30 maggio 2017

Audi SQ5, letteralmente Suv




Il futuro è Suv, almeno secondo il gruppo VW. Così è meglio abituarsi alle versioni SQ, piuttosto che alle S, con l'accento sulla S, quindi più sport che utility vehicle. Ovviamente parlo dei modelli Audi di impostazione sportiva (non estrema) e nel caso specifico della SQ5, dotata di un nuovo motore V6 di 3 litri che fornisce 354 CV tra 5.400 e 6.400 giri e 500 Nm tra 1.370 e 4.500 giri, con un'erogazione quindi molto simile quanto a coppia a quella di un Diesel.

Secondo l'abituale understatement del marchio le caratterizzazioni non sono vistose: spiccano i cerchi da 20 pollici con pneumatici 255/45 (in opzione quelli da 21"), le griglie specifiche, i paraurti e il diffusore posteriore che "sale" verso i quattro scarichi. Dentro inserti in vero carbonio e sedili trapuntati tipo Bentley che fanno lusso ma sono invece più che altro di taglio sportivo, dotati di ampia possibilità di regolazione e (comunque) decisamente molto confortevoli. Cruscotto costituito da uno schermo ad alta definizione che consente diverse opzioni di visuale con ampia disponibilità di info sullo stato di motore e vettura, secondo schermo centrale per tutte le funzioni accessorie, dal comando dell'impianto multimediale B&O al navigatore con Google Map. Tutto ottimamente rifinito, di gran classe. Ampia dotazione di sistemi di assistenza alla guida; ci sono praticamente tutti, ma non sono mai invadenti.

Il nuovo motore passa, rispetto al precedente 3 litri, dalla sovralimentazione con compressore a quella mediante un turbo twin scroll collocato nella V dei cilindri, grazie agli scarichi verso l'interno e all'angolo di 90° tra le bancate (come i V8), mentre è presente un contralbero per ridurre le maggiori vibrazioni determinate da tale architettura. Il motore ha l'iniezione diretta a 250 bar e una pressione massima di alimentazione di 1,5 bar, mentre l'Audi valvelift system varia i parametri della distribuzione a seconda del numero di giri. Inoltre funziona a medio carico secondo il ciclo Miller, che prevede un'espansione maggiore rispetto alla compressione e un maggiore rendimento; in questo caso ha un rapporto di compressione geometrico di 11,2:1. Quando si affonda l'acceleratore i parametri di distribuzione tornano al ciclo Otto per sfruttare tutta la potenza disponibile; con questa regolazione duale però la percorrenza media è di 11.8 km/litro. Insomma non c'è tutta la tecnologia di punta Audi, ma la parte che conta si fa sentire.

Un tocco al bottone di avviamento sulla plancia e il V6 prende vita con un rumore sommesso e lontano. Sblocco il cambio dalla posizione di parcheggio e seleziono con l'Audi drive select l'impostazione comfort, che prevede cambiate più rilassate e sospensioni tarate sul morbido (ad aria e gestite elettronicamente, optional), oltre allo sterzo più turistico. La SQ5 si muove leggera nonostante i 1.945 kg di peso, con un ron ron appena avvertibile in sottofondo. Non sarà un  test molto lungo, quindi mi affretto a cambiare impostazione per controllare tutte le feature dell'auto. L'impostazione economy prevede in rilascio l'inserimento della funzione veleggio tra 55 e 160 km/h: la trasmissione si disaccoppia e l'auto procede per inerzia fino alla nuova pressione sul pedale. Inavvertibile ma (dicono) efficace sui consumi.

Bene, ora basta. Voglio proprio sentirli, 'sti 354 cavalli. Via con la taratura performance e giù il piede. Il tiptronic a 8 rapporti è veloce ma non sportivo come ci si aspetterebbe e perciò stempera un po' il vigore del V6, che ruggisce nelle prime 5 marce (corte), allunga in 6° e si stabilizza in 7°, mentre l'8°, molto lunga, non la mette proprio con questa taratura. L'auto comunque va decisamente forte: su un tratto di autostrada libero e privo di limiti ho raggiunto rapidamente e nonostante il traffico i 240 orari indicati a fronte di un massimo di 250. Nei tratti guidati si inserisce molto bene in curva, con transitori di appoggio  contenuti nonostante il centro di rollio ovviamente piuttosto alto. Occorre tenere presente una certa inerzia nei cambi di assetto e un minimo di trascinamento laterale, ma poi ci si abitua e ci si comincia a divertire. La trazione integrale quattro controlla la coppia su ogni ruota grazie alla gestione elettronica e aiuta negli inserimenti in curva facendo le veci di un autobloccante; con l'optional del differenziale sportivo poi, presente sull'auto in prova, il sottosterzo sparisce del tutto nonostante la mole e l'auto dà la piacevolissima sensazione di essere sparata via verso l'uscita di curva; molto gratificante anche per i neofiti della guida sportiva.

Il sound del propulsore a basso regime è strano per un V6, sembra quasi quello di un V8: ho il sospetto di qualche rinforzo acustico dall'impianto audio. Comunque il lag di risposta del turbo è quasi inesistente e le salite di giri molto rapide, anche se il cambio ha la brutta abitudine di eseguire il downshift quando si affonda il gas pure in modalità manuale e anche se il propulsore si trova attorno ai 4.000 giri. Una cosa del tutto inutile, anzi dannosa per i tempi dato che da 1.370 a 4.500 giri il V6 eroga la coppia massima di 500 Nm. Vabbè, senza paranoie comunque, visto lo 0-100 dichiarato in 5,4 s. I freni sono potenti ma non perfettamente modulabili, mentre lo sterzo si adatta al meglio alle situazioni di guida, con una precisione che aumenta grazie alla taratura variabile nella modalità più sportiva, garantendo ottimi inserimenti. Insomma questa SQ5 è la versione in Suv di una S berlina o station e tenendo presente i i limiti della carrozzeria di questo tipo è decisamente un buon prodotto, che fa anche da berlina di rappresentanza ed è di grande comfort, volendo. Bene, potrà essere vostra al modico prezzo di attacco di 69.900 neuro. Noblesse oblige, o meglio ça coûte.

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