13 novembre 2017

La fine del petrolio incombe. Oppure no?


Altro leitmotiv attuale di settore è la diatriba su quando finirà la disponibilità su larga scala di carburante per autotrazione, ergo quando dovremo tornare a frequentare le farmacie  per l'approvigionamento come agli inizi del secolo scorso. Premesso che non credo sia possibile in tempi brevi una transizione così complessa e articolata, ma soprattutto costosa e difficile specie per Paesi non appartenenti a primo e secondo mondo, registro una nuova peraltro autorevole Cassandra fare le sue mortali previsioni. Si tratta di Seigo Kuzumaki, capo del settore di R&D avanzato di Toyota, che prevede per il 2040 una percentuale inferiore al 10% di auto con motore tradizionale in circolazione e per il 2050 la definitiva cessazione della loro produzione, vetture ibride incluse, cui seguirebbe in tempi brevi il taglio della produzione di greggio e la riconversione delle compagnie petrolifere (in cosa poi non è detto saperlo a oggi). Non sono sicuro a quale ambito economico si riferisca con precisione Kuzumaki, ma il fatto che Toyota metta in produzione dal 2020 una famiglia di auto elettriche equipaggiate con le batterie a elettrolita solido attualmente in sviluppo potrebbe essere la chiave di volta della dichiarazione. E con tutto il rispetto del potenziale techno di gruppi come Toyota e VW, mi si consenta comunque di avere qualche dubbio sulla previsione. Anche perché la complessa transizione della mobilità che ci aspetta per le future mega città è tutt'altro che definita tecnicamente ma soprattutto politicamente. Un'altra dose di wishful thinking?

Nessun commento:

Posta un commento