30 giugno 2016

Mini fuori, Honda dentro



Piccola, compatta, leggera. La Mini, quella vecchia intendo, sulla carta avrebbe tutte le carte in regola per essere un'auto competitiva nelle accelerazioni, tranne per... il motore. I ricordi enfatizzano le sensazioni e quelle che sembravano riprese da paura 30 anni fa oggi, alla luce del generale progresso tecnico, sono soltanto accettabili. Per non parlare del motore standard, un vero polmone; inoltre anche con le Cooper non si schiodano i tombini. Ma la ricetta per spakkare è semplice: basta sostituire il motore, trasferire al retrotreno l'erogazione della coppia e il gioco è fatto (si fa per dire). Proprio quello che ha pensato il possessore di questa Mini K del 1965, che ha montato un motore Honda serie K nel bagagliaio collegandolo alle ruote posteriori mediante un cambio sequenziale e ha così realizzato questa piccola belva, che richiede persino il traliccio addizionale da vero dragster per non ribaltarsi allo scatto.

Metti le Akrapovic sull'Audi...


Se avere i cavalli (pure tanti) non vi basta e per soddisfare il vostro ego avete bisogno di un sound, diciamo, un po' più neardertaliano, Audi, peraltro tradizionalmente compassata in questo senso con tutti i suoi prodotti, anche quelli più estremi, viene in vostro aiuto. Con un'iniezione acustica direttamente dal mondo delle corse, a cura di Akrapovic. Su RS 6 Avant e RS 7 Sportback, infatti, il sistema di scarico sviluppato dalla Casa ipernota sulle moto e da Audi Sport incrementa potenza e coppia, rispettivamente di 9 CV e 15 Nm, portando il poderoso V8 4 litri biturbo delle due auto a 614 CV e 715 Nm e alleggerendole di 8 kg. Tutto in titanio, è dotato di una valvola di controllo del flusso dei gas di scarico che esalta il suono del V8, soprattutto in rilascio, mentre esternamente il sistema si fa riconoscere per i terminali a doppia sezione cilindrica in carbonio opaco e il doppio logo. Ovviamente si tratta di un optional, ma posso giurare che tra i (numerosi?) clienti dell'articolo spakkerà.

Megarichiamo Toyota


Riguarda complessivamente la bellezza di 3.337.000 auto il richiamo in corso da parte della Casa jap. Riguarda due elementi di sicurezza: il primo è un malfunzionamento dell'airbag laterale che può provocarne il parziale gonfiaggio senza preavviso (e senza collisioni), con le possibili ovvie conseguenze per chi è alla guida. Non ha a che fare con il deal degli airbag Takata, ma si aggiunge ad esso per 1.430.000 auto Toyota, di cui 495.000 in Usa e il resto negli altri continenti. Riguarda i modelli Prius, Prius Plug-in e Lexus CT200h prodotti tra ottobre 20088 e aprile 2012. Il secondo richiamo coinvolge invece principalmente Lexus HS250h e Toyota Corolla ed è meno grave per gli occupanti. Riguarda il canister, il recipiente che raccoglie i vapori di benzina provenienti dal serbatoio, che potrebbe perdere. Coinvolte 2.870.000 vetture prodotte tra aprile 2006 e agosto 2015. Toyota, già scottata a suo tempo (2010) dallo scandalo Usa e ora in recupero, non vuole incorrere nuovamente negli strali dell'NHTSA e quest'anno spenderà in America 1,47 miliardi di dollari per rendere le proprie auto (già vendute) a norma; una cifra notevole che pesa e peserà sull'attuale e sui futuri utili della società.

