25 novembre 2015

The last of Mohicans





E visto che oggi andiamo di Subaru, ecco un assaggio della più tosta di tutte della serie attuale, la WRX STI. Negli States hanno le muscle car, da noi invece ci sono le "pronto corse" e questa Subaru è proprio così, una vettura che con poche aggiunte può cimentarsi nelle competizioni e che ha tutti i caratteri tipici di una sportiva senza compromessi. Il perché del titolo è presto detto. Con la scomparsa dal mercato della Mitsubishi Evo, ultima naturale concorrente e avversaria nelle competizioni di mezzo mondo, la STI è rimasta sola a portare la bandiera delle turbo di prima maniera, delle cattive così toste da mettere in crisi su un misto veloce anche le GT più titolate; non a caso la polizia inglese le impiega per gli inseguimenti.

Ma diamole un'occhiata da vicino. La linea non è delle più sobrie, il frontale "traforato" dalle prese d'aria per i diversi radiatori e il cofano con l'apertura superiore che convoglia l'aria prima all'intercooler e poi a raffreddare (ulteriormente) il motore. Passaruota allargati che si raccordano ai sottoporta (che provocano dolorose interferenze con le caviglie le prime volte che sali in macchina), linea a goccia del tetto e una coda decisamente esagerata, con quell'alettone da Boeing e lo scivolo inferiore che incorpora i quattro scarichi. Vistosa, certo, ma quello che si vede è lì perché serve, freni Brembo che occhieggiano dai cerchi BBS da 18 pollici compresi.
Dentro tutto nero, con strumentazione e profilature in rosso. L'abitacolo è comodo e spazioso, i sedili avvolgenti e contenitivi, la posizione di guida regolabile alla perfezione con la pedaliera in alluminio perfetta per il punta/tacco (che oggi non si ricorda più nessuno, vista la scomparsa del pedale frizione un po' dappertutto). Il cambio ha la leva corta proprio lì, dove appoggi naturalmente la mano; il volante a D multifunzione del giusto diametro con la corona grossa e gli appoggi per i pollici. Accanto al freno a mano (anche lui a portata, non si sa mai...) il commutatore dell'SI-Drive per le tre mappature della centralina: premendolo si sta nella depotenziata I, per Intelligent, destinata alla marcia in città e ai terreni a bassa aderenza, girando a sinistra la S (Sport), adatta un po' a tutto e con una salita di coppia più ripida, girando a destra la S# (Sport Sharp), quella "giù tutto". Appena sotto invece il comando della ripartizione del differenziale a lamelle a controllo elettronico centrale che può essere tarato mantenendo l'automatismo (c'è anche un autobloccante meccanico) e spostando la coppia più all'avantreno o al retrotreno oppure fissando manualmente il rapporto fino al bloccaggio. Roba sofisticata, utile per ottenere il comportamento voluto in condizioni da gara.

Basta guardarla, bisogna farla sgroppare. All'avviamento il pulsare ritmico del boxer di 2.5 litri scaturisce con una tonalità da basso dai quattro tubi e fa capire subito con chi hai a che fare; i 300 CV si sentono. La frizione è dura e ha la corsa corta, lo sterzo diretto e tendenzialmente pesante; bene. Cintura e via, in direzione dell'oltrepò, alla ricerca di qualche vecchia speciale rallistica. In I la salita di giri è regolare e progressiva, la grande coppia accetta anche marce alte a basso regime e la STI si rivela silenziosa e adatta anche ai lunghi viaggi, sempre però da un distributore all'altro perché il consumo è piuttosto elevato anche andando piano. Ma è la posizione S che rivela il potenziale del boxer, che sale rapido con un ruggito a patto ci si trovi attorno ai 2.500 giri. Il comportamento di questo motore turbo è decisamente vecchio stile, con un lag sensibile e una successiva salita travolgente; bisogna lavorare di cambio parecchio, dunque, e il comando dalle corse corte aiuta. Con la STI viaggi in tutta tranquillità tra i 140 e i 180 e il comportamento in curva è sempre direi "noncurante", nel senso che l'auto affronta le svolte come se non occorresse dare loro importanza; entra ed esce, con l'assetto piatto, un incredibile equilibrio dinamico e una trazione da urlo, merito dalla All-Wheel Drive con il Torsen, il meglio delle integrali.
E' il momento di passare alla Sport Sharp, con l'entrata in coppia più ripida e tutti i 407 Nm quando arrivi vicino ai 4.000. Così va guidata una Subaru, come se si facesse un balletto con la strada. Arrivi in entrata, stacchi, ti attacchi ai Brembo con il pedale duro e sensibile, stai sulla corda, a metà curva giù di gas e se hai regolato bene tutto quanto esci come una fucilata dal'altra parte; il tutto con una sorta di ritmo che quando lo prendi non vorresti smettere più. Ah, dimenticavo. Ci sono il controllo di stabilità e quello di trazione e si può decidere di staccare solo il secondo oppure entrambi. Anche in queste condizioni però la vettura rimane sempre perfettamente controllabile e sincera, con una rigidezza che ti fa saltellare qua e là sulle strade piene di dislivelli ma che è un'altra fonte di adrenalina pura. Le regolazioni del differenziale consentono di far diventare la STI sottosterzante o sovrasterzante e di adattarla al tipo di strada. E' come cavalcare un cavallo selvaggio, che però senti di saper controllare perfettamente, che sa gratificarti come nessun altro e, ultima soddisfazione, ti delizia con il borbottio del motore in staccata come sulle auto da corsa.
Devo dire però che qualche difettuccio, guidando così, emerge. Con l'andatura a ventre basso si evidenzia infatti la tendenza del cambio a impuntarsi e si vorrebbe maggior precisione dallo sterzo, tutte cose però che valuti in questo modo proprio perché il resto della vettura è decisamente OK, come i freni, inossidabili a ogni strapazzo. Adrenalina, dicevo e quindi anche la tendenza all'assuefazione e a continuare. Due le cose che però ti possono fermare: le forze dell'Ordine, dato che non stai facendo una gara, e il serbatoio che si svuota inesorabilmente e rapidamente. Troppo rapidamente, perché se sfrutti tutti i 300 CV e i 407 Nm non arrivi a 4 con un litro e anche se vai a passo d'uomo i 10 sono un miraggio. Ma la STI rimane un assoluto, una magnifica auto cattiva come non se ne fanno più. E se la ami la usi come si deve. Magari però vai a fare la spesa in motorino, sennò non ti rimane nulla per gli acquisti.

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