30 dicembre 2017

Consumano troppo: stop a 553 auto in Cina


Le blacklist non le fa solo the donald. Anche i cinesi hanno la loro bella lista di proscrizione ma, contrariamente a quelle stilate di là dell'Atlantico, basata su criteri di interesse ecologico piuttosto che socio/politico. Il tutto tradotto in campo auto si riconduce alle emissioni, di CO2 nella specie: 553 automobili costruite in Cina sono state infatti incluse in un elenco che le mette al bando per il consumo eccessivo. Ma sbaglierebbe chi pensi si tratti soltanto di prodotti locali, nell'elenco compaiono infatti anche marchi come Audi, Mercedes-Benz e Chevrolet. In ogni caso queste vetture non potranno più essere prodotte, mentre viene incentivata la realizzazione di vetture ibride ed elettriche NEV (New-Energy Vehicles), che secondo i calcoli del ministero dei trasporti locali nel 2019 toccherà il 10% delle vendite complessive di auto nuove. La misura, ventilata da tempo da diversi stati, è di fatto la prima di questo tipo al mondo: la Cina ha così preceduto Olanda, Norvegia, UK, Francia e California sull'argomento, mentre nel prossimo futuro (leggi nel 2018) potrebbe venir promulgata la legge che impone una deadline alla produzione di auto con motore unicamente a combustione. La Cina corre, quindi. Ma sulla sua fede ecologista farei una bella tara. La produzione locale di energia elettrica è infatti largamente basata sul carbone, il peggior combustibile in assoluto per tenere a bada la CO2 e quando si ricorre all'idroelettrico si fanno scempi come quello della diga delle Tre Gole sul fiume Azzurro. Se le auto elettriche dovessero davvero diffondersi con i tipici tassi di incremento cinesi, allora la produzione di energia elettrica dovrebbe seguire la domanda e non sono certo che il territorio del Celeste Impero ne avrebbe un beneficio.

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