29 giugno 2016

Panamera II, il debutto



Debutto della nuova Porsche Panamera, la berlinona sportiva tanto prestante quanto massiccia. Ovvio il richiamo allo stile 911, nella tradizionale ottica del marchio che prevede evoluzione senza rivoluzione, ma le modifiche maggiori in questa seconda edizione si trovano all'interno, dove non troviamo più nella consolle la selva di comandi da mal di testa della precedente versione, pur con una dotazione di elettronica edge ancora più completa. Incremento di razionalità, dunque, per l'interno ma anche un deciso incremento nella sportività dell'auto, che viene presentata inizialmente in tre versioni, Turbo da 550 CV (V8), 4S da 440 CV (pure V8) e 4S Diesel da 422 CV, notevole risultato per il V6 di 2.9 litri VW pompato qui da due turbo collocati nella V dei cilindri. Cambio PDK II a 8 rapporti e trazione integrale per ogni modello. Da novembre in vendita.

Dalla terra all'aria il custom cresce



Garage Italia Customs spazia ormai a tutto campo con le sue personalizzazioni, aeronautica compresa. Così ecco il Learjet 31 della Avionord, customizzato dalla società di Lapo Elkann in blu (che tuttavia definirei quasi un azzurro Savoia, pensateci), interni compresi. Un progetto che mostra come il business degli oggetti unici abbia un radioso futuro nel mercato del lusso, mettendo a frutto quella che è la prerogativa dell'industria italiana: la capacità artigianale in grado di confrontarsi con il resto del mondo sul piano dell'accuratezza, della personalità e della creatività. In questo ambito sono previsti altri progetti, ma Garage Italia Customs resta fondamentalmente un nucleo creativo aperto alle tentazioni artistiche, che potrebbero portarlo verso nuove iniziative, anche di rottura. Corre quindi l'obbligo di notare come una valorizzazione di questo tipo, relativa alle capacità di singoli o gruppi, passi necessariamente per la cruna d'ago di un pigmalione illuminato, che riesca a coniugare la sua rete di contatti con l'obiettivo di crescita e successo dell'iniziativa. E' questo il caso e se l'esperienza facesse scuola si potrebbe dare una svolta a tante situazioni potenzialmente positive cui tocca navigare nell'ombra.

Strade solari, fatto


Un paio di anni fa avevo parlato della Solar Roadways e del suo progetto di "solarizzazione" delle pavimentazioni stradali. Beh, il progetto è andato avanti e dall'Idaho, dov'è nato, si è spostato a sud-est di un paio di migliaia di chilometri, in Missouri, per la precisione sul tratto di Route 66 che lo attraversa. La società ha avuto infatti il via libera dal dipartimento dei trasporti Usa per installare un tratto di smart pavement sulla strada più famosa d'America, allo scopo di testarne la validità e soprattutto la resistenza all'uso. La notizia viene dal Kansas City Star e riguarda la località di Conway nel sud-est dello stato, ove il tradizionale rivestimento in calcestruzzo sarà sostituito dai pannelli. Ricordo che la struttura deve mostrare la sua resistenza all'uso poiché è oltremodo costosa, incorporando sotto il rivestimento vetroso le celle fotovoltaiche, una serie di led che sostituiscono con l'effetto luminoso la segnaletica orizzontale e un chip che gestisce per ogni pannello la connessione alle rete elettrica. La Solar Roadways ha raccolto sinora oltre 2 milioni di dollari per la startup, ma se il progetto avrà buon esito potremmo vedere presto crescere a dismisura strade elettriche in tutti gli States.

28 giugno 2016

Con la R la GT è quasi da corsa




Direttamente dal Nuerburgring (è stata sviluppata là) la Mercedes AMG GT R, versione cattiva della S, che già non scherza di suo. La struttura di base della vettura è immutata, motore anteriore, cambio al retrotreno e trazione posteriore, ma la potenza del motore sale a 585 CV e ci sono interventi sul telaio e sull'aerodinamica. Il colore verde acido, che la casa chiama con il solito stile lineare "verde chiaro magno AMG" potrebbe, ora che la Viper è praticamente out, richiamare la bestiale cugina (un tempo) yankee, ma quel che conta è tutto nella parte meccanica, sviluppata a partire dalla GT 3. Al di là dello 0-100 in 3,6 secondi o della velocità massima di 318 km/h, contano più la risposta immediata ai comandi e la grande attenzione posta nella profilatura. Per migliorare l'efficienza, le prese d'aria sono controllate elettricamente a seconda della temperature della meccanica, mentre nel sottoscocca, davanti al motore, c'è un alettone in carbonio che fuoriesce verso il basso di 4 centimetri e crea una deportanza di 40 kg sull'asse anteriore migliorando la sensibilità dell'avantreno e la precisione dello sterzo. Insomma roba buona per i tedeschi (con un portafoglio ben fornito, s'intende), i soli che grazie alle autobahn (in parte) prive di limiti potranno godere di queste chicche derivate dal mondo delle corse.

