22 febbraio 2017

Roborace, la sfida dei non umani





La guida autonoma fa discutere noi umani, anche se i principali costruttori sembra abbiano aderito al concetto come se si trattasse della ricerca del santo Graal. E nella tradizionale ottica ripetitiva dello sviluppo di nuove idee in campo automotive ci stanno di diritto le corse, viste come veicolo di pubblicità e dimostrazione dei pregi dell'idea stessa. Così è nata Roborace, formula per consentire la competizione di veicoli self driving al campionato di Formula E. Dato per scontato che il futuro non possa passare per la combustione, la scelta delle gare di formula con auto elettriche è tutto sommato logica. Le auto ammesse appartengono a due principali categorie: le Robocar, veicoli autonomi privi di posto di guida, e le Devcar, auto in cui è previsto un abitacolo anche se la guida è affidata al computer. Quest'ultima scelta è stata determinata dalla necessità di capire come il calcolatore faccia le sue scelte de visu, con questo compito (peraltro mica privo di rischi) affidato a piloti professionisti (e aspiranti suicidi a latere, aggiungo) che sono disposti a rilevare sfumature e particolari per una perfetta messa a punto. Il primo test si è svolto a lo scorso 18 febbraio a Buenos Aires e non è andato propriamente bene: ci sono stati una serie di crash che però data la mancanza di piloti in carne e ossa non hanno provocato danni sensibili. Quindi, secondo gli organizzatori delle sfide, la spettacolarità è assicurata proprio dalle tecniche di guida estreme che possono avvenire data l'assenza di umani a bordo. Ci dobbiamo attendere un futuro di gare robotiche? Forse, e non è detto sia peggio di una noiosa F1 senza sorpassi, in cui l'unico thrill è dato da rifornimenti e cambio gomme. Secondo appuntamento il 1° aprile a Città del Messico.

Nessun commento:

Posta un commento