20 ottobre 2016

Attaccati al soffitto


Tempo fa avevo scritto della Aston Martin AM-RB 001, che nel 2019 inizierà la sua produzione di 175 esemplari (erano 150 nel 2018, ma se ne sono aggiunte 25 per le competizioni mentre la data di debutto è slittata di un anno) destinati a strappare la posizione di vertice nell'ormai non più così ristretto mondo delle ipercar. La vettura è in avanzata fase di test, in particolare sull'aerodinamica e il risultato per ora parziale degli sforzi del team è quello di una deportanza massima di 4.000 libbre, circa 1.814 kg, senza l'uso di un'ala posteriore. Più del peso dell'auto, il che le permetterebbe di correre attaccata al soffitto dello Holland tunnel, se fosse liscio. Non è stato dichiarato a che velocità si ottenga tale valore ma sarà opportuna un'accurata taratura per evitare che la deportanza si mangi i 1.000 CV del V12 riducendo la velocità massima a poco più di 300 orari, insufficienti per spakkare nell'ambiente. Tornando all'aerodinamica, la downforce è ottenuta unicamente con la profilatura superiore della scocca e un sofisticato software che misura istante per istante la distanza del fondo vettura dal manto stradale e varia di conseguenza l'altezza dell'auto, allo scopo di garantire un effetto suolo forte e costante. Ovviamente ciò presuppone l'uso della vettura su un tracciato assolutamente liscio e uniforme, una pista quindi, ma di quelle tenute bene perché su moltissime l'asfalto non è certo il massimo e far svanire d'incanto quasi due tonnellate di deportanza potrebbe dar luogo a fenomeni tipo i capottamenti delle Mercedes CLR a LeMans nel 1999. Le sospensioni consentono anche un'altezza maggiore da terra per viaggiare sulle strade aperte al pubblico e superare le eventuali buche, ma tutto lascia presupporre (specialmente i 3 milioni del prezzo 'd'acquisto) che la AM-RB 001 richieda come accessorio indispensabile una pista privata modello emiri del Golfo.

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