3 agosto 2017

BP apre all'elettrico


Che  le Case stiano (chi più, chi meno) spingendo sulle auto elettriche è ormai assodato. Rimane l'annosa questione della ricarica che sinora non aveva avuto grandi endorsement da parte di quelli che sono i principali protagonisti del rifornimento classico, ergo le compagnie petrolifere. Sinora. Perché oggi è giunta notizia che BP, la multinazionale d'impronta inglese dei carburanti, ha in corso colloqui con i principali costruttori di auto elettriche per il progetto di installare colonnine di ricarica rapida nelle proprie stazioni di servizio. Un cambio di prospettiva epocale, perché qui si parla finalmente di una reale infrastruttura di ricarica sul territorio, il cui unico precedente, ma su una scala che non può competere per ovvie ragioni con quella dei distributori di carburante, è stato sinora quello di Tesla con i superchargers. A dire il vero Shell, la compagnia anglo-olandese, ha già installato punti ricarica presso alcune sue stazioni in UK e Paesi Bassi, ma senza il piano organico e globale che sta invece affrontando BP, che nelle stime prevede per il 2035 oltre 100 milioni di auto elettriche in circolazione. Ad aumentare la redditività dell'operazione contribuirebbero anche le sempre più numerose ibride plug-in, che potrebbero usufruire anch'esse della ricarica rapida in tempi ancor più ridotti delle elettriche pure e limitare ulteriormente la marcia con il motore termico nelle aree urbane.

2 agosto 2017

Galeotto fu quel norvegese...



La Norvegia ama le auto elettriche, si sa. E sarà certo un caso che proprio un turista norvegese abbia colto dalla finestra del suo albergo a Barcellona la nuova Nissan Leaf,  inviando subito le foto alla TV2televison in patria. L'auto sta girando un commercial ed è priva di camuffamenti, mostrando così un corpo vettura più gradevole della precedente versione anche se indubbiamente più convenzionale. Un'auto più normale, dunque, destinata a diffondersi e sparire nel traffico insieme e alle altre. Tra le particolarità della vettura, lo sfruttamento in termini di marketing e comunicazione del forte recupero energetico in rilascio consentito dal motore elettrico: Nissan chiama così e-Pedal la possibilità (condivisa peraltro da molte altre elettriche) di guidare utilizzando un solo pedale, poiché alleggerendo la pressione si di esso si ottiene una rallentamento così efficace da rendere l'impiego dei freni veri e propri solo saltuario. Bene, ma mi auguro che nel circuito di controllo dell'acceleratore ci sia anche un accelerometro che accenda le luci di stop al superamento di quella che gli altri automobilisti percepiscono come soglia di frenata e non solo di rallentamento. Entiende?

Ecco la Vantage con i V8 AMG



Aston Martin rinnova la Vantage, che debutterà a fine anno, e ne ha rilasciato le prime foto che pare siano sponsorizzate da una nota produttrice di pneus. La vettura è quella dei test finali ed è praticamente ormai di serie; dal punto di vista stilistico si vedono le influenze alla 007 della DB10, mentre la struttura è quella, accorciata, della DB11. Sarà la prima Aston ad adottare i V8 AMG, a seguito dell'accordo di 4 anni fa, che equipaggeranno le vetture entry level con potenze attorno ai 500 CV, mentre per le versioni top è prevista l'adozione del 5.2 litri V12 della DB11. Tornando all'interessante primizia anglo-tedesca, le prestazioni non saranno certo da dio minore: è atteso infatti uno 0-100 intorno a 4 secondi con una V max superiore ai 300 orari. Trasmissione manuale a 6 rapporti oppure a doppia frizione; versione AMR molto cattiva in canna.

1 agosto 2017

Per un fine superiore


La dinamica dell'uscita dal Dieselgate per il gruppo VW è piuttosto complessa. Da un lato le riparazioni economiche ai (presunti) danni all'ambiente Usa (a inquinarlo basta the Donald), dall'altro il passaggio graduale ma non troppo all'auto elettrica come chiave di volta di una tendenza al futuro che riporti le vendite al primato mondiale (ora in  vetta c'è Renault-Nissan-Mitsu) ma su una base high tech che faccia la differenza rispetto ai concorrenti. Tutti i brand sono coinvolti nel cambiamento e devono fare la loro parte. Come Audi, che secondo fonti anonime interne deve risparmiare 12 miliardi di euro entro il 2022 per disporre dei capitali necessari alle innovazioni in campo elettrico. Ecco spiegata quindi la vendita di Ducati, così come il taglio nello sviluppo dei Diesel e quello probabile nei motori ad alte prestazioni di grande cubatura. Il piano elettrico peraltro corre: l'anno prossimo dovrebbe debuttare la Suv e-tron, seguita a breve dalla coupé e-tron Sportback vista a Shanghai come concept e da una cittadina a guida autonoma. Tutte elettriche, tutte molto techno. Per assurdo, poi, i grandi investimenti sono necessari perché il passaggio all'elettrico implica un approccio radicalmente diverso e quindi la sostituzione totale di di strutture anche logistiche, mentre i veicoli futuri saranno intrinsecamente più semplici, privi come sono di una trasmissione vera e propria e con l'elettronica che sostituisce mediante il software quasi completamente la meccanica delle auto attuali.

31 luglio 2017

Se te se minga bûn...


Le strade britanniche sono difficili, lo sa chiunque abbia guidato da quelle parti. Fatta eccezione per le dual carriageway, sono strette e, soprattutto, non hanno il margine laterale che esiste praticamente su ogni strada del Continente, Irlanda esclusa. Il che implica molta concentrazione nella guida (bene) ma anche nessuna tolleranza per gli svarioni: appena ti distrai, picchi. Ed è andata così a questo anonimo signore del South Yorkshire, che nemmeno un'ora dopo aver ritirato dal concessionario la sua Ferrari 430 Scuderia second hand, l'ha ridotta così. Pioveva, dice, e si è distratto solo un attimo. Comunque non si è fatto male e se aveva un kasko come si deve magari può ritentare la fortuna con una più moderna 488...

