30 settembre 2016

Per la strada e per la pista. O no?



A Parigi ha debuttato la nuova RS 3, dotata del motore della TT RS, quindi dell'intramontabile fünfzylinder da 2,5 litri che ha raggiunto in questa edizione la soglia dei 400 CV e 480 Nm. Auto tanto eccezionale riguardo le prestazioni, 0-100 in 4,1 secondi, Vmax di 280 km/h (sbloccando a pagamento i 250 km/h di serie), quanto, consentitemelo, deprimente dal punto di vista dello stile; un'auto polda, ma schiodatombini, forse un nuovo must dell'understatement tutto da capire (!?). Ma, parallelamente alla vettura stradale, Audi Sport ha portato al salone pure la versione corsa, la LMS, decisamente più tosta quanto a look e destinata alle TCR series. Il motore, però, non è il 5 cilindri della sorella, bensì il 4 cilindri turbo TFSI da 2 litri, che eroga 330 cavalli. Ne conseguono uno 0-100 in 4,5 secondi e una Vmax di 240 km/h; come dire, la stradale va nettamente più forte della pistaiola. Ma il campionato TCR è nato per ridurre i costi e allargare la base di partecipazione, quindi questa Audi rappresenta un'arma potenzialmente vincente per chi la acquisterà. L'auto è in vendita infatti ai piloti privati a 129.000 euro più iva con trasmissione sequenziale da corsa a 6 rapporti. Ma c'è anche la versione club sport per chi vuole la cattiveria della pista da mostrare solo su strada, vettura che costa un bel po' meno, solo 99.000 euro, più iva naturalmente. Beh, se considerate che l'attuale RS 3 costa attorno ai 50.000 €, iva compresa...

Già nuova?


In giro se ne sono viste poche ma (o forse proprio per quello) è già pronto il nuovo modello. Parlo della Honda Civic Type R che dopo due anni si rifà il look e debutta in veste concept (ancora) al salone di Parigi. Anche per questa è previsto il giro record al Nurburgring, che confermerebbe così la Honda top car tra le trazioni anteriori sportive. La scocca discende da quella delle nuove delle Civic, è più larga e aiuta, insieme con spoiler e appendici aerodinamiche, a controllare i 350 cavalli che dovrebbe erogare il 2 litri turbo della vettura. I 300 della precedente edizione non sono infatti sufficienti a surclassare auto come la Golf R, che dispone inoltre della trazione integrale, per non parlare di Audi RS 3, Ford Focus RS e Mercedes-AMG A45. In assenza di dati tecnici certi, rimane però la ragionevole (quanto indispensabile) certezza della presenza di un differenziale autobloccante all'asse motore, elemento da gestire con estrema attenzione poiché 400 Nm sull'asse dello sterzo possono dar luogo a reazioni davvero violente.

La Trezor e il nuovo stile Renault


Che questa presentata a Parigi da Renault sia una concept, non c'è dubbio. Ma la casa la presenta la Trezor come emblema della new age stilistica del gruppo, con le sue linee "calde e semplici e un interno invitante". Semplice mica tanto, a vederla così: sembra piuttosto una  GT che ricorda la AMG, ma sotto il cofano non alloggia un motore a combustione bensì uno elettrico, da 350 cavalli. La tecnologia di trazione arriva direttamente dalla vettura di Formula E patrocinata dalla Casa, con due accumulatori agli estremi della vettura dotati di un sistema di raffreddamento individuale basato su una presa d'aria a geometria variabile. Prestazioni notevoli, uno 0-100 attorno a 4 secondi e l'ormai immancabile mantra della guida autonoma completano la dotazione. Ci aspettiamo dunque delle Renault fatte così? Lo speriamo davvero.

Più sportiva di una X1, più elegante di una X3



BMW ha portato a Parigi una alternativa sportiva alla X1, la X2 qui in forma di concept ma assai vicina alla produzione. 20 centimetri più lunga di una Serie 3, la X2 intende entrare in lizza con le Suv crossover più  eleganti del momento, tipicamente la Range Rover Evoque, forte dalla sua tecnologia e delle prestazioni garantite dai motori 4 cilindri turbo, a benzina e Diesel, montati trasversalmente nel cofano: dai 150 CV della X2 xDrive 18d ai 300 della X2 M Performance. Cambio manuale a sei marce o automatico con lo stesso numero di rapporti (l'8 marce non ci sta nel montaggio trasversale); trazione posteriore oppure integrale combinata con le diverse motorizzazioni. Sul mercato dalla seconda metà del 2018.

