14 marzo 2016

Sempre più "nero" il futuro dei Diesel in Europa

Lo scandalo delle emissioni truccate dei Diesel, che si allarga ogni giorno con nuovi attori in ballo, come Renault e ultimamente Fiat con la 500 X, pare abbia modificato profondamente l'atteggiamento dei legislatori nei confronti dei motori a gasolio. Ma per assurdo le amministrazioni dei singoli Paesi sono decisamente più avanti rispetto alla UE, che ha recentemente deliberato norme a favore dei costruttori per concedere loro il tempo di adeguare i modelli alle future normative (e ammortizzare lo stock dell'invenduto). Così, dopo la Francia che prospetta tasse sui Diesel, anche la Gran Bretagna ha in programma l'aumento della VED, Veichle Excise Duty, in pratica la tassa di circolazione albionica, con l'aggiunta di 800 £ (circa 1.032 €) per tutte le nuove auto a gasolio immesse in circolazione. La riedizione della supertassa all'italiana ha lo scopo di disincentivarne l'acquisto e di favorire invece i veicoli meno impattanti sulla qualità dell'aria. Secondo il responsabile governativo per l'ambiente Richard Howard, già dal 2013 le emissioni di CO2 delle auto a benzina sono praticamente pari a quelle dei Diesel e viene quindi a mancare quello che storicamente è stato l'atout dei Diesel e cioè il minor consumo, mentre l'emissione di NOx è immutata e quella di particolato ultrafine è invece maggiore sui nuovi modelli. Anzi, è proprio nel tentativo di ridurre questi ultimi che il consumo e quindi la quantità di CO2, sono aumentati. E' allo studio anche la reintroduzione del meccanismo del 2010, che prevedeva un incentivo di 1.000 £ per la sostituzione della vettura inquinante associato a un pari importo per le Case che aderivano all'iniziativa.

Nessun commento:

Posta un commento