6 novembre 2017

Porsche Cayenne Turbo





Se dici Porsche ti viene in mente subito la 911. immutabile icona del brand. Ma dal 2002 Il costruttore nell'orbita VW è anche un affermato costruttore di Suv con la Cayenne, giunta oggi alla sua terza generazione. Rinnovata nel design e nelle dimensioni (più lunga di 63 mm e più bassa di 9), offre un'estetica più accattivante nel frontale basso tradizionalmente disegnato nel mood Porsche e nella coda elegante che richiama un po' i modelli Audi. Un'auto massiccia all'impatto, che sprizza solidità da tutti i pori pur con la scocca alleggerita di 135 kg rispetto alla vecchia e che non rivela immediatamente le sue doti prestazionali.

Trattandosi di una Porsche, però, tali doti sono sempre al top e i riferimenti velocistici  molto alti, così come i motori, tutti belli tosti. Si parte dalla base con un V6 monoturbo da 340 CV e 450 Nm, per passare al V6 biturbo della S con 440 CV e 550 Nm e giungere al V8 biturbo della Turbo da 550 CV e 770 Nm. La versione ibrida arriverà l'anno prossimo. Pienamente entrato nell'ottica del marchio, scelgo dunque la Turbo per il mio test.

Dell'estetica ho già detto, niente di vistoso. Qui i cerchi sono da 21" pollici di serie, mentre la coda si differenzia dalle altre versioni per la scritta e i quattro scarichi di forma squadrata. Spicca però lo spoiler che deriva dalla 911 Turbo, capace di inclinazioni variabili a seconda delle condizioni di marcia. Chiuso per ridurre i consumi e sollevato di 6° sopra i 160 km/h, raggiunge i 12,6° se il selettore di marcia è su Sport Plus per dare maggior carico al retrotreno. Ma l'angolo raggiunge i 19,9° se il tetto apribile è aperto, per evitare eccessive turbolenze, e arriva a 28,2° in posizione di freno aerodinamico, consentendo di ridurre di 2 metri lo spazio di arresto da 250 km/h.

Dentro tanto spazio, finiture accurate e una consolle centrale piena di comandi touch, efficace ma non sempre intuitiva nella decodifica delle funzioni. Al centro della plancia lo schermo da 12,3 pollici versatile come un tablet che controlla tutte le funzioni di infotainment e che sente l'avvicinamento delle dita prima del tocco, predisponendosi in anticipo alla scelta. Tutto di alto livello, come la struttura audio, a scelta Bose oppure Burmester per avere il massimo, con 21 altoparlanti e 1.455 W complessivi.

I sistemi di assistenza alla guida vanno al di là dei soliti controlli di corsia o di velocità intelligenti usuali su questa classe di vetture: con l'InnoDrive basandosi sul navigatore il cruise control calcola autonomamente i valori ottimali di accelerazione e decelerazione per i successivi 3 km e aziona quindi di conseguenza acceleratore, freni e Tiptronic S a 8 rapporti.

Bene basta con le ciance. Pur con accesso keyless a bordo, sulla sinistra c'è una chiave di accensione a rotazione non estraibile, tributo alla tradizione. Il V8 si accende in sordina e ronfa; ampia la possibilità di regolazione elettrica del sedile con appoggio sportivo allungabile per le gambe, volante di piccolo diametro con palette per le cambiate manuali e a destra il comando a rotazione per la modalità di guida: Normal, Sport, Sport Plus o il programmabile Individual. Al centro di esso un bottone per attivare lo Sport Response, che per 20 s rende (se possibile) la Turbo ancora più cattiva.

Le strade dell'isola di Creta non sono il massimo per tirare all'impazzata ma la Cayenne inizia subito divorando una salita con la stessa velocità di una caduta. Il motore è possente e titanico nella spinta che ti schiaccia contro il sedile, il corpo vettura agile come non pesasse 2.175 kg. Merito della complessa tecnologia delle sospensioni, con ammortizzatori ad aria a tripla camera, della compensazione attiva del rollio, ma soprattutto della sterzatura posteriore, di serie sulla Turbo e sulla S. Gli inserimenti sono rapidi e precisi, l'auto giunge in corda nel punto voluto e copia con precisione le traiettorie imposte in percorrenza, senza manifestare alcuna instabilità anche sul fondo sconnesso. Fa impressione quanto si vada forte e senza sforzo con questa Suv e presto ti dimentichi di guidare una fuoristrada.

Ma a ricordarmelo ci pensano gli addetti al test di Porsche che mi indirizzano su un percorso sterrato di quelli che nelle isole greche sono lo spauracchio dei turisti inesperti. Tramite lo schermo centrale  attivo la modalità off road e imbocco il sentiero, che via via diventa pù scosceso. Grazie alle telecamere esterne e a una app sullo smartphone posso avere sullo schermo anche l'immagine di cosa c'è davanti a me quando il muso punta verso l'alto e altrimenti andrei alla cieca. Quanto alla meccanica, ovvio non aspettarsi défaillance con 770 Nm sotto il pedale, ma apprezzo la dosabilità della trazione e le capacità di affrontare tratti molto sconnessi da vero veicolo professionale. Certo l'idea di strisciare la carrozzeria di un'auto da 143.666 € non è il massimo, così come la gommatura da strada, pur efficace.

Ecco perché all'uscita del tratto mi fanno un controllo gomme, necessario perché, di nuovo sull'asfalto, in teoria potrei farmi una sparata fino a 286 km/h. La strada è più larga e liscia e ci dò dentro a manetta. Non posso che apprezzare i freni potenti, dosabili alla perfezione e apparentemente infaticabili e la spinta piena che ti fa sgommare sulle quattro ruote. Ma ogni tanto il cambio mi fa uno scherzetto e manca il punch. La taratura sportiva alla vecchia maniera prevede infatti che la sportività cresca al salire dei giri e quindi se vuoi andare forte devi impegnarti e tenere giù, usando le prime quattro marce più corte e ravvicinate. Tutto relativo, ovviamente, viste le prestazioni stellari, ma con la Cayenne non ci sono mezze misure, mentre altre concorrenti consentono di tenere performance elevate con maggior souplesse, senza far salire il motore sopra i 2.500 giri.

Ho divorato il percorso in un baleno e sto arrivando troppo presto a fine test. Visto che intanto ha iniziato a piovere ne approfitto per settarmi in Normal e guardare gli splendidi panorami; in silenzio e con distacco arrivo al parcheggio. Solo i carboceramici fumanti mi possono tradire.

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