29 settembre 2016

Rincorsa al futuro



Come avevo anticipato ieri, oggi debutta a Parigi la prima delle EQ, cioè le elettriche (vere) di Mercedes. Una concept, dunque, ma soprattutto una capostipite, questa Suv coupé sportiva, che punta sì sull'elettrico ma contrariamente agli altri costruttori anche sulle prestazioni: i suoi due motori elettrici erogano infatti ben 300 kW, 408 CV, mentre l'autonomia raggiunge i 500 km. Anche in questo caso si suona la grancassa su connettività, comfort, sicurezza, ricarica wireless (nella foto), caricatori da 300 kW (ma dove? connessi a chi?), insomma su tutto ciò che attualmente non è un'auto, tanto che EQ sta per Electric Intelligence. E, dato che ovviamente è prevista la guida autonoma, sorge il dubbio se non si voglia addirittura andare oltre con il concetto di movimento, realizzando un'auto dotata di intelligenza vera e propria con la quale forse ci toccherà  discutere su dove vogliamo andare e perché per convincerla della nostra scelta. Al di là degli scenari alla Asimov, la EQ mostra però un look ancora riconoscibile e per la costruzione adotta materiali compositi e soprattutto leggeri, poiché, al di là del voler buttare il cuore oltre l'ostacolo, la tecnologia degli accumulatori (sempre pesanti) ancora attende di raggiungere la sofisticazione dei sistemi di controllo.

Lo stile elettrico di VW



Eccolo lo strumento della new age di Volkswagen: si chiama I.D. (qualche riferimento ad A.I. di Spielberg?), è una concept ma sarà in produzione tra 4 anni in qualità di prima auto di grande produzione completamente elettrica del gruppo. Ovviamente sarà disponibile da subito in versione self driving (ça va sans dire) e la sua autonomia si colloca tra 400 e 600 km, con interni innovativi secondo il nuovo criterio Open Space di VW. Di fatto una Golf 6 elettrica, che debutterà nel 2020 accanto alla sorella tradizionale. Il motore eroga 170 CV, ma sulle prestazioni, peraltro limitate per tale potenza: 0-100 in meno di 8 secondi e V max di 160 km/h, si glissa con stile, dato che la I.D. è tutta un fiorire di connessioni, living, giochini per rendersi simpatica. Parlo dei gruppi ottici che mimano veglia o riposo, del volante che rientra nella plancia premendo il logo centrale per la guida automatica (doppio argh!) o delle luci che si regolano in intensità e colore nelle diverse situazioni. Più che un'auto sembra un progetto di architettura d'interni. Insomma un futuro davvero alla Spielberg tra pochissimo, ma bisognerà vedere a che prezzo; nel frattempo, all'insegna di volere è potere, si glissa anche sulla ricarica. Nessun riferimento ai comuni mortali senza box o con box privo di connessione da 6 kW (chi non ce l'ha?), ma il dato che la ricarica può (attenzione può) avvenire in 30 minuti fino all'80% con il collegamento, via cavo o a induzione alle colonnine rapide. Dove siano 'ste colonnine, poi... . Ma non è elegante fare fare queste puntualizzazioni.

28 settembre 2016

McLaren allarga la clientela


Pazzi per la McLaren ma intimamente depressi perché non ve ne potrete mai comprare una? La soluzione c'è, anche se per soddisfare la vostra brama dovrete traslare la gioia del possesso su vostro figlio o comunque su un bimbo/a cui siete molto legati, nello specifico con età tra i 3 e i 6 anni. La McLaren ha messo in produzione infatti una versione elettrica giocattolo della P1. Mica una macchinina come le altre: ha un cambio a tre marce con la retro e accelera da 0 a 5 km/h in meno di 2 secondi; inoltre è praticamente l'unica P1 cabrio al mondo, con la chicca della posizione di guida centrale, come sulla mai dimenticata F1. Molta attenzione anche al comfort del piccolo driver, che si può rilassare ascoltando la musica preferita grazie all'impianto audio con lettore MP3. Costa 375 £, al cambio circa 436 euro, una cifra accettabile per soddisfare la voglia di mito.