24 giugno 2016

MX-5 Levanto: Mazda incontra Garage Italia Customs




Un modello unico, una personalizzazione esclusiva realizzata da Garage Italia Customs per un'auto che esprime il piacere della guida e una tecnologia che fa scuola (chiedere alla Fiat). La Mazda MX-5 Levanto è una spider nella livrea bicolore sfumata che va dall'arancio spiaggia assolata all'indaco del cielo al tramonto. Ed è proprio al tramonto che l'abbiamo vista, nel reveal organizzato alla Darsena di Milano dalla casa jap e dalla creativa struttura di personalizzazione guidata dal Lapo Elkann. Anche gli interni sono stati modificati, con un tocco nautico sottolineato dall'Alcantara azzurro dedicato (idrorepellente) che riveste anche plancia, volante e leva del cambio. Un'auto che nasce per sottolineare la ricerca dell'estate perfetta o dell'estate senza fine, come quella che inseguono i protagonisti di Endless Summer, film del '66 sul surf cui Lapo si è ispirato per dare le linee guida della realizzazione. MX-5 invece non insegue le spiagge ma la voglia di guidare e provare piacere nel farlo, un concetto che approvo al 100% e che si contrappone nettamente quello della guida autonoma, come è stato ricordato durante la presentazione, con una Casa che intende concentrarsi su quella parte di clientela che ama ancora tenere il volante tra le mani. Un'auto simbolo, quindi, ma decisamente possibile e forse anche replicabile a richiesta (magari con qualche differenza per ragioni di copyright e unicità della Levanto), a cura della Garage Italia Customs.

Brexit


Non parlo mai di politica. Ma l'esito del referendum britannico impone un commento, ovviamente legato al mondo dell'auto. Da molti decenni l'industria nazionale di Albione è praticamente inesistente: l'economia del Regno Unito è attualmente strutturata su finanza (forse la più importante piazza mondiale) e transplant, aziende straniere che si basano in UK grazie a una legislazione che per molti versi fa il paio con i cosiddetti paradisi fiscali (sulla quale l'Europa ha sinora colpevolmente chiuso non uno ma due occhi). Non fosse così non si spiegherebbe come BMW riesca a vendere le MINI a un prezzo (grosso modo) di mercato con una sterlina che fino a a ieri valeva tra il 30 e il 45% più dell'euro. L'uscita dalla UE, che avverrà nei prossimi due anni, sarà quindi per gli inglesi un tracollo industriale, perché posso ipotizzare come gran parte di queste strutture si trasferirà in un sito interno alla Comunità. Ricordo che quando la Norvegia scelse di star fuori dall'Europa la Findus, fino ad allora là basata, si trasferì in Svezia. E uso il termine inglesi di proposito, poiché è assai probabile la perdita per lo United Kingdom di Scozia e Irlanda del Nord, che alla comunità vogliono restare uniti. Insomma un vero terremoto, i cui effetti si protrarranno per i prossimi anni rendendoci se possibile ancora più ansiosi verso il futuro. Ma un'isola è un'isola e io, che a fine anni '60 ho vissuto là, conosco bene la spocchia wasp sottostante l'educazione esteriore degli abitanti meno giovani. Ergo della Brexit se ne faranno una ragione e il senso di isolamento che inizialmente lo spaventa unirà poi quel popolo così determinato nel trovare il nuovo assetto. Ma per le auto sarà diverso. Perché GM dovrebbe tenere quell'inutile doppione (di Opel) della Vauxhall per un piccolo mercato nazionale? E Honda e Nissan? Certo la guida è dalla stessa parte in Giappone, ma per questo basta esportare, non costruire. Qundi ritengo che nel prossimo futuro sarà probabile una bella ridistribuzione di asset in giro per l'Europa, a meno che non si sfasci tutto e ci si ritrovi con confini e valute come nel secolo scorso. Ma in questo caso meglio andare a vivere fisicamente fuori, dall'Europa.

