31 maggio 2016

Dalla Hyundai sportive "abbordabili"


Hyundai ha deciso di competere su tutti i fronti con i costruttori europei, non escludendo quelli in cui gli avversari sono più consolidati. Così nel 2017 ci sarà il debutto del primo modello della N performance division, la Motorsport coreana. Gestita da Albert Bierman, appunto un ex BMW, la struttura metterà sul mercato una i30 supervitaminizzata, dotata di un motore 2 litri turbo da 263 CV e 308 Nm capace di spingerla a 250 km/h, ma caratterizzata da un prezzo alla portata di molti appassionati, decisamente meno elevato, quindi, di quello delle naturali concorrenti, VW Golf GTI e Ford Focus ST in testa. L'auto sarà dotata inizialmente della sola trasmissione manuale, mentre quella automatica seguirà, così come la dotazione della trazione integrale, e dispone di un look decisamente più aggressivo e di sospensioni realizzate ad hoc. Non è escluso poi che in futuro si aggiunga alla gamma N anche qualche modello ibrido.

Mercedes mette il filtro ai benzina

Sinora i filtri antiparticolato, quelli con o senza l'iniezione di ossido di cerio (brevetto del gruppo PSA) li abbiamo visti soltanto sulle auto Diesel. Ne consegue sia comune pensiero che questo tipo di inquinante venga emesso soltanto dalle auto a gasolio. E invece no, il particolato si origina anche dalla combustione della benzina, pur se in quantità e struttura chimica diverse. E la situazione è diventata critica con il diffondersi dell'iniezione diretta che, come nel caso di motori ad accensione per compressione, ha determinato una salita esponenziale delle emissioni di questo tipo anche sui motori ad accensione comandata, un tempo poco problematici su questo versante. Le prossime regolamentazioni Euro 6C prevedono limiti stringenti in questo senso ed è per questo che la Mercedes inizierà a montare i filtri antiparticolato anche sui motori a benzina. Si comincia con i V8 della S 500 ma in prospettiva ogni motore dovrà esserne dotato. E gli altri costruttori dovranno a loro volta adeguarsi, a meno delle solite gabole legali o di passare all'elettrico integrale. Decisamente il futuro dei motori a combustione è sempre meno roseo, perché tanto più se ne cerca l'aumento di efficienza, tanto meno se ne ottiene la compatibilità ambientale. Pensateci: alla fine le cose andavano meglio con sistemi di iniezione più semplici e meno costosi.

Una Levorg con i fiocchi



Quando nella mia prova di ottobre della Subaru Levorg apprezzavo le eccellenti doti dinamiche della vettura, facevo notare anche che con tanto ben di dio ci sarebbe stato bene un motore assai più prestante di quello da 170 CV di serie; per esempio il turbo da 300 CV disponibile (allora) soltanto in Giappone. Bene, La Casa è tornata su suoi passi e ha deciso di allestire una versione cattiva della Levorg, denominata STI Sport, che attinge al più puro dna sportivo del marchio. L'auto è stata sviluppata infatti dalla divisione sportiva interna Subaru Tecnica International e mostra inediti paraurti, un kit aerodinamico dedicato e ruote da 18 pollici, con ammortizzatori Bilstein regolabili, nuove molle e una taratura più sportiva del servosterzo elettrico. Dentro nuovi il volante alcuni rivestimenti e il pomello del cambio, peraltro sempre quello a variazione continua, nessuna opzione manuale. Ma è sotto il cofano la vera novità. Accanto a una versione di maniera, che ospita quindi il "solito" millesei da 170 CV è possibile dotare l'auto di un 2 litri  turbo da 300 CV, lo stesso usato su certi mercati per la STI. L'auto sarà in vendita in Giappone dall'estate; quanto al nostro mercato, al debutto era stata categoricamente esclusa ogni variante. Ora però una possibilità di avere questa che in pratica è una STI Station anche dalle nostre parti potrebbe concretizzarsi. Incrociamo le dita.

27 maggio 2016

Insieme alla iCar, Apple studia anche la rete di ricarica


Dello dello stato dell'arte della iCar dicevo il mese scorso. Ma, come tutti sanno, il vero problema dell'auto elettrica è la struttura di ricarica, intesa come network di colonnine diffuso e accessibile. In pratica oggi nel settore si rivive in un certo senso la situazione di inizio novecento, quando la benzina si comprava in farmacia, ed è proprio per superare questa impasse che Apple sta lavorando intensamente alla implementazione delle strutture di ricarica. Secondo la Reuters, infatti, l'azienda di Cupertino ha in corso contatti con numerose aziende specializzate di settore e ha già assunto diversi esperti per garantire il successo al progetto Titan, successo che dipende ovviamente dalla effettiva fruibilità delle proprie vetture. La complessità dell'intera questione è evidente: non basta infatti stringere agreement con i produttori di colonnine ma occorre anche trattare con i network energetici per garantire l'approvvigionamento di elettricità, affrontando il costoso argomento delle linee dedicate e della loro disponibilità nell'intero arco della giornata. Una vera e propria ragnatela di gestori di produzione e trasporto energetico, peraltro in costante lotta tra loro per l'acquisizione della clientela in un mercato che di anno in anno diventa sempre più volatile quanto a tariffe. Il successo di Apple potrebbe quindi rappresentare una sorta di piattaforma stabile che darebbe ai suoi utenti la tranquillità dell'uso facile, peraltro il tradizionale atout del prodotti della mela californiana.

