22 maggio 2017

Nuova architettura, ma il motore resta yankee


Da alcuni anni (almeno tre) si parla della nuova Corvette a motore centrale, la C8, che dovrebbe debuttare l'anno prossimo e rappresenterebbe la rinascita in chiave terzo millennio della più carismatica sportiva Usa. Una svolta radicale nell'ottica della ricerca di prestazioni maggiori, che tiene conto dell'attuale inevitabile limite causato dall'inerzia delle masse concentrate all'avantreno (pur se dietro l'asse anteriore) e orientato all'ottenimento di un migliore Cx della vettura. In tanta novità progettuale ci stava anche uno sgancio definitivo dall'ultratradizionale small block, con il passaggio al V8 biturbo DOHC ad albero piatto nei cassetti della progettazione da tempo. E invece no. Sembra proprio infatti che anche la Corvette mid-engined avrà di base il 6.2, quantomeno nella versione ZR-1, quella con doppi alberi a camme in testa invece dei pushrod. Il motore sarà sovralimentato con un compressore a lobi Eaton e la potenza potrebbe salire a circa 700 cavalli, grazie anche all'iniezione diretta e ai doppi variatori di fase. Sembra sia occorso un notevole lavoro di risistemazione degli accessori, poiché il vano posteriore è decisamente più angusto del cofano anteriore, mentre sono emersi problemi iniziali di surriscaldamento che hanno portato a riprogettare in toto il sistema di raffreddamento. Probabilmente era meglio rifare tutto ex novo invece di adattare l'esistente, ma tra innovatori e tradizionalisti hanno vinto questi ultimi. Un mood in espansione negli States, di questi tempi.

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