10 novembre 2016

Sovralimentare facile




Sempre all'Eicma e sempre nella sezione delle startup, ecco un'idea interessante e a basso costo, che può trovare collocazione tanto in campo moto quanto in quello auto. Si chiama Impulse Drum Charger ed è un dispositivo per ottenere la sovralimentazione di un motore senza l'uso di parti mobili. Il principio è infatti quello delle onde di pressione, che dallo scarico sono veicolate in un tamburo di 220 mm (nella versione per cilindrate unitarie di 125-250 cm3) o 270 mm (per cubature da 200 a 400 cm3) e spingono così una membrana che aumenta la pressione dell'aria in aspirazione. Il principio ricorda quello del Comprex della Brown Boveri, più efficiente data l'assenza di separazione tra i gas di scarico e l'aria aspirata ma complicato dal tamburo rotante che doveva essere collegato all'albero motore. L'assenza di parti mobili e la costruzione in materiale plastico consentono quindi l'economia del prodotto, che realizza una sovrappressione di 0,5-0,6 bar, non ha ritardi di risposta data la perfetta sincronizzazione con lo scarico e lavora a una temperatura 50°C che evita l'uso dell'intercooler. un'occhiata al video chiarisce il semplice concetto; trattandosi di un sistema puramente meccanico non c'è poi la necessità di equipaggiamenti elettronici. L'effetto sui propulsori sinora testati è quello tipico di una sovralimentazione soft: linearizzazione della curva di coppia e aumento del suo valore a basso regime, minor consumo, guida più reattiva e aumento intorno al 10% della potenza massima erogata Sulla carta ci sono solo vantaggi e sembra decisamente una buona idea. Chissà che non se ne vedano presto le applicazioni.

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