17 gennaio 2017

Mazda si conferma avanti

Mazda è nota per il suo virtuosismo tecnico, Wankel docet. Ma anche in campo più tradizionale i suoi prodotti sono sempre stati molto avanti sulla strada del progresso techno, forse anche perché le piccole dimensioni dell'azienda, che dopo il legame con Ford gioca tuttora da sola in un settore popolato da giganti, le consentono un rapido passaggio dalla sperimentazione alla produzione. Ed è proprio questo il caso del nuovo motore SkyActiv che dovrebbe debuttare nel 2018 sulla Mazda 3. Si tratta di un'unità di cui ho parlato già nel 2014 che adotta il sistema HCCI, quel tipo di combustione omogenea sul cui concetto lavorano pure Mercedes, Ford e GM, ma che per ora solo Mazda intende portare sulle strade. Si tratta di un cambiamento epocale nella tecnologia motoristica, perché con questa soluzione nella marcia a velocità costante si può ottenere un notevole aumento della resa chilometrica, che nel caso del motore SkyActiv arriva a toccare i 30 km/litro. Il motore produce inoltre una bassissima quantità di NOx grazie alla ridotta temperatura di combustione e può evitare quindi il montaggio dei catalizzatori riducenti, molto costosi e ingombranti (cfr Mercedes), oltre ad offrire un'levata potenza specifica e una forte coppia su tutto l'arco di regimi. Il meglio dei benzina e dei Diesel in un solo propulsore, insomma. E' anche per questo, dunque, che Mazda ha deciso di procrastinare al 2019 la sua prima auto elettrica e al 2021 la prima ibrida plug-in; questa tecnologia potrebbe rappresentare infatti una nuova chiave di lettura per il futuro dei motori a combustione.

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