20 aprile 2016

Tesla spinge sull'Autopilot

Della guida autonoma si discute da tempo; c'è chi l'attende con ansia, chi la vede come la nemesi dell'automobile (io), ma di sicuro in qualche modo nel futuro dovremo conviverci, quantromeno nelle aree ricche e sviluppate del pianeta. In crisi di argomentazioni "dinamiche" le Case si sono infatti buttate sull'argomento con tutta la veemenza di cui il marketing è capace e si tratta di vedere chi fa il primo passo, chi si muove con decisione per fare proseliti e affermare la soluzione. E chi meglio di Elon Musk potrebbe ergersi a baluardo di questa rivoluzione? Così Tesla offre un mese di prova gratis del suo Autopilot ai possessori di Model X e Model S, un assaggio del software che può poi essere acquistato a 3.000 dollari. Il tycoon sudafricano-canadese-americano è talmente convinto della bontà della soluzione che se comprate una Tesla e non volete Autopilot invece di avere uno sconto dovete sborsare 500 dollari in più; un modo piuttosto autoritario di imporre la soluzione. Ora, il sistema in questione non è nulla più di quelli sviluppati da BMW, Mercedes, Infiniti e altri e si basa sull'uso di telecamere, radar e sensori a ultrasuoni per consentire in determinate condizioni di staccare le mani dal volante. Ma non è capace di leggere i semafori e richiede quindi sempre una condizione di attenzione alla guida (e meno male). Il fatto è che per quanto un sistema possa essere avanzato non potrà mai prendere decisioni al posto del guidatore in situazioni critiche; vedi il campo aeronautico, dove pur a fronte di costosissimi sistemi di avionica un pilota è sempre necessario. Se aggiungiamo che i fatalisti guidatori del terzo millennio hanno una tendenza intrinseca alla distrazione e a considerarsi gli unici aventi diritti sulla strada, prevedo da un lato incidenti a manetta e dall'altro un intasamento di cause legali per la determinazione dei responsabili. Ma forse sono solo pessimista.

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