Arriva dalla Cina il treno-tunnel



All'esposizione high tech di Pechino, conclusasi domenica scorsa, è stato presentato il TEB, Transit Elevated Bus, un curioso modello di trasporto pubblico su rotaia a piattaforma fortemente rialzata che ha lo scopo di impegnare solo marginalmente la carreggiata lasciando lo spazio sottostante alla circolazione degli altri veicoli. Si tratta di un'idea che permette lo sfruttamento più intensivo dello spazio esistente e che forse ha una razio nel congestionato ambiente stradale cinese, ma che pone molti interrogativi legati al costo di realizzazione delle singole unità e alla loro flessibilità d'uso in città nelle quali la circolazione sia il risultato di sovrapposizioni di strutture effettuate in tempi più o meno recenti piuttosto che oggetto di (costose) progettazioni ad hoc. Secondo i progettisti il TEB rappresenta però una alternativa conveniente a una metropolitana: ha una capacità di 1.200 passeggeri per convoglio, mentre il tempo di completamento di una linea è attorno all'anno (in Cina, forse; dalle nostre parti si sa come vanno queste cose) e il costo è meno di un quinto. Comunque, nell'ex Celeste Impero, come sempre fanno molto in fretta a implementare i concetti progettuali: entro il 2016 è infatti prevista la costruzione di una linea prototipo a Qinhuangdao, nella provincia di  Hebel.

Più V8 cattivi nel futuro


Cosworth, nome mitico per appassionati di corse e vetture esagerate, tipo la Ford Sierra. Un marchio sinora caratterizzato da piccole produzioni di alta qualità che però sta per fare il balzo verso i grandi numeri: è stata annunciata infatti l'apertura di uno stabilimento a Detroit per la costruzione di V8, che si aggiunge agli impianti in Indiana e North Carolina, allo scopo di aumentare la produzione in vista di contratti di fornitura che sembra interesseranno tutte le Case yankee, dalla Ford, per anni proprietaria del marchio, alla Chrysler, passando per GM, oltre alle forniture specializzate, come quella per la rinata TVR. Il nuovo stabilimento è destinato principalmente ai V8, come dicevo, ma sono in programma ampliamenti di gamma verso motori meno frazionati, che seguiranno specifici programmi di sviluppo e downsizing sviluppati insieme ai partner coinvolti. La scelta del Michigan e dunque legata alla vicinanza agli headquarters delle big three, ma anche ai sostanziosi contributi del governo locale, che risulta molto generoso con chi crei posti di lavoro in una delle zone più depresse degli States. La produzione inizierà ad agosto 2018.

Niente cavalli per la BRZ



Un po' più di anno fa sembrava che il sodalizio Subaru-Toyota avesse deciso di dare finalmente alla BRZ/GT-86 quell'iniezione di cavalli che ne avrebbe fatto una sportiva con i fiocchi. E invece niente, peccato. La versione 2017 della BRZ (che prefigura di fatto anche la variante Toyota), infatti, si presenta unicamente con varianti stilistiche e aerodinamiche e un leggero aumento di potenza, da 200 a 208 CV e di coppia, da 205 a 212 Nm; un buon inizio ma ben lontano dai 300 cavalli che trasformerebbero la bilanciata e bassa coupé in una sportiva davvero tosta. Rimane anche il cambio manuale a 6 marce con l'opzione dell'automatico, mentre il rapporto di riduzione dello sterzo passa da 4,1:1 a 4,3:1 e la taratura delle sospensioni viene rivista con una aumento di rigidità delle molle e una barra stabilizzatrice di maggior sezione. Un nuovo pacchetto Performance sarà però offerto: comprende freni Brembo, ammortizzatori Sachs e ruote nere da 17 pollici; in milanese si dice "l'è come ciuccià un ciod" e rende bene il deal di maniera. Ci sono invece modifiche estetiche; paraurti più basso e largo con gruppi ottici a Led e all'interno, con un nuovo schermo da 4,2 pollici con display multifunzione che incorpora un cronometro per i tempi sul giro e un cruscotto rivestito in pelle. Sul mercato da settembre.

25 maggio 2016

La BBC raddoppia con Extra Gear




Un po' più di un anno fa la BBC decise di far fuori Clarkson per l'ennesimo eccesso dovuto alla sua protervia. Al di là del prosieguo di carriera del trio, ormai definito con il debutto di The Grand Tour in autunno su Amazon Prime, la BBC ha annunciato il suo nuovo show di motori: nato come uno spin off interno, si chiamerà Extra Gear e raddoppia il numero di conduttori che passano da 3 a 6, Sabine Schmitz compresa (prima donna nel programma). Un'impresa impegnativa per un format nato con la metà dei partecipanti, ma il network intende indirizzare il programma più agli storici appassionati del concetto di spettacolo con vetture a latere (quindi show ed esagerazioni sceniche) che a chi voglia realmente sentir parlare di automobili e di prestazioni. In ogni caso BBC trasmetterà Extra Gear a partire da domenica prossima 29 maggio sulla terza rete e non sulla seconda, che ospitava abitualmente Top Gear; una scelta forse prudenziale in attesa di esaminare i report sugli ascolti. A Chris Harris e Rory Reid, il promo del programma in partenza.

Mach 1 al litio per cominciare

La Formula E c'è già; ora attendiamo gli e-kart. Beh, ma ci sono già, direte voi. Vero, ma quelli di cui parlo sono davvero da corsa, con uno 0-100 sotto i 5 secondi e una ripresa fulminante. Come quello prodotto dalla Bosch, che ha collaborato con la FIA e la DMSB (l'associazione tedesca per le corse automobilistiche) nella progettazione e con la Mach 1 Kart per il telaio e ha così presentato a Berlino il suo nuovo prodotto, capace di raggiungere una velocità di punta di 130 km/h grazie ai suoi due motori da 10 kW che sparano la bellezza di 300 Nm sulle ruote posteriori fin dal primo giro di ruota. Il progetto si basa su accumulatori al litio che lavorano alla tensione di 48 V ed è previsto un sistema di recupero dell'energia in frenata, dato che i motori fungono anche da generatori in rilascio. Il nuovo e-kart è ancora in fase di sviluppo e le prestazioni potrebbero aumentare ulteriormente; nel frattempo continuano test e accordi per realizzare un vero e proprio campionato ad hoc, che Bosch mira a far diventare un entry level per piloti professionisti.

