27 febbraio 2016

Tre ruote da drift

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La Bombardier è un'azienda canadese nota per costruire aerei e motoslitte ma che, come alcune imprese jap, ha una piccola divisione che progetta veicoli stradali. Uso questa definizione generica poiché se è relativamente semplice etichettare i 4 ruote da off road, con la Can-Am la classificazione è più difficile. Ha tre ruote ma non è un'auto, ha il manubrio ma non è una moto. E' comunque qualcosa di tosto e divertente da guidare specialmente in questa ultima versione, la F3 Turbo, che adotta il motore Rotax di 1.3 litri (quello delle motoslitte) cui è stato aggiunto un turbo. Che si traducono in 152 CV e 186 Nm, i quali, scaricati a loro volta sull'unico pneumatico posteriore determinano uno 0-100 in 4 secondi e una "naturale" inclinazione al drifting che ne fa uno dei migliori fun vehicle al mondo. Roba da California o Florida, come nel video? Forse, ma le Can-Am sono omologate anche in Italia.

26 febbraio 2016

Subaru XV 2016





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La XV è nata nel 2012 come vettura urbana, certo, secondo il criterio Subaru. Quindi una vettura agile, pratica, versatile, ma con la certezza della 4x4, icona del marchio tecnologicamente da sempre all'avanguardia in questo settore. Motori a benzina (1.6 e 2.0) e Diesel 2.0 tutti ovviamente boxer, altro must del brand. Devo dire che definirla urbana è un po' forzato, sia per le dimensioni (4,45 x 1,78 x 1,57 m) sia per le caratteristiche che la rendono perfettamente utilizzabile anche su lunghe percorrenze. L'interno è infatti comodo e abbastanza spazioso, consente un comodo accesso dalle 4 porte e l'insonorizzazione filtra efficacemente anche il rumore proveniente dal Diesel boxer montato sulla vettura oggetto della prova.

Le differenze del modello 2016 rispetto a quello dell'anno precedente sono legate esternamente alla nuova griglia, ai paraurti e ai fari, anteriori e posteriori, oltre al nuovo disegno dei cerchi in lega. Internamente sono cambiate le modanature e il rivestimento dei sedili, che ora sfoggiano cuciture arancioni. La plancia è uniformata allo stile degli altri modelli e mostra in evidenza lo schermo del sistema Starlink che comprende sulle versioni top anche il navigatore satellitare e le connessioni tramite Usb. Bello il nuovo volante sportivo a tre razze, che fa tanto STI ed è di diametro ridotto. Il vano bagagli ha una capacità di 380 litri, è di forma regolare ma forse è l'unico particolare che si possa definire oggettivamente urbano, poiché a causa della scarsa profondità (i piccoli vani sotto il pianale non alterano di molto la situazione) non consente un carico di valige "da vacanza"; questo è però lo scotto da pagare per disporre della 4x4.

Diesel, dicevo. Il motore è l'unico impiegato da Subaru per le sue vetture; in Giappone e negli Usa (il mercato di riferimento) l'uso del gasolio è assai limitato e i numeri del mercato europeo non giustificano sensibili diversificazioni di gamma. Quindi la struttura boxer produce in questo caso 147 CV al ridotto regime di 3.600 giri con una coppia massima di 350 Nm tra 1.600 e 2.400 giri, più che sufficienti a garantire alla XV una buona brillantezza, anche in virtù del peso contenuto in 1.435 kg. Tutte le Subaru sono a trazione integrale, ma le soluzioni sono diverse a seconda del veicolo e della trasmissione: sulla XV, che in versione a gasolio è disponibile soltanto con il nuovo cambio manuale a 6 rapporti (l'ottima trasmissione automatica a variazione continua Lineartronic non si può installare per questioni geometriche, ma presto il problema sarà risolto), lo schema chiamato ATS, Active Torque Split, prevede una frizione in bagno d'olio che distribuisce la coppia tra l'asse anteriore e quello posteriore. La ripartizione base è al 60% davanti e 40% dietro, ma in caso di slittamento sono possibili tutte le combinazioni, mentre il sistema reagisce automaticamente anche per correggere sotto o sovrasterzo.

