4 maggio 2017

Sarà "pesante" l'attacco cinese


Il nuovo attacco cinese ai mercati è (o sarà) figlio del surplus produttivo locale. Ma se è vero che le auto cinesi ottemperano ormai alle norme EU, è altrettanto vero che non occupano certo i vertici del mercato quanto a livello tecnologico. La solita storia: noi (leggi Europa) produciamo poco, abbiamo bassi trend, ma siamo sempre avanti quanto ad high tech. Per ciò che riguarda le più recenti tecnologie costruttive del mondo automobilistico, tipicamente quelle leggere, le aziende del Far East continuano a impiegare quindi più che altro leghe di acciaio. Inoltre, la produzione di alluminio interna per via elettrolitica ha visto lievitare il prezzo del prodotto, passato da 9.800 a 15.800 yuan per tonnellata (da 1.302 a 2.100 €) nel giro di un anno. A fronte delle recenti nuove norme sul rispetto ambientale, che riducono la sovracapacità degli impianti e li costringono a investire in sistemi di eliminazione sostenibile degli scarti, il prezzo dell'alluminio salirà ancora e conti alla mano saranno ben  poche le aziende che cercheranno di impiegarlo nei prossimi progetti. Senza contare che in Cina di fatto non esiste una rete di officine capaci di affrontare le riparazioni di carrozzeria su leghe leggere. Almeno in qualcosa, dunque, l'Europa continuerà a tracciare la strada. Resta da vedere però se, come già succede nel campo dell'alimentazione e a fronte di una crisi che pur con tutti i buoni auspici non accenna a finire, le scelte dei consumatori saranno influenzate più dal prezzo o dalla qualità.

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