23 maggio 2016

Vanno in affanno le i3 Usa


Da un lato le Rolls, dall'altro le i. BMW cavalca con nonchalance i due estremi del mondo automobilistico, ma qualche volta si perde in qualche défaillance tecnica. E' il caso delle i3 Rex vendute in Usa, quelle equipaggiate con il range extender, costituito da un biclindrico a benzina che aziona il generatore incorporato e aumenta, appunto, l'autonomia effettiva dell'auto elettrica. Parecchi clienti si sono lamentati dell'efficienza del sistema, che in determinate situazioni non riesce a spingere la vettura a più di 70 km/h; tipicamente quelle in cui la batteria è davvero assai scarica e richiede per la ricarica (peraltro parziale) quasi tutta la potenza del piccolo motore. I clienti non si sono però fermati alle lamentele: hanno intrapreso infatti una class action contro la Casa, chiedendo i danni per quella che l'avvocato del gruppo definisce una situazione potenzialmente assai pericolosa, vista la subitaneità con cui il calo di potenza si verifica. In pratica il guidatore vede l'auto rallentare improvvisamente e devo dire che il ricorso non mi sembra del tutto strumentale; chi ha guidato negli Usa sa infatti come gli automobilisti locali siano intolleranti e protervi verso chi si muova anche solo di poco sotto la media "condivisa" del percorso su cui ci si trova. Nel ricorso si lamenta anche come questo comportamento della i3 non sia per nulla spiegato alla concessionaria in sede di acquisto e come così facendo BMW di fatto compia una mistificazione nascondendo il reale comportamento della vettura. Nessun commento ufficiale della Casa per ora, ma sappiamo che gli avvocati yankee sono dei mastini...

The very last ones






Nello scorso weekend Rolls Royce ha colto l'occasione del concorso di eleganza di Villa d'Este per presentare la gamma Zenith, canto del cigno per le versioni Phantom Coupe e Drophead Coupe dato che nella nuova gamma del modello, prevista per il 2018, non ci saranno più più versioni a due porte e convertibili. Sviluppate al centro Bespoke, dedicato alle personalizzazioni delle già ultraesclusive vetture, le Zenith celebrano le più tipiche (e inflazionate, lasciatemelo dire) cover del lusso automobilistico d'antan, espresso in particolari come il tavolino da picnic incorporato o il frigorifero che contiene due bottiglie di champagne, o ancora la speciale placca contenuta in un cassettino che celebra le vetture come le ultime della serie: Per non parlare delle incisioni laser ai bordi dei braccioli che riproducono la mappa delle oocation ove le concept delle auto erano state presentate (ci mancano soltanto riferimenti all'Orient Express e a Poirot e siamo a posto). La parte meccanica è quella consueta: motore V12 di 6.750 cm3 con potenza di 460 CV e coppia massima di 720 Nm e cambio automatico a 8 marce, uno ZF in pratica; si poteva fare meglio, no? Ne faranno solo 50, affrettatevi.

La più esagerata delle Clio in serie limitata





Renault è in procinto di lanciare una versione pompata di brutto della Clio sotto l'ormai consolidato brand sportivo Renaultsport, nota per ora con il nome di progetto KZ 01. La vettura debutterà con ogni probabilità al GP di Monaco, pratica anche questa ormai quasi abituale per i nuovi modelli "cattivi" del marchio, e le foto sono comparse in rete sul sito ceco Car.forum.cz. La vettura dovrebbe mutuare i gruppi della Mègane Renaultsport pur basandosi sulla meccanica della Clio 220: la potenza sarebbe salita quindi ad almeno 250 CV, ma fonti interne parlano addirittura del 2 litri turbo da 275 CV; mica male considerato che sono che scaricati sulle ruote anteriori della Clio. Sempre secondo i rumors, la vettura potrebbe essere concepita soltanto per una piccola serie chiusa da 500 pezzi, ma al riguardo sono ancora in corso gli studi di mercato. Notevoli comunque i particolari, come il volante da formula con led e indicatori nella parte superiore della corona.

20 maggio 2016

La Vanquish Zagato Concept a Villa d'Este




In questo periodo si accavallano due delle manifestazioni più elitarie dedicate alle vetture d'epoca, la Mille Miglia e il concorso d'eleganza di Villa d'Este. Come marketing insegna, è più che ovvio che le diverse Case, partecipanti a vario titolo agli eventi, sfruttino il palcoscenico per presentare novità e anticipazioni. Così Aston Martin ha scelto il lago Lario per il debutto di questa Vanquish Zagato Concept nel fine settimana. Si tratta della quinta auto realizzata in collaborazione tra il carrozziere italiano e la Casa britannica (italian owned) ed è stata concepita dal team di progetto basato a  Milano con riferimenti stilistici alla DB11 e e alla One-77. La scocca è realizzata in carbonio con l'impiego di pannelli di grandi dimensioni al fine di ridurre le antiestetiche zone di giunzione (che orrore!), mentre il propulsore è il V12 aspirato della Casa, la cui potenza ha raggiunto in questa applicazione i 600 CV. Tecnologia led per i gruppi ottici e interni in carbonio, bronzo anodizzato e pelle a volontà. E' un prototipo, ma si sa come vanno le cose con queste auto...

