2 febbraio 2016

Autonome personalizzate

I fautori della guida autonoma sono spinti a tale scelta dalla necessità di trovare per l'automobile un futuro che regga all'impatto del cambiamento sociale e (questo è però tutto da vedere) dalla necessità di rendere la circolazione più sicura riducendo il numero di incidenti. Personalmente provo un certo malessere al solo pensiero, ma forse è soltanto perché sono troppo vecchio e/o troppo appassionato per accettare un ruolo passivo al volante. Però qualche ragione ce l'ho, quantomeno alla luce della recente ricerca in corso di svolgimento da parte del gruppo Jaguar-Land Rover. Nell'ambito di un progetto multimilionario sulle auto a guida autonoma, il brand è arrivato infatti alla conclusione che occorra alle future auto self driving un comportamento più umano che robotico. Il conducente deve infatti fidarsi ciecamente del computer per affidargli la guida (e la sua vita) e ciò è molto più facile se il sistema adotta uno stile nel quale egli si possa riconoscere. A tale scopo un certo numero di dipendenti del gruppo conduce auto dotate di sistemi di registrazione del comportamento, della postura, della tipologia di guida nel traffico di Londra, indugiando particolarmente nelle situazioni più "qualificanti": traffico intenso, code, ingorghi e cattive condizioni meteo. Non so quindi se dovremo attenderci computer che insultano gli altri oppure gare al semaforo, ma è certo che qualcuno comincia a rendersi conto che tra fantascienza e realtà occorra mediare. E che per far sborsare una barcata di soldi agli automobilisti prossimi futuri si debba almeno considerare come la pensano loro.

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