14 giugno 2017

Amazon fa sul serio con le auto


L'anno scorso c'era stata l'iniziativa pilota con la Seat in Francia. Ora però pare proprio che Amazon stia pianificando un ingresso alla grande nel mondo della vendita di automobili. In effetti il ruolo della internet company Usa sta assumendo sempre più una connotazione di venditore globale, cui non è precluso alcun segmento di mercato, ma rispetto a ciascuno dei quali viene applicata una politica specifica. Nel caso delle auto l'esperienza francese fa scuola, ma riguardava solo 15 auto pre-immatricolate. Ora si tratta di affrontare il mercato con un approccio globale, che tenga conto delle diversità burocratiche in vigore e dei tempi effettivi di consegna legati alla produzione. Chi compra sul web non è disposto alle attese che contraddistinguono certi modelli e si tratta di vedere quale politica Amazon sarà in grado di seguire o addirittura imporre ai fornitori sulla base prima delle prospezioni di vendita e poi sugli (eventuali) dati reali. L'esistenza del database Amazon Vehicles è di supporto ma occorre implementare una rete di stoccaggio dei veicoli e una rete di servizio, che comprenda anche officine per la manutenzione. A questo riguardo, sembra che Amazon stia facendo passi verso accordi collaborazione con società di servicing terze rispetto a quelle delle concessionarie delle Casa e in grado di trattare una rete multimarca con efficienza. Il sistema di stoccaggio dei veicoli richiede ampi spazi e una logistica ad hoc, ma è fondamentale per fare da buffer rispetto alla fornitura. Per le Case potrebbe anche rappresentare un sistema remunerativo per ammortizzare gli stock e livellare la domanda su tempi lunghi, ma ovviamente Amazon vorrà dire la sua e guadagnarci facendo dumping. Dal punto di vista fiscale, poi, le cose potrebbero essere ancora più complesse; forse è per questo che il delivery partirà probabilmente in UK, Paese notoriamente molto permissivo quanto a regole fiscali, con base operativa in Lussemburgo, altro punto oscuro della condivisione fiscale UE. In ogni caso sarà interessante vedere l'evoluzione dell'iniziativa.

Nessun commento:

Posta un commento