22 giugno 2016

Bye bye Viper


Dopo 25 anni finisce la carriera di una delle più mitiche supercar Usa, la Viper. Come annunciato l'anno scorso, l'edizione 2017 sarà l'ultima per l'auto in produzione con il motore di maggior cubatura: un V10 di 8,4 litri derivato da un motore commerciale ma capace di 654 CV e 814 Nm. Per chiudere in bellezza la produzione dell'esagerata coupé (che inizia dopodomani a Detroit) saranno messe in vendita 5 edizioni speciali: la 1:28 Edition ACR, commemorativa del giro record a Laguna Seca 2015 (28 auto), la GTS-R Commemorative Edition ACR, bianca e blu come la GT2 del 1998 (un centinaio), la Voodoo II EDition ACR, nera con deco in grafite (31), la Snakeskin Edition GTC, verde acido con l'aeropackage (25) e la Dodge Dealer Edition ACR, destinata ai due top dealer Viper in Texas e Illinois, bianca con strisce rosse e blu (33). Il totale è di 217 vetture, che rappresentano il massimo della produzione prevista; d'altronde nel 2015 sono state vendute appena 676 auto. Cronaca di una morte annunciata, dunque: la Viper esce di scena non solo per l'ormai scarso appeal commerciale, ma soprattutto per l'impossibilità di far rientrare il mostruoso V10 nei limiti di emissione data l'anzianità di progetto; inoltre in tempi di downsizing un motore da più di 8.000 cm3 è decisamente anacronistico, per di più con meno di 88 CV/litro, quando il propulsore turbo della smart ne ha 100. Ma di certo la Viper ha rappresentato un masterpiece del mondo dell'auto, con le sue ottime doti telaistiche che ne fecero all'epoca del debutto una sportiva capace di mettersi dietro tutte le coeve sportive yankee.

Dubbi sulle sportive da Monaco


Lo sviluppo della vettura congiunta BMW-Toyota, quella che deve dar luogo alla sostituta della Z4 (nella foto la Vision del 2011), va avanti, seppur lentamente. Il rallentamento è dovuto in gran parte al calo di entusiasmo del marchio dell'elica azzurra, che a dispetto della tradizionale mission tecno-aziendale pare abbia dubbi sul futuro mercato delle sportive, tanto che è quasi certo non ci sarà una versione M della nuova auto. Un intendimento non condiviso da Toyota, comunque, che per quella che sarà la nuova Supra va avanti con lo sviluppo del sistema ibrido da accoppiare al motore fornito da BMW. E contrariamente a quanto ipotizzato agli inizi del progetto, due anni fa circa, il propulsore sarà un 6 in linea, per rispettare tanto la tradizione tedesca quanto quella jap (la Supra aveva un 6 in linea biturbo). Pare inoltre che la versione tedesca del progetto non condividerà al 100% il sistema ibrido della giapponese, facendo maggior affidamento prestazionale sui tradizionali cavalli endotermici con la parte elettrica destinata più che altro ai brevi percorsi no emission. Caspita! Sarà mica per il risultato di Le Mans? Per chi non lo sapesse, Toyota aveva praticamente vinto la 24 ore 2016, ma a tre minuti dal traguardo l'auto (ibrida) ha dato forfait in rettilineo, lasciando la vittoria alla Porsche.