Come dicevo prima il comfort a bordo è ottimo e la rumorosità molto contenuta, complice anche la tendenza del motore a spingere forte senza bisogno di salire troppo con il regime. La XV è un'auto al volante della quale si adotta istintivamente quella che potremmo definire una guida brillante ma rilassata, ben coadiuvati dal cambio che mostra corse ridotte e rapportatura corretta e che manifesta qualche impuntamento solo se si indugia nella guida davvero sportiva. La tenuta di strada è quella cui le Subaru ci hanno abituato: la simmetria degli organi meccanici e il motore boxer determinano un equilibrio "naturale" del veicolo che rende praticamente inutile il controllo di stabilità e dona una tranquillità di guida assoluta in ogni condizione meteo e stradale. Pochissime auto e tutte di livello ben superiore quanto a prezzo sanno fare lo stesso. La risposta del propulsore ai comandi del gas non è però rapidissima e si avverte il build up della pressione nei lunghi condotti di aspirazione, necessari data la presenza di due bancate e di un solo turbo per alimentare entrambe. La cosa non influisce però sulle prestazioni e risulta addirittura piacevole una volta acquisita. Sterzo OK, adatto alle caratteristiche della vetture e freni pure, non particolarmente potenti ma resistenti anche all'uso prolungato. Insomma un'auto cui ci si abitua subito e che ripaga con la tradizionale affidabilità del marchio, che rende l'esperienza di guida di totale tranquillità, oltre a fornire un'estetica e una capacità di affrontare la strada fuori dal branco.

Elettrica sportiva da DS

Il marchio DS è quello premium di Citroen e come tale sforna modelli con qualcosa in più. Questa volta il plus è elettrico, vista la E-TENSE che debutta a Ginevra. La concept si propone come il connubio tra lusso e sportività (come Lancia prima di essere sterminata, insomma), con contenuti high tech e prestazioni di alto livello. Garantite dal sistema di trazione elettrico, capace di 402 CV e 516 Nm, sufficienti a classificare l'auto come una vera GT di nuova generazione. La E-TENSE, lunga 4,7 m e alta meno di 1,30, vanta la scocca in carbonio che contiene il pacco di batterie al litio e le sospensioni sportive a quadrilatero, oltre a un sistema di illuminazione a led adattivi, mentre al centro della plancia troneggia un orologio realizzato dalla BRM Chronographes che si può staccare e mettere al polso. Dal vivo martedì.

23 febbraio 2016

I 110 crash di Fast&Furious

Ce l'avete un minutino da dedicare a un sano remind di tutti i crash avvenuti nella serie di Fast &Furious? Beh eccoli qui, tutti e 110 in ordine cronologico, grazie alla dedizione di Supercompressor, che li ha trovati e ordinati per la gioia di tutti gli appassionati di botti assolutamente mega. Guardandoli, comunque, si nota l'evoluzione dello stunt che dagli iniziali scontri "meccanici" è arrivata alle esplosioni ultrasceniche. Enjoy.

Scénic, atto quarto

A cavallo di Ginevra ecco la nuova Renault Scénic, quarta generazione della monovolume costruita da chi indubbiamente di questo tipo di auto se ne intende. Parabrezza panoramico, linee più tese e family feeling preso dalle recenti Suv del marchio, che trova riscontro anche nella maggiore altezza da terra rispetto al vecchio modello. Completano il quadro le carreggiate allargate (davanti e dietro) e i fari a led. Dal vivo martedì prossimo.

Gymkhana 8 is coming

Lunedì prossimo sarà lanciato il nuovo episodio della saga internet Gymkhana, serie cult a cura dell'ultrafamoso drifter Ken Block. Comme d'abitude, il nostro è uso spremere una Ford, che per l'occasione, cioè il debutto di Gymkhana 8, è una Fiesta ST RX43 che spara la bellezza di 660 CV sulle gomme Toyo, sponsor dell'edizione, inevitabilmente destinate alla distruzione sistematica. In attesa del video completo, alle 6 pm di lunes, ecco il teaser.

