5 luglio 2016

Autonome? No, grazie


La guida autonoma, il new deal del mondo dell'automobile. Sapete come anche solo il sentirla nominare mi faccia venire l'orticaria ma, non essendo antistorico, capisco come debba accettare anche cambiamenti radicali del concetto stesso di mobilità (a fronte di che, poi, non si sa, a dire il vero). Quando però, commentando i diversi progetti del settore, ho evidenziato i problemi di sicurezza del concetto e le difficoltà legali potenzialmente legate a un incidente, forse non stavo cogliendo margherite. Il fattaccio. In Florida (Usa) è avvenuto ai primi di maggio il primo incidente mortale coinvolgente una vettura a guida automatica. Si tratta di una Tesla Model S, che si è schiantata nei pressi di Willinston contro un truck proveniente in senso opposto che stava svoltando e ha impegnato la corsia di marcia dell'auto. Una dinamica apparentemente consueta, che doveva attivare i freni ed evitare facilmente lo scontro. Ma non è andata così perché la fiancata dell'autocarro era bianca e il sistema di controllo non l'ha distinta dall'ambiente circostante. La prosopopea e la sicurezza mostrate dai fans dell'autonomous drive mi ricordano la sicumera del mio professore di impianti nucleari quando diceva che una fusione di nocciolo semplicemente non poteva avvenire oppure i progettisti del Comet che non avevano ancora scoperto le rotture a fatica. Ora si apre il delirio legale per stabilire cause e responsabilità, mentre il titolo Tesla ha avuto un drop down in parte già recuperato. Un morto non basta per preoccupare davvero. Queste cose succedono sempre agli altri.



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