17 ottobre 2016

Donwnsizing, fine della storia


Da quanto tempo sentite parlare di downsizing? Da almeno una decina d'anni le diverse Case battono la grancassa sui vantaggi di questa soluzione, che implica (secondo loro) consumi minori, costi di produzione più bassi (eccolo là il cardine) ma soprattutto (e giù grafici e studi comparati) minori emissioni. Tutto vero?  Mah, forse le cose non stanno proprio come ci sono state descritte. I valori registrati con i piccoli motori turbocompressi, messi sotto il cofano al posto di quelli  di maggior cubatura aspirati e non, hanno infatti migliori performance in termini di inquinamento soltanto secondo i test di laboratorio, quelli che i recenti scandali sulle emissioni hanno mostrato essere assai poco attendibili. Ciò vale particolamente per i Diesel, ma si applica trasversalmente a ogni tipo di alimentazione. Un'altra gabola insomma. che ha giustificato, per esempio, i 4 cilindri turbo nelle 718 Boxster o i 4 cilindri al posto dei V8 nelle varie tedesche di pregio unicamente sulla base di una scelta di maggior guadagno legata ai minori costi di produzione. Non venite a dirmi infatti che un 3 o un 4, con tutti i turbo che volete, costi più di un V6 o un V8. Downsizing, quindi, con upgrading dei guadagni. Ma qui casca l'asino. Già, perché dal 2019 entrano in vigore i nuovi test sulle emissioni, quelli basati sulle auto circolanti e non più collocate in laboratorio in condizioni giuste. Secondo questi test, praticamente ogni motore downsized emette più CO2 e NOx di uno di maggior cubatura (sia aspirato, sia turbocompresso ma con minor sovappressione) di pari potenza e, incidentalmente, dato che il valore di CO2 è legato alla percorrenza, consuma pure di più. Nel mondo reale, non in quello della tecnologia addomesticata. Così tutti i costruttori stanno correndo ai ripari, aggiungendo un cilindro qua, aumentando la cilindrata là, per rientrare nelle prossime legislazioni anti-inquinamento. Prospettare una nuova stagione a base di esagerati motori multicilindrici è certamente poco realistico, ma c'è da aspettarsi un ritorno a più sane regole di cubatura e ad andamenti di coppia più progressivi, oltre a una risposta al gas più pronta anche su auto da meno di 100.000 euro; insomma quell'insieme di caratteristiche che si apprezza particolarmente sulle sportive (ma anche su auto normali) e che ha sempre fatto la differenza tra aspirati e turbo.

Nessun commento:

Posta un commento