21 giugno 2016

Autonomia estesa per le Leaf di domani


Le prossime Leaf, le elettriche di Nissan, avranno un'autonomia compresa tra 500 e 550 km grazie al nuovo sistema di accumulo della capacità di 60 kWh. Il pacco batterie è attualmente soggetto a test per verificarne l'affidabilità e il montaggio sulle vetture è previsto per il 2018 con il debutto della nuova generazione della vettura, incarnata dalla concept IDS vista nel 2015. Sull'autonomia dichiarata dobbiamo farci la tara, lo sappiamo, ma indubbiamente un range ufficiale attorno a 500 km mette al sicuro dal rimanere a piedi nella maggior parte degli spostamenti effettivi di una larga parte di utenza. Il problema a questo punto è però l'altro, tipico, delle elettriche: quanto tempo occorre per la ricarica di un pacco batterie di questa capacità? Intendo con la rete domestica, non con i fantascientifici caricatori da 50 o 100 kW che costano come l'auto stessa (e non solo per l'acquisto, viste le tariffe elettriche per esempio in Italia). Con buona pace dell'entusiasmo per l'argomento, continuo inoltre a ritenere ancora di là da venire una rete capace di sostenere migliaia di ricariche contemporanee, persino nella Francia nucleare. Ma sarei felice di sbagliarmi.

A spasso con Olli




Ce l'avete presente la Local Motors? E' quell'azienda Usa che ha messo a punto la tecnologia per realizzare auto con stampanti 3D. Bene, conscia di occupare una posizione di punta nella new technology dell'auto, l'impresa ha deciso di spingersi oltre ed entrare anche nel crescente business della guida autonoma scegliendo un partner di tutto rispetto, la IBM. Così ha realizzato Olli, un piccolo bus a trazione elettrica capace di trasportare 12 persone senza l'ausilio di un autista. Olli è già ora molto più di un prototipo dato che, dopo la positiva sperimentazione a Washington DC, verrà messo in servizio regolare per la mobilità interna di un centro commerciale a Georgetown, sulle rive del Potomac, con l'obiettivo di estendere prossimamente a Miami e Las Vegas il concetto. Per il momento la mobilità autonoma del mezzo è limitata a zone chiuse al traffico veicolare propriamente detto, ma IBM sostiene di essere già pronta per mezzi capaci di padroneggiare il traffico vero grazie allo sviluppo del concetto di internet of things, basato sull'intelligenza artificiale realizzata mediante un cloud di computer. Sembra proprio che l'autonomous drive corra negli Usa; d'altronde ci sono già compagnie assicurative disposte a stipulare polizze su veicoli di questo tipo. Ah, Olli parla pure, guardate il secondo video.

20 giugno 2016

La Ford GT in passerella a Le Mans



Nella settimana di Le Mans vedere la passerella di una delle più attese auto sportive  di ispirazione rétro ci sta. Così Ford ha deciso di far sfilare in zona la versione definitiva della GT, la supercar dell'ovale presentata a Detroit nel 2015 e tuttora in attesa del lancio ufficiale. L'ultima volta (a fine 2015) se n'era parlato per il parabrezza e Ford dev'essersi accorta che far attendere troppo senza dare notizie concrete può spegnere gli entusiasmi, specie poi se si tratta di un'auto con un prezzo a molti zeri (si dice vicino ai 500.000 $) nell'ambito di una concorrenza sfrenata tra i diversi produttori, che lottano duramente per piazzare anche solo una o due vetture in più. Rivelata, ma ancora senza dati tecnici ufficiali, che restano quelli rubati a suo tempo: motore V6 biturbo di 3,5 litri, potenza di 640 CV, coppia massima di 731 Nm e trazione posteriore per via di un cambio a doppia frizione a sette rapporti e un autobloccante. Ne faranno soltanto 250 nei primi due anni ma le richieste pare siano arrivate a 7.000. Certo Ford può fare la difficile, metterla giù dura e cercare di rendere esotica la GT con questa politica, ma il discorso della concorrenza fatto sopra docet.

12 giugno 2016

Tanto per gradire...



