22 novembre 2016

Takeover cinese per Lotus?


Il marchio Lotus fa decisamente parte della storia dell'automobile e, con alti e bassi, periodicamente se ne parla per i rari (veri) nuovi modelli, ma anche per le assenze ai saloni, come a Francoforte l'anno scorso. Il brand fa capo a un marchio malese, la Proton, azienda cui si può applicare l'espressione idiomatica inglese "big in Japan", nel senso che fuori dal Far east i suoi prodotti sono bellamente sconosciuti. Orbene, Proton è da tempo in crisi e cerca partner per uscire dalle pastoie di un confronto troppo stridente con i produttori cinesi, con i quali condivide (e non dev'essere facile) il mercato. A tale scopo ha bandito una sporta di gara al contrario per selezionare l'azienda eletta a sobbarcarsi debiti e problemi tecnologici del marchio secondo una curiosa ma tipica abitudine malese a fare "le belle signorine". E qui rientra alla grande Lotus, che pur piena di debiti e con grandi difficoltà produttive rimane sempre un blasone di cui farsi belli, cosa che notoriamente ai cinesi piace molto. Dai 15 partner selezionati inizialmente siamo scesi attualmente a tre e Proton rifiuta di ammettere si tratti di aziende cinesi, ma dalle dichiarazioni di Ahmad Kenali, Ceo dell'azienda e uomo di fiducia della finanziaria DRB-Hicom che detiene il 100% delle quote azionarie del gruppo, la conclusione delle trattative potrebbe essere alle porte. Con l'eventuale cessione del brand inglese.

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