La prima EQ di Mercedes



Come al solito, all'avvicinarsi della data di inizio del salone di Parigi (le giornate stampa iniziano domani) si accavallano le novità tenute nascoste sinora. Questa è di Mercedes e riguarda una piccola Suv (ovviamente esposta a Parigi) di cui è stato diffuso il videoteaser. La particolarità è  che, a differenza delle altre elettriche di nicchia sinora prodotte in piccola serie, qui si tratta di un'auto che dovrebbe dare origine nel 2018 al sub brand EQ sotto il quale saranno vendute le auto a batteria della stella; un po' come le i per BMW. I tedeschi quanto a fantasia nel marketing... La vettura impiega una piattaforma dedicata, che sarà estesa anche agli altri modelli.

27 settembre 2016

Le novità di Parigi


Con il salone di Parigi alle porte, vale fare una breve carrellata delle principali novità che saranno esposte.

AUDI
A5 Sportback, la nuova berlina/coupé alto di gamma basata sulla A5. Stessa gamma motori, con la S5 al top; si parla anche di una RS5 da 500 CV.
Q5, rinnovo, di cui girano solo alcuni videoteaser; la foto è tratta da quello australiano. Adotta la nuova piattaforma MLB e segue l'impostazione della nuova Q7 ma, nel più tipico stile del marchio, nessuna rivoluzione.


CITROEN
La berlina del futuro o piuttosto forse la nuova C5, date le dimensioni praticamente coincidenti; fatti ovviamente i debiti passaggi di industrializzazione tra una concept e un'auto di produzione. Trazione ibrida, stilosa comme il faut per la marca e connettività a manetta secondo il mood del momento.

FERRARI
Oltre alla GTC4-Lusso T di cui ho parlato, la versione scoperta della LaFerrari (sono sempre sconvolto dal mix di fantasia e protervia del brand), destinata a celebrare il settantesimo del marchio che cade l'ano prossimo; sarà costruita in 150 esemplari


HYUNDAI
La concept RN30 prefigura la prossima generazione della i30; la N sta per la divisione sportiva della casa coreana che dovrebbe occuparsi anche delle venture auto sportive del marchio. Diffuso un teaser.

LAND ROVER
La nuova Discovery al lancio ufficiale, seguendo l'ormai consueto innalzamento di gamma che contraddistingue ormai tutti i prodotti del marchio, che pare voglia associare anche a livello di prezzo i modelli off road a quelli Jaguar. In competizione con Audi Q7 e Volvo XC90, mantenendo però le abituali doti fuoristrada.

LEXUS
La UX è una concept che prefigura una nuova crossover di piccole dimensioni; molto riserbo sui contenuti, ma è stata disegnata (finalmente) in Europa. La produzione seguirà presto; teaser per gradire.

MERCEDES-BENZ
La Casa della stella attacca (finalmente!?) il segmento delle crossover station con la E-All Terrain, che si rifà a tutta una genia di auto, dalla Subaru Outback alla A6 Allroad e alla Volvo V90 Cross Country. Trazione integrale, corpo rialzato, protezioni dagli urti un po' dappertutto. Per non dimenticare i segmenti sportivi ecco però la GLC43 AMG, con il recente V6 da 367 CV e la GT Roadster con il V8 biturbo.
 



MINI
Dotata del 2 litri turbo full power, ecco la versione Clubman della John Cooper Works che qui è in variante 4 wheel drive. Cambio manuale a 6 marce o automatico a 8.

MITSUBISHI
La concept GT-PHEV è l'ipotesi di una Suv ibrida plug-in nella quale sono inseriti i concetti tecnici che la Casa prima o poi intende portare in produzione: batteria ad alta capacità, tre motori elettrici e un motore a benzina a base emissioni realizzato apposta per questo impiego. Difficile vederla in catena, ma i concetti base del progetto li vedremo sulle prossime fuoristrada e sulla Outlander.

PORSCHE
Con la versione ibrida della nuova Panamera, la 4 E-Hybrid, la casa di Stoccarda rimpiazza la precedente versione con un modello a trazione integrale (meccanica) connessa al motore a combustione da 330 CV. La potenza complessiva, elettrico incluso è però di 462 cavalli e può spingere l'auto sino a 278 km/h.

VOLKSWAGEN
Al salone il debutto della concept elettrica che prefigura la prossima auto di produzione del gruppo. VW ha rotto ogni indugio e punta decisamente sulla trazione elettrica, che potrebbe debuttare in grande stile su un modello che rappresenterebbe la Golf del futuro. La piattaforma impiegata si chiama MEB ed è quella prevista per tutte le prossime E-VW.

