12 dicembre 2016

Mercedes Classe E all-terrain






Il mercato delle station wagon è in calo di consensi da tempo; colpa dei Suv, che nel’ultimo decennio hanno rosicchiato loro importanti posizioni di mercato. E’ certamente una questione di tendenza, ma bisogna ammettere che a favore delle prime ci sono le migliori doti di tenuta di strada, grazie al baricentro più basso, e spesso pure una più favorevole abitabilità. A volte, infatti, alla maggiore dimensione  in altezza non corrisponde altrettanto spazio interno effettivo e sfruttabile. Comunque, c’è un sottosegmento che ha sempre mantenuto un certo distacco tanto dalle Suv quanto dalle station “normali”, quello delle auto all terrain, capaci cioè di affrontare (quasi) ogni tipo di strada ma senza esagerare. Lo sterrato per giungere alla casa in montagna, il ruscello di traverso, insomma un off road moderato ma a volte indispensabile. La nuova vettura della Classe E di Mercedes si chiama proprio all-terrain e completa la gamma delle tedesche con una station che offre versatilità e praticità, unite però al lusso e al comfort tipici del marchio.

Esternamente la linea non cambia molto rispetto alle altre familiari della Classe E. A parte le protezioni nere sui passaruota e la mascherina a due lamelle, le modifiche sono poche, se si eccettuano i cerchi di serie da 19" con l'opzione di quelli da 20, che aiutano ad aumentare l'altezza libera dal suolo. Elemento sostanziale è invece la presenza delle sospensioni ad aria Air Body Control che aumentano l'altezza del corpo vettura di 20 mm quando il comando del Dynamic Select (sulla consolle centrale) viene messo in posizione All-terrain. Le regolazioni disponibili con quest'ultimo sono 5: oltre a quella per il fuoristrada, Comfort, Eco, Sport e Individual, di cui l'ultima consente la personalizzazione di assetto, risposta dello sterzo e del motore. L'altezza dal suolo varia da 121 a 156 mm a seconda della condizione di guida; non si tratta perciò di un veicolo atto a tracciati molto severi ma piuttosto di un mezzo che consenta di percorrere sterrate non particolarmente accidentate e piccoli guadi; se occorre risalire un'erta nel bosco meglio pensare a una G. 

L'interno elegante con la plancia quasi interamente occupata dai due schermi touch (opzionali) rafforza il concetto e ricorda che l'auto non ha perso il Dna di lussuosa station. Data l'impostazione tendenzialmente pratica, comunque, è stata data parecchia importanza al trasporto di oggetti. Il vano bagagli può raggiungere una capacità di ben 670 litri anche con i sedili in posizione, grazie all'aggiunta di una posizione più verticale di 10° tra le regolazioni possibili, mentre lo schienale del divano è frazionabile nella proporzione 40:20:40 con sblocco elettrico a pulsante.

La vettura debutta con il recente due litri turbodiesel da 194 CV di cui ho trattato recentemente, un propulsore moderno e potente allo stato dell'arte per le basse emissioni; solo più avanti sarà disponibile anche un sei cilindri, sempre Diesel, che ho avuto pure modo di provare nel test svoltosi in Austria, sulle montagne del Tirolo. Devo dire che vista la classe della vettura e il peso non indifferente, oltre 1.900 kg, il 6 cilindri è decisamente più adatto con il suo vigore e la dolcezza di erogazione, anche se si tratta della vecchia versione con i cilindri a V che sarà presto sostituita nella serie dal nuovo 6 in linea (vedi link). Non che al due litri manchi la potenza, anzi. I quasi duecento cavali sono di pronta erogazione anche con piccole pressioni sull'acceleratore e grazie all'ottimo cambio automatico 9G-Tronic (dall'omonimo numero di rapporti) il tiro è sempre cospicuo. Unici nei, una certa ruvidezza e una rumorosità avvertibili spingendo a fondo, cosa che viene naturale con la all-terrain visto il grande equilibrio della scocca e l'eccellente trazione integrale 4Matic. Quest'ultima lavora insieme al sistema di trazione elettronico 4ETS e prevede una ripartizione della coppia 45:55 tra asse anteriore e posteriore. La sua nuova struttura impiega una frizione a lamelle accoppiata al differenziale centrale, che lavorando con il controllo di trazione riesce a massimizzare la trasmissione di coppia sul terreno. 

Risalendo la strada del Timmelsjoch fino a passo Rombo, la All Terrain mi ha stupito per la maneggevolezza e la sensazione di totale sicurezza su un percorso di neve compressa alternata a tratti completamente ghiacciati, una delle situazioni peggiori per affrontare una salita. Salita sulla quale però è un piacere allungare anche oltre i 100 orari in tutta sicurezza, con l'auto (in taratura Sport) precisa nelle curve e capace di una notevole disinvoltura nell'affrontare i tornanti, che spariscono rapidamente nello specchietto con moderati traversi rigorosamente sotto controllo. Portando il Dynamic Select in Comfort si avverte la minore rapidità delle cambiate e lo sterzo più turistico, ma l'assorbimento delle asperità è davvero sorprendente e la vettura fila via come su un biliardo anche in presenza di dossi e buche. L'unico pericolo è che la grande facilità con cui la all-terrain affronta questi tratti ti faccia sopravvalutare la fisica: in frenata, infatti, la 4x4 non aiuta e occorre applicare un sano principio di conservazione. 

Per raggiungere il bosco oggetto della prossima speciale, un tracciato nel bosco con fondo molto dissestato, è previsto un lungo tratto di strada abbastanza veloce. E' l'occasione di apprezzare la guida precisa e fluida della vettura, la potenza dei suoi freni e le doti del Drive Pilot, prima personale esperienza con la guida automatica. Occorre tenere le mani sul volante, pena il disinserimento del sistema, e fidarsi. Poi lui fa tutto da solo, legge i cartelli, registra la velocità massime del tratto e si adegua a quella del traffico. Su strada a doppia corsia puoi persino fare i sorpassi in automatico: basta mettere la freccia per almeno due secondi e l'auto si sposta sulla sinistra. Analoga procedura per rientrare. Facile, intrigante, fors'anche sicuro. Ma io preferisco guidare. 

Così, quando arrivo al bosco e affronto il sentiero in salita non penso nemmeno alla difficoltà del tracciato. Metto il selettore sul All-terrain, la scocca si alza da terra e parto. La salita è davvero ripida e il fondo molto accidentato. Occorre andare piano, anche perché se superi i 35 km/h l'auto si riabbassa da sola e rischi di rompere qualcosa, ma è sorprendente come si superino senza fatica anche pendenze davvero elevate. Tanto che, dopo aver sbagliato strada e continuato a salire mentre il percorso previsto scendeva, a un certo punto sono stato fermato dalla jeep di due boscaioli, preoccupati che finissi nei guai su quella che ormai era una mulattiera. Così dietrofront e giù verso il percorso giusto, ma con la sensazione che se la facessero un po' più alta da terra con questa all-terrain magari ci faresti anche la Pechino-Parigi. Beh, chissà.

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