Consegnate le prime Model 3



Tesla ha mantenuto le sue promesse commerciali e venerdì sono state consegnate le prime 30 Model 3. E contemporaneamente sono state finalmente diramate le specifiche della produzione: due modelli per la fase iniziale, la base e la Long Range, che si differenziano (anche), come dice il nome, per l'autonomia consentita nel secondo modello dalla maggiore capacità del pacco batterie, 515 km contro 354. Il prezzo negli Usa è di 35.000 $ per la base e di 44.000 per la L.R.; le prestazioni, rispettivamente, una V max di 209 km/h e uno 0-60 mph (96 km/h) in 5.6 s e 225 km/h e 5,1 s. Quindi a maggiore capacità (e pure maggior prezzo) maggiori prestazioni, una scelta un po' vecchio stile per Tesla. Le Model 3 per ora sono tutte a trazione posteriore con un singolo motore; in futuro ci saranno però anche quelle con doppia motorizzazione a trazione integrale. L'interno è piuttosto "dimesso", fatta eccezione per lo schermo da 15 pollici touch che aziona praticamente ogni cosa, ma pagando 5.000 dollari in più c'è un allestimento lusso come selleria in pelle e sedili maggiormente regolabili. L'equipaggiamento standard comprende comunque navigatore e connessione internet, oltre alla struttura base dell'Autopilot, che con altri 5.000 $ diventa più "capace" e con ulteriori 3.000 $ diventa del tutto autonomo. Un bel salasso per far divertire il computer. 4 anni di garanzia sull'auto e 8 sulla batteria. I primi 30 clienti sono stati molto fortunati (amici?): in agosto verranno costruite solo altre 100 auto, 1.500 per settembre e un totale di 20.000 per fine anno. Quindi gli altri 380.000 clienti in attesa che hanno pagato la prenotazione dovranno attendere l'anno prossimo o meglio la fine del 2018, dato che Tesla prevede una produzione di 500.000 auto comprendendo S e X. Comunque, non perché sia un nostalgico delle mascherine, ma lasciatemi dire che il frontale piatto della Model 3 è decisamente brutto: mi domando come non abbiano trovato una soluzione stilistica decente all'assenza della griglia.

26 luglio 2017

L'occhio del fisco sulle elettriche


Ancora sull'elettrico, ma stavolta riguardo un evento che avevo peraltro largamente previsto. In California, a Palo Alto per la precisione, dal prossimo 1° agosto si pagherà una tassa aggiuntiva sulle ricariche di auto elettriche. Fa specie che la prima di questa prevedibile individuazione da parte della fiscalità di una nuova fonte di introito avvenga proprio nella località ove ha sede la Tesla e forse la coincidenza è dovuta al lancio della Model 3 con le sue ampie aspettative di vendita, ma il fatto è che c'è stata una prima volta, la pratica è stata sdoganata. Ora dobbiamo aspettarci una discesa a pioggia un po' dappertutto, con più o meno sviluppate punte di ingordigia da parte delle diverse amministrazioni. Sulla West Coast la tassa si limita a 0,23 $/kWh, decisamente poco in assoluto meno di 10$ per una percorrenza di 100.000 km circa, ma è il concetto che conta. Per ciò che riguarda i futuri automobilisti elettrici (diciamo) low cost della Model 3, inoltre, ci sarà pure da pagare la fattura della corrente utilizzata, il cui costo per i più ricchi possessori di Model S e Model X viene assunto da Tesla. Per essere realisti, comunque, non si può pensare che a fronte del calo di vendite dei carburanti tradizionali, per ora futuribile ma possibile, i diversi governi rinuncino tout court a un cospicuo introito di cash senza prevedere una alternativa. E calando il discorso in Italia, viste le abitudini, io starei molto attento nel valutare i reali costi futuri.

Toyota cambia idea


Il punto debole delle auto elettriche resta sempre quello delle batterie. Ingombranti, pesanti nonostante l'impiego del leggerissimo litio, con una densità energetica ridicola (la quantità di energia per unità di volume) rispetto a un serbatoio di carburante. Ecco perché gli sforzi degli attori del settore si concentrano sulla ricerca nel campo degli accumulatori. E l'ultima novità viene da Toyota, che secondo un quotidiano jap ha in fase di avanzato sviluppo un nuovo tipo di batterie al litio a elettrolita solido che sarà sul mercato nel 2022. La scelta va nella direzione di accumulare maggiore energia grazie alla parimenti maggiore densità del composto, mentre il migliore scambio termico riduce la possibilità di surriscaldamento e limita quindi il peso aggiuntivo dovuto al sistema di raffreddamento; infine, le nuove batterie accetterebbero intensità di ricarica assai maggiori, riducendo drasticamente (ammesso che le colonnine specifiche diventino virali) i tempi di attesa. La scelta di produrre in quantità accumulatori rappresenta un deciso cambio di orizzonte per la casa nipponica, che 5 anni fa aveva preferito lo sviluppo delle fuel cell (vedi la Mirai), ritenendolo più promettente. Ma solo lo stolto non cambia mai idea...

