27 novembre 2015

El Quixote parla norvegese

La Norvegia, novello Don Chisciotte, prosegue nella sua marcia edonistica contro i "drago-carburanti", incurante della contraddizione di vendere il petrolio più caro del mondo agli altri. Al maggior numero mondiale di auto elettriche in circolazione, si aggiunge la decisione della nuova giunta insediatasi a Oslo, che chiuderà completamente al traffico il centro a partire dal 2019 e ridurrà la circolazione in periferia del 20% dal 2020 e del 30% dal 2030. Il piano corrisponde alla più generale direttiva di tutela ambientale volta a ridurre del 50% l'emissione di gas serra per il 2020 e del 95% dal 2030, numeri che hanno del sensazionale e che di fatto mettono la Norvegia (sì, perché Oslo è la punta di diamante ma anche nel resto del Paese si segue la stessa strada) fuori dai normali scambi commerciali europei. Data la sua collocazione piuttosto nordica, diciamo, è difficile costringere all'uso delle bici elettriche (fortemente incentivate) chi non sia un vichingo e al di là delle legittime scelte interne impedire a chi venga dall'estero (specie nella brutta stagione) il comfort di un abitacolo. O tanto meno costringere gli spedizionieri a usare furgoncini a pedali, se non altro per ragioni di carico e vigore fisico richiesto. Ma per chi produce corrente con l'idroelettrico e "schifa" il petrolio ma non i suoi proventi, è fuori dalla UE e ha una popolazione (5 milioni) spalmata su un territorio gigantesco (15 abitanti per km2) forse questo è il futuro sostenibile. Per i norvegesi, ma non certo per le balene.

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