The opposite of sense

Ieri mattina stavo accompagnando a scuola mia figlia in auto quando mi è caduto lo sguardo su un furgoncino della manutenzione per le automobiline del circuito Share'NGo sul lato della strada. In quel punto il mese scorso sono state scaricate parecchie vetturette e giornalmente ne vedo qualcuna parcheggiata in attesa di clienti. Premetto che non c'è traccia di colonnine di ricarica nella zona (sud Milano) e che proprio per questo mi era sembrato strano vedere delle auto elettriche basate proprio lì. Ma la cosa a mio parere incredibile era che una delle automobiline era collegata a un generatore portatile che la stava ricaricando; non ho fatto in tempo a scattare una foto (dommage). Ora, non so quanto a lungo la ricarica sia durata, dato il mio flash di visuale, ma non posso che rimanere esterrefatto di fronte a tale modo di procedere. Un generatore portatile non è catalizzato, è praticamente un Euro 0 e l'idea che la ricarica di un'auto elettrica sia fatta in questo modo vanifica l'intera catena virtuosa, dato che in questo caso le emissioni saranno maggiori rispetto a un'auto tradizionale. Un po' come l'autonomia elettrica a spese dei range extender, ma molto peggio per l'assenza di controllo sulle emissioni. Aggiungo che il rendimento dei motori industriali è quanto mai basso e che quindi il loro consumo, in proporzione all'energia elettrica erogata, è piuttosto alto. Si pone il dubbio: the opposite of sense o pratica consolidata?

19 febbraio 2016

Ecco la Huayra BC


Il mese scorso parlavo della versione hot della Huayra, la BC, da vedersi a Ginevra. Ora sono state diramate le prime foto, oltre alla spiega del nome, che si riferisce a Benny Caiola, ricco amico di Horacio che fu il primo a comprare una delle sue auto. L'elemento distintivo è senz'altro il grande alettone, che si unisce lo spoiler anteriore per migliorare la già elevata efficienza aerodinamica delle altre Pagani. Come ipotizzavo, il V12 AMG di 6 litri con due turbo ha avuto un ulteriore tuning e ora eroga 750 CV a 6.200 giri e 1.001 kgm a 4.000. Sono valori eccezionali, particolarmente quello di coppia, che come al solito si scarica unicamente sulle ruote dietro tramite un cambio sequenziale a 7 rapporti e un differenziale autobloccante a controllo elettronico; al di là dell'elettronica, comunque, per scaricare tanto ben di dio ci vorrà anche un bel manico, oltre che la solita barcata di soldi. Anche perché la nuova versione pesa 132 kg meno delle "normali", vale a dire 1.218 kg, che fanno 1,62 kg/CV. Il resto è il "solito" complemento, necessario per gestire uno 0-100 in 3,2 secondi con una V max di 370 km/h: freni Brembo, ruote da 20 davanti e da 21 dietro. Ah, c'è anche l'Esp, che qui incorpora anche la nuova funzione Track. Sono sicuro che pochissimi potranno farne a meno.

PIù birra per i cinesi

Pare che il concetto di auto sportiva si stia affermando con forza in Cina e più in generale in Asia, tanto che gli uffici studi di diversi marchi si stanno organizzando per portare su quei mercati i prodotti per i quali si prevede un incremento di richiesta nei prossimi anni. Il fatto è che in Europa e in Usa lo stesso segmento soffre parecchio, sia per il disinteresse crescente dei giovani per l'auto, sia per le numerose briglie imposte da regolamenti anti-inquinamento e limiti di velocità. I sub brand meno esotici, quindi, quali Renault Sport e Ford Performance, stanno studiando la distribuzione su quelli che un tempo erano ambiti propizi unicamente alle tre volumi tradizionali ma che ora mostrano molto interesse per le muscle car del Vecchio Continente. C'è però quello che sulle prime potrebbe essere interpretato come un semplice problema di etica ma che a uno sguardo più attento si rivela semplice prudenza per evitare possibili cause miliardarie: gli automobilisti del continente sono assai poco usi alla guida ad alte prestazioni e lo stato delle strade e del traffico rendono particolarmente azzardato guidare a tutta birra con auto che, seppur non AMG o M; sono comunque delle schiodatombini. Di qui un'indagine di fattibilità per depotenziare alcune titolate pur mantenendole, diciamo, competitive, oltre che lo studio per organizzare dei track day che facciando crescere le capacità dei driver locali e non li rendano semplicemente dei pericoli pubblici. Considerata la fame di vendite, le cose dovrebbero concretizzarsi presto.