25 luglio 2017

Manca pochissimo alla nuova TVR


Un po' più di un anno fa ero tornato sull'argomento TVR, nome mitico per gli amanti delle auto feroci, ma ahimé scomparso dalla scena da (troppo) tempo. La nuova proprietà tuttavia sembra mantenere le promesse e la nuova vettura è attesa per il lancio al 2017 Goodwood Revival che si aprirà appena prima del salone di Francoforte in settembre; nel frattempo un nuovo teaser è stato rilasciato. Confermate le linee generali dell'auto: motore yankee V8 di 5 litri, del quale non è stata comunicata tanto la potenza quanto (nella più pura illogica ottica anglosassone e in unità di misura arcaiche) il rapporto peso potenza di 400 hp/tonne, vale a dire 405,56 CV/1.016,04 kg, cioè, in unità umane, 2,5 kg/CV;  peso di 1.200 kg, 0-60 mph (96 km/h) in meno di 4 secondi e Vmax di oltre 320 km/h. Gli scarichi sembrano essere stati modificati rispetto al primo teaser, altrettanto la scocca che ora impiega un mainframe in alluminio con pannelli in vetroresina, mentre quella in carbonio realizzata con il sistema iStream di Gordon Murray sarà una (costosa) opzione in sede di prenotazione dell'auto. Prezzo sopra i 100.000 € e produzione del lotto iniziale ampliata a 500 vetture; il portafoglio clienti per ora ha raggiunto 300 depositi di 5000 sterline per la prenotazione.

24 luglio 2017

Blind screen anche sulla Ampera-e?




A volte un piccolo bug può fare danni più grandi quanto si pensi. E' il caso della Chevrolet Bolt, la nuova elettrica di GM in fase di lancio anche dalle nostre parti sotto il nome di Opel Ampera-e, che manifesta un piccolo ma serio problema di visibilità. Sulle vetture dotate del parabrezza nella finitura grigio chiaro unita all'interno nella tinta "light ash gray and ceramic white", la scelta di tonalità dà luogo a forti riflessioni che in determinate condizioni rendono la guida pericolosa, causando una sorta di cecità temporanea del guidatore. Il problema è stato segnalato alla NHTSA (l'ente di controllo Usa sulla sicurezza stradale) su alcuni forum e l'ente sta facendo controlli per decidere se ordinare un richiamo. Nel frattempo gli sfortunati pionieri dell'elettrico a stelle e strisce hanno dovuto provvedere a proprie spese alla sostituzione della plancia, con un costo di circa 2.500 dollari che per ora GM si rifiuta di accollarsi. Magari però in Europa le plance sono solo scure...

Mica tutti uguali, i cavalli



Di GT40 originali penso ce ne siano in giro ormai poche, Restano però le repliche, che se sono fatte come si deve hanno ancora moolto da dire. Come in questo video, dove una replica motorizzata Gurney-Weslake fa vedere i sorci verdi un po' a tutti in accelerazione. Il V8 è un 427 cid (6994,26 cm3) da 450 CV, abbastanza pochi rispetto alle supervitaminizzate che le fanno da contorno, ma che uniti al peso ridotto e alla rapportatura racing sparano agilmente la vecchietta oltre i 250 orari sul quarter mile. Ma la chicca è la sdrumata che si becca una Dodge Challenger SRT Hellcat, che pur con un differenziale di potenza di ben 267 cavalli rimane nettamente indietro. Senza contare che se guardate bene a fine sparo dallo scarico esce un fumino bianco che la dice lunga sull'affidabilità di quei 717 CV. OK, gli spari sul quarto di miglio sono una specialità Usa che non dice nulla sulle vere doti stradali dell'auto. Ma pensate che sul ring sarebbe andata diversamente?

19 giugno 2017

Appuntamento a luglio


Quest'anno si anticipa. Così le vacanze arrivano prima, ma purtroppo anche il ritorno sarà anticipato; me ne farò una ragione. Cari topolini, ci vediamo a luglio e per chi nel frattempo parte, buone vacanze.

16 giugno 2017

La Panoz elettrica per Le Mans



Dan Panoz, figlio di Don Panoz, una dinastia di imprenditori farmaceutici di origini italiane con il pallino delle corse. Dall'89 in pista e ora alla rincorsa delle nuove tecnologie, con la Green4U presentata a Le Mans ieri, in occasione della 24 ore che si corre in questo weekend. E' una GT elettrica a batterie che nelle intenzioni del tycoon dovrebbe debuttare già l'anno prossimo sul tracciato endurance. L'omologazione dovrebbe avvenire nella categoria GTE e la scocca in fibra di carbonio prevede l'abitacolo a sinistra, lasciando spazio per le ingombranti batterie sull'altro lato. Accumulatori per i quali è prevista la sostituzione rapida, tanto quanto la ricarica, che dovrebbe avvenire in appena 35 minuti grazie a speciali caricatori installati nel box. L'autonomia, trattandosi di un'auto da competizione, è valutata più che in chilometri in unità di tempo: per la vettura disegnata da Peter Stevens le ipotesi sono di un range da 48 a 55 minuti con una velocità massima attorno ai 300 orari, mentre la strategia di corsa si baserà sul cambio batterie a fine autonomia, effettuato con tempi paragonabili a quelli di un rifornimento classico. I motori di propulsione sono due, uno per asse, e con la loro potenza complessiva attorno ai 600 CV garantiscono anche la trazione integrale con torque vectoring.

Quasi pronta la Jag elettrica


Jaguar accelera sull'elettrico performante, distaccando così le rivali tedesche. E' pronta al lancio infatti la I-Pace, la Suv elettrica del brand, che dovrebbe andare sul mercato nel corso di quest'anno con l'allestimento finale della catena di produzione presso la Magna Steyr in Austria. La vettura è dotata di una piattaforma dedicata in alluminio, con un pacco accumulatori da 90 kWh, che impiega batterie sviluppate appositamente per il marchio con maggiore densità energetica (ma non si sa da chi), e le assicura un'autonomia di circa 350 km, mentre i due motori, uno per ogni asse, hanno una potenza complessiva di 405 CV e una coppia di 700 Nm. Debutto ufficiale a settembre al salone di Francoforte con una profilatura assai simile (come del resto abitudine della Casa) alla concept.

