2015

Top Gear ends

E' ufficiale: a fine mese la BBC non rinnoverà a Clarkson il contratto per Top Gear. La fine di un mito, dato che la sua grande notorietà è legata a doppio filo alla TV inglese e che gli altri due della partita si sono rifiutati di mandare avanti il programma in assenza del dispotico leader. Il direttore generale dell'azienda, Tony Hall, ha dichiarato che "la BBC è un'azienda aperta... ma devono esserci standard di decenza e rispetto". Proprio quegli standard che Jeremy pare abbia infranto colpendo il produttore Oisin Tymon per non avergli fatto trovare un pasto caldo al suo rientro in albergo durante le riprese di una puntata. Ora l'azienda di broadcasting studia come riorganizzare Top Gear per il 2016, mentre l'appiedato Clarkson potrebbe trovare spazio presso altre reti. Certo che sarà difficile trovare un rimpiazzo adeguato, così come per Jeremy approdare a un'azienda che gli metta a disposizione un budget come quello della BBC.

Segni particolari: molto cool


Queste sono le prime immagini del modello di produzione della nuova piccola sportiva jap, la Honda S660, pubblicate dal sito Usa AutoGuide e colte sul molo di un porto giapponese, con le vetture pronte per la spedizione. Come avevo anticipato nel 2013, la miniroadster è equipaggiata con un tre cilindri aspirato in posizione centrale da 64 CV, ma la novità è come sia disponibile ora, oltre al cambio a variazione continua CVT, anche un sano manuale a 6 marce. Da 660 cm3 è difficile tirar fuori uno sfracello di cavalli, così sembra sia prevista anche una versione S, dotata di un 4 cilindri turbo più potente, quanto non si sa ancora, però. Beh, la trovo niente male, ma temo dovremo aspettare un bel po' prima di vederla dalle nostre parti, UK esclusa: le varianti con guida a sinistra non sono per ora previste, un po' come accadde ai tempi con la Daihatsu Copen.

A New York la più potente


Con il salone della Grande Mela alle porte crescono le anticipazioni sulle novità che saranno esposte. E poiché il settore delle ipercar sembra (visto Ginevra) quello in maggior sviluppo, ecco che una recente startup Usa, la Lyon Motor Car, fa debuttare la sua creazione, la LM2 Streamliner. La società fa capo a Kevin Lyons, un designer del settore, e punta decisamente in alto, dato che ha realizzato questa scocca in fibra di carbonio che impiega un sottotelaio in acciaio inox per sostenere un motore centrale V8 biturbo da 8.2 litri che eroga la bellezza di  1.724 CV a 9.000 giri e 2.184 Nm a 4.000. Gli altri sottotelai reggono le sospensioni in titanio e alluminio a controllo elettronico, regolabili su due settaggi, Luxury e Sport, che corrispondono, rispettivamente, a un elevato filtraggio delle asperità e a un abbassamento del corpo vettura con taratura da pista, oltre alla piena apertura dei condotti di scarico, altrimenti piuttosto silenziati. La trazione è integrale attraverso un cambio sequenziale Borg Warner a 7 rapporti e i freni sono Brembo carboceramici, con ruote da 20 pollici all'avantreno e da 21 dietro. Tutti i sistemi di controllo della vettura sono di ispirazione aeronautica e impiegano l'interfaccia di uno schermo touch da 16 pollici in plancia, mentre i comandi vengono inviati mediante un solo cavo e ciascun organo è dotato di microprocessori che recepiscono le informazioni a lui dedicate. L'eliminazione dei fasci di cavi coadiuva la riduzione del peso complessivo, contenuto in 1.406 kg; ciò determina quindi lo strepitoso rapporto peso potenza di 0.82 kg/CV, vicino a quello di una motoGP. Le prestazioni (dichiarate, perché non è dato sapere se la vettura sia già marciante) sono ovviamente stellari: 0-60 mph (96 km/h) in 2,23 secondi, 0-200 (sempre mph, quindi 322 km/h) in 11,85 secondi. Velocità massima 467 km/h. A mio parere, visto che proviene da un designer, con la linea si poteva far meglio, specialmente nel frontale e nella parte superiore. Ma forse, viste le velocità possibili, hanno dovuto dare precedenza alla deportanza per evitare decolli indesiderati. Prezzo ancora ignoto, ma credo sarà difficile vederne una dalle nostre parti.

