10 maggio 2016

L'elettrica turca vuole competere con Tesla

La tecnologia dell'auto elettrica fa proseliti anche in Turchia, che per mezzo del suo consiglio scientifico nazionale (TUBITAK) ha intenzione di sviluppare un mezzo che, nelle roboanti prospettive illustrate dal ministro di settore, dovrebbe essere migliore e più affidabile di una Tesla. In effetti il TUBITAK organizza fin dal 2005 un efficiency challenge annuale per auto mosse da soluzioni alternative ai classici combustibili, idrogeno e fonti elettriche comprese, e un certo know how locale indubbiamente esiste. Per l'auto elettrica in oggetto è prevista la produzione in serie e a tale scopo sono in corso trattative con diversi possibili partner per l'acquisizione di tecnologie e la disponibilità di strutture. E' il caso della Nevs, la società che campa sulle rovine della Saab e che a seguito dei cambiamenti in corso con l'ingresso degli indiani potrebbe cedere l'uso della piattaforma della vecchia 9-3, un tantino giurassica a dire il vero visto che è sostanzialmente la stessa delle Opel di una quindicina di anni fa. Ma l'atout dell'elettrica turca starebbe nell'autonomia, che sarebbe molto maggiore rispetto a una Tesla grazie... a un range extender, un bicilindrico di 1 litro che aziona un generatore. Di fronte  a questi progetti rimango sempre piuttosto scettico, tanto più se ottenuti raccattando tecnologia d'antan qua e là e sbandierati poi come innovativi adottando soluzioni un po' tortuose. Un minimo di ragionamento mostra infatti che l'efficienza cala notevolmente quante più trasformazioni deve subire l'energia prima di essere utilizzata. Il generatore a bordo quindi rende perciò assai meno che se il motore fosse collegato direttamente alle ruote e va inteso come soluzione di emergenza, come range extender, appunto, e non come fonte primaria. Ma forse i turchi la sanno più lunga di me.

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