Tesla corre



Anche l'elettrico segue la via consueta. Mi riferisco al passaggio per le competizioni, da sempre viatico indispensabile per la promozione di vendita delle auto (tradizionali) più sportive. L'elettrico in oggetto è la Tesla Model S (what else?) e l'attore della trasformazione in race car la EGT Engineering, che intende far partecipare la V1.3, una P85+ preparata appositamente, al campionato Electric GT il cui programma viene annunciato oggi a Ibiza e il cui svolgimento dovrebbe realizzarsi l'anno prossimo. La V1.3 è stata svuotata all'interno per la collocazione del roll bar, ma ha mantenuto le sospensioni di serie, pur irrigidite, mentre sono state necessarie modifiche allo sterzo e (ovviamente) ai freni; la trasmissione è quella posteriore di serie del modello P85+. Il campionato prevede 20 piloti con 10 team e 7 tappe, dal Nurburgring al Paul Ricard, con gare estemporanee negli Usa. Ogni competizione prevede una sessione di prove di 20 minuti, una qualifica di 30 e due gare vere e proprie di 60 km, una di giorno e una al tramonto, tutte visibili in streaming.

26 settembre 2016

Ford torna alle origini?

Dopo anni di sviluppo, tendenze alla modernità e al futuro, pare che Ford (quantomeno in parallelo ai progetti avanzati) stia tornando alle origini, al concetto della Ford T, per intenderci. In una domanda di brevetto appena presentata, infatti, viene descritto un veicolo estremamente semplice e basilare, previsto per zone di prima industrializzazione ma anche più semplicemente come trait d'union tra la bicicletta e un iniziale strumento per affrontare gli spostamenti senza l'uso di energia muscolare. La struttura portante è costituita tra travature esterne connesse da assi e risulta comprimibile o restringibile a seconda dei casi, consentendo sia il trasporto di 4 o 6 persone sia il collocamento in spazi ristretti. Non è un mistero che Ford abbia pensato alla Cina e alle sue zone rurali, ma il concetto ultra low cost del veicolo ne fa un sistema di trasporto basilare che potrebbe attecchire anche dalle nostre parti, sempre che riesca a districarsi dalle maglie delle normative di sicurezza. Già, perché quanto a quelle sull'inquinamento non ci sono problemi, dato che è previsto l'azionamento elettrico con motori nei mozzi, pur se con poche modifiche una unità a combustione è facilmente installabile. Una quattro ruote davvero basic, quindi, destinata a grandi numeri produttivi (per abbassare i costi) ma con l'atout di un prezzo paragonabile a quello di un ciclomotore, per ottenere il quale tutta una serie di consueti accessori destinati al comfort sono stati aboliti. Parlo di climatizzazione, imbottiture, amenità estetiche, ma anche più radicalmente di sospensioni, sostituite dall'elasticità della struttura e dall'imbottitura dei sedili e di una carrozzeria ultraleggera standard destinata alla sola protezione dagli agenti atmosferici. Come sempre accade, il brevetto è stato depositato completo di quelle che a oggi sono tutte le possibili configurazioni, ma  concretamente è tutto un work in progress, le cui potenzialità sono ancora da scoprire. Questa per Ford potrebbe essere tanto una nuova idea di movimento quanto un ritorno ai primordi della motorizzazione, che nell'epoca della crisi globale e (ahimè) continua farebbe da contraltare in termini di business ai costosi e e raffinati progetti autonomi e supertecnologici destinati a pochi.