24 marzo 2015

Creatività made in China



Della, diciamo, abilità nella copia dei diversi produttori cinesi si è scritto fino alla nausea e molte delle azioni legali intraprese hanno portato a un nulla di fatto. Ma forse tanto vale lasciarli fare, visto che quando si cimentano in iniziative più personali i risultati non sembrano poi così brillanti. E' il caso di questo incrocio tra una VW Beetle prima serie e quella attuale con la particolarità delle 4 porte, "confezionata" dalla VIDOEV e presentata al salone dei veicoli elettrici di Shandong. Dalla location si arguisce come il maggiolino cinese sia elettrico, anche se, particolare davvero curioso, è ancora presente la tubazione di scarico. L'auto è lunga 4,3 metri e larga 1,7, mentre il motore ha una potenza di 20 kW e viene alimentato da batterie al litio; buio su autonomia e prestazioni. Il costruttore specifica come si tratti ancora di un prototipo, la cui produzione per il 2016 è però piuttosto probabile, mentre il prezzo dovrebbe collocarsi attorno ai 100.000 yuan, circa 15.000 euro. Bella no?

Scura a comando

Piccola incursione nel mondo delle due ruote per una bella novità destinata ai caschi integrali. Chiunque vada in moto sa come, specie in certe ore del giorno, il sole negli occhi possa diventare piuttosto pericoloso. Certo ci sono le visiere fumé, ma poi la visione in condizioni normali è troppo scura, mentre quelle scure sovrapponibili lasciano scoperta una parte della visuale. AGV ha introdotto una innovativa visiera a cristalli liquidi che scurisce a comando in meno di un secondo, grazie a un piccolo accumulatore integrato nella struttura. Si chiama AGVisor e si aziona facilmente anche con i guanti; la durata della batteria è di dodici ore in modalità scura, per la ricarica bastano due ore e in caso di malfunzionamento la visiera torna trasparente. Disponibile da Aprile.

23 marzo 2015

De Tomaso riparte

La storia recente della De Tomaso non è stata proprio cristallina, visto il fallimento del 2012 seguente i trascorsi con la famiglia Rossignolo. Ora però sembra che si sia arrivati a un punto di svolta: L3 Holding, cordata svizzero/lussemburghese ha vinto l'asta fallimentare per 2.500.000 euro, presentando un piano industriale che prevede 360 assunzioni tra 2017 e 2021 e una produzione di 4.500 auto all'anno. L'offerta vincente comprende quindi anche la produzione, che dovrebbe essere realizzata in un nuovo stabilimento dato che quello di Grugliasco è troppo vecchio e sarebbe quindi eccessivamente costoso da aggiornare. I 900 lavoratori in carico all'azienda tornano quindi a sperare in una ripresa produttiva, anche se per ora i particolari della vettura da costruire non sono ancora noti.

La Lotus c'è

Dopo le recenti traversie economiche, il più racing dei british brand (con buona pace della McLaren) sembra abbia ripreso la sua vitalità. In rapida sequenza, dopo la presentazione della Elise 20th Anniversary Edition, che celebra appunto i vent'anni del "peso piuma" inglese, la Casa paladina della leggerezza fa debuttare anche la Exige S Club Racer, che perde altri 15 kg rispetto alle versioni standard. Il motore è sempre il 3.5 V6 sovralimentato da 350 CV, ma il minor peso le permette di staccare lo 0-100 in 4 secondi, mentre la velocità massima è di 274 km/h. La massa di soli 1.161 kg e il motore centrale rendono la guida ad alta velocità un lavoro da compiere in punta di dita, ma dalla Casa ci garantiscono che già a 160 km/h la deportanza esercita un spinta di 42 kg; le Lotus sono comunque vetture estreme e raffinate che richiedono però sempre un certo spirito di sacrificio. Anche dal punto di vista economico: la neonata costa infatti 56.900 sterline, pari a circa 78.100 euro, mica male per un giocattolo da pista. Beh, ma ha la batteria al litio però.