14 giugno 2017

GT2 RS in action



L'altro giorno in statica; ora in prova al Ring. La Porsche 911 GT RS si vede bene in azione durante questa sgroppata in solitaria sulla Nordschleife e dal video si apprezzano le cambiate ultrarapide del PDK e i lievi accenni di sovrasterzo di potenza in uscita di curva, probabilmente controllati da un sistema elettronico vista la morbidezza dell'uscita di traiettoria e l'assenza di cambio di tono dello scarico, segno che il driver non  ha alleggerito ma ci ha pensato la centralina. Sinceramente non ho mai trovato particolarmente attraente il sound Porsche, ma è indubbio che la GT2 RS sia un assoluto.

Amazon fa sul serio con le auto


L'anno scorso c'era stata l'iniziativa pilota con la Seat in Francia. Ora però pare proprio che Amazon stia pianificando un ingresso alla grande nel mondo della vendita di automobili. In effetti il ruolo della internet company Usa sta assumendo sempre più una connotazione di venditore globale, cui non è precluso alcun segmento di mercato, ma rispetto a ciascuno dei quali viene applicata una politica specifica. Nel caso delle auto l'esperienza francese fa scuola, ma riguardava solo 15 auto pre-immatricolate. Ora si tratta di affrontare il mercato con un approccio globale, che tenga conto delle diversità burocratiche in vigore e dei tempi effettivi di consegna legati alla produzione. Chi compra sul web non è disposto alle attese che contraddistinguono certi modelli e si tratta di vedere quale politica Amazon sarà in grado di seguire o addirittura imporre ai fornitori sulla base prima delle prospezioni di vendita e poi sugli (eventuali) dati reali. L'esistenza del database Amazon Vehicles è di supporto ma occorre implementare una rete di stoccaggio dei veicoli e una rete di servizio, che comprenda anche officine per la manutenzione. A questo riguardo, sembra che Amazon stia facendo passi verso accordi collaborazione con società di servicing terze rispetto a quelle delle concessionarie delle Casa e in grado di trattare una rete multimarca con efficienza. Il sistema di stoccaggio dei veicoli richiede ampi spazi e una logistica ad hoc, ma è fondamentale per fare da buffer rispetto alla fornitura. Per le Case potrebbe anche rappresentare un sistema remunerativo per ammortizzare gli stock e livellare la domanda su tempi lunghi, ma ovviamente Amazon vorrà dire la sua e guadagnarci facendo dumping. Dal punto di vista fiscale, poi, le cose potrebbero essere ancora più complesse; forse è per questo che il delivery partirà probabilmente in UK, Paese notoriamente molto permissivo quanto a regole fiscali, con base operativa in Lussemburgo, altro punto oscuro della condivisione fiscale UE. In ogni caso sarà interessante vedere l'evoluzione dell'iniziativa.

13 giugno 2017

PSA-Opel, prime mosse


Delle vicende recenti vicende proprietarie di Opel abbiamo ampiamente detto a inizio anno, quando si seppe la notizia del takeover. Si disse anche che l'acquisizione sarebbe stata un processo lungo anche se le abitudini del boss di PSA, Tavares, non sono precisamente quelle di un attendista. E nelle dimissioni (annunciate, accettate e archiviate) del ceo Karl-Thomas Neumann, sostituito dal direttore finanziario Michael Lohscheller, si vede una delle prime mosse della nuova gestione. Neumann cade comunque in piedi: ci sono voci di un suo reclutamento nel gruppo VW per guidare addirittura Audi; in ogni caso la nomina al vertice di un uomo di finanza dà la misura del piano di rilancio dei francesi, che intendono ottimizzare più che investire (dopo il pagamento forse non ancora operativo dei 2,3 miliardi di dollari per l'acquisto) nella società tedesca per ottenere quella sinergia di gruppo utile al prosieguo del rilancio di Peugeot & affini.

Coreana siamese




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Si chiama Kona e l'abbiamo già vista in forma di disegno nelle release di Kia, dato che, come noto, Hyundai applica la politica multimarchio sui suoi modelli. Piattaforma comune con la media, motori pure, quindi motori e 3 e 4 cilindri da 1.0 a 1.4, turbodiesel compreso. Andamento curvilineo con particolari tesi nello styling, ma con minor contrasto rispetto alla sorella coreana. Interno di qualità, con grande schermo al centro della plancia ma impostazione sostanzialmente classica. Imminente la commercializzazione.

12 giugno 2017

Torna la GT2 RS


Debutto pseudo-virtuale per la nuova Porsche 911 GT2 RS. Il nuovo modello è stato infatti presentato all'Electronic Entertainment Expo di Los Angeles durante il lancio avvenuto ieri, nel corso di una preview organizzata per Xbox del gioco Forza Motorsport 7. La nuova belva di Stoccarda spinta dal 3.8 biturbo dovrebbe avere una potenza attorno ai 700 CV e una coppia vicina agli 800 Nm, con uno 0-100 al di sotto dei 3 secondi, una Vmax di oltre 340 km/h e la consueta impegnativa trazione esclusivamente posteriore tramite un cambio a doppia frizione con 7 rapporti. Debutto ufficiale a settembre al salone di Francoforte; sul mercato l'anno prossimo, a piccole dosi. Nel frattempo per sognare c'è il computer.