Giusto per prendere le misure del Trophy, dato che la settimana scorsa vi ho mostrato il video del giro record al TT di Mark Higgins con la Subaru, eccovi ora quello di uno dei re del tracciato, Michael Dunlop, che con la sua BMW S 1000 ha staccato una media di 10 km/h superiore a quella dell'auto. Da paura, letteralmente. Certo bisogna conoscerlo palmo a palmo il tour dell'isola, ma per tenere il gas sempre aperto a 'sta maniera passati i 18 anni ci vuole una generosa dose di follia pura. Comunque chapeau a Mr. Dunlop

10 giugno 2016

Una NSX elettrica per il centenario di Pikes Peak


Alla corsa in salita più famosa del mondo, che quest'anno compie 100 anni (ma è stata disputata ufficialmente solo 94 volte) la Honda quest'anno schiera una NSX puramente elettrica (quella di serie è ibrida). Presentata sotto il brand Acura, la divisione Usa, e alla guida di Tetsuya Yamano, vincitore l'anno scorso della Exhibition Class con la CR-Z elettrica, l'auto è potenziata da 4 motori elettrici e correrà nella categoria Electric Modified. Il gruppo motore è l'evoluzione del sistema Electric Super-Handling All-Wheel Drive dell'anno scorso (wow i jap hanno il tocco magico per i nomi) ed è in grado di fornire una coppia specifica a ciascuna ruota a seconda delle condizioni di attrito e della traiettoria del veicolo. I veicoli elettrici stanno diventando popolari alla Pikes Peak poiché non hanno il problema di perdere potenza al salire della quota (l'arrivo è a 4.302 m); inoltre il controllo di trazione funziona meglio che su un motore a combustione. In ogni caso Honda schiererà anche due NSX alleggerite e a a scarico libero (nella foto), gestite dal team americano della Casa.

9 giugno 2016

Un po' troppo autonome?


Ci sono indizi secondo i quali il sistema di guida quasi-autonomo delle Tesla potrebbe rivelarsi un po' troppo autonomo. Negli States, infatti, una Model X con appena cinque giorni di vita si è schiantata contro un edificio per quello che gli yankee chiamano unattended acceleration, un'accelerazione inattesa (e ovviamente non voluta). Il proprietario sostiene che l'auto abbia accelerato da sé, mentre Tesla si difende affermando di aver raccolto dati dal sistema elettronico della vettura che indicano come prima del crash l'auto viaggiasse a quasi 10 km/h e che il movimento sia stato causato da una pressione a fondo del pedale dell'acceleratore. Questa storia richiama l'eco dei fatti degli anni '80, quando le Audi 5000 furono oggetto appunto di casi accelerazione improvvisa che portarono anche a qualche decesso, e di quelli dello stesso genere relativi ad alcune Toyota di qualche anno fa. Nelle due situazioni la colpa fu ritenuta a carico del posizionamento dei pedali freno e acceleratore troppo vicini (Audi) e di pieghe del tappetino che ostacolavano la corretta postura del piede (Toyota). Ma qui le cose sono diverse per la presenza dell'Autopilot, il sistema di guida semi-automatico di Tesla, e per una serie di riscontri analoghi anche sulle Model S; sembra strano poi che automobilisti avvezzi da sempre al cambio automatico improvvisamente pestino sull'acceleratore invece che sul freno. Rumors parlano di qualcuno che spinge per ottenere un'inchiesta mentre Tesla ovviamente tende a sminuire i fatti. Ma gli States quanto a faccende legali sappiamo quanto siano imprevedibili...

8 giugno 2016

Torino Parco Valentino


E' la seconda edizione, ma per me la prima, perché l'anno scorso non ero riuscito ad andarci. Un salone diverso, open air, nel senso che gli stand sono collocati lungo un percorso all'interno del parco, e decisamente fruibile perché ad accesso libero e virtualmente illimitato, dato che le postazioni sono illuminate fino alle 21 e comunque fino a mezzanotte ci si può scorrazzare. Diverso ma comunque salone, con gli stand standard (eh ehe) che mettono tutti sullo stesso piano e fanno risaltare il prodotto, cioè le auto. 8 anteprime mondiali, 21 italiane, 100 auto in totale, con gustose e rare opportunità, come la Noble o la Mazzanti Evantra Millecavalli. Come sempre non voglio tediarvi con i dati tecnici, li potete trovare dappertutto. Date un'occhiata invece alla gallery delle più sfiziose, dalle già citate ai pezzi unici dei carrozzieri, tutte prima della calca dei prossimi giorni.

























