2 marzo 2016

Ginevra, a world apart-1

Un altro salone di Ginevra, un altro contatto con un mondo che si rivela anno dopo anno sempre più distante dalla vita reale. Pur considerando le esigenze di "spettacolo" che una manifestazione di questo tipo impone, è impossibile non cogliere lo stridente contrasto tra le numerosissime supercar presenti e celebrate e l'ambiente di vita della stragrande maggioranza degli europei. Per i quali l'auto è sempre più un elettrodomestico, che come tale non giustifica più i sacrifici e magari gli indebitamenti del passato. Un'atmosfera fin de siècle, una sorta di canto del cigno che prelude a un inevitabile declino, dettato dalla scarsa attenzione al settore del mondo giovanile, dalla profittabilità delle industrie di ambito che non può che calare da qui in avanti, da legislazioni sempre più coerenti con la salute della popolazione e del pianeta che impongono limiti che forse la tecnologia non è in grado di raggiungere. Ma per la serie qui e oggi, ecco una carrellata di quello che può far ancora sognare chi ha amato e ama un oggetto di movimento che è stato al centro dell'evoluzione di un intero secolo. E cominciamo dai sogni.
 

























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