Crash in Svizzera per Hammond



Dopo il trasferimento dalla BBC ad Amazon Prime Video, The Grand Tour ha perso un po' di smalto rispetto a Top Gear. Ma nel più puro stile yankee, cosa c'è di meglio di un crash per attirare l'attenzione? Cinismo a parte, sabato Richard Hammond stava provando una supercar croata, la Rimac Concept One sulla salita di Hemberg, in Svizzera, quando l'auto è uscita di strada in una curva per cause ancora non del tutto accertate. L'auto si è capovolta ed è atterrata sul tetto, mentre Hammond è riuscito a uscire dall'abitacolo da solo prima che il veicolo prendesse fuoco, riportando la frattura di un ginocchio. La Concept One è un'auto decisamente prestazionale, con una potenza di 1.224 CV, una coppia di 1.600 Nm, una V max di 355 km/h e lo 0-100 in soli 2,5 secondi; forse il sofisticato torque vectoring su ciascuna ruota ha fatto le bizze e ha scaricato troppa coppia. Comunque l'ex di Top Gear non attraversa un periodo fortunato: a marzo era rimasto incosciente dopo essere stato sbalzato da un moto in Mozambico durante la registrazione di un test. In ogni caso il fatto inquietante è l'incendio, d'acchito irrealistico su un'elettrica, ma che occorre invece tenere in considerazione tra gli eventi possibili.

9 giugno 2017

Gruppo VW: motori à la carte



Con la presentazione della nuova Skoda Octavia RS 245 prosegue l'offerta sempre più ampia del gruppo tedesco in campo motoristico: sulla vettura è infatti montato il 2.0 TSI (TFSI in Audi) nella versione da 245 CV. Nato due anni con 190 CV, il propulsore è evoluto infatti fino ai 310 della Golf R (e della TT), ma è disponibile anche con 300 CV, (Seat Leon Cupra), 265 (GTI Cubsport), 252 (Audi), oppure, quello impiegato da Skoda e VW per la GTI, 245. Sostanzialmente lo stesso motore, quindi, ma con i dovuti adattamenti alle diverse  potenza e coppia; una storia antica in VW, iniziata con i motori 1.8 turbo una ventina di anni fa. In ogni caso si tratta di unità allo stato dell'arte per efficienza e sportività, propulsori che stabiliscono il benchmark nel loro settore. La nuova Octavia sportiva, la più potente sinora, scatta da 0 a 100 in 6,6 secondi (6,7 la SW) grazie ai 370 Nm da 1.600 a 4.300 giri e raggiunge una velocità massima (autolimitata, attenzione) di 250 km/h. Fuori un look più sportivo, illuminazione a Led e cerchi dedicati da 19", dentro sedili sportivi in Alcantara, volante tagliato in basso e display a colori. Il cambio è manuale a 6 marce oppure DSG a 7, la trazione anteriore con differenziale autobloccante a controllo elettronico. Certo che Skoda ne ha fatta di strada dalle 110 a motore e trazione posteriore.

e-booster, il futuro del turbo




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L'avevo già visto, ma non sapevo fosse lui. Inizio criptico per un testo tecnico, ma mi spiego subito: parlo dell'e-booster, il compressore centrifugo elettrico impiegato dal nuovo motore a benzina di 3 litri Mercedes-Benz OM 656. Non sapevo fosse prodotto dalla Borg Warner, storica azienda Usa nota per aver prodotto la prima trasmissione automatica a tre rapporti (per la Studebacker, negli anni '50), ma attuale fornitore di tecnologia automobilistica nella transizione verso il futuro a trazione elettrica. I principali segmenti di competenza della compagnia sono infatti combustione, ibrido ed elettrico, con una serie di prodotti che spaziano dai turbocompressori (negli anni '90 Borg Warner ha acquisito KKK e Schwitzer, suo il turbo a geometria variabile per motori a benzina di Porsche) ai differenziali posteriori con torque vectoring (Audi) o alla trazione integrale intelligente (Jaguar), dai moduli ibridi calettati sull'albero motore a quelli fuori asse, includendo quelli mild hybrid che secondo l'azienda avranno nel prossimo futuro molto più successo dell'ibrido classico, offrendo fino all'80% dei vantaggi della soluzione con un costo ridotto al 20%. Insomma un fornitore trasversale impiegato un po' da tutte le Case, con un livello tecnologico top che ho avuto modo di verificare nel corso di una visita a Kircheimbolanden, uno degli 8 impianti del gruppo in Germania dove sono collocate produzione e laboratorio R&D di sistemi turbo, compresi anche gli e-booster. I compressori centrifughi elettrici non sono una novità, ma questo ha la peculiarità di funzionare con il sistema elettrico a 48 V che diverrà lo standard per soluzioni ibride, di avere una potenza di 5kW in dimensioni davvero ridotte e soprattutto di raggiungere la velocità di regime di 70.000 giri al minuto in soli 0,270 secondi. Proprio qui sta la sua utilità: come si può vedere dall'animazione, l'e-booster interviene nelle situazioni in cui il turbo classico mostra tempi troppo lunghi per il raggiungimento della pressione nominale, tipicamente l'accelerata a basso regime con rapporti lunghi. In questo caso l'intervento del compressore elettrico consente il rapido build up della sovralimentazione e annulla il ritardo di risposta, mentre non appena la turbina ha raggiunto la pressione richiesta si disinserisce. Il suo funzionamento è quindi discontinuo, ma sono previste anche future applicazioni dove il compressore elettrico sarà solo a garantire la sovralimentazione. Un settore nuovo e promettente, che si specchia in un presente dove le doti dell'e-booster sono immediatamente percepibili. Nel corso di un test svolto sul circuito di Hockenheim con una Audi Q5 TFSI 2.0 da 252 CV dotata del sistema e della possibilità di disinserimento, l'effetto del sistema elettrico si avverte immediatamente con la sensazione di disporre di un motore di maggiore cilindrata e una  istantanea disponibilità di coppia, che rende possibile una guida a scelta più sportiva oppure più rilassata e con i rapporti alti. Una soluzione intelligente ed efficace in attesa dell'integrazione del motore elettrico nel turbo stesso come in F1, espediente per ora ancora troppo costoso per la serie ma in corso di sviluppo e logica evoluzione del concetto.