L'elettrica è cool, parola di Branson

L'auto elettrica è oggetto di un generale e radicale cambio di visione, visto che, dopo l'interesse di Google e Apple, ora annovera anche i good wills di Richard Branson, patron della Virgin. Il tycoon britannico, già impegnato nella Formula E con il proprio team, ha infatti dichiarato sul suo blog di essere interessato a entrare nel business. Bene. Mi sembra evidente come le scelte in questo campo dipendano dall'umore e della visione di chi le opera, indipendentemente dalle reali condizioni di mercato. Investire da zero sull'auto elettrica con una crisi i cui effetti sulla gente comune si avvertiranno ancora a lungo implica numeri di nicchia, ma soprattutto vuol dire sottovalutare drasticamente la mancanza di sovrastrutture nel mondo e la dinamica globale dell'energia. La mancanza dei collegamenti ad alta energia necessari a ridurre i tempi di ricarica è totale, per non parlare dei costi: chiunque abbia avuto la ventura di chiedere un collegamento dedicato sa di che cifre si parli. Non voglio certo essere anti-ecologico, ma sono convinto che il tempo dell'elettrico puro sia ancora assai lontano, almeno nei termini numerici cui siamo avvezzi con il mercato tradizionale. Ma io parlo di un "ambiente elettrico"; le cose sono ovviamente assai diverse se ci si immagina un mercato che riproduca l'endroit alla Poirot sull'Orient Express e ho l'impressione che Branson miri proprio a quello.

21 marzo 2015

Milano AutoClassica



















Un salone di auto d'epoca è un'occasione diversa dai consueti appuntamenti dedicati al nuovo, ma, vista la china sulla quale è avviata l'auto moderna, parla ancora di uno spirito legato al veicolo che ormai è andato completamente perduto. La cura, la ricercatezza, le complessità tecniche delle auto d'annata sono ormai solo un ricordo e l'assillo dei costi di produzione impedisce oggi di costruire vetture che abbiano le soluzioni che un tempo erano consuete; certo, a parte le supercar destinate agli sceicchi; vedi il confronto tra la Miura e la Aventador SV. Le belle vetture in mostra ad AutoClassica coprono invece un po' tutti i segmenti, dalle utilitarie alle auto di rappresentanza, magari provenienti dall'Est. I prezzi in generale sono tutti in forte salita, forse eccessiva visti i tempi. C'è il sospetto di una bolla speculativa oppure più semplicemente le auto classiche sono entrate nel circuito che una volta era proprio soltanto delle opere d'arte, ciò parlando ovviamente dei modelli più esclusivi, che comunque hanno un effetto di traino sulla valutazione di tutti gli altri. Non è un caso che le Case abbiano da tempo fiutato il business e siano entrate nel circuito proponendo restauri e rinnovi ad hoc. C'erano pure le moto e tra le tante ho colto una Kawasaki 500 Mach III che era uno dei miei miti ai suoi tempi e che pare avviata anch'essa all'empireo dei prezzi. Vi proprongo una breve carrellata della mostra, che merita certamente una visita, occasione rara da non perdere. Il salone chiude domenica.

19 marzo 2015

Dal 2018 la speedster MINI

Ve la ricordate la MINI Superleggera Vision, vista al concorso di Villa d'Este lo scorso anno e realizzata dal german brand insieme alla blasonata carrozzeria Touring?  Parlando della vettura, avevo ipotizzato la sue effettiva entrata in produzione, con la possibilità che sostituisse addirittura tutte le roadster basate sulla stessa scocca. Bene, ora è ufficiale: dal 2018 la Superleggera sarà realizzata in serie dopo il via libera del board di controllo. Il marchio intende infatti concentrare parte delle sue risorse su modelli di nicchia non eccessivamente esclusivi ma capaci di notevole impatto stilistico e proprio la Vision potrebbe esercitare il ruolo di capostipite in questo segmento. Sono stati richiesti infatti brevetti specifici riguardanti elementi stilistici di spicco della vettura, come le luci di coda a Union Jack, mentre gli interni rivestiti in alluminio e il parabrezza privo di cornice, ritenuti troppo costosi per la produzione, non avranno replica. Anche sui gruppi motori una rinuncia: i propulsori saranno quelli a tre e quattro cilindri delle altre serie, mentre la soluzione ibrida mostrata sul prototipo non avrà seguito.

