11 maggio 2016

Toyota rende possibili le batterie al magnesio

Quando si parla dello stato dell'arte degli accumulatori elettrici ci si riferisce sempre al litio. Sulla tecnologia di questo metallo alcalino sono infatti basati tutti gli studi più recenti destinati ad aumentare capacità e densità energetica delle batterie, elementi chiave per l'affermazione della trazione elettrica. La chimica sapeva però da tempo che esiste un altro elemento, più disponibile in natura e a minor costo, il magnesio, mediante il quale è possibile realizzare un accumulatore con migliori caratteristiche: densità energetica da 8 a 12 volte superiore e una maggiore resistenza ai cicli di carica-scarica, con tempi ridotti per il raggiungimento della massima efficienza. Già, direte voi, e perché nessuno le ha ancora costruite, 'ste batterie? Perché in pratica non è disponibile un elettrolita che faccia da carrier ionico con il magnesio, in soldoni che permetta alla batteria di funzionare. Questo finora. Sì, perché il centro di ricerca Toyota negli Usa, il TRINA, pare abbia trovato una soluzione che bypassa il problema. E' stato infatti pubblicato uno studio sullo sviluppo di un elettrolita basato su un sale di magnesio legato a un composto di boro e carbonio chiamato monocarborane, un cluster chimico sviluppato per le fuel cell ma che si presta all'uso nelle batterie al magnesio eliminando la presenza di alogeni che con la loro corrosività distruggevano l'accumulatore in breve tempo. Si tratta di un grande passo in avanti, molto promettente e che potrebbe avvicinare sensibilmente il time to market dell'auto elettrica. Curiosa però l'analogia di questa soluzione con l'energia nucleare: la fusione, quella che avviene nel sole, produce un decimo dell'energia per evento di una fissione (quella dei reattori), ma ha un'energia per unità di volume assai maggiore vista la ridotta dimensione degli atomi di idrogeno rispetto a quelli di uranio. Analogamente, il magnesio consente una densità energetica per unità di massa di meno della metà del litio, 18,8 contro 42,3 MJ/kg, ma volumetricamente quasi doppia. Speriamo però che questa tecnologia non faccia la fine della ricerca sulla fusione.
Toyota è ovviamente interessata all’argomento, in particolare per la sua applicazione alla tecnologia automobilistica, ma le sue scoperte possono ovviamente ripercuotersi anche sul mondo Android: le nuove batterie studiate dalla casa giapponese dispongono di un’importante differenza rispetto a quelle tradizionali, dal momento che utilizzano il magnesio al posto del litio. La nuova tecnologia potrebbe portare una densità di energia dalle 8 alle 12 volte superiore rispetto a queste ultime, con un’efficienza di ricarica 5 volte superiore; questo perché gli ioni di magnesio nell’elettrolita portano una carica positiva doppia, aumentando la densità complessiva di energia conservabile in uno spazio definito. Alcuni ostacoli sono stati superati (come i problemi di corrosione dei componenti metallici), ma altri si sono aggiunti, quindi come sempre non possiamo assolutamente sapere se e quando il progetto porterà a dei risultati concreti. Se volete saperne di più potete dare un’occhiata a questo indirizzo e al video qui in basso.

Approfondisci su www.tuttoandroid.net/news/toyota-sta-lavorando-batterie-al-magnesio-efficienti-374846/
Toyota è ovviamente interessata all’argomento, in particolare per la sua applicazione alla tecnologia automobilistica, ma le sue scoperte possono ovviamente ripercuotersi anche sul mondo Android: le nuove batterie studiate dalla casa giapponese dispongono di un’importante differenza rispetto a quelle tradizionali, dal momento che utilizzano il magnesio al posto del litio. La nuova tecnologia potrebbe portare una densità di energia dalle 8 alle 12 volte superiore rispetto a queste ultime, con un’efficienza di ricarica 5 volte superiore; questo perché gli ioni di magnesio nell’elettrolita portano una carica positiva doppia, aumentando la densità complessiva di energia conservabile in uno spazio definito. Alcuni ostacoli sono stati superati (come i problemi di corrosione dei componenti metallici), ma altri si sono aggiunti, quindi come sempre non possiamo assolutamente sapere se e quando il progetto porterà a dei risultati concreti. Se volete saperne di più potete dare un’occhiata a questo indirizzo e al video qui in basso.

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