13 dicembre 2016

Correre con l'Aston d'antan


Le operazioni nostalgia, di questi tempi decadenti, rendono. C'è sempre qualche annoiato miliardario che non sa come godersi il denaro che gli piove addosso ogni giorno e se il marketing di una Casa con il pedigrée adeguato sa fare il suo dovere, basta rispolverare un modello epico o qualche fasto sportivo e il business si può concretizzare. E' il caso di Aston Martin, che ha deciso di ricostruire (a mano) nel suo atélier di Newport Pagnell una piccola serie di 25 DB4 GT. Le ha già vendute tutte, prima ancora di costruirle, la scorsa settimana (prova della validità di quanto ho detto sopra) a 1,9 milioni di dollari l'una. Un affare, visto che l'usato quota sui 4 milioni. Le novelle DB4, in ottemperanza al mood sportivo del modello, non sono omologate e potranno correre solo su circuito o comunque fuori dagli spazi pubblici; anche questo può sembrare strano, ma è una prassi consolidata alla Ferrari, per esempio. Perciò Aston ha realizzato uno specifico programma biennale che prevede la sgroppata delle auto sul meglio delle piste internazionali, con l'assistenza di un team dedicato e i consigli di piloti professionisti e istruttori. E credo ce ne sarà bisogno, perché le GT sotto il cofano montano lo stesso 6 in linea di 3.7 litri da 345 cavalli del tempo, propulsori costruiti a mano con il proseguimento della numerazione d'epoca, caratteristica comunque anche ai telai delle 25 vetture. Considerato che le DB4 da corsa raggiungevano i 243 km/h, andavano da 0 a 100 in poco più di 6 secondi, che il cambio è a sole quattro marce e che la tenuta di strada, con quelle gommine, è quel che è, il team avrà il suo bel da fare per evitare blasonati lutti.

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