Optima a New York


A cinque anni dal debutto al New York Motor Show del 2010, la Kia Optima torna il prossimo 1° Aprile sullo stesso palcoscenico con il suo nuovo look e in attesa di vederla dal vivo ecco due teaser della vettura. Dopo l'anteprima stilistica della Sportspace concept vista all'ultimo salone di Ginevra, la nuova edizione della vettura coreana punta, come peraltro ormai tradzione del marchio, su uno stile ricercato e futurista che porta un notevole appeal alla piattaforma della Hyundai Sonata sulla quale l'auto coreana è basata. CI aspettiamo quindi il logico techno transfer di motori e soluzioni tecniche, inclusa la versione ibrida con il propulsore di 2 litri.

18 marzo 2015

Esterno, notte

Un giro di pista notturno sulla nuova Nissan GT-R LM NISMO alla guida del collaudatore Harry Tincknell; la vettura che gareggerà alla prossima Le Mans. L'auto, di cui ho già parlato, ha alcune notevoli particolarità: innanzitutto è a trazione anteriore, soluzione decisamente rara con tanta coppia da scaricare a terra e poi dispone di un cambio a soli 4 rapporti, che evidentemente, data la forte coppia garatita dall'accoppiata V6 biturbo + sistema ibrido, bastano e aiutano a ridurre il peso complessivo. Enjoy.

Presentazione acrobatica per la nuova XF



Teaser esterni e interni della nuova Jaguar XF, la vettura che ha inaugurato il nuovo corso stilistico del brand, con la sua linea meno british e più "svizzera" che ha però avuto il pregio di aprirle le porte di una maggior numero di mercati. L'auto sarà presentata a Londra martedì prossimo da Jim Dowdall, stuntman di grande esperienza, dove compirà una traversata del Tamigi sospesa su due cavi di acciaio da 34 mm di diametro. Dopo l'esperienza acrobatica, che sarà trasmessa in streaming dalle ore 19 all'indirizzo jaguar.com/newxf, il debutto ufficiale sarà invece al salone di New York il mese prossimo. La vettura mantiene la scocca in alluminio derivata dalla concept C-X17 vista a Francoforte nel 2013, così come il cambio automatico a 8 marce con il pomello a scomparsa sulla consolle; la gamma motori prevede unità da 2, 3 e 5 litri di cilindrata con architettura a 4, 6 e 8 cilindri come ormai consueto per i nuovi modelli del marchio.

17 marzo 2015

I fari Opel saranno da top gun

Negli ultimi tempi l'innovazione tecnologica ha riguardato (finalmente) anche i gruppi ottici, per anni rimasti sostanzialmente gli stessi. I gruppi a led e quelli laser si fronteggiano quindi per illuminare le strade del futuro, ma ora Opel ha in serbo una novità che va oltre e che prescinde dalla fonte luminosa, concentrandosi invece sull'orientamento del fascio. Si tratta di un nuovo sistema di luci adattive che segue il movimento dei globi oculari per mezzo di una telecamera ad alta precisione, la quale monitora i loro spostamenti 50 volte al secondo. Il fascio si sposta quindi automaticamente nella direzione dello sguardo, una feature che fa molto top gun (il puntamento hed up display) e che aumenta notevolmente la sicurezza della marcia notturna. Dato però che gli occhi durante la guida si muovono rapidamente in molte le direzioni, un algoritmo sviluppato specificamente impedisce che il fascio luminoso dardeggi qua e là, ma determina con precisione le zone di visibilità principale richieste e concentra la luce in quella direzione; se poi il guidatore si distrae e non guarda la strada i fari si orientano in posizione centrale. Il sistema, che ha richiesto due anni di sviluppo, verrà lanciato sul mercato nel corso dei prossimi 18 mesi e si aggiunge al già esistente AFL+ a led, che prevede già l'illuminazione in curva e quella selettiva a  seconda del tipo di strada e dei veicoli incidenti.