23 aprile 2018

Il carbonio scende dall'Olimpo


Magna è una multinazionale dell'automotive, un fornitore di parti complete come chassis, sistemi di trazione e dispositivi elettronici un po' per ogni costruttore, ma capace anche di progettazione di vetture complete e dello studio di applicazione industriale di nuove tecnologie. Come nel caso delle fibre di carbonio, riservate sinora a vetture top con lavorazione di tipo semi-artigianale,  eccettuato il caso delle i di BMW, uniche a impiegare un processo industriale per le scocche. Ora però Magna ha messo a punto un sottotelaio anteriore per le Ford Fusion Usa (diverse da quelle europee con lo stesso nome, di fatto delle Mondeo) che a Dearborn (sede Ford) stanno sottoponendo a test di affidabilità. Se il particolare verrà approvato sarà il primo impiego su larga scale della fibra per prodotti di massa, con un risparmio nel caso specifico del 34% in peso rispetto al componente in acciaio. Magna ha già pronte altre parti di telaio, che garantirebbero analoghi risparmi di peso con caratteristiche di rigidità e resistenza superiori a quelle tradizionali. Unico problema, la dissipazione di energia in caso di urto, inadatta alle attuali specifiche di sicurezza. Ford continuerà quindi a impiegare strutture metalliche che in caso di urto sostengano l'impatto, limitando al 5% la quota di energia cinetica che il particolare in carbonio debba dissipare. Ciò limita il campo di utilizzo del composito, che ha comunque l'atout di consentire un consistente risparmio di costo in catena, visto che i pezzi in fibra arrivano già formati e pronti per l'installazione senza necessità di saldature e pre-assemblaggi in loco. L'era del carbonio a basso costo è alle porte.

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