7 giugno 2017

La Kia Stonic pronta per Francoforte



Debutterà al salone di Francoforte, in settembre ma Kia ne ha già rilasciato i primi disegni (forse ancora un po' concept). E' la Stonic, rivale incarnata della Nissan Juke, che sarà sul mercato verso fine anno. La piattaforma dovrebbe essere quella della Rio, quindi anche i motori con ogni probabilità saranno in share; ci possiamo aspettare quindi il 3 cilindri mille e i 4 cilindri milledue e millequattro, oltre al turbodiesel 1.4. Le linee un po' tese tipo Evoque suggeriscono un futuro cambio di direzione stilistica del marchio in questo segmento, mentre l'atout del modello dovrebbe essere l'ampia possibilità di personalizzazione. Quest'auto è particolarmente importante per il marchio perché con il viraggio in corso del mercato verso i Suv, proprio questo segmento sta diventano uno dei più remunerativi per le Case.

7 auto in 7 anni


Aston Martin ha intenzione di costruire 7 nuove auto in 7 anni, conteggio a partire dall'anno scorso con la DB11. Per quest'anno attendiamo la nuova Vantage, l'anno prossimo la Vanquish e nel 2019 il Suv DBX. Le ultime tre saranno due berline a quattro porte e una supercar a motore centrale, figlia ideale (ma non strutturale) della Valkyrie vista a Ginevra. Le dichiarazioni vengono direttamente dal ceo Andy Palmer, che ha prospettato il debutto della nuova supersportiva appena dopo quello del Suv e che l'ha individuata come una concorrente di Ferrari 488, Lambo Huracàn e McLaren 720S. Non si tratterà comunque di un'auto a produzione limitata come la Valkyrie, ma di un modello di effettiva gamma, che dovrebbe fare capo, quanto a linee, ad Adrian Newey, stylist aerodinamico di Red Bull già coinvolto nella hypercar. Nessuna preview sui dati tecnici, tranne l'impiego di un propulsore V8 biturbo, che visto l'accordo di collaborazione, potrebbe anche essere un AMG. In tal caso però forse potrebbe essere necessario un cambio di nuova progettazione; un travaso dalla Valkyrie, motore V12 e sistema ibrido a parte, ci sta.

6 giugno 2017

Audi A5 Sportback g-tron; il metano facile





Il gruppo VW ha puntato decisamente sull'elettrico per il futuro, ma d'altro canto è ben conscio che i motori endotermici occuperanno ancora per molti anni il ruolo di base della motorizzazione; per il 2025 prevede infatti un parco circolante a 1/3 di elettriche e 2/3 di veicoli a combustione. In quest'ottica il passaggio al gas naturale, con la sua molecola che contiene un solo atomo di carbonio, consente una notevole riduzione delle emissioni di CO2. Di qui la rinnovata spinta nel settore con la presentazione delle nuove A4 Avant e A5 Sportback g-tron. Gli elementi di maggiore ostacolo alla diffusione d'uso del gas naturale sono, lo sappiamo bene, la scarsa diffusione dei punti di ricarica e la ridotta autonomia. Se sul primo fattore si può operare solo sulla rete, che peraltro è in crescita in tutta Europa, sul secondo Audi ha cercato una soluzione con una scocca innovativa, che integra nella zona posteriore un modulo con quattro bombole in materiale composito (pesanti il 56% meno di quelle in acciaio) capaci di 19 kg di metano e un serbatoio di benzina da 25 l, per un’autonomia complessiva di 950 km, di cui 500 a gas. Le bombole hanno una pressione di esercizio di 200 bar, ma sono collaudate a 300. 

Il motore è il TFSI 2.0 a 4 cilindri, che eroga 170 CV e 270 Nm e ho avuto modo di provarlo brevemente sulla A5 Sportback. La vettura dall’esterno è indistinguibile da quella a benzina, salvo sigla e doppio bocchettone di rifornimento, mentre dentro solo il doppio indicatore di livello la rivela, nell'abituale cruscotto Audi, ben rifinito e ricco di indicazioni. Il motore parte subito a metano e ha un funzionamento regolare ma sinceramente (sarà per colpa dei turbodiesel) non dà l’impressione dei 270 Nm dichiarati, per giunta da soli 1.650 giri, forse per qualche esitazione nei passaggi di rapporto del cambio S tronic (optional), particolarmente a basso e medio regime. Andando forte invece si recupera in sportività e l’auto si mostra molto più sciolta; in ogni caso non si avverte il maggior peso del retrotreno rispetto ai modelli monocarburante. Sempre elevato il comfort acustico e, nel caso, assolutamente inavvertibile il passaggio dall’uno all’altro dei sistemi di alimentazione. Il consumo dichiarato (secondo il vecchio ciclo però) va da 3,8 a 4,3 kg/100 km, l'accelerazione da 0 a 100 orari è di 8,4 secondi e la velocità massima di 224 km/h. Prezzo a partire da 40.800 euro.

Metti che stampi la tua auto...


Al di là del risultato più che ovvio, questo crash test in sedicesimo di una Porsche 911 GT3 RS realizzata con un kit della Lego è illuminante su quanto meno resistente agli urti sia la plastica rispetto al metallo. La struttura interna amorfa, infatti, dà luogo a frantumazioni casuali il cui andamento è impossibile da prevedere. E se nelle auto odierne vere la resina è relegata agli accessori non strutturali, il diffondersi di compositi e di plastiche caricate potrebbe dar luogo a problemi di questo genere anche con le vetture reali. E' noto d'altronde che la fibra di carbonio sotto urto violento si polverizza; un po' la situazione delle comiche anni '20 quando Stanlio e Ollio rimanevano con il volante in mano e attorno i pezzi dell'auto distrutta. Comunque, visto che il test è stato fatto a tempo perso dai tecnici ADAC che normalmente si occupano degli EURO-NCAP, possiamo essere certi che nessuna auto realizzata con questi materiali (e in mattonicini, aggiungo) potrebbe mai essere omologata. Rimane il caso delle auto realizzate con stampanti 3D: li avranno fatti i test?

