10 aprile 2018

La 3 dei miracoli


La Model 3, la Tesla deus ex machina del passaggio da costruttore di nicchia a marchio di massa, continua a turbare i sonni di Elon Musk. L'ultimo problema riguarda le attese per  la versione a due motori, ergo la 4WD, di molti dei sottoscrittori. In un tweet Musk ha risposto direttamente alla domanda specifica sostenendo che entro circa un mese la vettura dovrebbe essere disponibile, collocando però poco dopo l'inizio di produzione a luglio, quando i volumi dello stabilimento di Fremont abbiano raggiunto l'obiettivo funzionale di 5.000 vetture al mese. Tutto questo sembra sempre più wisful thinking. Tesla ha già mancato due volte l'obiettivo di produzione della 3, annunciato prima a fine 2017 e poi al primo trimestre 2018, ma tuttora lontano. Tra marzo e aprile Fremont ha sfornato 2.020 Model 3 contro le previste 2.500 alla settimana e sinora sono state realizzate solo le versioni più costose, mentre le versioni base, quelle da 35.000 $,  non affronteranno la catena prima della fine dell'anno. Dal tweet di Musk si evince inoltre che le attese dei clienti base potrebbero allungarsi ulteriormente, vista le messa in produzione della 4WD. Il problema è però che il grosso dei clienti è stato attirato dal credito d'imposta federale di 7.500 $, che tra due anni, epoca della probabile consegna dei modelli base, sarà dimezzato. Nonostante una sorta di quella che defininirei una fede molto californiana nel brand, che ricorda un po' la storia dei cristalli di qualche tempo fa, esiste oggettivamente l'eventualità che molti dei clienti in attesa disdicano la prenotazione. E qualche personaggio di spicco lo ha già fatto, come lo scrittore Cheat Sheet Eric Schaal che ha pubblicizzato le sue motivazioni. Un fenomeno a cascata in questo senso non farebbe certo bene alla quotazione di borsa di Tesla, che in poco tempo ha già perso un quarto del valore record raggiunto nel 2017.

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