18 maggio 2016

Nei Paesi emergenti la sicurezza è un optional







Global NCAP è un'iniziativa basata in UK che mira a rendere più sicure tutte le auto in vendita, comprese quelle piazzate sui mercati emergenti. Riguardo queste ultime, infatti, grazie alla mancanza di norme locali stringenti si registrano spesso clamorose defaillances in tema di sicurezza che corrispondono ad altrettanti risparmi produttivi, per competere meglio sul mercato ma anche per massimizzare gli utili; non si sa esattamente se conti più la prima o la seconda delle intenzioni. In ogni caso sono stati pubblicati i video riguardanti alcune auto vendute sul mercato indiano e i risultati sono impressionanti: ciascun veicolo non guadagna infatti nemmeno una stella. Le auto prese in considerazione, Renault Kwid, Maruti Suzuki Celerio, Maruti Suzuki Eeco, Mahindra Scorpio e Hyundai Eon non provvedono infatti un livello di sicurezza accettabile in caso di urto, in molti casi per la mancanza degli airbag, che sul mercato indiano saranno obbligatori solo da ottobre 2017. Un'occhiata ai video dà la misura di cosa possa succedere ai passeggeri risparmiando sulla loro pelle, tenuto conto inoltre che anche con la dotazione degli airbag in molti casi siamo di fronte a problemi di resistenza strutturale che richiedono l'uso di diversi materiali e di irrobustimenti. Nota curiosa. Sapete chi siede nel consiglio direttivo del Global NCAP? Max Mosley, l'ex presidente FIA che nel 2008 venne colto in un festino nazi-sadomaso e l'anno dopo non si ricandidò. Un bel cambio di prospettiva, no?

17 maggio 2016

Un nuovo 6 cilindri per le M Performance

BMW ha da tempo una linea cadetta delle vere M, la M Performance, che annovera comunque auto con abbastanza cavalli da schiodare i tombini se usate con la giusta cattiveria. In questo ambito coloro i quali rimpiangevano le M135i e M235i sono ora consolati, con l'introduzione delle M140i e M240i. Seguendo la consolidata tradizione dell'elica azzurra, infatti le nuove vetture sono più potenti di quelle che sostituiscono: il 6 in linea TwinPower turbo eroga infatti 340 CV a 5.500 giri, con coppia massima di 500 Nm costanti tra 1.500 e 4.500 giri. I motori sono stati riprogettati e annoverano tutte le caratteristiche tecniche che li rendono unici ed esclusivi: oltre al turbo integrato nel collettore di scarico con il doppio ingresso per sfruttare anche l'impulso dei gas, ci sono il Valvetronic e il Vanos, sistemi associati al comando valvole per ottenere regolazione della potenza e massima efficienza ai diversi regimi. Il risultato è che con queste vetture si sta comunque sotto i 5 secondi sullo 0-100, sia con il cambio manuale, rivisto per rendere ancora più morbidi i passaggi, sia con l'otto rapporti automatico Steptronic Sport in opzione. E' stato anche rivisto il sound del motore, per eliminare i suoni "molesti" e far percepire soltanto quelli giusti.

Mercedes "perde" l'Airscarf in patria


L'esito di una lunga battaglia legale riguardo l'Airscarf (il sistema che diffonde aria calda nella zona superiore del corpo per poter viaggiare a cielo aperto anche nei climi freddi) tra la Mercedes-Benz e herr Ludwig Schatzinger, inventore e detentore del brevetto del sistema, è stato avverso alla prima. Perciò ora MB deve disattivare il sistema su tutte le sue auto vendute in Germania, pena una multa di 250.000 euro. Le concessionarie hanno quindi avuto indicazioni su come agire per blocccare il funzionamento dell'apparato, anche se sembra assai facile riattivarlo in seguito; in ogni caso il divieto d'impiego dell'Airscarf, limitato peraltro alla sola Germania, scade con il brevetto alla fine del 2016. Con il tipico atteggiamento tetragono dei teutoni, comunque, ci saranno controlli accurati a campione da parte dell'autorità giudiziaria sulle effettive disattivazioni, che potrebbero avvenire non tanto nelle concessionarie quanto sui veicoli stessi; nessun rischio comunque per i clienti, che non saranno in alcun caso ritenuti responsabili di alcunché.

16 maggio 2016

NextEV dalla Formula E alle hypercar

NextEV è il team cinese di Formula E (fondato dal governo nel 2004) che nel 2015 ha vinto il primo  campionato di formula elettrica e che oggi fa capo alla omonima società fondata dal miliardario cinese William Li  (ma quanti ne sono?) e dall'ex boss della Ford europea Martin Leach. L'azienda non intende però limitarsi alle competizioni, ma piuttosto svolgere un ruolo attivo e primario nella produzione su larga scala di auto elettriche. Per fare questo ha già investito 3 miliardi di renminbi (circa 406 milioni di euro) in un nuovo centro di sviluppo motori a Nanjing e si appresta a far debuttare una hypercar elettrica che avrà il ruolo di accendere i riflettori sulla Casa. La vettura, della quale si conoscono per ora soltanto gli intenti progettuali, apparterrebbe alla classe esclusiva di McLaren P1 e Ferrari LaFerrari, e dovrebbe debuttare nel Vecchio Continente entro fine anno, non si sa però dove. Il prosieguo dell'attività della NextEV si concentrerà quindi su una vettura capace di fare concorrenza alla Tesla Model S, basando questa soluzione di business sulla domanda interna cinese in salita per auto elettriche che abbiano le connotazioni del lusso e dell'esclusività, due caratteristiche molto importanti per i nuovi ricchi locali (ma quanti ne sono? Totò mi perdonerà per il bis); un ambito che Li conosce molto bene.