1 giugno 2017

Una 4C come si deve



L'Alfa Romeo 4C è un'auto che si presta alle elaborazioni estreme. E' già in effetti molto racing, con la struttura in carbonio e i pesi limati, ma il motore di serie, il 1750 turbo centrale non eroga più di 240 cavalli. Così per un modello destinato alle gare in salita le è stato montato un motore, sempre a 4 cilindri, ma da 600 CV, che l'ha letteralmente fatta decollare. Ma questo è il passato. Il presente è quello del video, che documenta la partecipazione alla gara in salita Verzegnis-Sella Chianzutan con la stessa scocca, sulla quale è stato installato invece un V8 ad albero piatto da Formula 3000, uno Zytec che eroga 450 cavalli. Parecchi di meno rispetto al 4, ma che sound! Ovviamente la 4C è adattata quanto e freni, sterzo assetto etc etc. Ma dite la verità: non ci starebbe bene su strada?

31 maggio 2017

Querelle Alfa-Volvo




La fame di record al Nürburgring a volte crea problemi di overlapping, specie quando tempi sul giro e di calendario fanno a pugni. I fatti: la scorsa settimana Volvo pubblica un video relativo alla S60 Polestar, quella impiegata nel World Touring Car Championship 2016. Con il tempo di 7' 51",110 rivendica il record relativo alla categoria auto stradali a 4 porte. Peccato che un anno prima Alfa Romeo abbia ottenuto un 7' 39" con la Giulia Quadrifoglio sullo stesso circuito e nella stessa categoria. Ora la storia si fa spessa, perché Volvo sostiene che la Giulia fosse equipaggiata con pneumatici slick, mentre la Casa del Biscione ritiene assolutamente regolare la questione, dato che i Pirelli P Zero Corsa impiegati sono omologati per l'uso stradale. Peraltro, a settembre 2016 la stessa vettura ha fatto scendere il cronometro a 7' 32", attuale record registrato di categoria. Quindi Volvo fa un test segreto e ne pubblica i risultati solo un anno dopo e non si preoccupa nemmeno di controllare quale sia la situazione attuale. Strano, no?

M8 on the way



Nemmeno il tempo di vederla in versione normale ed eccola già in chiave M. Alla 24 ore del Nurburgring è stata infatti svelata la prossima M8, pur in versione camuffata e senza la release di alciun dato tecnico. Dal sound si evince comunque che sotto il cofano sia montato il "solito" V8 biturbo delle M gramdi, che dovrebbe avere nella prossima edizione (quella della M5, che arriverà tra poco) un po' più di 600 cavalli, giusto per non stare sotto la AMG. Il trasferimento di tecnologia include con ogni probabilità anche il sistema di trazione, con cambio automatico a 8 marce, trazione integrale permanente, più la possibilità di escludere l'asse anteriore per una guida più guizzante.

30 maggio 2017

Audi SQ5, letteralmente Suv




Il futuro è Suv, almeno secondo il gruppo VW. Così è meglio abituarsi alle versioni SQ, piuttosto che alle S, con l'accento sulla S, quindi più sport che utility vehicle. Ovviamente parlo dei modelli Audi di impostazione sportiva (non estrema) e nel caso specifico della SQ5, dotata di un nuovo motore V6 di 3 litri che fornisce 354 CV tra 5.400 e 6.400 giri e 500 Nm tra 1.370 e 4.500 giri, con un'erogazione quindi molto simile quanto a coppia a quella di un Diesel.

Secondo l'abituale understatement del marchio le caratterizzazioni non sono vistose: spiccano i cerchi da 20 pollici con pneumatici 255/45 (in opzione quelli da 21"), le griglie specifiche, i paraurti e il diffusore posteriore che "sale" verso i quattro scarichi. Dentro inserti in vero carbonio e sedili trapuntati tipo Bentley che fanno lusso ma sono invece più che altro di taglio sportivo, dotati di ampia possibilità di regolazione e (comunque) decisamente molto confortevoli. Cruscotto costituito da uno schermo ad alta definizione che consente diverse opzioni di visuale con ampia disponibilità di info sullo stato di motore e vettura, secondo schermo centrale per tutte le funzioni accessorie, dal comando dell'impianto multimediale B&O al navigatore con Google Map. Tutto ottimamente rifinito, di gran classe. Ampia dotazione di sistemi di assistenza alla guida; ci sono praticamente tutti, ma non sono mai invadenti.

Il nuovo motore passa, rispetto al precedente 3 litri, dalla sovralimentazione con compressore a quella mediante un turbo twin scroll collocato nella V dei cilindri, grazie agli scarichi verso l'interno e all'angolo di 90° tra le bancate (come i V8), mentre è presente un contralbero per ridurre le maggiori vibrazioni determinate da tale architettura. Il motore ha l'iniezione diretta a 250 bar e una pressione massima di alimentazione di 1,5 bar, mentre l'Audi valvelift system varia i parametri della distribuzione a seconda del numero di giri. Inoltre funziona a medio carico secondo il ciclo Miller, che prevede un'espansione maggiore rispetto alla compressione e un maggiore rendimento; in questo caso ha un rapporto di compressione geometrico di 11,2:1. Quando si affonda l'acceleratore i parametri di distribuzione tornano al ciclo Otto per sfruttare tutta la potenza disponibile; con questa regolazione duale però la percorrenza media è di 11.8 km/litro. Insomma non c'è tutta la tecnologia di punta Audi, ma la parte che conta si fa sentire.