23 settembre 2016

Metti un dirigibile fuori casa



Perdonatemi una breve digressione dal mondo dell'auto. Amo i dirigibili, un'affezione nata quand'ero bambino, affascinato da questo lento modo di volare nell'aria e concretizzata eoni fa a una presentazione Renault a Capena (Roma) dove facemmo un breve volo sull'Europa, aeronave della Goodyear allora basata là. Negli anni ho persino prodotto un business plan per acquistare uno dei dirigibili dismessi dal governo Usa, impiegati un tempo per il controllo dei confini passato poi ai satelliti, e trasformarlo in una sorta di mezzo da crociere nell'aria, tipo i castelli della Loira, le Piramidi... Vabbé, fine delle rievocazioni. Negli anni si sono susseguiti diversi progetti nel settore, dalla Zeppelin alla Cargolifter, e tutti vivacchiano con giretti turistici e poco altro; nessuno ha sfondato nel segmento dei trasporti speciali, per esempio. E sì che il dirigibile ha molte frecce al suo arco: può rimanere in volo per giorni senza rifornimento, può praticamente decollare in verticale, può sollevare carichi notevoli. Ma c'è una società che da anni ha iniziato un percorso differente; si chiama Hybrid Air Vehicles ed è basata in UK. Il prodotto di punta è lo Airlander 10, una aeronave (ovviamente a elio) dotata di 4 motori V8 Diesel da 325 CV che azionano eliche intubate e che può viaggiare ininterrottamente per 5 giorni con un carico di 10 tonnellate, salendo sino alla quota di 4.880 m (16.000 piedi) alla velocità di crociera di 80 nodi, 148 km/h. Certo è un bel bestione: è lungo 92 m, largo 43.2 e alto 26, pesa 20 tonnellate (comunque meno di un TIR) e contiene 38.000 m3 di elio. La sua peculiarità è però di combinare il concetto di ala a quello di leggerezza; la forma dell'involucro fornisce infatti il 40% della portanza al dirigibile, mentre l'atterraggio da sempre uno dei punti critici di ogni aeronave, è reso privo di assistenza a terra grazie a un cuscino d'aria inferiore che sostituisce la ruotina e i cavi che altrimenti devono essere afferrati a mano per bloccarlo a terra. L'Airlander 10 quindi decolla e atterra da solo e si muove con grazia nell'aria. Certo, forse meglio non impiegarlo in zone molto ventose ma dopo molte difficoltà il progetto va avanti e forse anche questi problemi saranno risolti. Quindi ci aspetta un futuro di cieli pieni di dirigibili? Beh a me piace sognarlo e sinceramente se devo rinunciare all'auto (vedi self driving) mi piace immaginarlo (sognarlo?) come l'alternativa, anzi il rilancio del trasporto privato, magari con mezzi a 4 posti più piccoli e leggeri, con i quali potrei pure atterrare sul mio terrazzo.

La Ferrari GTC4 turbo a Parigi


Finora la nuova versione della Ferrari FF, ergo la GTC4 Lusso (presentata a Ginevra quest'anno), era dotata di un bel V12, nella migliore tradizione delle auto con il motore anteriore del marchio, nel caso specifico con cilindrata di 6,3 litri. A ridosso del salone di Parigi arriva la notizia di una entry level della vettura, rinominata GT4 Lusso T, sulla quale è installato un motore V8 turbo in omaggio alle norme sulle emissioni di gamma e al downsizing. Il propulsore è il 3.9 biturbo della 488 GTB, che in questa versione eroga 618 CV con coppia massima di 760 Nm; un po' meno quindi dei dati tecnici relativi alla vettura a motore centrale (670 CV). I tecnici del Cavallino hanno lavorato molto sull'erogazione della coppia (maggiore che sul V12, peraltro) per renderla uniforme come sui motori aspirati ed evitare discontinuità al salire dei giri, comportamento tipico dei turbo. Così come hanno mantenuto il tipico sound Ferrari, cercando evitare la turbativa dei turbo, che come noto rompono il treno di onde sonore e di fatto agiscono come un silenziatore. L'auto è sempre dotata di cambio a doppia frizione a 7 rapporti, di trazione integrale con ripartizione 46:54 tra avantreno e retrotreno e di sistema a 4 ruote sterzanti.