Butta la chiave

Sistemi keyless? Fatto. Volvo però intende andare oltre e dal 2017 le sue vetture non si acconteranno più di fornire ai clienti un sistema di accesso che evita l'inserimento della chiave mediante un collegamento a onde radio, ma "salterà nettamente il fosso" passando alle chiavi digitali. L'anteprima  del servizio inizia però tra qualche settimana a Goteborg (Svezia), con le auto destinate al car sharing Sunfleet. Tecnicamente si tratta di una applicazione per smartphone che di fatto manda in pensione la vecchia chiave, normale o keyless, per sostituirla con un software che svolge le stesse funzioni ma non solo. Si potrà accedere a diverse vettura (una volta abilitate) con lo stesso apparecchio, ma anche prenotare e pagare un'auto a noleggio dovunque e, una volta individuatala con il Gps, salirci e partire facendo a meno di tutte le scartoffie. Per non parlare della possibilità di far guidare la propria auto a chicchessia con un semplice allegato in una mail. Detta così la storia, mi vengono in mente almeno un paio di situazioni in cui questa soluzione darebbe man forte alla delinquenza, ma immagino ci siano sistemi di protezione allo studio. Comunque tant'è. Del resto uno smartphone ormai ce l'hanno tutti e mettere in produzione il software costa assai meno dell'hardware, no?

18 febbraio 2016

Saab e gli airbag da buttare

I problemi per la Saab sorgono anche dopo la sua fine. GM, proprietaria del marchio prima del fallimento, ha infatti dichiarato che dovranno essere richiamate circa 200.000 unità delle vetture nordiche e del brand Saturn (nato come low cost a stelle e strisce ma anch'esso terminato nel 2009) per gravi problemi all'airbag del guidatore. Il caso dei malfunzionamento degli airbag costruiti dalla nipponica Takata risale a oltre un anno fa, ma GM, in buona compagnia con altri costruttori, ha fatto sinora la melina per cercare di evitare i notevoli costi di sostituzione del particolare. D'altronde il numero totale di veicoli di diversi marchi affetti dal problema sarebbe addirittura di 5 milioni, quindi c'è da aspettarsi da qui in avanti un'ondata di richiami da più parti. Resta inoltre ancora aperto il fronte europeo: sinora il caso è scoppiato solo negli Usa, ma i dispositivi della Takata sono assolutamente gli stessi installati anche su moltissime vetture nostrane ed è possibile il problema delle schegge si presenti anche sulle vetture in circolazione nel Vecchio Continente.

17 febbraio 2016

Dalla Cina il turboelettrico

Una nuova società cinese la Techrules, presenterà a al salone di Ginevra due supercar elettriche (di cui è stato diffuso per ora un teaser), che impiegano un range extender di tipo innovativo, in cui la parte termica è costituita da una turbina a gas. Non sono stati diffusi dati tecnici dettagliati, che verranno comunicati al salone, ma per ora si sa che il sistema a turbina, denominato TREV e regolarmente brevettato, eroga una potenza di 1.044 CV e consente un'autonomia di 2.000 km. Ora, non è chiaro come le vetture siano effettivamente ascrivibili al novero delle elettriche se l'autonomia è garantita da un sistema termico, né se sulle auto ci sia o meno un accumulatore e di quale capacità, ma aspetto di vederle e poi vi dirò.

L'idrogeno gallese



Ha un nome vagamente indiano, Rasa, ma è tutta british, realizzata dalla Riversimple, azienda di Llandrindod, Galles. Il fatto che il nome della località sembri tratto dal Signore degli Anelli si associa alla tecnologia futuribile della vettura, alimentata a idrogeno con una fuel cell da 8,5 kWh e capace secondo i progettisti di percorrere almeno 500 km con soli 1,5 kg del leggero gas. La struttura prevede 4 ruote che incorporano altrettanti motori elettrici per una coppia di spunto complessiva di 600 Nm, un peso di 580 kg e l'impiego di fibra di carbonio per la scocca, il cui peso è limitato a soli 39 kg. La Rasa raggiunge i 96 km/h e ci arriva in meno di dieci secondi, ma ha soli due posti e un vano bagagli davvero mini. Devo dire che in fatto di auto gli inglesi per una bella ne hanno prodotte storicamente almeno una decina orribili e questa Rasa non fa eccezione alla regola; ne produrranno solo una ventina per ora. L'intento è quello di un'auto dimostrativa che deve studiare la possibilità di fornire tecnologia "esotica" a basso prezzo, ma, considerata l'estetica e quel problemino con l'idrogeno, ovvero la sua pressoché totale mancanza a livello di strutture di rifornimento, la vedo un po' dura.