6 giugno 2016

Niente di nuovo sotto il sole



Il debutto della seconda generazione della Audi A5 corrisponde all'ulteriore perfezionamento della ormai tradizionale trazione integrale quattro. Disponibile per ora sui modelli 2.0 TFSI con S tronic, il sistema "ultra" permette di disaccoppiare completamente l'assale posteriore, trasformando di fatto l'auto in una trazione anteriore quando non ci sia bisogno della 4x4, per esempio nella marcia su rettilineo a velocità costante. Il disinnesto agisce sull'uscita dal differenziale centrale e sui semiassi, consentendo il risparmio di attriti conseguente all'interruzione della rotazione dell'intero albero di trasmissione e del differenziale posteriore. Un'idea interessante, anche c'è un aggravio di peso, pur limitato, ma che non definirei certo nuova. Nell'ottobre del 1986, infatti, la Lancia (quando ancora il marchio aveva qualche velleità tecnica) mise sul mercato la Y 10 4WD, che disponeva di un sistema elettropneumatico di inserimento della trazione integrale tale da consentire l'immobilità di albero e differenziale posteriore quando l'auto viaggiava in 2WD. Non c'era l'automatismo, certo, ma parliamo di trent'anni fa. A riprova che anche da noi le idee non mancano.

Posti auto più larghi per le clienti cinesi



Nella città cinese di Dallan, collocata nel nordest del Paese, un centro commerciale ha deciso di offrire posti auto dedicati al pubblico femminile. Quella che d'acchito sembra una semplice cortesia, di fatto potrebbe però configurarsi come una provocazione: i posti sono infatti più larghi del 50% rispetto agli altri, un po' come quelli per i disabili insomma. Individuati dal colore rosa e dalle scritte che li identificano come riservati, sono però soltanto 8 su un totale di 400 spazi disponibili, il che li qualifica più come un vettore pubblicitario che come un effettivo servizio. L'iniziativa ha però aperto una querelle sulle doti di abilità alla guida del pubblico femminile, pur in una nazione non certo paritaria come la Cina. Un sondaggio effettuato localmente ha mostrato una lieve prevalenza dei favorevoli, mentre risulta tutta da provare la tesi che un'area maggiore sia affettivamente necessaria alle automobiliste piuttosto che ai guidatori dell'altro sesso. E dalle nostre parti come sarebbe presa l'iniziativa? Un fiorire di "pass donna" farlocchi?

Adrenalina per gatti senza coda




Quando si parla di TT l'associazione agli hot laps delle due ruote è automatica. La pista più pericolosa del mondo (è un tracciato che gira intorno all'isola con poche e velleitarie protezioni per i piloti) richiede "un pelo" incredibile, oltre che una conoscenza profonda e non sono pochi i professionisti che dichiarano di aver timore nell'affrontarla. Oggi però vi propongo un approccio differente al circuito dell'isola di Man (famosa anche per una specie di gatti) : un giro a manetta a bordo di una Subaru WRX pesantemente modificata, che eroga 600 CV e dispone di un kit aerodinamico ad hoc. Il pilota di rally brit Mark Higgins ci dà dentro di brutto e stacca un tempo di 17'49.75" sul tracciato di 60,708 km, corrispondente a una media di 204,3 km/h. Mica male, anche se il record assoluto è quest'anno di Michael Dunlop (ma va?) che in sella a una BMW S1000 Superbike ha girato in 16,58.254 alla media di 214,63 km/h. Il video è lungo e parlato alla yankee (cioè troppo), ma il sound del boxer è musica per le orecchie.