21 settembre 2016

La prima Bentley Diesel è triturbo


In principio c'erano solo le BMW, uniche dotate del turbodiesel triturbo da 3 litri, 380 CV e 740 Nm, vere bestie del segmento a gasolio e chicca techno del marchio di Monaco. Poi è arrivata l'Audi SQ7 e ora la soluzione è giunta anche in Casa Bentley, per la precisione sulla Bentayga, che per inaugurare la prima motorizzazione Diesel ha scelto di esagerare, ma solo sotto il cofano, noblesse oblige. Il propulsore sarà infatti il triturbo V8 da 4 litri sviluppato dalla Audi, che impiega un compressore elettrico in sequenza ai due turbo azionati dai gas di scarico. La potenza ottenuta è di 435 CV, con coppia massima di 901 Nm costanti tra 1.000 e 3.250 giri, sufficienti per uno 0-100 da 4,8 secondi e una V max di 270 kmh/h. Il motore pesa soltanto 3 kg più del W 12 a benzina ed è stato accuratamente insonorizzato per adeguarlo alla classe dell'auto; c'è infatti una certa percentuale di rischio nella scelta di un "volgare" motore Diesel su una Bentley, posto che all'acquirente tipo del marchio possa davvero interessare l'acquisto di una versione che fa 15,2 km con un litro. Dal punto di vista prestazionale, però, nessun problema, dato che la soluzione scelta annulla il turbo lag: il compressore elettrico raggiunge infatti la pressione nominale in appena 1/25esimo di secondo e immette l'aria nel primo dei due twin scroll, quello destinato ai regimi medi. L'ultimo turbo è destinato a fornire la grande portata necessaria a raggiungere i regimi più alti e quindi lungo tutto l'arco di funzionamento la risposta pressoché istantanea del motore è garantita.

Un altro record per il Beetle


E' ancora tempo di record con il Maggiolino? A oltre 13 anni dalla fine produzione (in Messico, la prima serie) dell'auto più diffusa al mondo, 21.529.464 esemplari, si direbbe di sì, visto il primato conquistato dal Beetle LSR, dove la sigla sta per Land Speed Record, record di velocità su terra. Con il 2 litri turbo pompato fino a 600 CV la vettura ha raggiunto infatti sul lago salato di Bonneville (Utah, Usa) 205 miglia orarie ufficiali nella media standard dei due passaggi, pari a circa 330 km/h. L'elaborazione è a cura della Southern California's THR Manufacturing e impiega 2 turbocompressori in parallelo per far crescere la coppia fino a 678 Nm, Non sono stati diramati molti altri dati e se ne deduce che la trazione del Beetle seconda serie sia ancora anteriore; il pilota sostiene di aver raggiunto le 208 miglia, ma l'omologazione non è stata raggiunta. Certo che con quell'aerodinamica tenerla diritta dev'essere un'impresa. Piccola nota. Il paracadute sembrerebbe superfluo per questo range di velocità, ma è necessario poiché l'aderenza sulla superficie salata è molto variabile e non è "consigliabile" frenare duro fino a quando la velocità non sia scesa a valori più ragionevoli.

20 settembre 2016

Andamento lento


Matrimoni e divorzi sono sempre assai lenti nel mondo dell'auto, gli ultimi in particolare. Così il gruppo Jaguar Land Rover, che ha acquistato da Ford tutto l'ambaradan nel 2008, solo ora comincia a fare a meno dei motori dell'ovale blu. La Range Rover Evoque, la Discovery Sport e la Jaguar XE, infatti, solo dalle prossime edizioni faranno a meno del 2.0 litri Ecoboost a quattro cilindri per passare al casalingo Ingenium, sempre di due litri, che impiega lo stesso basamento nelle versioni benzina e Diesel. Tra l'altro, l'anno prossimo aprirà la fabbrica cinese di questi propulsori, che si limiterà alla produzione dei 4 cilindri (niente 6 in linea, dunque) per evitare la supertassa che i cinesi pongono sulle cilindrate oltre i 2 litri. L'ultimo retaggio Ford è perciò il V8 sovralimentato, ma anche qui si annunciano grandi cambiamenti, visti gli accordi in corso con BMW per la fornitura dei suoi V8 biturbo.

La nuova Abarth pronto corse



La Mazda 124 Spider è un'auto divertente e sportiva, proprio come la Fiat MX-5 (ehehehe). C'è già la versione Abarth sul mercato, ma ora arriva la R-GT, pronta per i rally. Sotto il cofano al posto del millequattro un 1.8 turbo da 300 CV accoppiato a un cambio sequenziale a 6 rapporti con un bell'autobloccante al posteriore. Motore e trasmissione sono stati arretrati per migliorare il bilanciamento dei pesi, mentre sulla vettura sono comparsi un tetto rigido con presa d'aria e il roll bar; non è più una spider, dunque. L'auto è già pronta, come di vede dal video, girato durante i test e a Ginevra ne vedremo una. Sound decisamente racing, no?

19 settembre 2016

Gomme esplosive?