16 febbraio 2016

Ritorna l'Alpine

Dopo il ritorno alle corse, Alpine è oggi anche una stradale, la concept Alpine Vision, che prefigura una vettura di serie prodotta a Dieppe (Francia) che debutterà sui mercati nel 2017. Non ancora A120, quindi, ma decisamente concreta pur con una profilatura meno aggressiva del previsto, che nella parte anteriore e in molti particolari ricorda la sportivissima antenata. La silhouette è bassa, slanciata e impostata alla massima sportività, principale atout sul quale vogliono vertere le comunicazioni di marketing. Dunque una scocca realizzata per la trazione posteriore, con freni potenti e masse concentrate per ottenere la massima agilità sui percorsi tortuosi. Di qui il motore collocato in posizione centrale trasversale, del quale tuttavia non sono stati diffusi dati tecnici. Si sa comunque che il propulsore è a 4 cilindri, verosimilmente l'1.8 TCe di Clio RS, e che le prestazioni da vera sportiva, 0-100 in 4,5 secondi, sono ottenute sì con la potenza ma soprattutto con un rapporto peso/potenza assai favorevole, ottenuto con la costruzione leggera e con una filosofia costruttiva completamente incentrare sulle prestazioni, sul controllo della vettura e sulle sensazioni da trasmettere al pilota. A Ginevra live.

L'ultima notte

Il tifo, il piacere di guardare un avvenimento sportivo deriva da un gene, il quale fa sì che pur non compiendo l'azione che si osserva se ne provi piacere come se fosse stata da noi compiuta. C'è chi ce l'ha e chi no, ma sono molti di più quelli nella prima categoria. Poi ci sono personaggi che sono una sorta di catalizzatore per questi sentimenti, che attirano i fan più di altri. E' il caso di Ayrton Senna, lo sfortunato campione morto a 34 anni nel terribile incidente di Imola, che nel corso degli anni ha visto crescere il suo mito. E proprio a quel giorno, o meglio all'ultima notte è intitolata la mostra che si apre domani al circuito di Monza nel Museo della Velocità: "Ayrton Senna. L'ultima notte". Realizzata a cura di Giorgio Terruzzi ed Ercole Colombo, la mostra costa di circa 100 fotografie che celebrano la storia sportiva e non solo del grande campione brasiliano, dagli inizi sul kart all'esordio in F1, alle vittorie e alle sconfitte, ma anche tratti più personali della sua vita. A corroborare l'esposizione, una serie di memorabilia tra i quali il kart con il quale Senna inizio la carriera di pilota nel 1979. La mostra sarà aperta sino al 26 luglio.


15 febbraio 2016

Ssangyong sposa l'ibrido

SSangyong porta in Svizzera due novità. La XLV, versione lunga della compatta Tivoli, che a parità di passo (2,60 m) è ora lunga 4,40 m e permette un vano bagagli di 720 litri. Motori 1.6 litri a benzina e Diesel e cambio manuale o automatico a 6 marce. Poi c'è la concept SIV-2 versione migliorata della Smart Interface Vehicle (SIV) 1 mostrata due anni fa sullo stesso palcoscenico: nuovo trend stilistico a linee tese decisamente europee, dimensioni adatte a competere con i mid size locali  e tecnologia ibrida. La vettura adotta infatti un millecinque turbo a benzina di 1.5 litri accoppiato a un motore/generatore da 10 kW e un accumulatore al litio della capacità di 0,5 kWh che lavora alla tensione di 48 V. Secondo i tecnici coreani il sistema garantisce grande fluidità e sarà adottato anche da altri modelli, che evolveranno verso la soluzione plug-in.

Lexus a Ginevra


Nel suo ruolo di co-pioniera della trazione ibrida, Lexus prosegue al salone di Ginevra con la prima europea della LC 500h (debutto a Detroit), prima auto del marchio ad adottare la nuova tecnologia Lexus MultiStage Hybrid, della quale attendiamo dettagli per ora non comunicati. Si sa soltanto che dovrebbe garantire maggiore efficienza, ma anche migliori prestazioni. Il motore a combustione è comunque un V6 e la potenza complessiva della vettura dovrebbe superare i 500 cavalli, mentre il cambio sarà automatico a 10 rapporti. La LC 500h impiega una nuova scocca modulare, denominata GA-L e progettata per le auto a trazione posteriore; la carrozzeria è realizzata in fibra di carbonio e sono annunciate soluzioni high tech per dinamica di guida, sicurezza e infotainment. Alla kermesse vedremo anche la concept LF-FC elettrica alimentata a fuel cell di nuova generazione (ad alta potenza e flessibilità di erogazione), vettura dimostrativa anche per il sistema di guida automatica sviluppato da Toyota e per l'interfaccia uomo macchina che non richiede comandi manuali.

