20 febbraio 2017

Niente incentivi, niente vendite


Quando si dice che "tutto il mondo è paese" non si fa sempre della retorica. Lo prova il fatto che BYD, maggior produttore cinese di auto elettriche, veda un futuro incerto per i suoi prodotti a causa della possibilità di abolizione degli incentivi erogati dallo stato per questo tipo di veicoli. Gli automobilisti cinesi si comportano quindi esattamente come quelli europei e la scelta dell'elettrico viene dunque fatta più che altro in chiave economica e non certo di attenzione all'ambiente. Nell'ultimo trimestre del 2016 si è diffusa tra i consumatori la paura del taglio dei contributi, che ha fatto scendere le vendite (di elettriche e ibride plug-in) di BYD a sole 8.000 unità (molte dalle nostre part,i ma poche in Cina) a fronte delle decine di migliaia precedenti. A gennaio un'ulteriore caduta, con sole 487 vetture vendute, mentre l'inerzia governativa non fa prevedere variazioni nelle prossime settimane. Al centro del problema una circolare statale che stabiliva una rivalutazione degli incentivi 2017, ma solo a fronte di una valutazione del ministero dei trasporti di Pechino e della stesura di una lista dei veicoli (e dei produttori) aventi tale diritto per veicoli elettrici e ibride plug-in. La questione si è insabbiata perché si è gridato allo scandalo, dato che il fatto di rientrare o meno nella lista poteva essere oggetto di corruzione e scambi economici sotto banco. Di qui l'attuale stand by, che potrebbe durare ancora a lungo e che penalizza un mercato che nel Celeste Impero sembrava molto promettente.

Nessun commento:

Posta un commento