Questo video mostra l'esplosione di una Land Rover subito dopo la partenza a un semaforo nella città di Hebei, nel nord della Cina. Secondo l'esito delle indagini di polizia, l'evento sarebbe stato causato dallo scoppio del pneumatico anteriore, ma sinceramente mi sembra molto difficile che tutto quel disastro sia dovuto a una causa così banale. Intanto perché mi risulta che un pneumatico non produca fiamme, poi perché l'auto risulta devastata. Non sarà invece che l'auto trasportava qualcosa di esplosivo che ha preso fuoco?

Tre in una



Le kit car sono veicoli praticamente proibiti in Italia, vengono infatti immatricolate (se si riesce) come veicolo unico e devono sottostare a severe e dure prove di verifica. Ma negli Usa è tutto più facile e così accade che la n2a Motors di Santa Ana, California, Usa, prosperi realizzando su scocche Camaro o Corvette diverse modifiche in differenti stili ed epoche con pannelli in fibra di vetro e carbonio e che le sue auto circolino tranquillamente. L'ultima creazione è la 789, realizzata a partire da una Corvette C6 e ispirata (cito) nel frontale a una Chevy del '57, nella parte centrale a una del '58 e nella coda a una del '59 (capito il nome?). Evidentemente in quei tre anni la Chevrolet deve aver prodotto il meglio secondo loro. La trasformazione riguarda solo la carrozzeria, quindi la garanzia GM è valida; il costo della 789 è di 139.500 dollari in versione coupé e di 144.500 in allestimento cabrio. Ne hanno già costruite una ventina; se vi piace l'articolo, n2a lo spedisce anche all'estero, ma i costi di trasporto e di (solo eventuale) omologazione sono a carico vostro.

L'ibrido GB è a turbina




La brexit sembra aver ridato fiato al più puro sciovinismo britannico, tecnologia inclusa. Immemori infatti dei disastri commerciali del secolo scorso dovuti a eccesso di spocchia (remember le moto negli anni '70), in Albione è tutto un fiorire di tecnologie sviluppate in loco che si annunciano breakthrough sul mercato, quantomeno nelle intenzioni. Così nientemeno che il ministro per il cambiamento climatico e l'industria (eh, lì lo chiamano così) ha presenziato al lancio del MiTRE, range extender a turbina realizzato dalla Delta Motorsport, azienda altrimenti concentrata sulle competizioni, installato su una E4 Coupé, auto ibrida prodotta dalla stessa società. Il turboalternatore è prodotto in due versioni, da 23 e 48 cavalli, pesa il 40% meno ed è del 50% meno ingombrante di un motore a scoppio di pari potenza, ma ha un'efficienza del 30%, al pari di un Diesel, ed emette pochissimi inquinanti. Per ora si sono mostrate interessate al progetto solo Ariel e Morgan (!!), mentre le grandi Case per ora snobbano il progetto da 3,1 milioni di sterline, realizzato con denaro statale. Mi tocca però far notare come l'idea non sia né nuova né originale, vedi l'americana Nikola, e come i progetti inglesi vadano sempre presi con le pinze. I brit sono infatti quelli che dimenticavano le tubazioni per la lubrificazione dei motori e le aggiungevano dopo all'esterno, tanto per dire.

16 settembre 2016

Jurassic world



Questo spot della Audi per promuovere il concetto di guida automatica è stupefacente: paragonare noi appassionati a dinosauri è quantomeno irriverente ma soprattutto trascura praticamente tutta la storia del gruppo. Senza contare che non è affatto detto che l'estinzione non possa avvenire proprio a causa di innovazioni la cui portata ancora non è valutabile. Considerazioni personali a parte, almeno per il "povero" Rex un posto forse c'è.

Automobiline al posto delle faccine

Praticamente chiunque abbia uno smartphone usa gli emoji, le immagini colorate e simpatiche (?!) particolarmente diffuse tra i più giovani ma non solo. Beh, se adoperate il sistema iOS 10 oggi potete anche spammare i vostri amici con i nuovi automoji, ispirati ai modelli Porsche e disponibili all'App store. Un modo simpatico di far sapere che per voi le auto sono ancora qualcosa di insostituibile. O quantomeno parte del vostro mondo.