11 febbraio 2016

La prima Suv di Seat



Confermando con i fatti le intenzioni progettuali, Seat fa debuttare ATECA, prima Suv della propria produzione. La divisione spagnola punta molto su questa vettura per mantenere la penetrazione di mercato di Seat, con uno stile "di gruppo" ma linee più tese che la fanno immediatamente individuare allo sguardo come un'auto del gruppo VW. La dotazione ripercorre le più recenti introduzioni techno del segmento, tra cui spicca la Traffic Jam Assist che riduce lo stress nelle code. Due motori Diesel, un millesei da 115 CV e un 2 litri con potenza di 140 o 190 CV e due a benzina, il mille da 115 CV e l'1.4 da 150 con disattivazione di 2 cilindri a carichi parziali. Sul mercato a primavera.


Peugeot punta sul van



Al salone di Ginevra debuttano per il marchio francese Peugeot Traveller, multispazio del segmento lusso e il concept Traveller i-Lab 3.0, esempio della massima evoluzione in campo di comfort esclusivo. Il van esprime la volontà della Casa di attaccare il segmento del trasporto persone con un veicolo esclusivo, basato sulla piattaforma modulare EMP2 e dotato di motori Diesel Euro 6 equipaggiati con il sistema di riduzione degli NOx BlueHDi. Le diverse unità vanno da 95 a 180 CV, mentre la cura degli interni accoglie nel massimo comfort fino a 9 posti, a seconda delle configurazioni: Traveller Business VIP a 4 o 5 posti, con sedili face to face, Traveller Business, configurabile  a seconda degli occupanti e Traveller Multispace, che offre il massimo della versatilità.

10 febbraio 2016

Honda a Ginevra

Altra novità da salone, ecco la Honda Civic 5 porte che rappresenta il riavvicinamento del marchio jap ai modelli di stampo europeo. Ancora nessun dato specifico, tranne che la produzione è prevista per il 2017, che sarà prodotta negli stabilimenti britannici e che sarà una world car per tutti i continenti. A Ginevra vedremo anche la Clarity a fuell cell a idrogeno, 5 posti e autonomia di 700 km, la versione europea della Acura NSX ibrida con il cambio a 9 marce e la concept Keenlight, che prefigura la nuova versione della Jazz.

Problemi con l'urea per le VW Usa

La VW potrebbe essere coinvolta in un'altra questione riguardante l'inquinamento, questa volta però non basata su trucchi o scappatoie riguardanti le prove di emissione ma piuttosto sulla durata
nel tempo e sull'efficienza del sistema anti-inquinamento. Su molte VW e Audi Diesel vendute negli Usa, infatti, è presente il sistema SCR per la riduzione catalitica degli NOx, che come sappiamo sono la paranoia degli americani. Il sistema è complesso e costoso e si basa sull'iniezione di un composto a base di urea, l'AdBlue, che ha la funzione di catalizzatore nel processo. Bene, il dispositivo è garantito per 3 anni o 36.000 miglia, circa 58.000 km, ma pare la statistica dica che si schianti a 50.000 miglia (80.000 km) o 4 anni, appena un filo dopo la scadenza della garanzia. Gli automobilisti Usa sono abituati a pretendere la massima affidabilità dalle loro auto e se  mettiamo in conto che il replacement del pezzo costa un bel 1.000 dollari si capisce come la cosa faccia imbestialire i proprietari coinvolti, usi ad alti chilometraggi particolarmente con un carburante che nella maggior parte degli Stati costa più della benzina e che ha quindi proprio nel basso consumo sulle lunghe percorrenze il suo atout. Pare che l'NHTSA si stia interessando alla cosa...

Generazione di fenomeni

Puntuale come il Super Bowl, ecco un aggiornamento della Camaro, che debutta domani al salone di Chicago. Le vetture sono equipaggiate con il pacchetto 1LE, la cui storia risale al 1989, ma che è stato rivisto e aggiornato per l'anno corrente. che rende la sesta generazione della più espressiva delle muscle car Usa particolarmente adatta alla pista. Sulle versioni 3.6 litri V6 c'è il settaggio sportivo delle sospensioni, freni Brembo con pinze a 6 pistoncini e pneus ad alta aderenza, capaci di uno 0,97 g di accelerazione laterale. Dentro sedili Recaro e un data recorder per i giri on track. Sulle V8 le sospensioni elettroniche e il (solito ma diffusissimo) trucco del finto autobloccante basato sul frenare della ruota che slitta (niente a che vedere con l'attrezzo meccanico); comunque qui la tenuta sale a 1g, sempre con le gommone, i Recaro  e il data recorder. Ruote da 20 pollici di serie e cambio con leva a movimenti ravvicinati; automatico niet. Sui motori, però, no improvement: i 340 CV del V6 e 461 del V8 per Chevy bastano. Così come nessun dato prestazionale; viene solo dichiarato che il tempo sul giro a Willow Springs (California) della V6 è lo stesso della vecchia V8, mentre quest'ultima pare vaporizzare la precdente SS. Insomma un'auto fenomeno a quanto pare, il cui costo per ora non è stato dichiarato.

