16 marzo 2017

La Giulia delude gli Yankee


Premessa. Si sa che i consumatori Usa sono assai più attenti di noi alla qualità dei prodotti e soprattutto alla loro affidabilità. Se ciò vale in genere, figuriamoci sulle automobili, che oltretutto negli Stati Uniti sono utilizzate sempre a fondo e con alti chilometraggi. FCA ha reintrodotto in America il marchio Alfa e grazie alla sua fama mai sopita sta ottenendo qualche iniziale successo: a febbraio sono state piazzate 518 Giulia e il mese precedente erano state 412. Piccoli numeri, ma che potrebbero inaugurare un trend. Certo se non sorgono problemi di affidabilità, tristemente noti per il gruppo. Al tempo delle Ritmo (che Oltreatlantico si chiamavano Strada) venne coniato il detto "Fix It Again Tom, (i.e.FIAT)" sull'acronimo del marchio per sancirne le continue entrate in officina. Beh, secondo Consumer Report's Talking Cars, un podcast che gira su youtube e documenta l'affidabilità dei diversi brand, le cose si stanno mettendo come 40 anni fa. Alcuni acquirenti di Alfa Giulia hanno lamentato continue entrate in officina per risolvere fastidiosi problemi, come malfunzionamenti di rilevatori o sensori di parcheggio ostacolati dalla posizione della targa, per giungere al tetto apribile che si blocca. Poi le alette parasole di scarsa qualità, i comandi della climatizzazione inaffidabili, il riscaldamento dei sedili insufficiente. Insomma una pletora di piccoli problemi che risultano però irritanti e soprattutto poco tollerabili su un'auto che ha l'ambizione di confrontarsi con le tedesche e che non può quindi tralasciare la qualità della componentistica. Difetti di gioventù? Forse, ma il dubbio di una delibera anticipata resta.

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