22 luglio 2015

Inconfondibile, inossidabile

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Un morphing decisamente estivo per l'immortale Porsche 911: dalla prima alla più recente l'evoluzione stilistica del modello che, come si può notare è decisamente all'insegna del "mantenimento della specie". Indubbiamente, però, la vista con minori variazioni è quella di lato, mentre le altre rivelano chiaramente le migliorie tecniche e aerodinamiche.

18 luglio 2015

Da folli a ridicoli

Certo che Musk ce la mette davvero tutta per tenere alta l'attenzione sulla Tesla, anche in momenti (come questo) in cui non ci sarebbe davvero nulla da dire e anzi si dovrebbe mettere agli atti una certa stasi, pur a fronte di tante dialetttiche iniziative. L'ultima trovata è una nuova modalità di gestione delle batterie della Model S P85D, la più potente e prestazionale della (un po' monotona a dire il vero) gamma: finora il massimo ottenibile dalla silenziosa e brillante auto elettrica si estraeva sulla posizione "insane", folle in italico, con uno 0-60 Mph (96 km/h) in 3,2 secondi.  Oggi, con l'aggiunta della taratura "ludicrous", che tradotto suona, a seconda se preferite Harry Potter oppure Sean Connery in Indiana Jones, "ridicolo" oppure "irragionevole", la Model S si spara lo 0-60 in 2,8 secondi, con un'accelerazione che supera in orizzontale la forza di gravità ed è pari a 1,1g. Per ottenere l'incremento prestazionale la massima corrente fornita al motore elettrico passa da 1.300 a 1.500 A, roba da forno industriale, che pur in presenza di accumulatori da ben 90 kWh (l'ultimo incremento) promettono una rapida discesa dell'autonomia. A meno che la bacchetta di Harry non produca una magia!

Opel taglia la produzione

In un mercato in crescita dell'8,2% negli ultimi 6 mesi e addirittura del 14,6% nel mese di Giugno, Opel perde uno 0,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; di qui la decisione dei boss Usa di tagliare le produzioni di Adam e Corsa nello stabilimento di Eisenach (ex DDR) e di Insignia e Zafira Tourer a Ruesselsheim, la sede storica dela Casa. La giustificazione ufficiale sarebbe l'uscita dal mercato russo (beh, prendetevela con Obama allora) ma di fatto si registra una certa stasi creativa del brand, ancor più stridente a fronte della dinamicità della concorrenza. Speriamo solo che non si ripetano le crisi di qualche anno fa, quando GM aveva preso in considerazione la cessione del marchio.

17 luglio 2015

Sorellina terribile

La sovrapposizione dei modelli è una tipica abitudine teutone (VW per tutti) e anche BMW non risulta vaccinata in tal senso. Così, in ambito M, le più sofisticate sportive della gamma bavarese, si annuncia dal prossimo anno una novità che potrebbe far fuori la M3: la M2. Più leggera (circa 140 kg meno delle altre 2) e con un 6 in linea turbo come si deve, potrebbe infatti finire per essere assai più competitiva e agile della sorella maggiore, facendo proseliti tra gli appassionati del marchio. Seguendo però la logica stringente del mercato, è improbabile che sulla M2 sia montato il 6 in linea da 430 CV della M3, ma piuttosto un upgrading del propulsore della M235i da 325 CV, che per la bisogna dovrebbe collocare il suo output attorno ai 400 CV. Appena un filo meno della più titolata sorella dunque e quindi con un forte ascecndente su chi cerchi una sportiva tosta in assoluto, magari pure un filo meno cara della M3. Comunque l'auto sta già girando in pista per la taratura del'assetto e la vedremo con ogni probabilità al salone di Francoforte in Settembre.

In Europa la HR-V

A cavallo del millennio, per la precisione dal 1999 al 2005, la Honda mise in produzione una Suv di medie dimensioni, la HR-V, che rimase lungamente un unicum di successo sul mercato. Compatta, versatile (HR-V sta per Hybrid Recreation Vehicle, anche se di ibrido come lo intendiamo oggi non aveva proprio nulla) e con il pianale alto ebbe una buona diffusione puranco se in Europa minata dalla mancanza di un motore Diesel nella gamma. La nuova versione è sbarcata dal Giappone agli Usa nel 2014 e solo oggi arriva anche nel Vecchio Continente, dove sarà disponibile da Settembre. Coperto il buco del gasolio con il millesei i-DTEC da 120 CV, ambisce a fare il bis del precedente successo, anche se oggi il suo settore risulta decisamente più affollato e la linea non è più di rottura come nel '99. Prodotta nello stabilimento di Caleya, in Messico, è stata sviluppata sulla piattaforma della Jazz ed è lunga 4,29 m, con un bagagliaio da 429 litri e un interno che sfoggia sulla plancia lo schermo touch da 7 pollici dell'infotainment. Oltre al già citato Diesel, ci sarà anche un benzina da 1.5 litri e 130 CV, mentre il cambio è manuale a 6 marce oppure (sigh!) a variazione continua. Prezzi a parire da circa 20 mila euro.

3 luglio 2015

Le Miata per gli Yankee


Tre giorni fa le prime sono arrivate negli Usa. In Europa dovremo attendere l'autunno, mentre gli appassionati della nuova piccola tecnologica spider di Mazda accumuleranno aspettativa e metteranno da parte l'adrenalina per la prossima stagione. Se aggiungiamo al conto la Honda S660, OK, tiny one ma con lo stesso obiettivo di diventare una fun car, forse ci sta l'inizio di una nuova stagione di auto "che ne vale la pena". Almeno in America, dove la crisi (forse) è finita.

2 luglio 2015

Dall'esperienza Toyota le chimere BMW





BMW prosegue nell'evoluzione tecnologica del prodotto e mostra i primi frutti concreti della collaborazione con Toyota, annunciata nel 2011 e rafforzata nel 2013 in ambito sportivo. In questo caso si tratta dello sviluppo di un progetto a idrogeno, che ha attinto alla lunga esperenza giapponese nel campo, che corrisponde a una serie di prodotti pronti per il mercato pur in assenza di una rete propriamente detta di rifornimento. I dimostratori BMW sono basati su una i8 e su una Serie 5 Gran Turismo e introducono la produzione on board di energia elettrica mediante fuel cell a idrogeno, ma non preludono a una produzione di serie anche se per il 2020 la Casa intende disporre di una cella a combustibile operativa e pronta per il mercato se la richiesta crescesse. Il motore elettrico di serie è stato sostituito con uno da 245 CV, cui è stato aggiunto un buffer, costituito da una batteria della capacità di 1 kWh (serve nelle accelerazioni per compensare la relativa lentezza con cui la cella eroga maggiore energia al comando dell'acceleratore), e ovviamente la cella a combustibile. L'idrogeno è contenuto in una bombola collocata nel tunnel centrale e dovrebbe garantire un'autonomia attorno ai 480 km. Fatto salvo il rischio intrinseco di circolare con a bordo un gas esplosivo ad alta pressione, tutta la questione idrogeno rimane comunque allo stato di pura idea, data la totale mancanza dell'infrastruttura necessaria al rifornimento e ancor più di quella necessaria alla produzione del gas con ridotto impatto sull'ambiente: tempo fa BMW parlava di impianti solari in Nordafrica, con piping per portare in Europa il prodotto. Visto la situzione geopolitica attuale la vedo molto dura.