13 febbraio 2017

Air dreams


Qualche mese parlavo dei progetti di Airbus riguardo la mobilità aerea autonoma. Ovviamente, dato il core business della compagnia, il progetto si è focalizzato sull'hardware, sui velivoli che potrebbero esercitare il servizio e, pur a fronte dell'attuale scarsa realizzabilità del progetto, ha catalizzato l'interesse di molti protagonisti della nuova mobilità, tra cui Uber, che vede nel trasporto aereo elettrico e personale uno dei possibili business nel prossimo futuro. E la società fa sul serio, dato che ha assunto Mark Moore, trent'anni alla NASA nel centro ricerche di Langley. Tempo fa Moore ha pubblicato uno studio su mezzi aerei a decollo verticale e propulsione elettrica, studio che anche Google ha preso molto sul serio; ma Uber ha saltato il fosso e assunto l'ingegnere per mettere a punto uno studio di fattibilità. Il progetto prevede la realizzazione nell'ambito delle zone urbane interessate di alcuni vertiport, piattaforme aeree dalle quali i droni elettrici decollano verticalmente e trasportano il o i passeggeri verso il vertiport più vicino alla destinazione. Non riesco a immaginare una città piena di torri che siano vicine a tutti i luoghi sensibili, ma forse per le distanze maggiori un network di questo tipo avrebbe senso. E consentirebbe certamente spostamenti molto più veloci di quelli terrestri. Rimangono da trovare le risorse (galattiche) per un simile progetto, nonché da risolvere le attualmente titaniche difficoltà di una guida autonoma su tre dimensioni, ma la società cinese Ehang ha già presentato un drone (nella foto) che promette bene in questo senso. E poi senza sogni saremmo ancora all'età della pietra, no?

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