13 maggio 2016

Primo test per il treno del futuro




Tempo fa avevo trattato dell'Hyperloop, il futuristico progetto di trasporto simil-ferroviario nel quale è coinvolto a livello economico-progettuale anche Elon Musk, patron Tesla. Un paio di giorni fa, nel deserto del Nevada (Usa) a nord di di Las Vegas, si è svolto il primo test all'aperto del sistema di propulsione che, ricordo, è basato su motori elettrici lineari e prevede l'impiego di navicelle che corrono in tubi a bassa pressione a una velocità vicina a quella del suono. La società, che probabilmente per le forti richieste di capitale e le prospettive di rientro a lungo termine, è incorsa recentemente in una serie di vicissitudini che le hanno fatto cambiare nome da Hyperloop Technologies all'attuale Hyperloop One, continua a portare avanti il concetto e il test ne rappresenta la prova. Pur tra molti detrattori, la maggioranza dei quali paragona Hyperloop a un ottovolante anni '60 con una tecnologia (quella del Maglev, come il treno per l'aeroporto di Shanghai) estremamente costosa da realizzare e manutenere. In effetti a parte il costo già altissimo del sistema di propulsione, anche il mantenimento del tunnel di linea a bassa pressione e soprattutto, la garanzie della sicurezza dei viaggi a velocità così elevata a minima distanza da barriere solide è tutta da provare. Il fatto perciò che il test del video riguardi (peraltro su rotaia) il solo sistema elettromagnetico non prova che i problemi della linea siano stati risolti o quantomeno affrontati su scala industriale. Ma i sognatori e gli eclettici sono da sempre alla base del progresso dell'umanità e forse c'è più bisogno di loro di quanto non ritengano i grigi economisti.

Teaser Volvo per la serie 40

La prossima settimana Volvo presenterà due concept che mostreranno i nuovi canoni stilistici delle Volvo V40 e XC40; per anticipare l'occasione la casa cino-svedese ha così diffuso un teaser del frontale preso di lato, che sarà in comune sui due modelli, uno più stradale e l'altro concepito come crossover. Realizzata sulla basse della piattaforma flessibile CMA e sviluppata in collaborazione nei centri sviluppo in Svezia e in Asia per l'uso congiunto della scocca da parte della proprietaria Geely, la nuova serie 40 si pone l'obiettivo di una target più giovane, sottolineato da particolari come le luci diurne a "martello" (quello di Thor, il mitico dio vichingo, dicono !?). I motori sono i recenti tre e quattro cilindri che equipaggiano ormai tutta la gamma e l'intero progetto volge ad aumentare l'appeal del marchio nel tradizionale segmento di maggior reddito per le Case, quello delle medio-piccole, sia versione hatchback, sia crossover. Non è esclusa inoltre una versione Polestar ad alte prestazioni, tenuto conto che Volvo ha "in casa" un due litri particolarmente prestazionale.

11 maggio 2016

Toyota rende possibili le batterie al magnesio

Quando si parla dello stato dell'arte degli accumulatori elettrici ci si riferisce sempre al litio. Sulla tecnologia di questo metallo alcalino sono infatti basati tutti gli studi più recenti destinati ad aumentare capacità e densità energetica delle batterie, elementi chiave per l'affermazione della trazione elettrica. La chimica sapeva però da tempo che esiste un altro elemento, più disponibile in natura e a minor costo, il magnesio, mediante il quale è possibile realizzare un accumulatore con migliori caratteristiche: densità energetica da 8 a 12 volte superiore e una maggiore resistenza ai cicli di carica-scarica, con tempi ridotti per il raggiungimento della massima efficienza. Già, direte voi, e perché nessuno le ha ancora costruite, 'ste batterie? Perché in pratica non è disponibile un elettrolita che faccia da carrier ionico con il magnesio, in soldoni che permetta alla batteria di funzionare. Questo finora. Sì, perché il centro di ricerca Toyota negli Usa, il TRINA, pare abbia trovato una soluzione che bypassa il problema. E' stato infatti pubblicato uno studio sullo sviluppo di un elettrolita basato su un sale di magnesio legato a un composto di boro e carbonio chiamato monocarborane, un cluster chimico sviluppato per le fuel cell ma che si presta all'uso nelle batterie al magnesio eliminando la presenza di alogeni che con la loro corrosività distruggevano l'accumulatore in breve tempo. Si tratta di un grande passo in avanti, molto promettente e che potrebbe avvicinare sensibilmente il time to market dell'auto elettrica. Curiosa però l'analogia di questa soluzione con l'energia nucleare: la fusione, quella che avviene nel sole, produce un decimo dell'energia per evento di una fissione (quella dei reattori), ma ha un'energia per unità di volume assai maggiore vista la ridotta dimensione degli atomi di idrogeno rispetto a quelli di uranio. Analogamente, il magnesio consente una densità energetica per unità di massa di meno della metà del litio, 18,8 contro 42,3 MJ/kg, ma volumetricamente quasi doppia. Speriamo però che questa tecnologia non faccia la fine della ricerca sulla fusione.
Toyota è ovviamente interessata all’argomento, in particolare per la sua applicazione alla tecnologia automobilistica, ma le sue scoperte possono ovviamente ripercuotersi anche sul mondo Android: le nuove batterie studiate dalla casa giapponese dispongono di un’importante differenza rispetto a quelle tradizionali, dal momento che utilizzano il magnesio al posto del litio. La nuova tecnologia potrebbe portare una densità di energia dalle 8 alle 12 volte superiore rispetto a queste ultime, con un’efficienza di ricarica 5 volte superiore; questo perché gli ioni di magnesio nell’elettrolita portano una carica positiva doppia, aumentando la densità complessiva di energia conservabile in uno spazio definito. Alcuni ostacoli sono stati superati (come i problemi di corrosione dei componenti metallici), ma altri si sono aggiunti, quindi come sempre non possiamo assolutamente sapere se e quando il progetto porterà a dei risultati concreti. Se volete saperne di più potete dare un’occhiata a questo indirizzo e al video qui in basso.

