19 dicembre 2016

Per Trump l'automotive conta


Il cambio di passo del presidente eletto rispetto al predecessore si fa di giorno in giorno più netto. Al posto delle tecnologie verdi il carbone, invece della salvaguardia dell'ambiente le trivellazioni anche nei parchi pubblici. Ma sull'automobile la sua politica appare più cauta e, soprattutto, attenta ai cambiamenti del sistema internazionale. Così ha deciso di istituire un panel di esperti definito Strategic and Policy Forum che dovrà occuparsi di trend tecnologici, creazione di posti di lavoro ed economia in senso più ampio. Beh, ci sta direte voi. Certo, ma nel panel, sotto la guida di Stephen Schwarzman, ceo di Blackstone, gigante dei private equity,  ci sono anche Mary Barra, ad di GM, Elon Musk, principal di Tesla e  il suo omologo di Uber, Travis Kalanick. Una scelta che mostra come Trump, al di là della "scena", sia attento alla concretezza dell'economia. A dispetto della sua nota permalosità, ha arruolato infatti Musk e Kalanick che in campagna elettorale si erano mostrati assai ostili nei suoi confronti. Ma The Donald è un uomo d'affari e nel business i nemici sono solo comparse in ruolo. Infatti ha dichiarato che i prescelti per il panel sono "i migliori del settore"; quindi è ben conscio di come l'automobile (e le sue evoluzioni) siano elemento imprescindibile di un rilancio dell'economia.

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