30 ottobre 2015

Gli Usa rivedono i crediti di VW

Il dissesto economico aperto alla Volkswagen dallo scandalo delle centraline truccate è ben lontano dalle battute finali e il passivo registrato nell'ultimo trimestre, pari a 3,48 miliardi di euro di perdite operative e a 1,67 miliardi netti è fatalmente destinato ad aumentare nel prossimo futuro. Negli States, infatti, la situazione si complica: il senatore del Massachusetts Edward Markey ha spedito mercoledì una lettera alla NHTSA, l'ente che sovrintende alla sicurezza e alla "pulizia" delle auto, chiedendo la rivalutazione di milioni di crediti attribuiti alla Casa di Wolfsburg. Negli Usa c'è infatti una forma di remunerazione per le auto che consumano meno del massimo stabilito dalle norme CAFE. Il meccanismo attribuisce un credito per ogni decimo di mpg (miglia al gallone) al di sotto del massimo consumo ammesso per la categoria e lo moltiplica per il numero di veicoli della flotta in esame. Non si guadagna nulla, ma i crediti diventano fondamentali quando "non" si rispettano le norme; per esempio, tanto per restare in gamma VW, con la Audi R8. In tal caso i più compensano i meno, ma se si arriva a zero oppure se si sono venduti i crediti ad un'altra azienda (pratica consentita) occorre pagare multe salate. La revisione della situazione VW potrebbe quindi portare ad altre sanzioni; per esempio Porsche tra il 2008 e il 2012 ha pagato oltre 8 milioni di dollari per questo. Se al computo totale aggiungiamo poi le migliaia di azioni legali dei singoli per truffa e quelle dei diversi Stati per riavere (con interessi e multe) gli sgravi concessi per le basse emissioni la cosa si fa davvero spessa.

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