20 marzo 2018

La realtà virtuale di Seat




La realtà virtuale è entrata pienamente nell’industria automobilistica, serve infatti a rendere più facile l’approccio alla sperimentazione e prototipazione riducendo i costi e accelerando notevolmente il time to market dei nuovi prodotti. Sono stato alla sede Seat di Martorell, in Spagna, per vedere come il sistema sviluppato dal marchio spagnolo a partire dal secondo millennio sia ormai parte della progettazione e migliori la produzione. La struttura che si occupa della realtà virtuale è collocata centralmente nell’area produttiva e ha accesso a ogni dipartimento; i dati sono memorizzati nel server e ad essi hanno accesso tanto le divisioni del sito spagnolo quanto le altre strutture del gruppo, indipendentemente dalla loro collocazione geografica. La tecnologia legata alla realtà virtuale ha fatto grandi passi avanti negli ultimi anni e dai caschi grandi e pesanti si è passati a visori leggeri e comodi da indossare, mentre il prezzo dei singoli componenti è proporzionalmente sceso sino all’attuale ordine del migliaio di euro per gli equipaggiamenti in uso. Seat ha scelto comunque di non destinare grandi importi all’updating dell’hardware poiché il progresso continuo li rende obsoleti in breve tempo.

L’utilizzo prevalente del sistema è quello che permette di simulare una vettura in tutte le sue componenti e di agire su essa come se fosse reale; su un’auto virtuale ci puoi salire e valutare così ogni componente da diverse angolazioni. In ambito progettuale si studiano diverse soluzioni tecniche e calcolano gli stati di sforzo delle diverse componenti, il tutto prima di arrivare ai prototipi, riducendo così il tempo di messa a punto e contemporaneamente valutando la possibilità effettiva di uso del particolare. Si fanno inoltre simulazioni di montaggio (video) che risultano del tutto aderenti alla realtà e che individuano le criticità in modo da poterle correggere. Gli operatori della catena di montaggio si esercitano quindi nello studio virtuale per apprendere la corretta modalità di montaggio di un particolare, mentre chi si occupa dello sviluppo può rendersi conto di come le operazioni richieste possano essere migliorate e a prove di errore. Attualmente i test stradali sono ancora necessari, ma il futuro potrebbe prevedere l’eliminazione delle fasi “reali” sino alla costruzione dei prototipi. E l'auto vera sarà così solo l'ultimo atto della catena.

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