Un tocco al bottone di avviamento sulla plancia e il V6 prende vita con un rumore sommesso e lontano. Sblocco il cambio dalla posizione di parcheggio e seleziono con l'Audi drive select l'impostazione comfort, che prevede cambiate più rilassate e sospensioni tarate sul morbido (ad aria e gestite elettronicamente, optional), oltre allo sterzo più turistico. La SQ5 si muove leggera nonostante i 1.945 kg di peso, con un ron ron appena avvertibile in sottofondo. Non sarà un  test molto lungo, quindi mi affretto a cambiare impostazione per controllare tutte le feature dell'auto. L'impostazione economy prevede in rilascio l'inserimento della funzione veleggio tra 55 e 160 km/h: la trasmissione si disaccoppia e l'auto procede per inerzia fino alla nuova pressione sul pedale. Inavvertibile ma (dicono) efficace sui consumi.

Bene, ora basta. Voglio proprio sentirli, 'sti 354 cavalli. Via con la taratura performance e giù il piede. Il tiptronic a 8 rapporti è veloce ma non sportivo come ci si aspetterebbe e perciò stempera un po' il vigore del V6, che ruggisce nelle prime 5 marce (corte), allunga in 6° e si stabilizza in 7°, mentre l'8°, molto lunga, non la mette proprio con questa taratura. L'auto comunque va decisamente forte: su un tratto di autostrada libero e privo di limiti ho raggiunto rapidamente e nonostante il traffico i 240 orari indicati a fronte di un massimo di 250. Nei tratti guidati si inserisce molto bene in curva, con transitori di appoggio  contenuti nonostante il centro di rollio ovviamente piuttosto alto. Occorre tenere presente una certa inerzia nei cambi di assetto e un minimo di trascinamento laterale, ma poi ci si abitua e ci si comincia a divertire. La trazione integrale quattro controlla la coppia su ogni ruota grazie alla gestione elettronica e aiuta negli inserimenti in curva facendo le veci di un autobloccante; con l'optional del differenziale sportivo poi, presente sull'auto in prova, il sottosterzo sparisce del tutto nonostante la mole e l'auto dà la piacevolissima sensazione di essere sparata via verso l'uscita di curva; molto gratificante anche per i neofiti della guida sportiva.

Il sound del propulsore a basso regime è strano per un V6, sembra quasi quello di un V8: ho il sospetto di qualche rinforzo acustico dall'impianto audio. Comunque il lag di risposta del turbo è quasi inesistente e le salite di giri molto rapide, anche se il cambio ha la brutta abitudine di eseguire il downshift quando si affonda il gas pure in modalità manuale e anche se il propulsore si trova attorno ai 4.000 giri. Una cosa del tutto inutile, anzi dannosa per i tempi dato che da 1.370 a 4.500 giri il V6 eroga la coppia massima di 500 Nm. Vabbè, senza paranoie comunque, visto lo 0-100 dichiarato in 5,4 s. I freni sono potenti ma non perfettamente modulabili, mentre lo sterzo si adatta al meglio alle situazioni di guida, con una precisione che aumenta grazie alla taratura variabile nella modalità più sportiva, garantendo ottimi inserimenti. Insomma questa SQ5 è la versione in Suv di una S berlina o station e tenendo presente i i limiti della carrozzeria di questo tipo è decisamente un buon prodotto, che fa anche da berlina di rappresentanza ed è di grande comfort, volendo. Bene, potrà essere vostra al modico prezzo di attacco di 69.900 neuro. Noblesse oblige, o meglio ça coûte.

26 maggio 2017

Torna la Serie 8




E' morta la regina, viva la regina. Nessuna intenzione di allarmare i fan della corona britannica, ma più semplicemente la sequenza di uscita di scena dal listino della BMW Serie 6 per lasciare il posto alla nuova Serie 8, numero che ha lasciato il segno a Monaco fino all'uscita di scena nel 1999. Come ormai fa da tempo, il marchio dell'elica azzurra è solito presentare una novità in veste di concept alla passerella del concorso di eleganza di Villa d'Este e questa volta è toccato proprio alla nuova coupé di alta gamma, che rappresenta una crescita di livello rispetto al modello che sostituisce. Lo provano i motori previsti, a 8 e 12 cilindri, e la qualità dei rivestimenti, come quello in pelle Merino dei sedili e come la fibra di carbonio e l'alluminio impiegati nella pannelleria. Difficile trovare esattamente nel modello di serie, che andrà in produzione nel 2018, particolari esclusivi come il volante di design o i cerchi da 21 pollici, ma di fatto più che una concept quella presentata a Bellagio è un esemplare di preserie. Prezzo a partire da 160.000 euro, si dice, ma solo per il modello base.

La più potente delle Jag



La risposta brit alle supervitaminizzate tedesche si chiama XE SV Project 8, nome altisonante
che fa riscontro però al "solito" montaggio del V8 con compressore di 5 litri su una scocca, stavolta quella della piccola del marchio. Project 8 perché il Project 7 era quello della F-Type del 2014, realizzato sempre dalla SVO (Special Vehicle Operation), che con buona pace della Harley Davidson che ne condivide in nome è la divisione che si occupa dei progetti da collezionisti di Jag. Una bella regolata all'erogazione del compressore e la potenza è ora di al pelo dei 600 CV, 599,2 per la precisione, che consentono uno 0-100 al di sotto dei 4 secondi; la Casa dà lo 0-60 mph (96 km/h) in 3,5 secondi. Cambio ZF a 8 rapporti, trazione integrale, assetto ribassato e sterzo più diretto sono i necessari complementi della vettura, che si pone come alternativa alla Porsche GT3 e alla BMW M4 GTS. Certo che la linea non è di quelle very british: al retrotreno troneggia infatti un vistoso alettone sopra i quattro scarichi, mentre carreggiata maggiorata, minigonne e spoiler anteriore le danno un'aria decisamente corsaiola. Debutto al prossimo Festival of Speed di Goodwood, costruzione in 300 esemplari, prezzo non ancora definito ma certamente al livello della concorrenza.