31 luglio 2017

Se te se minga bûn...


Le strade britanniche sono difficili, lo sa chiunque abbia guidato da quelle parti. Fatta eccezione per le dual carriageway, sono strette e, soprattutto, non hanno il margine laterale che esiste praticamente su ogni strada del Continente, Irlanda esclusa. Il che implica molta concentrazione nella guida (bene) ma anche nessuna tolleranza per gli svarioni: appena ti distrai, picchi. Ed è andata così a questo anonimo signore del South Yorkshire, che nemmeno un'ora dopo aver ritirato dal concessionario la sua Ferrari 430 Scuderia second hand, l'ha ridotta così. Pioveva, dice, e si è distratto solo un attimo. Comunque non si è fatto male e se aveva un kasko come si deve magari può ritentare la fortuna con una più moderna 488...

Consegnate le prime Model 3



Tesla ha mantenuto le sue promesse commerciali e venerdì sono state consegnate le prime 30 Model 3. E contemporaneamente sono state finalmente diramate le specifiche della produzione: due modelli per la fase iniziale, la base e la Long Range, che si differenziano (anche), come dice il nome, per l'autonomia consentita nel secondo modello dalla maggiore capacità del pacco batterie, 515 km contro 354. Il prezzo negli Usa è di 35.000 $ per la base e di 44.000 per la L.R.; le prestazioni, rispettivamente, una V max di 209 km/h e uno 0-60 mph (96 km/h) in 5.6 s e 225 km/h e 5,1 s. Quindi a maggiore capacità (e pure maggior prezzo) maggiori prestazioni, una scelta un po' vecchio stile per Tesla. Le Model 3 per ora sono tutte a trazione posteriore con un singolo motore; in futuro ci saranno però anche quelle con doppia motorizzazione a trazione integrale. L'interno è piuttosto "dimesso", fatta eccezione per lo schermo da 15 pollici touch che aziona praticamente ogni cosa, ma pagando 5.000 dollari in più c'è un allestimento lusso come selleria in pelle e sedili maggiormente regolabili. L'equipaggiamento standard comprende comunque navigatore e connessione internet, oltre alla struttura base dell'Autopilot, che con altri 5.000 $ diventa più "capace" e con ulteriori 3.000 $ diventa del tutto autonomo. Un bel salasso per far divertire il computer. 4 anni di garanzia sull'auto e 8 sulla batteria. I primi 30 clienti sono stati molto fortunati (amici?): in agosto verranno costruite solo altre 100 auto, 1.500 per settembre e un totale di 20.000 per fine anno. Quindi gli altri 380.000 clienti in attesa che hanno pagato la prenotazione dovranno attendere l'anno prossimo o meglio la fine del 2018, dato che Tesla prevede una produzione di 500.000 auto comprendendo S e X. Comunque, non perché sia un nostalgico delle mascherine, ma lasciatemi dire che il frontale piatto della Model 3 è decisamente brutto: mi domando come non abbiano trovato una soluzione stilistica decente all'assenza della griglia.

26 luglio 2017

L'occhio del fisco sulle elettriche


Ancora sull'elettrico, ma stavolta riguardo un evento che avevo peraltro largamente previsto. In California, a Palo Alto per la precisione, dal prossimo 1° agosto si pagherà una tassa aggiuntiva sulle ricariche di auto elettriche. Fa specie che la prima di questa prevedibile individuazione da parte della fiscalità di una nuova fonte di introito avvenga proprio nella località ove ha sede la Tesla e forse la coincidenza è dovuta al lancio della Model 3 con le sue ampie aspettative di vendita, ma il fatto è che c'è stata una prima volta, la pratica è stata sdoganata. Ora dobbiamo aspettarci una discesa a pioggia un po' dappertutto, con più o meno sviluppate punte di ingordigia da parte delle diverse amministrazioni. Sulla West Coast la tassa si limita a 0,23 $/kWh, decisamente poco in assoluto meno di 10$ per una percorrenza di 100.000 km circa, ma è il concetto che conta. Per ciò che riguarda i futuri automobilisti elettrici (diciamo) low cost della Model 3, inoltre, ci sarà pure da pagare la fattura della corrente utilizzata, il cui costo per i più ricchi possessori di Model S e Model X viene assunto da Tesla. Per essere realisti, comunque, non si può pensare che a fronte del calo di vendite dei carburanti tradizionali, per ora futuribile ma possibile, i diversi governi rinuncino tout court a un cospicuo introito di cash senza prevedere una alternativa. E calando il discorso in Italia, viste le abitudini, io starei molto attento nel valutare i reali costi futuri.