Approfondisci su www.tuttoandroid.net/news/toyota-sta-lavorando-batterie-al-magnesio-efficienti-374846/
Toyota è ovviamente interessata all’argomento, in particolare per la sua applicazione alla tecnologia automobilistica, ma le sue scoperte possono ovviamente ripercuotersi anche sul mondo Android: le nuove batterie studiate dalla casa giapponese dispongono di un’importante differenza rispetto a quelle tradizionali, dal momento che utilizzano il magnesio al posto del litio. La nuova tecnologia potrebbe portare una densità di energia dalle 8 alle 12 volte superiore rispetto a queste ultime, con un’efficienza di ricarica 5 volte superiore; questo perché gli ioni di magnesio nell’elettrolita portano una carica positiva doppia, aumentando la densità complessiva di energia conservabile in uno spazio definito. Alcuni ostacoli sono stati superati (come i problemi di corrosione dei componenti metallici), ma altri si sono aggiunti, quindi come sempre non possiamo assolutamente sapere se e quando il progetto porterà a dei risultati concreti. Se volete saperne di più potete dare un’occhiata a questo indirizzo e al video qui in basso.

Approfondisci su www.tuttoandroid.net/news/toyota-sta-lavorando-batterie-al-magnesio-efficienti-374846/

V6 Porsche per la nuova RS 5

Si dice che il progresso della scienza segua una direzione univoca, dettata dalla logica e che la tecnologia segua di pari passo. E' un fatto però che i trend si susseguano a seconda delle varianti di pensiero, a loro volta (pesantemente) influenzate da parametri sociali ed economici. E' il caso della progettazione dei motori, ove alla dominante tendenza al downsizing si sovrappongono puntualmente corsi e ricorsi, dettati, appunto, da dinamiche contingenti. Così vediamo che VW passa dall'1.4 TSI al nuovo 1.5 TSI infrangendo per il mercato generalista la tendenza alla riduzione di cilindrata ma che, parallelamente, per la prossima Audi RS 5, prevista per il 2019,  riprenda la strada maestra e al posto dell'attuale 4.2 V8 aspirato decida per un V6 biturbo di 3 litri. Il motore è quello della Panamera S, che là eroga 420 CV ma che nella nuova installazione dovrebbe superare di slancio i 450 CV odierni, fornendo inoltre una coppia assai maggiore e a partire da regimi più bassi. Ulteriore incremento anche per le prestazioni, che trarranno giovamento dalla riduzione di peso legata all'impiego della nuova piattaforma MLB, che permetterà alla massa complessiva di scendere sotto i 1.700 kg e all'auto di staccare uno 0-100 più performante dell'attuale, collocato a 4,5 secondi. Anche se i prototipi della vettura sono già in circolazione, i tempi di sviluppo della versione sportiva sono più lunghi di quelli della nuova A5, che sarà invece presentata il prossimo 2 giugno. Tornando ai corsi e ricorsi, ricordo che sui modelli RS Audi ha cambiato sovente parere: dal 5 in linea al V10, passando per V6 e V8. Speriamo però che non scendano sotto il 4, BMW docet.

10 maggio 2016

Consumano meno i nuovi benzina di VW


Dopo anni di cartello sul Diesel, si cominciano a vedere i frutti della ricerca anche sui motori a benzina. E' il caso dell'annuale Vienna Motor Symposium, dove il gruppo VW ha presentato una serie di novità che accorciano le distanze sul fronte del rendimento con il tradizionale concorrente, sia per i motori utilitari, sia per quelli ad alte prestazioni. Così il nuovo TSI 1.5 evo, prodotto in versione da 130 e 150 CV, adotta il ciclo Miller (quello della Toyota Prius), che consente minori consumi al prezzo della scarsa brillantezza dovuta al rapporto di espansione maggiore di quello di compressione. I tecnici VW hanno però ovviato al problema adottando una maggiore compressione (12,5:1) e un turbocompressore a geometria variabile, generalmente poco usato sui motori a benzina per via delle alte temperature che richiedono materiali costosi come l'inconel; il risultato è una salita in coppia più rapida del 30% rispetto all'1.4 TSI che sostituisce. Iniezione diretta a 350 bar, monoblocco in alluminio con canne integrali spruzzate al plasma per ridurre gli attriti e una accurata gestione della temperatura del liquido di raffreddamento cooperano sul fronte della riduzione del consumo rispetto all'unità precedente, insieme alla deattivazione dei cilindri. Dall'altro lato del mercato, Porsche fa debuttare un V8 biturbo di 4 litri che sostituirà l'attuale 4,8 in produzione. Dotato di cilindrata unitaria attorno al mezzo litro, è modulare al V6 di tre litri recentemente presentato ed eroga in questa sua prima versione 550 CV a 5.750 giri, con coppia massima di ben 770 Nm costanti da 1.960 a 4.500 giri. Anche qui è è presente la deattivazione dei cilindri tra il minimo e 3.500 giri e l'insieme delle soluzioni adottate consente un risparmio fino al 30% nei consumi. Per l'ovvia sinergia di gruppo, il propulsore sarà adottato anche da Audi, Bentley e Lamborghini con diverse varianti di potenza, la più prestazionale delle quali dovrebbe superare i 600 CV.