Metti un V6 sulla R8



Con i nuovi limiti di emissione di CO2 alle porte e previsti per di più per l'intera gamma, i costruttori devono ripensare molti modelli, anche esclusivi, in chiave di downsizing. E' il caso di Audi, che per il modello di punta R8 prevede un nuovo entry level con un V6 biturbo di 2,9 litri, lo stesso adottato da Porsche per la recentemente rinnovata Panamera. L'unità è quella modulare derivata dai V8 (ha infatti un angolo di 90°, invece di 60°) sviluppata per tutte le auto prestazionali del gruppo, dalla RS4 alle RS Q5 è stata progettata insieme ai tecnici di Stoccarda e rimpiazza il V8 aspirato di 4,2 litri sinora impiegato per la più "piccola" delle R8. Trattandosi di un motore sovralimentato e secondo la tradizione Audi, sono previste per l'unità diverse potenze, ma per la R8 sarà impiegata quella più prestazionale, che dovrebbe erogare circa 510 CV con coppia massima intorno ai 680 Nm.

15 settembre 2016

In volo c'è più thrill




La "solita" sfida tra auto e aereo, qui in un lungo video con protagonisti una Porsche 918 Spyder e un monomotore acrobatico Zivko Edge 540 V3 della pattuglia acrobatica Red Bull. Coinvolta una testata tedesca con un guidatore forse un po' troppo, diciamo, eccitato, chissà perché e a causa di che. Una sorta di documentario all'americana, ma carino dopotutto. Ovviamente si scopre che le sensazioni in volo (acrobatico) sono assai più forti di quelle che si possono provare su un'auto. Ma va'?

Per (gli ultimi) patiti della velocità...


Conoscete Airbnb? E' un sito mediante il quale si affittano case direttamente dai proprietari in tutto il mondo. Cosa c'entra con le auto? Ve lo dico subito: all'insegna della più pura trasversalità del marketing è stata inserita tra le offerte quella di un ricco signore di Beatty, Nevada, Usa, che possiede una lussuosa villa high tech nel bel mezzo del nulla, ergo il deserto del Nevada. Un'area desolata ma perfettamente piana, dove, grazie a un accordo con Audi, è possibile scorrazzare con una R8 V10 che viene fornita insieme all'affitto della casa al prezzo complessivo di 559 euro a notte. Le prenotazioni partono da domenica prossima e la finestra di disponibilità è stretta, ma sono sicuro che l'iniziativa avrà successo e che molte prenotazioni saranno rifiutate per eccesso di domanda. Sì, perché nel deserto non c'è limite di velocità e ci si può sfogare tirando al limite il V10 raggiungendo e mantenendo (se ve la sentite, perché comunque non è asfalto) i 330 orari dichiarati per la R8. In casa ci sono 4 posti letto in tre camere distinte con due bagni e al costo del soggiorno occorre ovviamente aggiungere il volo per Las Vegas, mica male partendo dall'Europa. Magari però con una puntatina al casinò il weekend salta fuori..

14 settembre 2016

Primi km della Volvo autonoma


Come molti altri costruttori, Volvo prosegue nella corsa all'automobile autonoma, concetto che sta perfettamente nella new age (la chiamano 4a rivoluzione industriale) di un mondo dove a parte pochi (fortunati?) tutti vedranno ruoli, lavoro e compiti svolti da macchine intelligenti, macchine in senso ampio, intendo. Speriamo ci restino almeno i neuroni e che non si deleghi anche il pensiero ai robot. Anyway Volvo, dicevo, va avanti e venerdì è uscita dallo stabilimento di Göteborg la prima XC90 destinata ai test. Prove che si svolgeranno su un circuito cittadino di 50 km, sul quale le vetture si muoveranno, appunto, autonomamente. Un ruolo di guidatori è già stato selezionato e impiegherà le vetture; quando l'auto entrerà in una delle zone previste per la sperimentazione si attiverà un messaggio di avviso sul cruscotto associato al lampeggio di luci poste sui paddles al volante. A questo punto al pilota basterà tirare entrambe le palette in segno di assenso e il sistema entrerà in modalità automatica. All'uscita dal percorso autonomo si ripetono il messaggio e il consenso con le palette, ma se il guidatore fosse distratto e non ottemperasse alla procedura, la XC90 si fermerebbe automaticamente a bordo strada. Volvo ha pianificato per il 2021 il lancio delle prime auto self driving sul mercato e in questo senso l'agreement con Ford, Uber, Lyft e Google dovrebbe accelerare le messe a punto; non che la joint funzioni allo stesso modo per tutti gli attori, però, visto cosa accade a Mountain View.