Toyota cambia idea


Il punto debole delle auto elettriche resta sempre quello delle batterie. Ingombranti, pesanti nonostante l'impiego del leggerissimo litio, con una densità energetica ridicola (la quantità di energia per unità di volume) rispetto a un serbatoio di carburante. Ecco perché gli sforzi degli attori del settore si concentrano sulla ricerca nel campo degli accumulatori. E l'ultima novità viene da Toyota, che secondo un quotidiano jap ha in fase di avanzato sviluppo un nuovo tipo di batterie al litio a elettrolita solido che sarà sul mercato nel 2022. La scelta va nella direzione di accumulare maggiore energia grazie alla parimenti maggiore densità del composto, mentre il migliore scambio termico riduce la possibilità di surriscaldamento e limita quindi il peso aggiuntivo dovuto al sistema di raffreddamento; infine, le nuove batterie accetterebbero intensità di ricarica assai maggiori, riducendo drasticamente (ammesso che le colonnine specifiche diventino virali) i tempi di attesa. La scelta di produrre in quantità accumulatori rappresenta un deciso cambio di orizzonte per la casa nipponica, che 5 anni fa aveva preferito lo sviluppo delle fuel cell (vedi la Mirai), ritenendolo più promettente. Ma solo lo stolto non cambia mai idea...

25 luglio 2017

Manca pochissimo alla nuova TVR


Un po' più di un anno fa ero tornato sull'argomento TVR, nome mitico per gli amanti delle auto feroci, ma ahimé scomparso dalla scena da (troppo) tempo. La nuova proprietà tuttavia sembra mantenere le promesse e la nuova vettura è attesa per il lancio al 2017 Goodwood Revival che si aprirà appena prima del salone di Francoforte in settembre; nel frattempo un nuovo teaser è stato rilasciato. Confermate le linee generali dell'auto: motore yankee V8 di 5 litri, del quale non è stata comunicata tanto la potenza quanto (nella più pura illogica ottica anglosassone e in unità di misura arcaiche) il rapporto peso potenza di 400 hp/tonne, vale a dire 405,56 CV/1.016,04 kg, cioè, in unità umane, 2,5 kg/CV;  peso di 1.200 kg, 0-60 mph (96 km/h) in meno di 4 secondi e Vmax di oltre 320 km/h. Gli scarichi sembrano essere stati modificati rispetto al primo teaser, altrettanto la scocca che ora impiega un mainframe in alluminio con pannelli in vetroresina, mentre quella in carbonio realizzata con il sistema iStream di Gordon Murray sarà una (costosa) opzione in sede di prenotazione dell'auto. Prezzo sopra i 100.000 € e produzione del lotto iniziale ampliata a 500 vetture; il portafoglio clienti per ora ha raggiunto 300 depositi di 5000 sterline per la prenotazione.

24 luglio 2017

Blind screen anche sulla Ampera-e?




A volte un piccolo bug può fare danni più grandi quanto si pensi. E' il caso della Chevrolet Bolt, la nuova elettrica di GM in fase di lancio anche dalle nostre parti sotto il nome di Opel Ampera-e, che manifesta un piccolo ma serio problema di visibilità. Sulle vetture dotate del parabrezza nella finitura grigio chiaro unita all'interno nella tinta "light ash gray and ceramic white", la scelta di tonalità dà luogo a forti riflessioni che in determinate condizioni rendono la guida pericolosa, causando una sorta di cecità temporanea del guidatore. Il problema è stato segnalato alla NHTSA (l'ente di controllo Usa sulla sicurezza stradale) su alcuni forum e l'ente sta facendo controlli per decidere se ordinare un richiamo. Nel frattempo gli sfortunati pionieri dell'elettrico a stelle e strisce hanno dovuto provvedere a proprie spese alla sostituzione della plancia, con un costo di circa 2.500 dollari che per ora GM si rifiuta di accollarsi. Magari però in Europa le plance sono solo scure...

Mica tutti uguali, i cavalli



Di GT40 originali penso ce ne siano in giro ormai poche, Restano però le repliche, che se sono fatte come si deve hanno ancora moolto da dire. Come in questo video, dove una replica motorizzata Gurney-Weslake fa vedere i sorci verdi un po' a tutti in accelerazione. Il V8 è un 427 cid (6994,26 cm3) da 450 CV, abbastanza pochi rispetto alle supervitaminizzate che le fanno da contorno, ma che uniti al peso ridotto e alla rapportatura racing sparano agilmente la vecchietta oltre i 250 orari sul quarter mile. Ma la chicca è la sdrumata che si becca una Dodge Challenger SRT Hellcat, che pur con un differenziale di potenza di ben 267 cavalli rimane nettamente indietro. Senza contare che se guardate bene a fine sparo dallo scarico esce un fumino bianco che la dice lunga sull'affidabilità di quei 717 CV. OK, gli spari sul quarto di miglio sono una specialità Usa che non dice nulla sulle vere doti stradali dell'auto. Ma pensate che sul ring sarebbe andata diversamente?