L'elettrica turca vuole competere con Tesla

La tecnologia dell'auto elettrica fa proseliti anche in Turchia, che per mezzo del suo consiglio scientifico nazionale (TUBITAK) ha intenzione di sviluppare un mezzo che, nelle roboanti prospettive illustrate dal ministro di settore, dovrebbe essere migliore e più affidabile di una Tesla. In effetti il TUBITAK organizza fin dal 2005 un efficiency challenge annuale per auto mosse da soluzioni alternative ai classici combustibili, idrogeno e fonti elettriche comprese, e un certo know how locale indubbiamente esiste. Per l'auto elettrica in oggetto è prevista la produzione in serie e a tale scopo sono in corso trattative con diversi possibili partner per l'acquisizione di tecnologie e la disponibilità di strutture. E' il caso della Nevs, la società che campa sulle rovine della Saab e che a seguito dei cambiamenti in corso con l'ingresso degli indiani potrebbe cedere l'uso della piattaforma della vecchia 9-3, un tantino giurassica a dire il vero visto che è sostanzialmente la stessa delle Opel di una quindicina di anni fa. Ma l'atout dell'elettrica turca starebbe nell'autonomia, che sarebbe molto maggiore rispetto a una Tesla grazie... a un range extender, un bicilindrico di 1 litro che aziona un generatore. Di fronte  a questi progetti rimango sempre piuttosto scettico, tanto più se ottenuti raccattando tecnologia d'antan qua e là e sbandierati poi come innovativi adottando soluzioni un po' tortuose. Un minimo di ragionamento mostra infatti che l'efficienza cala notevolmente quante più trasformazioni deve subire l'energia prima di essere utilizzata. Il generatore a bordo quindi rende perciò assai meno che se il motore fosse collegato direttamente alle ruote e va inteso come soluzione di emergenza, come range extender, appunto, e non come fonte primaria. Ma forse i turchi la sanno più lunga di me.

6 maggio 2016

L'ibrido cinese corre sui binari

Il progresso dei sistemi ibridi è innegabile e si estende sempre più... anche al di fuori del mondo dell'automobile. Dopo l'esordio del concetto in Germania un paio d'anni fa, viene infatti dalla Cina la notizia di un treno realizzato con gruppo motore ibrido: la Changchun Railway Sevices Co inizierà i test del convoglio il prossimo mese su linee di lunghezza attorno a 100 km e percorsi entro l'ora, ambito preferenziale per ottenere il massimo dalla soluzione. I treni, carenati e profilati aerodinamicamente, sono dotati tanto di pantografo per attingere energia dalla rete quanto di accumulatori e gruppi a combustione, in modo da poter affrontare anche le linee secondarie non attrezzate ma anche per l'ingresso in zone ad alto inquinamento non servite dalla rete elettrica sfruttando le batterie per non peggiorare lo statu quo. Realizzati per operare a velocità tra 120 e 160  km/h, i treni ibridi cinesi sono molto avanzati e guardano anche alla domanda estera, dato che la loro struttura li rende particolarmente adatti a zone a veloce urbanizzazione che richiedano una altrettanto veloce implementazione dei servizi pubblici prima che le strutture di elettrificazione, tipicamente assai più lente a seguire, vengano installate. Condizioni certo non europee ma che in altri continenti si verificano spesso.

TVR mantiene le promesse



TVR. Un nome mitico per gli appassionati, creatore di auto cattive e impegnative come poche, ma altrettanto affascinanti proprio per l'assenza di controlli elettronici e per una struttura costruttiva molto pistaiola. Certo, facilmente devastate dalla ruggine, sotto la bella apparenza dei pannelli in resina, ma uniche nel panorama del mercato. Quello di allora però, di prima del 2006, data della chiusura. Dopo molte vicissitudini russofone il passaggio nel 2013 alla nuova proprietà e nel 2015 la promessa di una rinascita entro due anni. Beh, per una volta gli inglesi sono stati di parola, poiché è comparso un teaser (che si aggiunge al precedente) della nuova auto, che si chiamerà Griffith (come il modello degli anni '60) e pare debutti al London Motor Show di questa settimana. La Griffith, che sarà sul mercato dal 2017, rispetta anche le anticipazioni tecniche: motore V8 di 5 litri di provenienza Ford (Mustang) rivisto da Cosworth e costruzione della scocca in carbonio con il sistema iStream ideato da Gordon Murray, bruciando di fatto con questa primizia la Yamaha, coinvolta con il costruttore per il possibile allargamento produttivo alle quattro ruote. Trattandosi di britannici, noti per la loro attenzione al lato economico, non meraviglia che da due anni TVR chieda un deposito agli appassionati per assicurarsi una delle nuove Griffith ed è proprio per non esasperare le attese di questi ultimi (circa 350, pare) che la vettura farà passerella allo Show. La produzione, che si è spostata da Blackpool un po' più a sud, in Galles, è perciò assicurata fino al 2018 e per il 2022 è previsto un totale annuo di 2.000 vetture. Una volta i motori, 6L e V8 (ad albero piatto), alla TVR li costruivano in Casa. Speriamo che anche queste unità di provenienza yankee siano all'altezza.

3 maggio 2016

Si scrive Avante, si legge Elantra

Hyundai ha fatto debuttare sul mercato interno la Avante Sport, che all'estero sarà la nuova Elantra Sport. L'attributo fa riscontro alla dotazione del motore turbo a iniezione diretta della Veloster Turbo, l'1.6 a quattro cilindri, capace di 204 CV e 265 Nm, che accoppiato al cambio manuale a 6 marce di serie o al doppia frizione a 7 in opzione permette alla vettura uno 0-100 in 8 secondi e dà alla vettura la brillantezza che sinora le mancava, look a parte. La linea della vettura è stata rivista in chiave sportiva, con un frontale più aggressivo dotato di luci diurne a led e quattro terminali di scarico. L'interno è stato ridisegnato in chiave sportiva, con sedili bicolori avvolgenti; l'allestimento dinamico prevede invece cerchi da 18 pollici con pneumatici 225/40 e sospensioni posteriori multilink al posto di quelle semplificate delle altre versioni. Dovrebbe debuttare anche fuori dalla Corea a breve.

