9 febbraio 2017

Il marketing GM ha un bug


Nel mondo industriale vale la regola più vendi più guadagni, specie se parliamo di automobili. Un assioma collaudato, inossidabile; almeno sinora. Sì, perché pare che alla GM la storia sia diversa. Sembra infatti che al buon andamento di vendite di Malibu, Cruze e Spark riscontrato nel 2016 non sia associato un eguale trend economico, anzi. A causa di quello che la Casa definisce ufficialmente unfavorable product mix, una sfavorevole composizione di prodotto. Il dato è emerso durante la conferenza stampa di presentazione dei risultati economici dell'ultimo quarto del 2016, ove è stato evidenziato come il margine su questa classe di vetture sia troppo basso per consentire utili. Una notizia choc in un certo senso, perché dimostra che la gestione di GM, dopo l'uscita (?) dalla crisi con Wagoner, pur con l'impegno di Mary Barra non ha fatto discostare molto l'azienda dal palo in termini di fondamentali. Il fatto è che se in passato GM si concentrò su Suv e pickup di bassa qualità per sfruttare il basso costo dei combustibili, con pochi investimenti e lauti guadagni, dopo la crisi dovette tornare a progettare auto decenti e di taglia nettamente minore, come quelle attualmente in linea, perciò. Ma l'equilibrio tra dumping per acquisire quote di mercato e investimenti per rendere le auto al livello della concorrenza (più che altro europea, intendo) non è stato trovato e di fatto ora le vetture sono vendute in perdita. Insomma, grandi aziende, grandi problemi. Forse è per questo che Marchionne insiste tanto sull'alleanza con GM. Lui la sa lunga.

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