9 febbraio 2016

Sulle 7 la M è di Alpina

Quando BMW ha deciso di non sviluppare una M7, voleva lasciare spazio alla Alpina, la Casa specializzata in elaborazioni sulle vetture bavaresi a lei legata da lungo tempo. Visti i ridotti numeri in questo segmento, la logica c'è. E la nuova B7 BITURBO ne è la prova: il V8 da 4.4 litri è stato potenziato fino a 608 CV, con una coppia massima di 800 Nm. La versione prescelta per l'elaborazione è quella a passo lungo; la trazione è integrale con il sistema xDrive e il cambio è l'abituale automatico ZF a 8 rapporti, rivisto nella logica per rendere più rapidi i passaggi. Le sospensioni autolivellanti fanno scendere automaticamente di 2 cm l'assetto ad alta velocità, le ruote sono da 20 pollici con l'opzione dei cerchi da 21. Tutto sommato un'auto classica nell'aspetto, ma visto quanto sia cattivo il motore da 560 CV della M5, posso immaginare quanto sia gratificante "pompato" a 600, pur con l'ammortizzamento dei passaggi di marcia gestiti dal convertitore. Grazie alle modifiche, la limo scatta da 0 a 100 in meno di 4 secondi e ha una V max che sfiora i 320 orari. Il prezzo è di 147.300 euro, nemmeno troppi, e il consumo medio di 10,4 litri/100 km, decisamente poco realistico a mio parere ma senza dubbio un dato marginale per gli acquirenti. Debutto giovedì al Chicago Auto Show.

Subaru XV Concept a Ginevra

Mentre è già in produzione la Subaru XV modello 2016, che a fronte di una serie di cambiamenti estetici esterni (griglia, paraurti, fendinebbia, luci a led, cerchi) e interni (più metallo al posto della plastica), vanta anche modifiche allo chassis che la rendono più stabile e rigida, è stato diffuso un teaser della nuova XV, che debutta a Ginevra tra meno di un mese. La Subaru XV Concept pare aver saltato il fosso e prefigurare una vettura di produzione decisamente più aggressiva della attuale, mentre per ciò che attiene i gruppi meccanici non si annunciano novità di rilievo. In diretta il 1° marzo.

8 febbraio 2016

La FF diventa GTC4 Lusso



C'era una volta la Ferrari FF, quella con il complicato sistema di trazione integrale che prendeva il moto per le ruote anteriori dalla parte davanti del propulsore (con risultati un po' deludenti, a dire il vero, quanto a equilibrio della trazione sullo sdrucciolevole). Fine della storia, o quantomeno del nome: FF lascia il posto a GTC4 Lusso, che aggiunge alla 4x4 le ruote sterzanti posteriori. Il motore è ancora il V12 da 6.3 litri che ora eroga 690 CV con una coppia massima di 697 Nm, l'80% della quale (558 Nm) erogato già a 1.750 giri. Le prestazioni sono ovviamente elevatissime: 0-100 in 3,4 secondi e una velocità massima di 335 km/h, mentre il sistema di trazione integrale è stato ottimizzato per la guida su superfici a bassa aderenza, mantenendo però la sua struttura atipica. Interno ridisegnato, sempre 2+2. La vedremo a  Ginevra.

Solo cattive da Kahn


Si chiama Kahn (nome da Star Trek, non trovate?) ed è un carrozziere british che si è fatto notare agli ultimi saloni per le elaborazioni su Land e Range Rover, che sotto le sue cure assumono connotati da vettura blindata molto made in Russia. Per la ormai vicina kermesse elvetica, invece, ecco una sportiva nel vero senso della parola, la WB 12 Vengeance (il nome è tutto un programma, chissà se ha le mitragliatrici incorporate), sviluppata nel corso del 2015 e ora pronta al debutto. La base è una Aston Martin DB9 che grazie alla cura diventa decisamente più aggressiva; la carrozzeria è realizzata interamente a mano in alluminio, mentre l'interno è stato ridisegnato per aderire maggiormente al look più cattivo. Il video è stato colto durante i test sul circuito di Millbrook. Prezzi (altini) a richiesta.