L'ibrido inglese riparte dal delivery

Sappiamo che la Gran Bretagna è un mondo a parte nel consesso europeo; quantomeno di ciò sono convinti i britannici, che a giugno potrebbero anche decidere di mollare il colpo della UE per rimanere splendidamente (ma anche drammaticamente in senso economico) isolati. Anyway, le loro scelte vanno spesso controcorrente o forse anticipano soltanto quello che altri decideranno di adottare molti anni dopo. E' il caso del delivery ecosostenibile, storicamente in uso a Londra con i furgoni elettrici del latte dall'inizio del secolo scorso. Forti della lungimiranza di questa visione, dunque, ecco ora i furgoni T-001, elettrici extended range, prodotti dalla Emerald Automotive di Coventry a sua volta posseduta dalla cinese Geely, che controlla già Volvo e London Taxi International. Nessuna meraviglia quindi che una versione del furgone, la TX5, sia pronta sfidare la concorrente Frazer-Nash per aggiudicarsi una consistente fetta del ricco mercato delle autopubbliche londinesi, con la benedizione del governo Cameron, che ha presentato la TX5 personalmente al leader cinese Xi Jinping in visita nel Paese. I furgoni puramente elettrici sono stati da tempo scartati dalle grandi industrie del settore a causa del peso eccessivi delle batterie, che penalizza prestazioni e abitabilità; il furgone T-001 ha quindi un range elettrico di poco più di 100 km, che salgono però a 550 impiegando il 4 cilindri Diesel che funge da generatore. La coppia di spunto è di ben 599 Nm, che consentono uno 0-96 km/h (60 mph) in 8,5 secondi: La batteria ha una capacità di 25 kWh ed è collocata sotto il pianale in posizione posteriore, mentre il motore a combustione è posto anteriormente. Beh, il look non è certo da sballo, ma in fin dei conti 'sto T-001 deve solo portare in giro roba o gente per lavoro, mica fare le passerelle, no?

Alleanza Mercedes-Nissan per i nuovi GLT

L'alleanza Mercedes-Renault fa un altro passo avanti, questa volta per mezzo della controllata Nissan. Il marchio della stella ha deciso infatti di debuttare con i GLT (o forse Classe X), pickup midsize, un segmento che sinora aveva (inspiegabilmente) tralasciato e lasciato quindi alla concorrenza dei vari attori principali: Ford Ranger, Toyota Hilux e VW Amarok, che fanno grandi guadagni, particolarmente sul mercato Usa. E proprio per colmare il ritardo e ridurre costi e tempi di realizzo il progetto parte da una base affidabile e consolidata come  il Nissan NP300 Navara, costruito negli stabilimenti spagnoli di Barcellona ma anche in continente americano nell'impianto argentino di Cordoba. I prototipi sono già in circolazione e il lancio è previsto per il 2017; per dare però a mezzi di questo genere l'affidabilità che gli yankee si aspettano da un heavy duty, i motori sono tutti della genia della stella, sia turbodiesel, sia a benzina, mentre gli interni sono stati completamente ridisegnati in stile MB per dare anche a un truck l'impronta lussuosa caratteristica del marchio.

2 maggio 2016

Più km con la i3

Oggi andiamo di marchi cadetti dell'elica azzurra, quelli che producono auto tradizionali (vedi sotto) e quelli new age. La BMW i3 da luglio prevede un upgrading degli accumulatori al litio, con l'aumento da 160 a 315 km dell'autonomia, applicabile (pagando) anche ai modelli già in circolazione. Le nuove batterie Samsung da 33 kWh, che sostituiscono le attuali da 25 kWh, potranno essere installate anche sulle versioni dotate di range extender, portando così il chilometraggio complessivo a 444 km con i 9 litri di benzina del piccolo serbatoio. Presa da un impeto di sincerità, però, BMW ha dichiarato che l'autonomia reale, quella cioè di cui si dispone se si accende il condizionatore e si usa l'auto come persone normali e non affette da ritardo di acquisizione sensoriale, scende in modalità puramente elettrica a un filo più di 200 km; come con le auto a metano, insomma. Ora, considerato che lo stress temporale per ricaricare l'auto è di 10 ore con la rete domestica (invariato rispetto a prima), che l'autonomia è quel che è e che trovare per strada una colonnina non è proprio la cosa più facile del mondo, quantomeno nel sud Europa, eccettuate le ragioni d'uso di tipo snobistico o promozionale mi sembra che l'impiego di una i3 richieda ancora uno spirito, diciamo pionieristico. Ah, ma dimenticavo. I tempi si possono drasticamente ridurre acquistando lo speciale caricatore da 11 kW a soli 45 minuti, una pausa pranzo, insomma. Peccato che in Italia al di sopra di 5,5 kWh si passa ai contratti di fornitura industriale e che sempre da noi più consumi più paghi. Pionieri, ma anche con un bel portafoglio, quindi.

Capelli all'aria, ventre a terra

Il tempo non è proprio quello che ci si aspetterebbe a maggio, ma se anche non la guidi a cielo aperto puoi comunque goderti il suo 2 litri Twin Power, cattivo come sempre. Parlo della nuova edizione della MINI John Cooper Works Cabrio, la più arrabbiata delle compatte apribili del marchio. Un'auto che sin dal suo esordio colpiva per la rapidità di reazione e la brillantezza del propulsore e che in questa versione  eroga ora 231 CV da 5.200 a 6.000 giri con coppia massima di 320 Nm da 1.250 a 4.800. Sufficienti per sparare la Cooper da 0 a 100 in 6,6 secondi con il cambio manuale a sei marce di serie e in 6,5 con lo Steptronic automatico e per superare i 240 orari. 18 secondi per aprire o chiudere elettricamente (novità) il soft top sino a 30 kmh e tanta elettronica per mettere a terra con le anteriori tutta la coppia del propulsore, mentre dietro ci sono da godersi gli scoppiettii dello scarico in scalata. Il bagagliaio è cresciuto a 215 litri, 160 con la capote aperta; pochini, ma quest'auto non è per la famiglia, lo sapete vero?