5 febbraio 2016

Nostalgia degli anni '30



Le roulotte da noi sono ormai in disuso, sostituite dai camper; ne trovi solo qualcuna con targa olandese ogni tanto. Negli Usa è diverso, specie per prodotti raffinati come questa Bowlus Road Chief. Il marchio è nato durante la Depressione: William Haweley Bowlus costruiva alianti nella sua fattoria di San Fernando, California, tutti in alluminio. Bowlus divenne un professionista e con la sua esperienza aiutò Lindbergh a costruire il suo aereo. Per portare in giro i suoi alianti, costruì poi un rimorchio, anch'esso in alluminio, che pesava meno di 500 kg ma aveva una grande capacità. Logico trasformarlo in seguito in casa viaggiante, complice la coincidenza con la crisi che nel 1934 fece sì che la domanda di trailor crescesse rapidamente. Alla fine Bowlus costruì 80 roulottes, 40 delle quali tuttora esistenti e quotate attorno ai 180.000 $. Fine della storia passata. John ed Helen Long vendono la loro software house e con il ricavato si comprano una Tatra (cecoslovacca d'epoca, V8 posteriore) e un Road Chief; poi partono per un viaggio sabbatico e nel mentre si convincono che le Bowlus possono essere un nuovo business. Così ecco le nuove Bowlus, supertecnologiche (riscaldamento a pompa di calore, pareti radianti, pannelli solari, spazio per riporre biciclette internamente, un vero bagno, luci a led e ruote da 15 pollici) e altrettanto esclusive delle antenate. I prezzi non arrivano a quelli delle vintage, ma comunque si parte dai 115.000 $ della Heritage Edition per sfiorare i 140.000
della Open Road Edition; mica male. Attenzione: non vorrete mica trainarle con un pickup o un Suv, vero? Se non avete una cabrio non c'è storia.

Alla faccia dell'optional!


Si sa che le hypercar sono progettate per un mondo decisamente a parte, fatto di lusso ed esclusività. Così accade che i progettisti e il marketing della Koenigsegg si siano spremuti il cervello per dare qualche opzione in più alla Agera RS, vista la serrata competizione vigente nel settore. Difficile stupire, soprattutto annoiati ricconi abituati a tutto. E allora ecco una chiave assolutamente preziosa, realizzata in platino e decorata (nel caso non bastasse) con 40 carati di brillanti sul bordo. Decisamente kitsch, a mio modo di vedere, anche perché nella parte inferiore c'è una chiavetta usb, un po' come servire caviale in un piatto di plastica, ma molto di ciò che piace a quel tipo di clientela (you know what I mean) lo è spesso. Non è un vero  e proprio optional, piuttosto un tentativo per vedere se "acchiappa". Costo stimato, attorno a un quarto dell'auto, 250.000 dollari. A questo punto credo che il record dell'accessorio più costoso spetti alla Svezia.

Performance, il top di Audi

Il gruppo VW crede che i Suv siano il futuro della mobilità automobilistica a livello di stile e praticità d'uso: secondo studi effettuati, il segmento di quelli compatti dovrebbe crescere del 25% entro il 2020, superando in Europa un milione  mezzo di unità. E applicando dunque a tale settore il concetto di famiglia tanto caro al gruppo VAG, si va dal primo Suv compatto di Seat, che sarà lanciato quest'anno, alla sportiva RS Q3 performance che debutta a Ginevra, al vertice di categoria per prestazioni, come di ce il nome: lo 0-100 è infatti bruciato in 4,4 secondi per una velocità massima di 270 km/h. Le versioni performance sono le più prestazionali ma adottano una vecchia conoscenza, il 5 cilindri TFSI che deriva da quella della quattro e che rimane un must quando occorrano potenza e cattiveria. In questa versione eroga 27 CV in più e sale a 367, con coppia massima di  e 645 Nm da 1.625 e 5.550 giri (che precisione!). Cambio a 7 marce S tronic con palette al volante che prevede la doppietta per dare maggiore soddisfazione al guidatore. Per carità, questione di gusti e di dare al mercato ciò che vuole, anche se continuo a ritenere che per andare forte naturalmente (cioè senza il contributo determinante dell'elettronica) il baricentro debba essere nettamente più basso. In vendita a primavera.